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Discussione: No al Marxismo.

  1. #1
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    Predefinito No al Marxismo.

    Le Costituzioni degli Stati democratici occidentali sono basate su principi filosofico-politici liberali. Nei paesi ex comunisti è diffusa anche l'autocrazia, soprattutto per la diversità della vita negli immensi e dispersivi luoghi dell'ex URSS, che impongono differenti ritrovati politici per garantire libertà e paetecipazione. Nel complesso il potere occidentale è improntato secondo le dottrine politiche liberali. Dunque l'orientamento politico liberale è difesa oppure sviluppo di principi base che non possono essere criticati senza criticare le stesse forme politiche occidentali esistenti, che hanno propria ragione di esistere nel riconoscimento del fondamentale valore di ciascun singolo e nel conseguente riconoscimento del valore proprio dei collettivi, composti appunto da singoli. Questa ragione è necessaria in politica e per la politica, in Occidente ed in parte altrove, per motivazioni di ordine vitale e di semplice sopravvivenza. Negare tali motivazioni dunque è un delitto politico.

    Si consideri allora questa triste condizione di molti luoghi occidentali funestati dalle vendette degli sconfitti stalinisti:
    Purtroppo fino ad oggi il marxismo ha avuto ancora ampi poteri nelle università, mentre una volta operava segretamente influenzando tutte le istituzioni culturali, anche quelle religiose. Questo monopolio è terminato ma resta un pesante fardello da sopportare: il marxismo non ha cessato di essere invadente sfruttando i suoi successori e le stesse realtà subculturali nelle quali ormai esso stesso sta rientrando senza scampo. Lo si capisce se si distinguono: marxismo, marxismo-leninismo, leninismo, leninismo comunista, leninismo non comunista o excomunista o postcomunista. Il cosiddetto marxismo postcomunista o quello excomunista sono state autodistruzioni o indecisioni o trucchi del medesimo marxismo. Quali trucchi, sono in parte ancora attivi purtroppo.
    Quale fenomeno politico antilibertario fino al rifiuto, aperto od occulto, dei valori liberali propri degli Stati occidentali, il Marxismo non può e non deve essere accolto nelle istituzioni, ora libere dalle intrusioni sovietiche e staliniste, e la sua prassi non può essere accettata all'interno delle prassi democratiche.
    Jerome likes this.

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  2. #2
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    Predefinito Re: No al Marxismo.

    Fornisco questo utile prospetto di storia e cronaca italiane:

    Non risulta vero che la DC avesse un accordo col PCI per conferirgli ruolo guida nella cultura. Questo ruolo il PCI lo aveva assunto contro la DC. Vero è però che qualche volta le fazioni filoclericali della DC non seppero comprendere l'importanza della cultura per la politica ed è vero che gli antigramsciani parimenti non vollero evitare di assumere i filoclericali della DC per interlocutori privilegiati. Ma la politica democristiana se ne riscattò. La DC crollò soltanto dopo aver superato l'opposizione comunista, infatti i comunisti chiusero il PCI e aprirono il PDS dei postcomunisti. In questa fase non v'era più opposizione culturale. La causa determinante del crollo della DC non furono i processi per corruzione ma l'astio del clero cattolico romano che accusava l'abbandono di molti potenti democristiani, romani compresi ma soprattutto meridionali. Iniquamente non si procedette a processare anche la corruzione comunista, che illecitamente si avvaleva dei soldi sovietici. Per sopperire a questa mancanza lo Stato attivò una difesa speciale, politica e militare, all'interno della NATO, a favore del ripristino della correttezza politica (i tempi della vicenda denominata "Gladio"). Nel frattempo quella che praticamente era stata una presa di possesso violenta, dico del monopolio delle università ottenuto dai marxisti, era stata messa in dubbio e poi in crisi dalle contestazioni, le quali ottenevano l'effetto di porre agli atti giudiziari la condizione di asservimento ideologico delle università italiane. I marxisti reagirono imitando i movimenti di rivolta ed emancipazione delle università anglosassoni, ancora oggi si evita di distinguere questi movimenti dalle imitazioni comuniste o dai tentativi di imitazione comunisti in Francia, Italia ed in parte altrove, mentre della autentica Contestazione in Italia, che fu antimarxista, se ne può ancora dire pochissimo e molti agenti dell'ordine ancora adesso fingono, a contatto con questi discorsi o messaggi così, di avere a che fare con teppisti, terroristi o criminali. Questi agenti sono mossi dagli intrighi di fascisti e neofascisti, che a loro volta sono però manovrati da ciò che resta dello stalinismo, attivo talora per sola vendetta pur essendo ormai sconfitto.

