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Discussione: Consulta boccia riforma Madia della pubblica amministrazione, Renzi: “E’ la dimostraz

  1. #21
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    Predefinito Re: Consulta boccia riforma Madia della pubblica amministrazione, Renzi: “E’ la dimos

    La bocciatura non c'entra nulla con il Titolo V. La bocciatura c'è stata in quanto, come previsto nella schiforma, ci deve essere "l'intesa" fra le Regioni e lo Stato in materie concorrenti. Se il "pirla" che ha scritto la norma attuativa avesse scritto "intesa" invece di "parere" tutto sarebbe andato liscio. L'eventualeveto di una regione avrebbe bloccato l'applicazione per 30 giorni e poi il Governo avrebbe potuto procedere. Spiegato bene nell'articolo di Repubblica. https://twitter.com/realiroberto/sta...55815022112768
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  2. #22
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    Predefinito Re: Consulta boccia riforma Madia della pubblica amministrazione, Renzi: “E’ la dimos

    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    Molto bene invece. Anche il resto della riforma mi piace.

    Ad esempio l'abolizione del CNEL, delle province ed il taglio di 215 poltrone senatoriali.

    C'è una sola cosa della riforma che non mi piace: ed è quella che piace di più ai 5 stelle. Ma non ne parlo adesso.
    Si come no


    Ti aspetto qui fra due anni e poi vedremo se ti piacera ancora

    Ancora non hai capito xhi ce dietro ?

    Mi fate pena. Per quanto siete ingenui

    Vedrai che sorprese

  3. #23
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    Predefinito Re: Consulta boccia riforma Madia della pubblica amministrazione, Renzi: “E’ la dimos

    Citazione Originariamente Scritto da Bladerunner_60 Visualizza Messaggio
    La bocciatura non c'entra nulla con il Titolo V. La bocciatura c'è stata in quanto, come previsto nella schiforma, ci deve essere "l'intesa" fra le Regioni e lo Stato in materie concorrenti. Se il "pirla" che ha scritto la norma attuativa avesse scritto "intesa" invece di "parere" tutto sarebbe andato liscio. L'eventualeveto di una regione avrebbe bloccato l'applicazione per 30 giorni e poi il Governo avrebbe potuto procedere. Spiegato bene nell'articolo di Repubblica. https://twitter.com/realiroberto/sta...55815022112768
    Il titolo V prevede che ogni singola regione poteva mettere il veto.

    Se avessero scritto anche intesa il veneto (e forse anche altre regioni) non avrebbero mai accettato la riforma della Pubblica Amministrazione.

  4. #24
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    Predefinito Re: Consulta boccia riforma Madia della pubblica amministrazione, Renzi: “E’ la dimos

    È la dimostrazione che se ne devono andare a casa..

  5. #25
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    Predefinito Re: Consulta boccia riforma Madia della pubblica amministrazione, Renzi: “E’ la dimos

    Citazione Originariamente Scritto da anticomunista Visualizza Messaggio
    Non dite scemenze per favore con questa riforma di renzi la pubblica amministrazione enti locali avrà ancora più potere di prima



    CON UN SENATO AUTOREFERENZIALE CHE HA POTERE PER GLI ENTI LOCALI E L EUROPA....



    MA CHE CAZZO DITE NON SO???


    MA VI RENDETE CONTO DI CHE RAZZA DI ZUCCONI CI SONO IN GIRO :::: STA PER ESSERE VARATO CON LA RIFORMA RENZI UNA SENATO CON PIENI POTERI SU ENTI LOCALI ED EUROPA COMPLETAMENTE FUORI IL CONTROLLO DEI CITTADINI E LORO DICONO CHE PER STRONCARE I VAGABONDI DELLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI CI VUOLE LA RIFORMA.. RENZI



