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    Predefinito Colonie asio semitiche in Anatolia e l'origine etno linguistica degli Etruschi

    Due secoli di colonie Assire
    in Anatolia centrale

    (MICHEL 2011):[traduzione dell'A.]...Durante i primi secoli del secondo millennio a.C., mercanti Assiri provenienti da Assur, sul corso superiore del Tigri, organizzarono uno interscambio commerciale su vasta scala con l'Anatolia centrale. Essi si stabilirono in diverse località, chiamate kārum, una parola accadica che di solito designa una banchina o un porto in Mesopotamia, e indica in Anatolia il distretto dei mercanti Assiri. Quindi, il periodo kārum – sviluppatosinell'antico periodo Assiro - copre il tempo durante il quale gli Assiri commerciarono in Anatolia, dalla metà del 20° secolo alla fine del 18° secolo a.C. e corrispondente, più o meno, alla “Middle Bronze Age”. In Anatolia, questo periodo è caratterizzato da una importante fase di urbanizzazione. All'inizio del secondo millennio a.C. alcuni siti sull'altopiano diventano molto grandi. La creazione di kārums e wabartums (siti per il commercio più piccoli) apportarono importanti cambiamenti economici e politico-sociali che influenzarono la locale cultura materiale anatolica. Fiorirono nuove tradizioni ceramiche e l'arte in miniatura dei sigilli cilindrici; allo stesso tempo la produzione divenne standardizzata. Il periodo kārum vide lo sviluppo di parecchie città fortificate sulle principali vie di comunicazione, mostranti una organizzazione simile a quella di Kaniš: un enorme palazzo e diversi templi costruiti alla sommità di una collina, con una terrazza più bassa, dove l'area occupata è formata di case costruite in legno e mattoni.Il centro della rete commerciale in Anatolia era basata in Kaniš (moderna Kültepe) e copriva la maggior parte dell'Anatolia centrale. Ad est dell'altopiano, le carovane Assire arrivavano in Anatolia dalla pianura mesopotamica solcando la catena dei monti Tauri attraverso un limitato numero di passi. A sud-est dei Tauri, il fiume Eufrate era un'altro confine naturale. Alla metà del II millennio a. C., buona parte dell'altopiano anatolico era coperto da foreste. Oltre all'agricoltura e alle terre per il pascolo, la regione aveva anche numerose risorse minerarie.L'Altopiano anatolico può essere diviso in parecchie aree diverse, ciascuna avente le sue risorse. La prima e più densamente abitata è la parte centrale dell'Altopiano. Il fiume Kizil Irmak, che attraversa l'altopiano, funziona da frontiera naturale. L'area situata dentro la curva del fiume è una terra ricca e fertile, con minerali metalliferi al Nord. Qui sono gli insediamenti più grandi dell'età del bronzo. Ad occidente del fiume, la densità dei siti decresce; la terra è più secca, sebbene il Tuz Golu fornisca importanti risorse minerarie. A sud-est del fiume giace la pianura di Kayseri e Kaniš (Kültepe) è uno dei pochi siti dell'età del bronzo in questa area.I testi cuneiformi scoperti in Anatolia centrale, prodotti dai mercanti di Assur, sono scritti nell'antico dialetto Assiro dell'Accadico. Il periodo kārum è ben documentato da 22.600 tavolette cuneiformi, la maggior parte di esse scoperte a Kültepe. Una larga maggioranza, 22.000 testi, fu scoperta in abitazioni private del periodo kārum livello II. Alcuni anatolici che vivevano nel kārum furono coinvolti nel commercio, ma non ebbero un ruolo nell'amministrazione delle stazioni commerciali. Queste tavolette costituiscono gli archivi privati dei mercanti Assiri stabilitisi a Kaniš e solo poche di esse appartenevano a commercianti anatolici. Gli archivi sono costituiti da lettere private, documenti legali e contratti di varia natura che coinvolgevano molti Anatolici.Le tavolette sono per la maggior parte commerciali, ma parecchi documenti trattano di altre questioni: contratti familiari, tavolette per la