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Discussione: Finalmente si è giunti all'esasperazione. Apportatrice di novità e buone possibilità.

  1. #21
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    Predefinito Re: Finalmente si è giunti all'esasperazione. Apportatrice di novità e buone possibil

    Ricevo da ventunsettembre.

    E il fatto che Salvini chieda a Sala di continuare e alla Raggi di dimettersi dice anche molte altre cose, volendole perdere,
    compaq likes this.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  2. #22
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    Predefinito Re: Finalmente si è giunti all'esasperazione. Apportatrice di novità e buone possibil

    La morte di Amri è la notizia meno importante, c’è in atto uno scontro di potere. A livelli molto alti

    Di Mauro Bottarelli , il 23 dicembre 2016 49 Comment




    La questione è di una serietà enorme e non mi riferisco minimamente alla morte di Amis Amri nel corso di una sparatoria con la polizia a Sesto San Giovanni. La cosa inquietante è la discordanza enorme tra le versione dei fatti data dal Viminale nella persona del ministro dell’Interno, Marco Minniti e quella del questore di Milano, Antonio De Iesu. Il tutto, a distanza di nemmeno due ore l’uno dall’altro. Il questore di Milano è stato impeccabile, un poliziotto vecchio stile: ha subito perimetrato le informazioni che poteva dare ai giornalisti e quelle che dovevano restare segrete, perché oggetto di indagini della Digos e della procura di Monza (per la sparatoria) e di Milano (per terrorismo internazionale).

    Due cose però ha detto molto chiaramente il questore del capoluogo lombardo: primo, non vi diamo i nomi degli agenti coinvolti nella sparatoria, quasi a voler sottolineare e prendere le distanze da quanto fatto invece da Minniti e Gentiloni un paio di ore prima. Due, quanto accaduto è frutto di una normale operazione di controllo del territorio, nell’ambito di un rafforzamento dello stesso operato in questo periodo. Addirittura, ha scomodato anche la parola “fortuna” per giustificare in parte l’esito favorevole dell’operazione. E’ stato onesto, onestissimo e non si è spinto oltre i limiti che la sua funzione impone.

    Diversa e di parecchio la conferenza stampa di Marco Minniti al Viminale, precedente a quella di Marangoni. Anche in questo caso per due motivi. Primo, con un atto che ha dell’irrituale a livello fantascientifico, il ministro dell’Interno ha dato i nomi dei due agenti, qualcosa di incredibile se si pensa che stiamo parlando di chi ha ucciso un pericoloso terrorista salafita, responsabile di una strage a Berlino e con ottimi contatti nell’estremismo islamico, almeno stando all’intelligence e alla stampa tedesca. Avete mai sentito il nome di agenti coinvolti in operazioni anti-terrorismo spiattellati in conferenza stampa? Addirittura non ne si vede il volto, oscurato dai passamontagna o comunque totalmente omesso dalle informazioni che si offrono alla stampa. Il fatto che siano due agenti di pattuglia li mette al riparo da ritorsioni?

    Perché la ragione è semplice: il rischio di vendetta, visto che stiamo parlando – formalmente e per quanto ci hanno detto finora – di un terrorista islamico “pericolosissimo e che poteva colpire ancora”. Capisco l’entusiasmo del neo-ministro per l’accaduto ma non si tratta di un politico giovane e inesperto: Marco Minniti è stato vice-ministro dell’Interno con Romano Prodi, responsabile sicurezza del PD guidato da Walter Veltroni, di fatto ministro dell’Interno ombra e poi tra i promotori, nel 2009, della nascita della Fondazione Icsa, che si occupa di sicurezza, difesa e intelligence: ne divenne presidente con Francesco Cossiga presidente onorario. Infine, come sottosegretario alla presidenza del Consiglio del governo guidato da Enrico Letta aveva la delega ai servizi segreti, ruolo che ha mantenuto anche con Matteo Renzi.Insomma, uno che certe dinamiche le conosce bene. Molto bene. E quindi non dovrebbe incorrere in errori madornali come quello di rendere note le generalità. Nel video di Repubblica.it qui sotto, vengono messe a confronto gli atteggiamenti in merito di Minniti, Gentiloni e De Iesu: a voi un parere a riguardo.