  3. #3
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    Predefinito Re: No al Marxismo.

    Non è un po' fuori tempo massimo questa tirata? Il comunismo è morto da 30 anni, casomai il pericolo per la liberal democrazia ora sono i populisti dell'estrema destra.
    amaryllide likes this.
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  4. #4
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    Predefinito Re: No al Marxismo.

    Citazione Originariamente Scritto da Qassim Visualizza Messaggio
    Non è un po' fuori tempo massimo questa tirata? Il comunismo è morto da 30 anni, casomai il pericolo per la liberal democrazia ora sono i populisti dell'estrema destra.
    Dici la le pen potrebbe sbancare il jackpot?

  5. #5
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    Predefinito Re: No al Marxismo.

    Citazione Originariamente Scritto da Qassim Visualizza Messaggio
    Non è un po' fuori tempo massimo questa tirata? Il comunismo è morto da 30 anni, casomai il pericolo per la liberal democrazia ora sono i populisti dell'estrema destra.
    Dal PCI al PDS, dalla Rifondazione Comunista alle giunte locali basate sui simboli comunitari delle istituzioni comunali; la sorpresa dell'antagonismo che non ha ideologie particolari di riferimento, la ascesa del radicalismo: la sinistra offre ai diseredati e agli emarginati ed agli altri qualcosa di reale ed anche diverso e senza dover accettare il compromesso con l'eredità dei poteri marxisti-comunisti. A destra le fazioni estreme esistenti hanno per riferimento l'ecologia e nessun partito di destra accetta nazisti e neppure neonazisti. Il torto della vendetta postuma degli stalinisti e l'odio contro la vita politica occidentale dei marxisti non ha scudi umani da opporre e neanche sfortunati dai quali farsi manovrare. Non si tratta di azioni a vuoto, non c'è da fermarsi.

  6. #6
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    Predefinito Re: No al Marxismo.

    Al link seguente la pagina di un forum filosofico dove ho scritto tre utili, anzi utilissimi messaggi:
    Il blog di GIANNI VATTIMO: Ben scavato vecchio Karl

  7. #7
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    Predefinito Re: No al Marxismo.

    ...

  8. #8
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    Predefinito Re: No al Marxismo.

    Citazione Originariamente Scritto da PhyroSphera Visualizza Messaggio
    Al link seguente la pagina di un forum filosofico dove ho scritto tre utili, anzi utilissimi messaggi:
    Il blog di GIANNI VATTIMO: Ben scavato vecchio Karl

    Eccone i testi: ...