    AVREMO SENATORI CHE PROVENGONO DALLE PUBBLICHE AMMINISTRAZIONI BUROCRATI DI PROFESSIONE COMPLETAMENTE AUTOELETTI E CHE NON POTREMO MAI PIù RIMUOVERE E LORO CI RACCONTANTO CHE FARANNO GLI INTERESSI DEI CITTADINI


    AJHHHHHHHH SVEGLIATEVE!!!!!!!
    L'articolo V gestisce sanità, e. Energia, servizi ecc.. Spero vinca il NO

  6. #26
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    Predefinito Re: Consulta boccia riforma Madia della pubblica amministrazione, Renzi: “E’ la dimos

    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    Senza riformare il titolo V della costituzione (lo prevede la riforma costituzionale su cui andremo a votare al referendum del 4 dicembre) è quasi impossibile riformare al meglio la Pubblica Amministrazione.
    anche ammesso che sia vero, A MAGGIOR RAGIONE è stato sbagliato fare una riforma della PA PRIMA dell'entrata in vigore delle riforme costituzionali. NOn ci sono storie, da qualunque parte la si giri, è un riforma da buttare.
    "Una vecchia barzelletta sovietica, diceva, cos’è il deviazionismo? È andare dritti quando la linea va a zig zag. Ecco, io sono un deviazionista"

  7. #27
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    Predefinito Re: Consulta boccia riforma Madia della pubblica amministrazione, Renzi: “E’ la dimos

    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    Il titolo V della costituzione, che dà potere di veto ad ogni singola regione anche sui tagli alle partecipate e sulla riforma della dirigenza della P.A., è stato riformato dal centrosinistra nel 2000 dai D'Alema ed i Bersani che adesso invitano a votare No.

    Comunque è da anni che nel centrosinistra si ammette quell'errore.

    Il fatto che si sia sbagliato nel 2000/2001 non vuol dire che si debba rimanere nell'errore.
    sì, ma quando peppapig ha fatto la sua riforma, lo sapeva o no?
    e come mai le regioni pastrocchiane non li prendono loro quei provvedimenti, che tutti voi dite necessari?
    la verità è che siete degli incompetenti e più state lontani dalla Costituzione meglio è. ma lo sapete che hanno fatto quasi meno peggio gli imbriaghi di Lorenzago.
    il mio caimano nero piangendo mi confidò
    che non approvava il progetto del metrò

  8. #28
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    Predefinito Re: Consulta boccia riforma Madia della pubblica amministrazione, Renzi: “E’ la dimos

    Citazione Originariamente Scritto da jethrotull Visualizza Messaggio
    Secondo la Corte Costituzionale la riforma è illegittima nelle parti in cui prevede che l’attuazione attraverso i decreti legislativi possa avvenire dopo aver acquisito il solo parere della Conferenza Stato-Regioni, sede dove serve invece un'intesa per poter procedere



    Ennesimo incidente, questa volta sostanziale, sulla strada della riforma della pubblica amministrazione targata Marianna Madia. Secondo la Corte Costituzionale, infatti, la riforma è illegittima nelle parti in cui prevede che l’attuazione attraverso i decreti legislativi possa avvenire dopo aver acquisito il solo parere della Conferenza Stato-Regioni, sede dove serve invece un’intesa per poter procedere. La pronuncia della Consulta è arrivata in seguito a un ricorso della Regione Veneto, riguarda le norme relative alla dirigenza, partecipate, servizi pubblici locali e pubblico impiego, rendendo quindi illegittimi anche i decreti approvati giovedì in via definitiva dal Consiglio dei ministri sulla disciplina della dirigenza della Repubblica, Testo unico sui servizi pubblici locali, Scia, Camere di commercio ed enti di ricerca. Pronta la reazione di Matteo Renzi che a quasi una settimana dal referendum costituzionale è salito subito sul carro sottolineando che: “Oggi la Consulta ha dichiarato parzialmente illegittima la norma sui dirigenti perché non abbiamo coinvolto le Regioni. E’ un Paese in cui siamo bloccati”. Chiaro il riferimento agli effetti della revisione del titolo V nella riforma istituzionale.