    Ma, in effetti, la personalizzazione serve, quasi un effetto G8 al contrario: all’epoca Mario Placanica fu caricato dell’intera responsabilità dell’accaduto, tramutandolo in mostro assassino, mentre qui abbiamo serviti su un piatto d’argento gli eroi in divisa, i superman quotidiani e silenziosi delle volanti che ci fanno dormire tranquilli. E nessuno, a quel punto, si fa più domande su cosa sia successo o come sia successo. E un normale processo di normalizzazione dell’emergenza.

    E ancora Minniti: “Consentitemi di esprimere la mia più totale soddisfazione per l’esito dell’operazione. Abbiamo immediatamente informato dei fatti le autorità tedesche, sia a livello investigativo che a livello politico”. Ora, il questore di Milano parla di atto anche un po’ fortuito durante un normale controllo di polizia e Minniti parla di “operazione”, del cui esito ha avvertito subito le autorità tedesche, sia a livello investigativo (polizia, procura, servizi), sia politico: non vi pare che le due versioni siano pesantemente in contraddizione? Ma c’è di peggio, perché dopo aver comunicato di aver avvertito Angela Merkel personalmente dell’accaduto, ecco cosa ha detto il primo ministro, Paolo Gentiloni: “Questo governo c’è, voglio ricordarlo a tutti i cittadini… Per l’operazione di stanotte voglio ringraziare polizia, Carabinieri, finanza, forze armate, intelligence, gli uomini e le donne dei nostri apparati di sicurezza impegnati in queste ore e di cui l’Italia è davvero fiera. Una gratitudine speciale va al giovane agente in prova Cristian Novio rimasto ferito e al suo collega Luca Scatà, agenti che hanno mostrato coraggio e capacità professionali notevoli. Se il Paese è lacerato, siamo meno sicuri”.

    Quindi, non solo ripete l’errore di Minniti di rivelare i nomi degli agenti ma ammette che l’accaduto è frutto di un’operazione che ha coinvolto tutte le forze di sicurezza, fino ai massimi livelli dell’intelligence: ma non era un qualcosa accaduto nell’ambito di un normale controllo del territorio? Chi dice una bugia, il governo o il Questore di Milano? Tanto più che le parole di Gentiloni – “Questo governo c’è, voglio ricordarlo a tutti i cittadini… Se il Paese è lacerato, siamo meno sicuri” – suonano con un messaggio nemmeno troppo in codice a chi, come Matteo Renzi, preme per archiviare in fretta questo esecutivo e tornare alle urne in primavera. Inoltre, alla conferenza stampa di Marco Minniti erano presenti tutti i vertici delle forze di sicurezza italiane, un chiaro segnale di unità d’intenti ma anche di collaborazione tra i vari corpi, quasi questa fosse stata un’operazione di intelligence congiunta, come di fatto rivendicato da Gentiloni con le sue parole.

    C’era anche il comandante generale dell’Arma dei Carabinieri, Tullio Del Sette, lo stesso che ieri si è scoperto essere indagato dalla Procura di Napoli per l’inchiesta relativa alla corruzione alla Consip, la stessa indagine che a detta del “Fatto quotidiano” vedrebbe ora indagato per rivelazione di segreto d’ufficio e favoreggiamento anche Luca Lotti, ministro dello Sport con delega ai servizi segreti e all’editoria, nonché ex sottosegratario alla Presidenza del Consiglio e braccio destro di Matteo Renzi. Del Sette, stando alle accuse della procura napoletana, avrebbe messo in guardia i vertici della Consip sui rapporti da tenere con alcuni imprenditori, fra i quali il top manager napoletano, Alfredo Romeo, attualmente indagato per corruzione con il dirigente della Consip, Marco Gasparri. Una photo opportunity non male per togliere un po’ di fango dalla divisa, a voler pensar male.