    Karl Marx fu prima socialista utopico, poi ispiratore del socialismo reale e già sulla via del totalitarismo per non voler accettare le differenze ìnsite nei vari contratti sociali di fatto già allora esistenti. Marx era un noto critico delle concezioni filosofiche di Hegel. Sulla scia del sensismo illuminista ed illuminato dal 'sensazionalismo' di Feuerbach, continuazione a suo modo idealista ma dal destino materialista del sensismo, Marx notò che il sistema hegeliano non aveva basi reali per funzionare in politica. Pensò di rifarlo su base sensista, incorrendo però in una gigantesca aporia per non essersi avveduto sulla natura unica dei dati percettivi e dunque sulla semplicità delle intuizioni basate sulle sensazioni. Cercò nelle dottrine di Feuerbach una visione assoluta della storia, ma che sensismo e suoi sviluppi ulteriori non potevano dare. Invece di considerare i limiti dell'approccio materialista, commutò il sistema di Feuerbach, che era descrizione critica, in una prassi materialista incorrendo così nella grave illusione che si potesse tener conto della attività soggettiva dei sensi oltre che della passività oggettiva per costruire una pratica filosofica e politica universale. Feuerbach, rimasto ancorato alle considerazioni unitarie del sensismo, fu quindi sottoposto da Marx a duri attacchi politici, anche inspiegabilmente personali e non senza terribili ingiurie (alcune anche scritte). Eppure il senso della molteplicità che Marx si era illuso d'aver ottenuto era solo un assolutismo materialista, opposto speculare di quello idealista hegeliano complice della prepotenza neoimperialista tedesca, anzi non solo opposto, anche derivatone per amore-odio politico e culturale. L'intolleranza intellettuale di Marx e dei suoi parve altro da quando sostenuta da Engels, affascinato dal positivismo e suo servo insospettabile. Engels forniva un contesto falsato, proveniente da dati interpretati senza rigore anzi secondo premesse culturali fallaci, mosse da astio verso la cultura Europea e da ignoranza della cultura euroasiatica. Engels fu in realtà modesto operatore culturale ed i suoi risultati filosofici, a causa dell'errore sul positivismo, praticamente nulli. Per disastrosa conseguenza di tanta prepotenza e supponenza Engels procurò l'affermazione del comunismo marxista, che il Marx stesso, infine avvedutosi della propria illusione, ripudiò ripudiando le decisioni del Partito, testimoniando solo a favore delle Comuni nazionali europee, però ripudio e testimonianza ultimi non ebbero corrispettivo filosofico nella sua opera, la medesima violenza comunista glielo impedì (Hegel invece ritrattò le proprie posizioni culturali e politiche autoridimensionandosi valori e portata del proprio operato). A che pro resuscitare il fallimento di Marx? Vantaggi non ve ne sono.

    Il marxismo quindi sorse per opera di indistinzione: i marxiani non vollero identificare gli sfruttatori nel capitalismo, decidendo di condannarlo tutto quanto intero. In sèguito il marxismo fu usato come arma quando si voleva imporre un poco dappertutto il capitalismo, ma chi guidava lo stratagemma voleva la sconfitta dello stesso comunismo. Dal crollo del comunismo sovietico in poi il marxismo non è diventato più buono neppure per i doppi giochi politici e trova sostenitori consapevoli solo tra gli antipolitici o tra i nostalgici del più selvaggio capitalismo, che cercano di fare dei nostalgici del comunismo una scintilla che faccia loro scoppiare le tasche di soldi e soldini e soldoni.

    MAURO PASTORE


    Realmente accaduto già ai tempi di Marx... fu la completa e non tanto implicita confutazione delle teorie marxiane, contenuta nell'opera "L'Unico e la sua proprietà", testo con firma pseudonima "Max Stirner", eletta a punto di riferimento imprescindibile ma senza beneplacito dell'Autore dai movimenti anarchici, che ne fecero lettura politico-filosofica anziché filosofico-politica. Nel testo è introdotta la nozione filosofico-psicologica di "volontà di potenza", la stessa che Nietzsche poi costruiva e riformulava anche e soprattutto in senso politico, per distruggere le ambizioni basate su idee ed utopie antiquate o prive di senso della necessità, purtroppo in sèguito travisata e sfruttata dal nazismo. Unico è ciascun individuo del quale è caratteristica la differente ambizione, pur nella comune, collettiva natura politica che spinge ognuno a desiderare con arbitrio. Per questo nessuna convivenza sociale potrebbe fornire soluzione a drammi e tragedie individuali e dunque nessun collettivo, in quanto fatto da singoli individui, potrebbe sfuggirne le conseguenze. La apparente trasgressione religiosa e morale delle affermazioni sulla smisurata ambizione umana sono ironicamente ricondotte alle affermazioni teologiche cristiane del Dio fattosi partecipe dell'umanità per servirla, non negate né ridicolizzate. Molti lo scambiarono per ateismo, inventandosene relativa e preveduta dottrina, mentre il libro di "Max Stirner" influenzò il sionismo ma soprattutto oltre a fornire ispirazione all'anarchismo servì la causa del liberalismo.