scuola e questioni religiose. La maggior parte degli archivi scoperti sono datati dalla prima metà del diciannovesimo secolo a.C.; i trattati conclusi tra le istituzioni assire e le autorità anatoliche riguardano il supporto e l'assistenza al commercio sulle lunghe distanze, così come molte lettere restituiscono dall'interno una visione della storia anatolica. Infatti la struttura politica e amministrativa dei regni anatolici è visibile soltanto attraverso i loro contatti con i mercanti Assiri. All'inizio del secondo millennio a.C. l'altopiano anatolico appare essere politicamente frammentato. C'erano numerosi centri, alcuni di loro piccole città-stato fortificate, altri uno stato con un territorio, con una capitale e parecchi villaggi. Non abbiamo ulteriori informazioni circa le loro gerarchie, ma uno può immaginare che gli Assiri si stabilirono in quello più grande ed economicamente più forte. Venti città videro l'insediarsi di un kārum durante il periodo corrispondente al livello II e quindici ospitarono un wabartum (per un totale di 35 centri abitati). Kaniš deve essere stata la prima città con un insediamento da parte degli Assiri e certamente rimase il loro centro amministrativo durante l'intero periodo. Durante il kārum II, la città era circondata da una decina di villaggi. Durante il periodo Ib il regno era perfino più grande, con almeno venti villaggi. La fine del kārum Ib potrebbe addebitarsi alle lotte per il potere tra i diversi regni rivali. Durante il periodo kārum Ia c'erano ancora viaggiatori stranieri in Kaniš attestati dalle risultanze archeologiche come le “bottiglie siriane” o un sigillo cilindrico mesopotamico.I palazzi anatolici erano centri economici la cui ricchezza proveniva dalla produzione dei loro campi a dalle loro risorse metallurgiche. Ma essi avevano anche bisogno di stagno, tessuti ed altre materie prime portate dai mercani Assiri.L'economia delle città anatoliche era sostenuta principalmente dall'agricoltura e dall'allevamento. Le miniere e la metallurgia erano l'altra risorsa principale dell'altopiano anatolico. La produzione di metalli era l'attrazione primaria per gli Assiri, che volevano riportare oro e argento in patria. Per preparare il bronzo necessario nelle attività quotidiane, gli Anatolici dipendevano dalle carovane Assire che prendevano lo stagno dal nord-est dell'Iran e dall'Uzbekistan. Il bronzo era prodotto localmente dagli anatolici, per fare attrezzi, armi e oggetti per la casa.Gli abitanti di Kaniš potevano comprare grano, schiavi e animali al mercato locale mentre per lo stagno e i tessuti, il palazzo e le elites commerciavano con i mercanti Assiri; gli scambi era regolati da trattati commerciali con ciascun Signore anatolico.Gli Assiri erano stabiliti nei kārums e wabartums che erano legalmente indipendenti dalle autorità locali. Essi erano protetti sia nei kārums che sulle strade utilizzate per i commerci. I Signori anatolici sottoscrivevano questi trattati che garantivano queste relazioni per trarre profitto dal commercio, che era conveniente ad entrambe le parti.La società anatolica mostrava una differenza rilevante tra il palazzo e i suoi Alti ufficiali da una parte, e il resto della popolazione dall'altra, prevalentemente agricoltori e allevatori. Questi ultimi erano povera gente che apparteneva alla classa inferiore; essi coltivavano i campi giusto quanto bastava per la sussistenza della loro famiglia e spesso dovevano prendere in prestito del grano per sopravvivere. La terra apparteneva in maniera predominante alle elites urbane e al palazzo. Gli Alti ufficiali di palazzo ricevevano alcune proprietà e a volte interi villaggi dal re, sia come dono che come ricompensa per servizi prestati. Molti degli schiavi erano schiavi da debiti. Essi potevano essere redenti se il doppio o più, del debito originale era pagato entro un certo ristretto periodo di tempo…”.

