“Parisi sta cercando di avere un ruolo all’interno del centrodestra ma avendo questa situazione di contrasto con Salvini credo che questo ruolo non possa averlo”. In un’intervista a Radio anch’io, Silvio Berlusconi prova a placare le tensioni tra Lega e Forza Italia scoppiate lo scorso weekend e scarica di fatto Stefano Parisi che su Repubblica aveva annunciato di essere pronto a guidare il centrodestra.
Referendum costituzionale, alleanza di centrodestra in bilico

Parole che non sono piaciute all’ex premier che ha voluto imporre il suo niet a qualsiasi operazione solitaria. Bloccato quindi anche Giovanni Toti, presente alla manifestazione leghista di Firenze, e membro della cosiddetta trilaterale, l’asse che lega i governatori di Veneto, Liguria e Lombardia. A rivelarlo è il Corriere della Sera che riporta un virgolettato del Cavaliere indirizzato proprio a Toti. “Giovanni, adesso bisogna marciare compatti. I toni della manifestazione della Lega non mi sono piaciuti”.
Insomma, Berlusconi tenta di dare un colpo al cerchio e uno alla botte affinché la già fragile alleanza tra Lega e Forza Italia non crolli definitivamente prima dell’appuntamento elettorale del 4 dicembre.
La situazione è tesa soprattutto dopo la caduta del sindaco leghista Bitonci a Padova causata dai consiglieri azzurri e la minaccia di Salvini al sindaco di Venezia Luigi Brugnaro.
Referendum costituzionale, le due anime di Forza Italia

A complicare le cose, la diversità di vedute di due anime di Forza Italia, quella incarnata da Stefano Parisi, che cerca di riallacciare i rapporti con il centro moderato (Alfano, Verdini e Casini) e quella di Giovanni Toti che invece tifa per un asse lepenista con Matteo Salvini e Giorgia Meloni.
Proprio la leader di Fratelli d’Italia, in un’intervista al Corriere, ha chiesto al Cavaliere di fare chiarezza sulle sue intenzioni. “Io so che la penultima volta che ho visto Berlusconi abbiamo firmato un documento unitario mettendo nero su bianco che nessuno si presterà ad inciuci, poi ho letto che a Mattarella avrebbe proposto l’appoggio a un nuovo governo di larghe intese…”.
Referendum costituzionale, Berlusconi come Bush?

Una conferma di questa previsione arriverebbe da un’indiscrezione raccolta dall’Huffington Post, secondo cui Berlusconi avrebbe cancellato la sua presenza a quattro trasmissioni tv.
Se uno dei metri più importanti per misurare quanto Silvio Berlusconi creda nelle battaglie politiche, anzi il metro per eccellenza, è la televisione, allora quel che è accaduto nelle ultime ore certifica il sostanziale disimpegno dell’ex premier in questa pugna referendaria. Il suo NO così tiepido da sembrare finto e comunque innocuo alle riforme renziane. È accaduto che sono state disdette ben quattro trasmissioni televisive in ballo per questa settimana, annunciata come la settimana del ritorno in campo. Trasmissioni nelle quali era prevista la partecipazione dell’ex premier: faccione di Berlusconi e titolo “Il mio no alla riforma”
E’ possibile quindi che Berlusconi, il prossimo 4 dicembre, faccia come il suo amico Bush alle presidenziali americane: votare scheda bianca e poi attendere gli eventi.


Scritto da: Andrea Turco
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