    E poi, c’è un’ultima cosa, ovvero le foto degli agenti (che io ometto volontariamente di pubblicare qui), sparate praticamente da tutti i giornali italiani nelle loro edizioni on-line o social. Di fatto, nell’arco di poche ore, tutta la stampa le aveva spiattellate in Rete, quasi parlassimo di Belen e del primo bacio con la nuova fiamma. Quanta velocità nel reperire queste foto, trattandosi di poliziotti, non vi pare? E chi ha fatto uscire le fotografie in ospedale per farle avere a Repubblica? Dove siamo, nel post di un’operazione che ha portato all’uccisione di un pericoloso terrorista o a una recita di Natale in parrocchia? In quale universo parallelo l’agente ferito in uno scontro a fuoco con un terrorista salafita si fa fare la foto nel letto di ospedale e la pubblica come fosse un selfie a Santa Margherita Ligure durante le vacanze? E da quando si pubblicano foto di un poliziotto in divisa o in servizio, espressamente vietato dal regolamento?
    Questa è la vera notizia, questa è la cosa gravissima che deve farci preoccupare, tutto il resto può passare in secondo piano, anche paradossalmente il fatto che Amis Amri fosse a Sesto San Giovanni dopo la strage di Berlino. Chissenefrega se un pericolosissimo terrorista armato spara da un metro e centra la spalla del poliziotto invece che ammazzarlo (meno male, ovviamente), chissenefrega se l’agente in prova si dimostra meglio dell’ispettore Callaghan e lo fa secco con un colpo al petto, chissenefrega se non si capisce cosa facesse un pericoloso terrorista con contatti di alto livello nell’estremismo islamico in giro per Sesto San Giovanni alle 3 del mattino come un senzatetto qualunque (se c’è una cosa su cui i fanatici islamici ci hanno dimostrato di non difettare, è proprio la logistica e la rete di appoggi), chissenefrega se questo signore ha bucato – stando alla versione ufficiale – le reti di intelligence di tre Paesi (Germania, Francia e Italia), armato e con il suo viso stampato su un mandato di cattura europeo in possesso di tutte le polizie del Continente.

    E chissenefrega se le autorità tedesche hanno garantito ad Amri 24 ore di vantaggio (prima fermando il pachistano, poi rinvenendo i documenti nella cabina del camion e poi ancora trovando le impronte digitali sulla portiera, quando anche i bambini sanno che la rilevazione di eventuali impronte o tracce di dna è la prima cosa da fare su una scena del crimine) e questo ha vagabondato per arrivare a Sesto San Giovanni da solo e farsi ammazzare durante un controllo di routine, chissenefrega se – magicamente – dopo la sua morte, spunta fuori un video-messaggio in cui Amri giura fedeltà all’Isis, chissenefrega se per raggiungere in treno Torino, Amri sia partito da Chambery, in Savoia, proprio nel giorno in cui nella cittadina era ospite il presidente Francois Hollande ed erano presenti più poliziotti e agenti dei servizi che a un raduno di Donald Trump, chissenefrega se lunedì 19, proprio il giorno della strage di Berlino, il tg di La7 mandava in onda l’ultimo filmato dell’Isis, stranamente sottotitolato in italiano, cosa mai successa prima e che sembrava invece mandare un messaggio di morte alla Francia: non era forse un messaggio all’Italia, per l’Italia o a qualcuno in Italia?

    Chissenefrega se Amri aveva una calibro 22, arma non esattamente adatta a un terrorista, visto che per uccidere qualcuno con quel tipo di pistola serve più fortuna che mira. Ma chissenefrega. Ovviamente, questo mio ragionamento è paradossale, come il titolo che ho scelto per il post, perché è ovvio che il terrorismo di matrice jihadista sia un pericolo ma, proprio per questo, le tante contraddizioni nel caso che ho appena elencato ci fanno capire che c’è poco da stare tranquilli. Perché chi deve prevenire e vigilare, si fa cogliere completamente in contropiede come le autorità tedesche. Ammesso che di contropiede si tratti.

    La questione è che il ministero dell’Interno e il governo ci danno una versione e il questore di Milano un’altra, pressoché antitetica sul punto più importante: è stato un caso fortuito durante un controllo di routine oppure un’operazione di intelligence, ovvero si sapeva che stesse venendo a Milano e lo si è beccato? Se mai così fosse, in questo caso non sarebbero dovuti intervenire i servizi o i nuclei anti-terrorismo e non due agenti di pattuglia a Sesto San Giovanni, di cui uno in prova? E non sarebbe stato meglio prenderlo vivo, in modo da poterlo interrogare? Qualcuno potrebbe forse essere tentato di usare quanto accaduto come arma in una guerra non tra corpi intermedi dello Stato ma ai massimi livelli di politica, forze di sicurezza e intelligence? Una bella resa dei conti. E questo mi fa paura, altro che Amis Amri. Per una semplice ragione, ragionando in itinere: quanto accaduto ha sdoganato l’uso delle armi da parte delle forze dell’ordine, la gente ne è felice perché hanno fatto secco un terrorista pericoloso che aveva appena ammazzato 12 persone a Berlino.