    Gli Assiri introdussero la scrittura in Anatolia e non c'è una evidenza che attesti da parte degli Anatolici il tentativo di adottare la scrittura cuneiforme alla loro lingua durante il periodo kārum. Il dialetto antico Assiro era usato nei trattati commerciali stilati tra gli Assiri e i Signori locali; esso serviva e veniva usato anche come lingua scritta in diplomazia tra i re Anatolici. I trattati e le lettere dei re erano certamente scritti dagli scribi ufficiali impiegati nei palazzi. Alcuni anatolici, come Peruwa, i cui archivi sono stati ritrovati, adottarono la scrittura cuneiforme e l'antico dialetto Assiro. Infatti, gli Assiri stessi usavano una scrittura cuneiforme semplificata con meno di 200 segni. Molti Assiri erano capaci di leggere e scrivere e questo potrebbe aver incoraggiato la popolazione locale ad apprendere a leggere e scrivere. L'antico dialetto Assiro mostra parecchi imprestiti dalla lingua Hatti parlata in città almeno sino all'inizio del diciannovesimo secolo a.C. Come detto, le relazioni tra Anatolici e Assiri erano principalmente commerciali. La prima generazione di Assiri che arrivò in Anatolia era formata da uomini che lasciarono la loro famiglia ad Assur; il loro coinvolgimento nella società anatolica era puramente economico. Essi stavano per un certo periodo di tempo in Anatolia e ritornavano poi ad Assur perchè dovevano badare agli affari di famiglia. Man mano che gli Assiri si stabilivano in Kaniš e negli altri kārums e wabartums, le relazioni tra le due popolazioni cambiarono. Durante il loro lungo soggiorno in Anatolia gli Assiri spesso contraevano un secondo matrimonio, il più delle volte con donne anatoliche. Questo avveniva rispettando due ruoli: essi non potevano avere due mogli con lo stesso status (“moglie principale”, “seconda moglie”) e non potevano avere entrambi le mogli nello stesso luogo. Le mogli anatoliche dei mercanti Assiri risiedevano a Kaniš, tirando su i loro figli, avendo cura della casa e facendo lavori agricoli, mentre i loro mariti viaggiavano e commerciavano in Anatolia e a volte fino ad Assur dove le loro mogli assire li aspettavano. Quando alcuni Assiri si ritiravano dal lavoro e andavano ad Assur, essi lasciavano le loro mogli e sottoscrivevano un contratto di divorzio; di solito le donne entravano in possesso della casa in cui vivevano, con i mobili, e veniva loro riconosciuta una certa somma di denaro. Di solito tenevano con loro i figli giovani, il padre pagando per il loro mantenimento, ma egli poteva anche decidere di portare qualcuno dei figli anatolici ad Assur. Molti anatolici che vivevano nel kārum potevano migliorare la loro posizione nella società attraverso gli affari che intrattenevano con gli Assiri. Alcuni erano perfino creditori verso gli Assiri e integrati nella impresa di famiglia Assira, scegliendo poi le loro spose tra la comunità Assira. Con l'incremento dei matrimoni misti, il kārum divenne una “social colony”, di modo che in parecchie famiglie, fratelli e sorelle adoperavano sia nomi Assiri sia Anatolici. Il diciannovesimo secolo a.C. è ben documentato dalle tavolette cuneiformi, ma ci sono anche se in numero inferiore tavolette per il diciottesimo secolo e noi non sappiamo come il vecchio commercio assiro giunse al termine. Con la partenza degli Assiri la scrittura scomparì dall'Anatolia per un secolo, per essere reintrodotta più tardi in una forma differente dagli Hittiti…”.

