Le Costituzioni degli Stati democratici occidentali sono basate su principi filosofico-politici liberali. Nei paesi ex comunisti è diffusa anche l'autocrazia, soprattutto per la diversità della vita negli immensi e dispersivi luoghi dell'ex URSS, che impongono differenti ritrovati politici per garantire libertà e paetecipazione. Nel complesso il potere occidentale è improntato secondo le dottrine politiche liberali. Dunque l'orientamento politico liberale è difesa oppure sviluppo di principi base che non possono essere criticati senza criticare le stesse forme politiche occidentali esistenti, che hanno propria ragione di esistere nel riconoscimento del fondamentale valore di ciascun singolo e nel conseguente riconoscimento del valore proprio dei collettivi, composti appunto da singoli. Questa ragione è necessaria in politica e per la politica, in Occidente ed in parte altrove, per motivazioni di ordine vitale e di semplice sopravvivenza. Negare tali motivazioni dunque è un delitto politico.
Si consideri allora questa triste condizione di molti luoghi occidentali funestati dalle vendette degli sconfitti stalinisti:
Purtroppo fino ad oggi il marxismo ha avuto ancora ampi poteri nelle università, mentre una volta operava segretamente influenzando tutte le istituzioni culturali, anche quelle religiose. Questo monopolio è terminato ma resta un pesante fardello da sopportare: il marxismo non ha cessato di essere invadente sfruttando i suoi successori e le stesse realtà subculturali nelle quali ormai esso stesso sta rientrando senza scampo. Lo si capisce se si distinguono: marxismo, marxismo-leninismo, leninismo, leninismo comunista, leninismo non comunista o excomunista o postcomunista. Il cosiddetto marxismo postcomunista o quello excomunista sono state autodistruzioni o indecisioni o trucchi del medesimo marxismo. Quali trucchi, sono in parte ancora attivi purtroppo.
Quale fenomeno politico antilibertario fino al rifiuto, aperto od occulto, dei valori liberali propri degli Stati occidentali, il Marxismo non può e non deve essere accolto nelle istituzioni, ora libere dalle intrusioni sovietiche e staliniste, e la sua prassi non può essere accettata all'interno delle prassi democratiche.




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