    E ci mancherebbe altro, dopo anni di petulante buonismo. Ma più verrà percepita la minaccia, più la gente chiederà piombo e repressione: solo per i terroristi islamici o anche per chi, a detta del manovratore, mette a repentaglio la sicurezza e la stabilità del Paese, anche solo con l’attività politica o la libertà di espressione? E’ passato il concetto che siamo in pericolo e quindi ogni mezzo è lecito: siamo di fronte ai prodromi di una Legge Reale 2.0, quella che negli anni Settanta – in ossequio alla lotta agli opposti estremismi – permetteva alle forze di sicurezza di operare in maniera decisamente disinvolta? Perché guardate che il rischio di una crisi sociale che sfoci in disordini, sia per la questione immigrati che per quella economica, in primavera si farà fortissimo, lo ha ammesso candidamente lo scorso luglio il capo dei servizi segreti francesi, Patrick Calvar.Unite alla possibile pressione della piazza, lo spalleggiamento dei movimenti cosiddetti “populisti” dentro e fuori il Parlamento (i quali verranno demonizzati come irresponsabili e colpiti con le nuove armi dell’hate speech e della fake news) e l’effetto moltiplicatore delle tensioni che eserciteranno le elezioni in Olanda, Francia e Germania (e, magari, anche in Italia) e vedrete che lo scenario non pare così fantascientifico.

    D’altronde, lo stato di emergenza in Francia c’è già dall’attacco al Bataclan e lo scorso 14 dicembre è stato prorogato fino al 15 luglio 2017, senza che nessuno abbia detto nulla, per “coprire” il periodo elettorale. C’è il terrorismo, c’è il pericolo salafita: quindi, il potere faccia ciò che è necessario per difenderci, la gente chiede protezione, non il modo in cui gliela si garantisce: se poi la lotta al terrorismo si amplierà anche alla dissidenza dall’establishment, poco male. Non a caso, al Viminale hanno messo un uomo con grande dimestichezza con l’intelligence come Marco Minniti. Tanto più che quanto accaduto sicuramente porterà a una richiesta di rafforzamento della collaborazione a livello europeo, magari alla nascita di un ministero dell’Interno Ue che sovraintenda l’intelligence e superi le barriere che ora limitano l’Europol. Sono paranoico? Sicuramente, insultatemi pure a piacimento e finché volete. Io aspetto lungo la riva del fiume che arrivino marzo o aprile, poi ne riparliamo su questo blog. Nel frattempo, c’è un’unica certezza: l’ennesimo jihadista che ha seminato morte e terrore in Europa è morto. E non può parlare.

    P.S. Non c’entra con il caso in questione ma è esemplificativo del tipo di stravolgimento di equilibri che sta vivendo il mondo: oggi l’ONU ha votato una risoluzione che impone lo stop a nuovi insediamenti israeliani nei Territori e, per la prima volta, gli Usa si sono astenuti, non esercitando il diritto di veto. Vendetta di Obama contro la lobby ebraica statunitense o ennesimo avvelenamento dei pozzi in vista dell’insediamento di Donald Trump? Viviamo tempi pericolosi, gestiti da anime nere e cavalieri di ventura.
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  3. #23
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    Predefinito Re: Finalmente si è giunti all'esasperazione. Apportatrice di novità e buone possibil

    L'importante è essere sulla buona strada.
    Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero; infine, dove fanno il deserto dicono che è la pace.
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  4. #24
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    Predefinito Re: Finalmente si è giunti all'esasperazione. Apportatrice di novità e buone possibil

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  5. #25
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    Predefinito Re: Finalmente si è giunti all'esasperazione. Apportatrice di novità e buone possibil

    Erano abituati a Fantozzi che scriveva la rabbia in cielo. Ora hanno paura perché la scrive nell’urna