    Tornando alla pronuncia, la Corte ha circoscritto il giudizio alle misure della delega Madia impugnate dalla Regione Veneto, lasciando fuori le norme attuative. “Le pronunce di illegittimità costituzionale colpiscono le disposizioni impugnate solo nella parte in cui prevedono che i decreti legislativi siano adottati previo parere e non previa intesa”, si spiega nella sintesi della sentenza. In particolare, sono stati respinti i dubbi di legittimità costituzionale relativi alla delega per il Codice dell’amministrazione digitale. Le dichiarazioni di illegittimità costituzionale riguardano quindi esclusivamente le deleghe al governo “in tema di riorganizzazione della dirigenza pubblica”, “per il riordino della disciplina vigente in tema di lavoro alle dipendenze delle pubbliche amministrazioni”, “di partecipazioni azionarie delle pubbliche amministrazioni e di servizi pubblici locali di interesse economico generale”. La Consulta, guardando al futuro, sottolinea comunque che “le eventuali impugnazioni delle norme attuative dovranno tener conto delle concrete lesioni delle competenze regionali, alla luce delle soluzioni correttive che il Governo, nell’esercizio della sua discrezionalità, riterrà di apprestare in ossequio al principio di leale collaborazione.

    Legge Madia bocciata dalla Consulta, "Per Renzi è la prova di un Paese bloccato? Pubblicità ingannevole per il Sì" - Il Fatto Quotidiano


    Lo dice il costituzionalista Villone commentando le polemiche dopo la decisione della Corte ha dichiarato la incostituzionalità della legge sulla Pubblica amministrazione. Il "fondamentale principio" di leale collaborazione tra i livelli istituzionali, la cui violazione ha determinato il blocco di parte della legge, rimarrebbe anche con la vittoria del governo il 4 dicembre. "Inaccettabile che ai problemi del Paese si dia la sola risposta rozza e semplificata di una concentrazione del potere nelle mani di chi comanda a Palazzo Chigi
    tto Costituzionale all’Università Federico II di Napoli. Per Villone quella di Renzi e dei rappresentanti del governo altro non è che “pubblicità ingannevole per il Sì”. Il motivo? “La Corte ha dichiarato la incostituzionalità del Decreto Madia perché l’intreccio delle competenze tra i livelli istituzionali avrebbe richiesto non un semplice parere delle autonomie sui decreti delegati attuativi della legge 124, ma una intesa formale da raggiungere nelle Conferenze tra Stato e autonomie. Intesa in cui si realizza il fondamentale principio di leale collaborazione tra i livelli istituzionali”. Un principio, quest’ultimo, che rimarrà identico anche in caso di vittoria del Sì al referendum di domenica prossima. Non è vera, quindi, la versione dei sostenitori del Sì, secondo cui la riforma Renzi-Boschi avrebbe evitato la pronuncia di incostituzionalità grazie alle modifiche introdotte nel rapporto Stato-Regioni.