    Lo stile dell'arte etrusca è chiaramente greco-orientale. Può essere confrontata con esempi dell'Anatolia occidentale, come le pitture parietali di Gordion o quelli tombali di Karaburun in Licia. Le teste presentano crani arrotondati, ampie fronti, occhi allungati a mandorla, bocche arcuate che danno l'impressione di un atteggiamento sorridente. Pertanto resta realmente difficile, ed in certi casi impossibile, distinguere fra certe opere degli artigiani etruschi e quelle degli immigrati dall'Anatolia occidentale.

    Le tazze per bere in terracotta riproducenti animali e uccelli sono i primi esempi dei recipienti zoomorfi fatti poi con metalli preziosi, chiamati BIBRU, “rhyton” in Accadico, i quali erano usati in cerimonie religiose, secondo le fonti Hittite. Le tazze per bere ritrovate sono quindi in terracotta, mentre i BIBRU ricordati dai testi Hittiti sono fatti di materiali preziosi. Queste coppe per bere in terracotta si ritrovano riprodotte in quattro tipologie di oggetti principali, perchè in un centro internazionale come Kaniš era importante rappresentare i rituali della tradizione Sumero-Accadica.

    Fonte:



    https://www.amazon.it/Etrusco-Anatol...der_B00RVYWWPO



    Un origine etno linguistica-culturale saharasiana, del ceppo asiosemitico (anatolico - mesopotamico - levantino) degli antichi Etruschi.

    Il fatto che l'Etrusco sia una lingua Indoeuropea e più propriamente Anatolica caratterizzata da una morfologia arcaica, ma dotata di un lessico semitico, rappresenta la tesi del libro. E tutto questo sulla base di solide evidenze linguistiche e storiche.
    La lingua etrusca sembra affondare le sue radici nella prima metà del II millennio a.C., allorchè mercanti Assiri di lingua semitica si insediarono in Anatolia Centrale, organizzando su quel territorio una vasta rete commerciale a vantaggio delle due Comunità. I testi cuneiformi da essi lasciati testimoniano una presenza di 35 insediamenti grandi e piccoli (kārums e wabartums) di commercianti Assiri in varie località dell'Anatolia per più di due secoli (1950-1719 ca).
    Questi mercanti risiedevano in enclave legalmente autonome, protette e regolamentate dalle Autorità locali, erano consapevoli di essere eredi e portatori di una civiltà più evoluta ed hanno continuato ad usare in famiglia la lingua originaria Assira, pur vivendo immersi nel composito universo linguistico Anatolico. Le tavolette con la scrittura cuneiforme da essi prodotte e oggi tornate alla luce, rappresentano l'inizio della scrittura in Anatolia. Qui gli Anatolici impararono a leggere e scrivere per la prima volta e dal contatto con l'antica tradizione mesopotamica perfezionarono la capacità di rinsaldare e amministrare uno stato oltre ad apprendere le fondamenta di sistemi legali e burocratici. Non a caso gli Assiri si riferivano ai nativi chiamandoli nuwā'um: (A Concise Dictionary of Akkadian 2000 p. 259): “...nuwā'um “unintelligent; barbarian” OldAkkad. as desig. of native Anatolians; Middle/NeoBab “stupid (person); nuwā'uttum in n. epāšum “to carry out affairs of natives”.

    I testi cuneiformi rivelano e documentano, tra l'altro, un susseguirsi per almeno 6 o 7 generazioni di famiglie miste, assiro-anatoliche, bilingui. Famiglie che è logico supporre siano rimaste poi in Anatolia anche dopo la fine del periodo kārum in quanto ormai facenti parte a pieno titolo della locale popolazione anatolica come altri gruppi e minoranze etniche. Una minoranza etnica che rimase legata alla terra di origine mantenendone per generazioni il patrimonio lessicale, pur integrandolo nel diverso ambito morfologico delle lingue anatoliche.
    Dal punto di vista linguistico, infatti, la difficoltà fino ad ora riscontrata di inserire la lingua etrusca in una famiglia linguistica conosciuta nasce proprio dalla peculiarità della stessa. Essa infatti, pur rivelando una impronta Indoeuropea che consente di collocarla insieme alle altre lingue Anatoliche del II millennio a.C., si differenza da queste per uno stadio morfologico ancora arcaico. Il lessico poi, in maniera del tutto evidente, non è vicino a nessuna lingua Anatolica antica, ma a nostro avviso è riconducibile al patrimonio lessicale Accadico, laddove il vocabolario dialettale Assiro sembra essere prevalente. Una affermazione motivata anche dalla comparazione di circa 20 forme morfologiche e 100 voci lessicali etrusche con forme e voci di lingue del Vicino Oriente, qui indagate.