    Di Mauro Bottarelli , il 23 gennaio 2017 9 Comment





    Chiedo scusa, di quale organizzazione è prevista per oggi la manifestazione contro Donald Trump? Gli organismi monocellulari del Borneo o il fan club di Giorgio Mastrota? Qui non si capisce più nulla. Come ci mostra il video

    https://youtu.be/osffLDj3djo


    Satanist Protest Against Trump!






    anche i satanisti hanno voluto dire la loro contro l’insediamento alla Casa Bianca del tycoon newyorchese. Ora mancano solo Scientology e gli alcolisti anonimi, poi siamo al completo. Nani e ballerine, un classicissimo. A fare notizia, poi, è stata la grande manifestazione delle donne tenutasi a Washington DC e in altre città del mondo, una chiara presa di posizione contro il sessismo implicito nella figura del nuovo presidente e una rivendicazione di orgoglio e dignità della donna. Il tutto capitanato da Madonna, una che non solo in vita sua ha visto più cazzi che tramonti ma che, addirittura, prometteva pompini agli elettori democratici in caso di vittoria di Hillary Clinton. Se questa è la portavoce dell’orgoglio rosa, mi attendo che in futuro verrà invitato una ex detenuto per reati sessuali come testimonial.

    Ma tranquilli, il muro di ipocrisia e menzogne sta cominciando a cedere. Forse avendo fiutato l’aria (meglio non fare un frontale con il presidente, dopo tutto), è stato nientemeno che il New York Times a svelare chi stava dietro quelle proteste e lo ha fatto attraverso un’inchiesta di Asra Q. Nomani, musulmana, femminista e nota attivista dei movimenti liberali nell’Islam. Ecco la sua denuncia: “Attraverso le mie indagini, che ho pubblicato in un file su GoogleDocs, ho scoperto che Soros ha finanziato, o ha sostenuto in passato, almeno 56 associazioni partner della marcia, incluse quelle principali come Planned Parenthood, che si oppone alle politiche anti-abortiste di Trump, e il National Resource Defense Council, che si occupa invece di ambiente.

    Altri collegamenti tra Soros e le organizzazioni che hanno aderito all’iniziativa, includono associazioni politiche come MoveOn.org e il National Action Network . Altri beneficiari di Soros presenti alla manifestazione sono: American Civil Liberties Union, Center for Constitutional Rights, Amnesty International e Human Rights Watch. Le organizzazioni finora citate non sono intervenute per smentire il fatto”. Come al solito, spontaneismo. Abbiamo a che fare con gli utili idioti del potere, gente che – magari in buona fede – non vede che sta tirando l’acqua al mulino di chi ha governato il mondo da quaranta anni a questa parte, riducendolo così e che ora ha paura.

    Ha paura perché negli Usa come in Europa, i politici al potere avevano una certezza: il grado di narcotizzazione e passività dell’opinione pubblica erano totale, anche grazie ai media. Eravamo tanti Fantozzi che scrivono con il pensiero in cielo che il megapresidente è uno stronzo ma, una volta scoperti, tornano all’ovile, facendo ammenda e pagando il prezzo umiliante dell’asservimento pur di essere perdonati. Poi, di colpo, cambia tutto: il Brexit ha rotto gli argini dello status quo, ha dimostrato che l’impossibile non esiste, ha messo l’establishment di fronte al fatto compiuto dell’imponderabile che diviene realtà. Non so se Londra andrà avanti come promesso pochi giorni fa dal premier Theresa May, il cui attivismo – a partire dalla prossima visita a Donald Trump, ammiratore reo confesso di una Gran Bretagna fuori dall’Ue – non deve essere piaciuto a qualcuno di influente, visto che proprio oggi è saltato fuori uno scandalo relativo al sistema Trident che vedrebbe sul banco degli imputati proprio la leader conservatrice, da cui i laburisti vogliono spiegazioni al più presto.

    Il manovratore ha paura ma è ancora in grado di muovere le sue pedine: tanto più che a giorni l’Alta Corte deciderà se il risultato del referendum debba passare al vaglio di Westminster per un voto parlamentare confermativo. Ma non basta, perché dopo lo schiaffo del Brexit, è arrivato il vero e proprio pugno in faccia della vittoria di Donald Trump, l’evento spartiacque sia per gli Usa che per il mondo intero. Il castello di carte è andato in frantumi, lo status quo di potere ha visto l’architrave neo-con sbandare vistosamente di fronte al nuovo che avanza, tanto da ingaggiare una guerra sotterranea furiosa e senza precedenti in seno al Deep State. Non sono bastate le accuse di sessismo, quelle di aiuto da parte del Cremlino, i dossier farsa sugli hacker russi e il presunto ricatto che Mosca potrebbe esercitare nei confronti del presidente a causa di certi giochini fatti in un albergo moscovita con alcune prostitute: tutto cancellato, tutto archiviato.