    Il professor Villone: “Ecco perché la riforma non avrebbe cambiato nulla”
    “Su questo la legge costituzionale Renzi-Boschi non reca alcuna innovazione” dice Villone, che poi ha spiegato come realmente stanno le cose: “La programmazione e organizzazione dei servizi sanitari viene assegnata alla Regione, a cui rimane anche la competenza sulla propria organizzazione amministrativa. Per il lavoro alle dipendenze di pubbliche amministrazioni – sottolinea il costituzionalista – lo Stato acquisisce solo una potestà legislativa tesa ad assicurare discipline uniformi su tutto il territorio nazionale. Quindi l’intreccio delle competenze statali e regionali rimane, e con esso la necessità dell’intesa”. Come prima più di prima: la riforma, quindi, cambia zero. “Non si può sostenere – prosegue Villone – che basterebbe il passaggio nel Senato cd dei territori, perché l’intesa presuppone una partecipazione alla pari in un processo decisionale il cui esito positivo dipende dall’assenso di tutti i partecipanti. Al contrario – continua il professore – nel bicameralismo differenziato introdotto dalla riforma, non ci sarebbe una partecipazione alla pari nella decisione perché il voto del Senato potrebbe, nel caso qui considerato, essere superato dal diverso voto della Camera, anche nell’ipotesi fossero adottate leggi in base alla clausola di supremazia”. Insomma, “la sentenza della Corte conferma come sia inaccettabile che ai problemi del paese si dia la sola risposta rozza e semplificata di una concentrazione del potere nelle mani di chi comanda a Palazzo Chigi“.
    Renzi, Madia e il Pd sulle barricate
    Venerdì scorso, però, tutto lo stato maggiore del Pd ha reagito alla bocciatura da parte della Consulta buttando la palla sul campo del referendum per fare campagna elettorale a favore del Sì. “E poi mi dicono che non devo cambiare il titolo V. Un Paese bloccato” ha detto Renzi. “Col Sì nessuna Regione potrà più bloccare il Paese” ha attaccato la Madia.”È un motivo in più per rimettere mano al titolo V” ha aggiunto Luca Lotti. “Stiamo procedendo benissimo con il questo referendario perché questa storia delle competenze tra Stato e Regioni ce la trasciniamo da molti anni” ha sentenziato Davide Faraone. Arrabbiature in ordine sparso e slogan a corredo. Tutto in funzione del Sì al referendum costituzionale del 4 dicembre. A una settimana esatta dalle urne, poi, Matteo Renzi è tornato sulla bocciatura della Consulta durante la sua ospitata a Domenica Live di Barbara D’Urso. Questa volta, però, ha preferito prenderla alla larga: “La Corte costituzionale ci ha impedito di licenziare quelli che fanno i furbetti del cartellino, perché bisogna avere il parere di tutte le regioni senno non vale. Ma così il Paese è fermo, bloccato. La gente non ne può più di come vanno le cose adesso”.


    Cosa ha scritto la Consulta nella sentenza
    Le cose non stanno esattamente come le hanno spiegate il premier e i suoi colleghi di partito. Prima della spiegazione di Villone, infatti, lo si leggeva nella sentenza della Corte Costituzionale. Bastava leggerla. La Consulta ha bocciato la legge delega (su cui si basano i decreti attuativi) perché non ha previsto un’intesa piena da raggiungere nella Conferenza Stato-Regioni: per i decreti attuativi ci si è limitati a prevedere solo un “parere”, mentre invece va cercata “un’intesa”. Già oggi, del resto, lo Stato può intervenire in libertà proprio sui temi su cui la Consulta ha accolto l’incostituzionalità della legge Madia, ma si tratta – avvisano i giudici – di materie concorrenti “legate in un intreccio inestricabile, dove è necessario che il legislatore statale rispetti il principio di leale collaborazione e preveda adeguati strumenti di coinvolgimento delle Regioni (e degli enti locali), a difesa delle loro competenze”. Su organizzazione, proprietà, dirigenti, partecipate, insomma, le Regioni avranno ancora voce in capitolo e potranno impugnare gli atti imposti senza concerto. Anche perché i 4 decreti attuativi colpiti dalla sentenza non riguardano competenze che la riforma attribuisce esclusivamente allo Stato (infrastrutture, energia etc.). La “leale collaborazione” tra Stato, Regioni ed Enti locali andrà perseguita anche con la nuova costituzione.



  9. #29
    socialdemocratico di m
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    Predefinito Re: Consulta boccia riforma Madia della pubblica amministrazione, Renzi: “E’ la dimos

    e così finalmente peppapig è riuscita a portare anche al ministero la sua meravigliosa inesperienza
    il mio caimano nero piangendo mi confidò
    che non approvava il progetto del metrò

  10. #30

 

 
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