Conosco una giovane donna, insegnante precaria di chimica. Nutre una sincera passione per l'insegnamento, da quando andava a scuola e dava ripetizioni nel pomeriggio.
L'insegnamento d'altronde è una vocazione, o ce l'hai o fai solo danni.
Aveva concluso l'anno scolastico passato in una scuola in cui i ragazzi hanno più voglia di farsi le canne che studiare, tutti. E l'aveva conclusa con ottimi risultati: i migliori di sempre per quei ragazzi, parola di preside.

Solo che quest'anno non insegnerà più lì. Un'altra insegnante, proveniente da salerno, ha un punto in più sulla graduatoria e prenderà il suo posto.
Anche se questa insegnante ha già dichiarato che in quella scuola non ci vuole insegnare, e farà come ha fatto l'anno passato: manderà un certificato dopo l'altro e se ne starà a salerno. Con buona pace della preside infuriata, dei ragazzi e dei genitori, oltre che della giovane insegnante talentuosa.

Storie di ordinaria (e schifosa) Itaglia.

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