L’avanzata di Assad su Aleppo Est
Migliaia di civili in fuga
Le forze governative riconquistano i distretti orientali della città. Mosca: «Preso il 40 per cento di Aleppo Est». L’allerta dell’Onu: «Ansia, per i civili, stanno finendo le scorte»
di Marta Serafini
Migliaia di civili in fuga, mentre i ribelli perdono il controllo della loro roccaforte. È lo scenario di Aleppo Est, da cui in queste ore almeno 4000 persone sono fuggite dalla zona di Massaken Hanano, prima aerea della città siriana a finire sotto il controllo delle forze dell’opposizione nel 2012. Caduto nelle ultime ore anche il quartiere al-Sakhour, dove i militari del regime sarebbero al lavoro per disattivare le mine. In totale sono dieci (dodici secondo Mosca che parla del 40 per cento di Aleppo Est) le zone riconquistate dal regime che, dopo aver tagliato in due la zona orientale, potrebbe così dare la spallata finale per riconquistare la città.
A darne notizia è la televisione di stato siriana ma anche l’Osservatorio siriano per i diritti umani e dunque l’opposizione stessa.Circa 250mila persone sono intrappolate ad Aleppo, sotto assedio da 13 giorni, da quando l’offensiva delle forze governative si è intensificata. Le scorte di viveri stanno diminuendo, ha ammonito l’Onu pochi giorni fa, e gli ospedali sono sotto attacco implacabile del governo, dopo i raid violentissimi dei giorni scorsi. L'Unhcr, l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite per i Rifugiati, ha manifestato «profonda ansia per l'impatto dei combattimenti in atto sulla popolazione di Aleppo». L'intensa ripresa del conflitto nelle zone assediate vicino Damasco e Homs, dalla seconda metà di novembre, sta portando a un significativo aumento delle vittime di massa. E l'allerta arriva anche da Medici Senza Frontiere (Msf). Venerdì scorso, numerosi attacchi aerei hanno colpito Ghouta Est e i medici della zona riferiscono di molte vittime, compresi donne e bambini.
Sempre più difficile dunque pensare che il Segretario di Stato Usa John Kerry riesca a trovare una quadratura per un accordo di pace, mentre Mosca e Damasco approfittano della vittoria di Trump per stringere la morsa. Il principale ostacolo è rappresentato dalle divergenze nel quantificare le forze del Fronte di Conquista effettivamente asserragliate in città, ma anche la decisione su chi, intanto, governerà la parte di Aleppo passata sotto Assad.«I russi stano tentando di costringere la città alla resa totale», ammettono parlando con la Washington Post fonti diplomatiche americane, «altri 60 giorni, e ci saranno riusciti». È questo il termine entro il quale bisogna trovare la soluzione. Anche perché tra 60 giorni a Washington ci sarà un nuovo presidente, con un nuovo Segretario di Stato.
Secondo l’Osservatorio, dal 15 novembre, quando l’offensiva governativa è ripresa, 357 persone sono state uccise nella città e nei dintorni dai bombardamenti condotti dalle forze di Assad sostenute dall’alleato russo. Secondo i White Helmets, la protezione civile, nella sola giornata di sabato sono morte 46 persone
Particolarmente tragica è la situazione dei minori. Il numero di bambini che vivono sotto assedio in Siria è raddoppiato in meno di un anno. Quasi 500.000 bambini ora vivono in 16 aree assediate in tutto il paese, quasi completamente tagliati fuori dagli aiuti umanitari e dai servizi di base. «I bambini vengono uccisi e feriti, hanno troppa paura di andare a scuola o anche giocare, sopravvivono con poco cibo e quasi nessuna medicina », ha detto Anthony Lake, direttore generale dell’Unicef. «Questo non è un modo di vivere - e troppi stanno morendo.» Alcune comunità hanno ricevuto poco o nessun aiuto in quasi due anni.
Nella sola Aleppo orientale, l’Unicef stima che 100.000 bambini vivono sotto assedio. In assenza di spazi sicuri, i bambini utilizzano parchi giochi seminterrati, scuole e ospedali per continuare a giocare, imparare e, se necessario, in cerca di cure mediche. In una zona assediata, un gruppo di volontari ha costruito un parco giochi e un parco collegando una serie di scantinati. In media, circa 200 bambini utilizzano questo parco giochi ogni giorno. In un’altra zona assediata, una scuola sotterranea offre a 50 ragazze la possibilità di continuare ad imparare. Mentre il conflitto è vicino al sesto anno, l’Unicef rinnova il suo appello a tutte le parti per togliere gli assedi in tutta la Siria, e per consentire e facilitare l’accesso umanitario immediato, incondizionato e continuo in tutte le aree del paese.
Gioiello architettonico, una delle più antiche città del mondo, Aleppo prima della guerra aveva 2,5 milioni di abitanti che adesso si sono ridotti sensibilmente. Dal 2012 la città è divisa in due, le zone lealiste a ovest dove vive un milione e mezzo di persone e i quartieri controllati dai ribelli nella parte orientale, dove risiedono -secondo le stime dell'Onu- non più di 250mila persone. Aleppo è stata una delle prime città conquistate dall'opposizione armata. Situata nel nord, ad appena 50 chilometri dal confine turco, quella che prima della guerra era la capitale economica e il motore industriale del Paese, ha una notevole importanza geopolitica: è lungo un importante asse di rifornimento per l'esercito. Ma ha anche una forte valenza simbolica, in quanto rappresenta dall'inizio del conflitto nel 2012, la roccaforte dell'opposizione al regime di Assad.
FONTE: L’avanzata di Assad su Aleppo Est Migliaia di civili in fuga - Corriere.it






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