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    Predefinito Contro Trump serve più sinistra

    Internazionale

    I sondaggi prevedono una vittoria di Hillary Clinton contro Donald Trump alle presidenziali dell’8 novembre, ma sul lungo periodo il clintonismo non è adatto a battere il trumpismo. Per incanalare positivamente la rabbia popolare cavalcata da Trump serve una linea molto più radicale. È vero, il programma democratico è il più progressista da anni. Facendo proprie le proposte di Bernie Sanders sul salario minimo di 15 dollari l’ora, la riduzione delle tasse universitarie, la regolamentazione finanziaria e la modifica del trattato di libero scambio nel Pacifico (TPP), Hillary Clinton è riuscita a placare il senatore del Vermont e molti dei suoi sostenitori.

    Ma il Partito democratico resta fermamente orientato verso il libero mercato e segnato da decenni in cui ha approvato il NAFTA, distrutto lo stato sociale, favorito Wall Street e sostenuto progetti come l’oleodotto Keystone. Dunque è perfettamente normale che le persone di sinistra più disilluse temano che Clinton non manterrà le promesse dopo le elezioni.

    I democratici devono riflettere su importanti interrogativi sollevati da questa campagna elettorale: fino a che punto l’astensionismo o il sostegno a Trump da parte della classe operaia bianca possono essere imputati alla propaganda repubblicana e non alla rabbia per l’ipocrisia dei democratici sulle questioni economiche? Se gli ultimi otto anni di ripresa gestita da Obama non hanno favorito questi lavoratori, perché mai oggi dovrebbero sostenere Hillary, sua erede designata? Trump può permettersi di annunciare che farà il duro con la Cina, che farà pagare ai vari governi l’appartenenza alla NATO e che distruggerà il mercato globale, ma questo tipo di populismo non si addice ai democratici, neanche dopo la “rivoluzione” di Sanders.

    Questo stile è fondamentalmente estraneo all’identità di un partito che da trent’anni si distingue per il sostegno alla globalizzazione, al libero mercato e alle politiche di tagli alla spesa pubblica. Senza prestare attenzione alle sofferenze della loro base elettorale, i leader democratici hanno continuato a seguire la stessa rotta, ignorando le richieste di una maggiore giustizia economica. I risultati di questa svolta a destra sono evidenti. Lavoratori sottopagati e precari, anziani più poveri, immigrati terrorizzati dalla retorica xenofoba e giovani disillusi sepolti dai debiti.

    Eppure l’ultimo anno ci ha mostrato che milioni di cittadini sono pronti a scegliere la via alternativa indicata da Bernie Sanders e dal leader del Partito laburista britannico Jeremy Corbyn. Questi due leader hanno cercato di articolare una visione più umana e socialdemocratica e il loro programma, se applicato, migliorerebbe la vita dei poveri, restituirebbe dignità ai lavoratori e garantirebbe ai giovani che i loro sforzi non saranno vani.

    Hillary Clinton e il Partito Democratico farebbero bene a prendere sul serio la richiesta popolare di un’alternativa. La maggioranza dei giovani statunitensi – tra cui anche i laureati, sommersi dai debiti e costretti ad accettare lavori mal pagati o a restare disoccupati – fa parte della classe operaia. Sono il 60 per cento, più di qualsiasi altro gruppo di statunitensi, e questo lascia pensare che le politiche di classe saranno sempre più pesanti. Anche prima della candidatura di Sanders alle primarie, il 66 per cento degli statunitensi notava conflitti “forti” o “molto forti” tra ricchi e poveri, e dati recenti mostrano che la disuguaglianza nella ricchezza tra la classe media e le élite ha raggiunto livelli senza precedenti.

    La maggioranza degli statunitensi non è contenta della situazione in cui si trova ed è disposta a pagare più tasse o a tassare i ricchi per migliorare l’istruzione pubblica e finanziare l’assistenza sociale. In questo clima, favorito dalla crisi del 2008, saturo di rabbia verso il potere politico ed economico, l’atteggiamento clintoniano basato sulla conquista dei moderati e dei riluttanti di sinistra presuppone l’esistenza di un centro ideologico che però regge sempre meno. Magari questo stato di cose non è evidente alla vigilia del voto dell’8 novembre, ma presto lo sarà.