    A muovere una terribile critica contro l'assolutismo marxista sopravvissuto fu Levinas, acuto analista e critico della frangia estremista e rivoluzionaria del relativismo contemporaneo, che Levinas tacciò di inconcludenza, violenza, inopportunità. Levinas aveva ispirato la politica israeliana, mostrandone le condizioni di mancanza di diritto e di impossibilità di favorevole applicabilità del diritto, tuttavia conferendo valore provvisorio alla necessità di praticare forme di rispetto politico senza diritto politico, quindi decretandone finito il periodo per Israele. Basava la nozione di rispetto dell'altro sull'atto del solo riconoscimento dell'altro, indicandone il presupposto teorico e di conoscenza nel "senso unico", ovvero senso in quanto tale semplicemente. Questa notazione servì per giudicare la fallacia del marxismo, per un periodo tendenza dominante per ambienti ebraici, giudaici, giudaizzanti che si sosteneva sui disastri del relativismo culturale più estremo, nella contemporaneità diversamente che nella modernità. Successivamente il professore e filosofo francese J. Derrida annotava che in Europa del marxismo ne era rimasto ancora lo spettro. Non potendo scorgere nessun valore nel destino filosofico occidentale e neppure nella religione del proprio ambiente di origine, Derrida, che non era ebreo ma era solo vissuto in ambienti ebraici, decideva di non lasciare nessun paradigma scritto per il proprio operato filosofico, definibile in verità quello di un nuovo e minimo 'eraclito' delle accademie ed università, come Kierkeggard era stato piccolo 'socrate' per la teologia evangelica e protestante cristiana. Sembrò che Derrida volesse indulgere al marxismo, ma il suo ultimo e non dichiarato anzi in apparenza contraddetto scopo (me ne sono avveduto ultimamente con gioia) era quello di mostrarne l'arbitrarietà e non necessità di movimento intellettuale, politico, culturale.

    MAURO PASTORE


    Nel primo dei miei messaggi in questa pagina del forum ho usato lettera maiuscola per l'aggettivo "Europea" e minuscula per l'aggettivo "eurasiatica", entrambi riferiti al sostantivo "cultura". Ritengo preferibile esprimere nelle lettere la distinzione Europa/Eurasia considerando che l'Europa è partecipe della realtà eurasiatica meno che nel caso dell'Asia, dato il rapporto di filiazione Oriente-Occidente.

    MAURO PASTORE

  9. #9
    nazicom
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    Predefinito Re: No al Marxismo.

    Citazione Originariamente Scritto da Qassim Visualizza Messaggio
    Non è un po' fuori tempo massimo questa tirata? Il comunismo è morto da 30 anni, casomai il pericolo per la liberal democrazia ora sono i populisti dell'estrema destra.
    No, ha solo simulato la sua morte.
    I miss the part where that's my problem.

    "Balotelli è italiano perchè ha la cittadinanza italiana, ma non potrà mai essere del tutto italiano." Il 75% degli italiani è d'accordo

  10. #10
    Jerome è defunto
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    Predefinito Re: No al Marxismo.

    Il comunismo, non lo statalismo che è sempre esistito, è vivo per fortuna solo nelle menti di qualcuno, ma bisogna vigilare che non ritorni sotto la forma di nazionalismo di sinistra.

 

 
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