    E' d'altronde cosa nota tra i glottologi che alcune lingue, senza rinunciare al proprio lessico, “sono diventate” nel corso del tempo Indoeuropee nella morfologia e nella sintassi.
    E' da tener presente che oggi gli Studiosi di Etruscologia ritengono verosimile il fatto che i primi nuclei di coloni siano giunti in Etruria dall'Anatolia intorno al 1200/1100 a.C., all’indomani della caduta dell’impero Ittita che controllava tutta l’Anatolia centrale e al crollo dell’impero Miceneo che controllava l’Egeo.

    A corredo e conclusione del quadro sopra delineato, nel libro si tratteggiano anche quelle che sono le coincidenze e somiglianze culturali, sociali e genetiche tra gli Etruschi e le antiche popolazioni dell'Anatolia.
    Karl Popper:

    Consentire la libertà di parola a coloro che la userebbero per eliminare il principio sul quale loro si basano è paradossale

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  2. #2
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    Predefinito Re: Colonie asio semitiche in Anatolia e l'origine etno linguistica degli Etruschi

    Citazione Originariamente Scritto da GILANICO Visualizza Messaggio
    Lo stile dell'arte etrusca è chiaramente greco-orientale. Può essere confrontata con esempi dell'Anatolia occidentale, come le pitture parietali di Gordion o quelli tombali di Karaburun in Licia. Le teste presentano crani arrotondati, ampie fronti, occhi allungati a mandorla, bocche arcuate che danno l'impressione di un atteggiamento sorridente. Pertanto resta realmente difficile, ed in certi casi impossibile, distinguere fra certe opere degli artigiani etruschi e quelle degli immigrati dall'Anatolia occidentale.

    Le tazze per bere in terracotta riproducenti animali e uccelli sono i primi esempi dei recipienti zoomorfi fatti poi con metalli preziosi, chiamati BIBRU, “rhyton” in Accadico, i quali erano usati in cerimonie religiose, secondo le fonti Hittite. Le tazze per bere ritrovate sono quindi in terracotta, mentre i BIBRU ricordati dai testi Hittiti sono fatti di materiali preziosi. Queste coppe per bere in terracotta si ritrovano riprodotte in quattro tipologie di oggetti principali, perchè in un centro internazionale come Kaniš era importante rappresentare i rituali della tradizione Sumero-Accadica.
    Difatti, dalle pitture parietali etrusche (e non solo), si possono anche osservare quei lineamenti che sono tipici proprio delle popolazioni meso semitiche.

    Voce Correlata:

    https://forum.termometropolitico.it/...levantino.html
    Karl Popper:

    Consentire la libertà di parola a coloro che la userebbero per eliminare il principio sul quale loro si basano è paradossale

  3. #3
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    Predefinito Re: Colonie asio semitiche in Anatolia e l'origine etno linguistica degli Etruschi



    più che colonie direi che facevano parte proprio dell'impero
    (Gv 3, 20-21)
    Chiunque infatti fa il male, odia la luce e non viene alla luce perché non siano svelate le sue opere. Ma chi opera la verità viene alla luce, perché appaia chiaramente che le sue opere sono state fatte in Dio

  4. #4
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    Predefinito Re: Colonie asio semitiche in Anatolia e l'origine etno linguistica degli Etruschi

    interessante ma la storia di 3000 anni fa è un mattone
    non piu' interessato a questo forum

 

 

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