    Peggio, tutto ignorato, perché se c’è una cosa di cui dobbiamo riconoscere il merito a Donald Trump è l’aver assestato un colpo mortale al sistema dell’informazione ufficiale, uscita totalmente screditata e con la reputazione a pezzi dalla campagna elettorale Usa. La gente non si beve più le bugie della CNN o le sparate del Washington Post: prima verifica da altre fonti, compara la narrativa e decide cosa sia vero e cosa falso. Si sono addirittura inventati una fattispecie editoriale ad hoc per sostenere le loro tesi, la post-verità sostanziata attraverso la diffusione di fake news: hanno armato la mano dei social network, hanno scomodato telegiornali e trasmissioni di approfondimento. Niente fare, la gente ha capito che le fake news, in realtà, molto spesso sono le versioni che la stampa cosiddetta autorevole offre dei fatti.









    Establishment ha paura di questo Fantozzi nuovo e ribelle, un uomo normale che è stanco di scrivere la rabbia in cielo o di sopprimerla dentro di sé, facendosi marcire il fegato. La rabbia, giusta o sbagliata che sia, ha imparato a incanalarla nei processo supremo di creazione del patto democratico: le elezioni. Quindi, nasce la Brexit, nasce Trump alla Casa Bianca, nascono i timori per una Le Pen sempre in aumento nei sondaggi, nasce la quasi certezza della vittoria di Geert Wilders tra due mesi in Olanda. Nasce la consapevolezza che la Merkel potrebbe pagare un prezzo molto alto alle sue scelte in tema di immigrazione, con Sigmar Gabriel che da qualche tempo parla come un militante di Alternative fur Deutschland. A testimoniare la paura, ci ha pensato poi uno dei maggiori esponenti del ventennio che ha visto la globalizzazione e l’Ulivo mondiale (Clinton, Blair, Schroeder, Zapatero) creare i presupposti dello sfacelo attuale: Romano Prodi.

    In un’intervista con “La Stampa”, ecco cosa dice l’ex presidente della Commissione UE: “Trump, ma anche il populismo europeo, interpretano il malessere della classe media, ma anche operaia. E’ un fenomeno chiarissimo: la Brexit vince nei sobborghi popolari e non a Londra; Trump nel Mid West, certo non a New York o in California. E il Movimento Cinque Stelle? Vince nelle borgate romane, non ai Parioli! Questo perché in questi anni si è salvata soltanto la parte medio-alta, mentre è aumentata la distanza tra ricchi e poveri.. Il recente rapporto Oxfam a un richiamo impressionante quando dice che otto Paperoni hanno lo stesso livello di ricchezza di 3 miliardi e mezzo di persone. Cosa aspettiamo a reagire? Aspettiamo la rivoluzione? Non è meglio cercare la giustizia prima che avvenga la rivoluzione?”. Ops, questa non è solo paura, rasentiamo il terrore.

    E ancora: “C’è la necessità di un riformismo attivo, perché quando eravamo ragazzi, il tema era: più tasse o più welfare? Da 35 anni in qua è restata in campo solo la ricetta del meno tasse e la sinistra ha rincorso”. Che cosa bisogna fare, allora? “Un esempio. La Commissione europea ha avuto un momento di gloria quando ha imposto alla Apple di pagare all’Irlanda una multa da 13 miliardi di euro di tasse non pagate. Verrebbe da dire: bene. Ma si andrà sino in fondo? La Apple ha 250 miliardi di dollari di liquido…”.