    Come per la socialdemocrazia in Europa, la scelta migliore per i democratici statunitensi è spostarsi a sinistra e adottare un programma che faccia i conti con le reali necessità, paure e aspirazioni delle persone che lavorano. Prima di tutto devono sostenere un’assistenza sanitaria pubblica e un’istruzione pubblica di qualità, e devono combattere per garantire sostanziosi sussidi di maternità e paternità e asili nido accessibili a tutti, in modo da aiutare le giovani famiglie. Queste politiche non solo sarebbero un sollievo per le persone in difficoltà, ma contribuirebbero a ricompattare un elettorato diviso. Politiche a favore di tutti gli statunitensi stimolerebbero la solidarietà e l’impegno politico necessari per costruire una coalizione progressista duratura.

    L’alternativa è più ansia, più disuguaglianza e un ulteriore deterioramento della base elettorale del Partito Democratico. L’estrema destra in stile Trump è pronta ad approfittarne. Per i democratici statunitensi e per i loro colleghi europei la scelta, a questo punto, è tra il socialismo e l’irrilevanza.

  2. #2
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    Arrow Diretta Elezioni Usa: Donald Trump vince le elezioni


    La diretta delle Elezioni Usa di Termometro Politico
    Questa notte circa 200 milioni di statunitensi sono chiamati a scegliere il 45esimo presidente della propria storia: verrà formalmente eletto il 12 dicembre e si insedierà alla Casa Bianca il 20 gennaio. Quello Usa è un sistema indiretto (“Electoral college”): ogni Stato vota su base maggioritaria – chi ha la metà più uno dei voti prende tutta la posta in palio – un gruppo di “Grandi elettori”. Questi ultimi in tutto sono 538, il candidato che supera la soglia dei 270 diventa presidente.

    Diretta Elezioni Usa: aspettando la chiusura dei seggi



    —> Tra poco l’inizio della diretta: cliccate sul banner sopra per consultare la nostra pagina speciale sulle elezioni Usa
    —> Gli stati in bilico da tenere d’occhio per il duello tra Hillary Clinton e Donald Trump? Occhi puntati su Florida, North Carolina, Ohio, Pennsylvania e Virginia (scorri la pagina per leggere tutto quello che c’è da sapere sugli Swing States)
    —> In 37 stati e nel District of Columbia è previsto il cosiddetto “early voting“: tempi e modi variano molto da stato a stato, che danno la possibilità di esprimere la propria preferenza da 45 giorni prima al venerdì precedente le elezioni. Il New York Times riferisce che 22 milioni di elettori americani hanno optato per il “voto anticipato” in quest’occasione
    —> Sapete cos’è un “Belleweather State”? Espressione traducibile con “Stato Montone”, nel senso di “guida del gregge”, è uno stato dove quasi sempre trionfa il candidato che poi conquisterà la vittoria finale. Il più affidabile è il Nevada che ha indicato il presidente nelle 9 delle 10 tornate presidenziale. Per altre curiosità CLICCA QUI
    —> Oltre che per Presidente e Vice Presidente, si vota anche per i 435 deputati della Camera dei Rappresentanti e per 34 senatori su 100. Sempre questa notte si voterà per eleggere i governatori di 12 stati, i deputati di 44 parlamenti statali su 50 e i sindaci di alcune importanti città come Milwaukee, San Diego e Baltimora. Elettori chiamati a scegliere anche cariche locali come sceriffi e procuratori distrettuali, inoltre, alcuni stati terranno dei referendum su diversi temi


    I Grandi Elettori
    Un’esauriente infografica che permette di comprendere il peso dei diversi stati sul voto

    Gli ultimi sondaggi
    Secondo la media sondaggi calcolata da Real Clear Politics Hillary Clinton e in vantaggio di 3 punti sul candidato repubblicano Donald Trump. Secondo un’indagine statistica Reuters/Ipsos, il candidato democratico ha il 90% di chance di vittoria

