Come in passato era già successo a Terni è scoppiata una nuova "tangentopoli umbra"
A ben 2 assessori del comune di Terni ed a ben 14 dirigenti del comune (una brutta tegola che azzoppa politicamente la giunta piddina del sindaco di Leopoldo) sono infatti stati recapitati gli avvisi di garanzia . Sedici in totale le persone indagate per diversi fatti: a tutti viene contestata l’associazione per delinquere finalizzata alla turbata libertà degli incanti ed alla turbata libertà del procedimento di scelta del contraente. Per due di loro l’ipotesi di reato è anche quella di falso ideologico. Gli assessori comunali iscritti nel registro degli indagati sono Vittorio Piacenti D’Ubaldi (bilancio) e Stefano Bucari (lavori pubblici). Tra dirigenti, funzionari e tecnici del Comune di Terni indagati, figura coinvolta la direzione lavori pubblici e Pla direzione gestione e manutenzione patrimonio.
Gli appalti finiti sotto la lente di procura e forze dell’ordine sono quelli relativi allla manutenzione del verde pubblico, alla gestione della Cascata delle Marmore, ai lavori di realizzazione dell’impianto anti incendio del Caos, il ‘contact center’ passato dalla società Usi a Terni Reti, gli appalti per la gestione delle mense e dei cimiteri.
Il quadro ipotizzato dagli inquirenti è quello di un ‘sistema’ di affidamento degli appalti segnato da irregolarità e finalizzato a favorire coop ‘amiche’ a discapito di altre. L’indagine è aperta e non è escluso che altre persone, al momento estranee, possano essere coinvolte, così come non si può escludere l’applicazione di misure cautelari. Allo stesso modo, fra gli indagati c’è già chi si dice pronto a chiarire tutto e certo di potersi mettere la vicenda alle spalle in tempi brevi e senza conseguenze.
Il sindaco Gerolamo Di Leopoldo d finito nel pieno della bufera delle polemiche ha ritirato le deleghe agli assessori indagati