    Ora, al netto che di Romano Prodi non mi fido nemmeno quando è in versione ciclista, figuriamoci in versione Che Guevara e che si è scordato di dire che l’Irlanda si è opposta per prima a quella multa, non vi pare un po’ tardi per cercare di fermare i buoi in fuga? Prodi teme la rivoluzione: fa bene, perché se non si arriva a un drastico cambio di paradigma, i rischi aumentano e per via elettorale, oltretutto, senza nemmeno bisogno di spinte insurrezionali. Hanno giocato con il fuoco, si sono scottati. Come spiegare altrimenti la sostanziale tenuta del M5S, nonostante facciano una cazzata dopo l’altra? Perché la gente soppesa le cose e, al netto dei congiuntivi sbagliati e dell’affaire Alde, tra Di Maio e Verdini o Alfano, sceglie sempre e comunque il primo, almeno per il beneficio del dubbio.

    Una riprova di cosa potrebbe accadere la avremo sabato prossimo, quando a Roma il partito di Giorgia Meloni, Fratelli d’Italia, ha indetto una manifestazione per la sovranità nazionale e contro il governo Gentiloni, di fatto una conta della destra-destra che Salvini vorrebbe far nascere come alternativa al centro-destra moderato e inciucista di Forza Italia (state certi che, finché non sarà risolta la grana con Vivendi, Silvio Berlusconi voterà anche una legge per legalizzare l’esproprio proletario, se il governo dovesse presentarle alle Camere). Certo, una cosa è la piazza e una le urne ma contarsi fa sempre bene ed è esercizio democratico, tanto più che sarà interessante vedere quale sarà la presenza leghista nella capitale, cartina di tornasole per capire se davvero Salvini crede in un’alleanza che peschi anche delusi di Forza Italia e dell’M5S o se voglia soltanto appendere il cappello della sua persone sulla protesta populista, di fatto cercando di cannibalizzare anche il 5% di Fratelli d’Italia. Vedremo, una cosa però è sicura fin d’ora: Fantozzi si è stufato. Vedremo se avrà il coraggio di andare fino in fondo o se qualche promessa e qualche prebenda lo faranno tornare al comodo e, in fondo, rassicurante ovile dell’establishment.

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  6. #26
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    Predefinito Re: Finalmente si è giunti all'esasperazione. Apportatrice di novità e buone possibil

    fardelli d'itaglia ....

  7. #27
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    Predefinito Re: Finalmente si è giunti all'esasperazione. Apportatrice di novità e buone possibil

    Quelli a cui mira il Salvetto...
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  8. #28
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    Predefinito Re: Finalmente si è giunti all'esasperazione. Apportatrice di novità e buone possibil

    Un Commissario della Polizia di Stato e un Generale dei Carabinieri ?Qualcosa non torna? ? S.U.P.U.

    UN COMMISSARIO DELLA POLIZIA DI STATO E UN GENERALE DEI CARABINIERI “QUALCOSA NON TORNA”

    Redazione SUPU | gennaio 31, 2017

    “Generale, qualcosa non torna. Donald Trump giura il 20 gennaio 2017 fedeltà alla Costituzione e diventa il 45° Presidente degli Stati Uniti d’America. E il 30 gennaio, appena dieci giorni dopo avviene la strage in un moschea di Quebec City, in Canada, dove vengono uccisi sei islamici in preghiera.
    “Commissario, ha ragione lei: qualcosa non torna per alcune stranezze, che la stampa e le TV italiane, vendute a questo regime politico di abusivi e alle Multinazionali dell’odio e dello scontro fra religioni e razze, non fanno emergere”.“Generale, sono davvero stranezze: un tale Alexandre Bissonette, canadese dalla settima generazione, che nel suo profilo Facebook apprezza Trump, Marine Le Pen e le forze israeliane, specializzato in terrorismo jihadista, si unisce nella strage a Mohamed Khadir, di origini marocchine, che subito dopo l’orrendo crimine telefona alla polizia canadese, dichiarandosi pentito e si costituisce. Una bella sceneggiata!”.