    Gli Stati da tenere d’occhio
    Uno “Swing State” ( o “Purple States” in quanto mai con sicurezza “rosso” o “blu”, i colori con cui vengono contrassegnati i due principali partiti Usa) è uno Stato che oscilla con regolarità tra democratici e repubblicani. Storicamente sono considerati i più importanti Florida, (29 grandi elettori), Ohio (18 grandi elettori), Iowa (6 grandi elettori), New Hampshire (4 grandi elettori). Nell’infografica sottostante anche gli Stati definiti “tossup”, in cui si sta verificando un “testa a testa”, e “leaning”, cioè “inclinati” verso uno dei due candidati

    Gli orari dei seggi
    Nell’immagine sottostante l’orario di chiusura dei seggi stato per stato, basta aggiungere sei ore per avere l’ora italiana. I primi seggi a chiudere quelli di Indiana e Kentucky intorno alla mezzanotte italiana (18 sulla costa est degli Stati Uniti), all’una sarà la volta di Florida, Georgia, Virginia, South Carolina e Vermont, mezz’ora dopo, chiuderanno i seggi di North Carolina, Ohio e West Virginia. Alle 2 termineranno le operazioni di voto in molti stati tra cui gli importanti Michigan e Pennsylvania. Dopo 30 minuti urne chiuse in Arkansas, alle 3, in molti stati tra cui Minnesota, Arizona, Colorado, New Mexico, Texas e New York. Alle 4 tocca allo Utah, alle 5, alla California



    Scritto da: Redazione
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  3. #3
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    Predefinito re: Diretta Elezioni Usa: Donald Trump vince le elezioni

    Se Trump vincesse in Florida e poi in North Carolina si prospetta una serata calda.

  4. #4
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    Predefinito Re: Contro Trump serve più sinistra

    chi è l'autore?
    Una Cina, una Yugoslavia, una Russia, una Corea, una Palestina, un'Irlanda. E zero USA
    Il Mein Kampf è una nota a margine del Manifest Destiny

  5. #5
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    Predefinito Re: Contro Trump serve più sinistra

    Citazione Originariamente Scritto da amaryllide Visualizza Messaggio
    chi è l'autore?
    Bhaskar Sunkara,Nicole Aschoff, The Nation, Stati Uniti

  6. #6
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    Predefinito re: Diretta Elezioni Usa: Donald Trump vince le elezioni

    Gia' una dozzina di reclami in Pennsylvania di gente che ha votato per Trump ma dalla macchina sono usciti voti per la Clinton.

  7. #7
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    Predefinito re: Diretta Elezioni Usa: Donald Trump vince le elezioni

    Hillary Clinton beats Donald Trump 4-2 in Dixville Notch, N.H., midnight voting

    Trump batte Clinton 32 a 25 nello scrutinio dei primissimi voti dal New Hampshire...
    PEOPLE SMASH AUSTERITY

  8. #8
    Il Commissario
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    Predefinito re: Diretta Elezioni Usa: Donald Trump vince le elezioni

    Ragazzi, i primi risultati in Italia saranno verso le 1?

  9. #9
    Ghibellino
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    Predefinito re: Diretta Elezioni Usa: Donald Trump vince le elezioni

    Citazione Originariamente Scritto da nordista Visualizza Messaggio
    Gia' una dozzina di reclami in Pennsylvania di gente che ha votato per Trump ma dalla macchina sono usciti voti per la Clinton.
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  10. #10
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    Predefinito re: Diretta Elezioni Usa: Donald Trump vince le elezioni

    Citazione Originariamente Scritto da nordista Visualizza Messaggio
    Gia' una dozzina di reclami in Pennsylvania di gente che ha votato per Trump ma dalla macchina sono usciti voti per la Clinton.
    Putin avrà scambiato il ctrl alt con il ctrl canc.
    "Non abbiamo l'unione sociale ma solo quella economica e finanziaria. Finchè non capiamo questo, non capiremo perché i populisti hanno tanto successo!". Gabriele Zimmer
    Gratteri: "L'Ue è una prateria per le mafie"

 

 
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