Nuova legge ecologica ed ambientale!...
Il parco, per sua definizione, sarebbe con maggiori presenza ed intervento umani delle sole aree protette. Situazione presente? Ci vorrebbero più luoghi meno o non frequentati da umani. Le discipline di contenimento di faune e flore e di controllo-gestione dei territori sono realizzate secondo idee di riferimento violentemente antropocentriche. Nonostante tutte queste gigantesche disistime che ho espresso, parrebbe che la nuova legge votata da poco sia meno vicina alla violenza antropocentrica di quelle di prima. Inoltre il riferimento alle attività pastorali sarebbe motivo di grandi speranze. Speranze di poter mostrare la necessità della fine del mondo alienato dai bisogni naturali europei. L'Europa e l'Italia meridionale specialmente sono i luoghi dove l'umanità naturalmente vive l'estrema risorsa della semplicità, ovvero condizione più che selvaggia, unitamente alla civiltà compiuta anche se non completa come è possibile in Asia ed in parte altrove ma non in Europa. Si tratta del destino naturale: la natura europea non consentirebbe mai niente altro! I marinai europei per la vita resisi bruti per mare ed i loro simili europei, radicalmente nella natura greca del meridione d'Italia e solo meno radicalmente nell'Ellade ovvero Stato Greco e nelle culture greche della Macedonia, sono gli europei, dei quali gli stessi selvaggi amàzzoni erano turbati e sorpresi, ovvero per il giudizio dei selvaggi "quelli" troppo naturali a volte per non essere altre volte civili, acculturati, urbani... Il mondo dei pastori, fatto non di una sola cosa, vario, multiforme, in Europa assiste nel lutto, nel dolore, nella strenua difesa, alle imprese di un altro mondo che tra tanti in Europa che hanno futuro, esso invece, non solo perché contro i pastori, non ne deve avere più. Sono tutte le leggi a decretarlo, infatti ciascuno Stato favorisce le reali opportunità vitali e l'esser fuori posto e tempo massimi da parte di chi vorrebbe il potere nell'urbanità e la forza nella civiltà e la cultura lontana dagli eventi naturali, quest'esser fuori, significa sorprendentemente stare troppo negli ambienti dove bestie e piante hanno bisogno di libertà e riservatezza e implica anche troppo di peggio. Io, che non ho mai voluto portarmi in questo fuori, io che in verità non ho mai tradito, lotto anche quando non sembrerebbe. Se per esempio non bevo alle fontane ma dalle bottiglie di plastica, lo faccio per maledire i disgraziati che funestano strade, case, lavori col terrore della idiozia. Ancora c'è la speranza ma soprattutto l'opposizione! Continuo ad opporre l'elmetto del motociclista ai programmi distruttivi delle multinaziohali dei TIR, non scordo neppure di quando davo versi uguali a quelli delle fiere assieme alle fiere. Allora con questo messaggio, speranze a parte che sono poca cosa, pubblico seppure in piccola parte lo sdegno della vita: che dall'animo dei persecutori distratti anche sul proprio "ritegno", dove naturalmente esiste abbandonato, possa per combinazioni coglierne la loro medesima cattiva coscienza fino ad inibirne tutte le aspirazioni, perché la morte e la stupidaggine governa il destino loro, che non vogliono consapevolezza della crisi attuale e dei disastri odierni: il fatalismo cocciuto che da tanto tempo non merita più tolleranza neppure dalla stessa condizione vitale! Tornare alla natura per molti è nuovo ordine inaudito e allora tanto più cui obbedire.
MAURO PASTORE




Rispondi Citando