    “Commissario, una vera sceneggiata organizzata da taluni poteri forti, economico-finanziari, per distruggere in poco tempo il nascente astro nella politica mondiale Trump, che non si collega ad alcun partito tradizionale, nemmeno ai repubblicani. E per questo il potere mondiale trema”. “Generale, ci faccia caso: il multimiliardario Soros, si è subito schierato contro Trump e alcune Multinazionali, dopo il decreto del Presidente di non accogliere negli USA cittadini di alcuni Stati arabi (Iran, Yemen, Libia, Siria, Somalia e Siria), hanno diffuso la notizia che daranno posti di lavoro ad oltre 10.000 persone di quei paesi arabi nei loro fast-food”.“Commissario, una macchina ben organizzata. Coloro che hanno l’effettivo potere nel mondo si stanno scagliando contro il ribelle impenitente, Donald Trump per annientarlo. Il Bissonette, estremista di destra si allea con un arabo per fare una strage in una moschea. Fatto mai accaduto prima. E la strage non viene rivendicata dall’ISIS, che negli atti terroristici almeno sanno il loro fatto e nelle porcherie internazionali non entrano”.“Generale, lei ha scritto un libro “L’Utopia dell’Ummita”, in cui parla che un alieno le ha fatto presente che a livello mondiale esiste un’organizzazione criminale, del tipo “La Spectre” dei racconti di James Bond, che organizza omicidi eccellenti per i propri profitti internazionali”.“Commissario, ne sono più che convinto. C’è una organizzazione mondiale che tiene in pugno gli attuali partiti, che li manovra, che elegge i propri uomini in tutti i governi del mondo, per conseguire i suoi fini criminali: riduzione della popolazione mondiale, scontro fra religioni e razze, annientamento dell’economia dei popoli, da assoggettare in ogni modo.Trump avverte questo pericolo e cerca di correre ai ripari. Ha dato un avvertimento ai nostri politici, tutti abusivi da arrestare: se non fate elezioni in Italia entro il mese di marzo, interverranno gli USA per ripristinare nel nostro Paese libertà, democrazia e legalità”.“Generale, lei è stato di recente a Washington e si è incontrato con i massimi esponenti della nuova amministrazione americana. Che cosa vi siete detti”.“Commissario, siamo andati in delegazione negli USA per comprendere meglio come reagire a queste lobby di potere che stanno affamando tutti i popoli della terra. La delegazione era composta da persone capaci e incorruttibili che hanno preso il coraggio di avviare la costruzione di un Movimento politico che mandi a casa tutti questi cialtroni in Italia.Gli Americani ci hanno detto che sta partendo un piano per annientare l’ISIS in tutti i paesi arabi, ad iniziare dalla Libia. Ci hanno detto che questa classe dirigente politica italiana è inaffidabile e che deve essere messa da parte.Il Movimento 9 Dicembre – Forconi ha avviato una lotta per il ripristino della legalità nel nostro Paese, presentando un Ordine di Cattura Popolare nei confronti del Capo dello Stato, Capo del Governo, Ministri e Sottosegretari e 945 parlamentari. L’Ordine è stato già consegnato ad oltre 100 comandi dei Carabinieri e Uffici di polizia. Stiamo aspettando che si muova la magistratura. Se non lo farà, sarà anch’essa sottoposta a processo dal Popolo sovrano”.“Generale, vi aspettate un aiuto dagli Americani?”.“Commissario, ce lo hanno promesso, se ovviamente rispetteremo le regole della democrazia e della legalità. E noi lo faremo. Niente colpi di teste, né golpe. Non ce n’è bisogno. Li manderemo via con la legge, che deve essere uguale per tutti”.“Generale, e che faranno i carabinieri, poliziotti e militari?”.“Commissario, al momento opportuno il loro dovere. Arrestare questi delinquenti abusivi. Già un sindaco, quello di Cingoli, Saltamartini, già poliziotto, uomo coraggioso che da anni lotta contro questo regime, non ha voluto stringere la mano a Mattarella, che non è il Presidente della Repubblica, essendo un abusivo”.“Generale, allora tempi duri per questi delinquenti abusivi!”.“Commissario, è venuta le resa dei conti, soprattutto nei confronti di Sergio Mattarella che nel 2000, da Ministro della Difesa, si eclissò lasciando l’Arma dei Carabinieri nelle mani del governo D’Alema che la stava spazzando via. Duecento anni di storia gloriosa, con tanti Caduti, fra cui Salvo D’Acquisto e il Generale Dalla Chiesa, chiedono giustizia nei confronti di quest’uomo, che ha abdicato alle sue funzioni”.“Generale, Dio non paga il sabato!”.“Commissario, la punizione di Dio, anche se tarda, giungerà immancabile e inevitabile!”.Il Commissario e il Generale
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

 

 
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