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    Predefinito Femminicidio, interviene il Papa: "Dio vuole donne libere con dignità"

    Il Presidente della Repubblica resta opportunamente nell'astratto, la presidentessa della Associazione donne giuriste provvidenzialmente fa notare che violenza e maltrattamento sono la stessa cosa se ad essere offeso è il genere, ma allora perché restringere il discorso soltanto alle vittime femminili e non anche a quelle maschili? In un dimentico messaggio Facebook del Presidente del Senato Piero Grasso si può trovare un indizio: tale Presidente del Senato non vuol tener presente che un muso rotto è tale non solo per una femmina, anche per un maschio; certo non sarebbe stato costretto a pensare ai musi, allora avrebbe potuto pensare a una coscia fratturata o una vena spezzata o quello che volesse lui, purché avesse voluto pensare alla pari dignità di femmine e maschi senza scambiare un adagio spesso inopportuno per legge non scritta: "le donne non si toccano nemmeno con un fiore". Il papa invece rilascia una dichiarazione sibillina, che a volerla interpretare secondo giustizia risulta giusta ma volendola interpretare con ingiustizia diventerebbe ingiusta... Proprio in eventi così gravi, che interpellano lo stesso istinto umano, tale "papa Francesco", avrebbe fatto tanto bene a parlare da maschio e non da prete.

    Femminicidio, interviene il Papa&#58; "Dio vuole donne libere con dignità" - Repubblica.it

    In definitiva la competizione politica o impolitica tra uomini e donne non degenera mai fino alla violenza contro il genere sessuale e di sole offese ne possono accadere sia a danno di maschi che di femmine! Neppure il ragno velenoso e furioso si prepara per una violenza alla sessualità e le piante non sono sprovviste di divisioni di tipo sessuale e se marciscono non accade che facciano torto ad un sesso; e nel regno minerale la durezza ferisce ugualmente i due sessi anche se non medesimamente! In politica non sono accettabili gli sproloqui che vorrebbero servire con trucchi indegni di qualunque onestà alla istituzione più o meno clandestina di un matriarcato basato su iniquità o schiavismo. È questione non arbitraria, non opinabile, perché riguarda minima comprensione e minimo sufficiente rispetto delle Leggi e della Costituzione.

  2. #2
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    Predefinito re: Femminicidio, interviene il Papa: "Dio vuole donne libere con dignità"

    Per mancanza di cultura capita che alcuni scordano il valore delle parole nelle cronache e nelle prevenzioni dei delitti. Manca a troppi l'attenzione ai discorsi ed il rispetto per le cose che non si capiscono. Però la cultura in politica non è priva di garanzia costituzionale; per questo la politica od impolitica disattenzione al linguaggio delle comunicazioni ed alla cultura linguistica è nei fatti avversa o indifferente ai valori della Costituzione. Ciò in Italia ma non diversamente altrove pur in grandi differenze tra Stati. Tali indifferenza ed avversione, se ammesse, non consentono politica autentica ed espongono ad iniziative tanto prive di intelligenza da risultare avverse a qualsiasi politica.

    In politica bisogna comunicare e dire con correttezza ed ordine sufficienti nella maggioranza delle circostanze.
    Nel Codice Penale si trova menzionato il caso dell'omicidio. Non è scritto "uomicidio" e quindi neppure "femminicidio".
    Da includersi nella cronaca nera sarebbe ed è anche la violenza contro la cultura e lingua italiane, europee, euroasiatiche.

    Etimologia latina a parte (homo, hominis...) 'omi' in "omicidio" è variante per attrazione verbale di 'omo' e 'cidio'...

    'om', 'omo', è un termine e due vocaboli, con due varianti per accrescimento: una è fatta con l'anteposizione della vocale 'u', l'altra con la mutazione ma non trasformazione consonantica della 'm' in 'n' e dell'anteposizione della consonante 'd', la quale nei gerghi del Nord Europa e tra gli uomini del Nord europei con significato di: non minore costanza, maggiore tranquillità, uniformità maggiore, dolcezza maggiore, maggiore imprevedibilità nella stessa normalità... ancora oggi nelle diciture tecniche è scritta una D per indicare questa significanza ulteriore. Ovvero, ricapitolando:

    om, omo... u-om, uomo, do...*n, donna...

    'cidio' ha radice verbale 'cid', la stessa contenuta in parole così: eccidio (e-(c)cid-io), accidia (idem come prima), suicidio (sempre idem), incidere (idem, ovvero in-cid-ere), uccidere (idem come prima), affine alla radice verbale 'cad' di 'cadere' (cad-ere). La radice 'cad' fa parte di parole che indicano ineluttabilità o destinazione, fisicamente, materialmente, anche in riferimento al tempo: caduta, accadimento... cadauno, cadauna... Invece 'cid' indica fatalità, nuova, sorprendente, rifiutata... Quasi i medesimi sensi di "cid" in spagnolo, la parola della celebre espressione letteraria "el Cid". Anche "Occidente" è parola fatta della radice "cid": O-(c)cid-ent-e. Occidente, terra del tramonto, questo ultimo cosmologicamente costante evento ripetuto ma che differentemente dall'alba crea effetti luminosi assai vari, sorprendenti, in parte nuovi...

    "Omicidio" è dunque termine che indica la spiacevole, detestata, rifiutata interruzione della vita umana, se fatalità non destino, in quanto l'umanità con l'umanità sa essere crudele e più delle fiere con gli esseri umani ma meno violenta di quanto raramente possa accadere ad animali grossi e potenti ma non feroci, quali tori, elefanti, bufali, arieti... Insomma la dinamica (-io) che sottopone il vivente umano (...om(i)) ad una fatalità, imprevista e comunque in vari gradi o guise detestata.

    Chi volesse meditare sull'etimo, allora mediti sulla 'h': aspirazione, non ispirazione; vocalica durezza, il timbro come il suono del vento della tempesta... Lo faccia anche o solo altrimenti da me.
    Etimologie a parte e non escluse, la parola "om", intera "omo", usatissima nell'italiano arcaico, fa parte appunto anche del lessico greco italiano ed usata, sia nell'Antichità che ora, nel senso di 'ciò che è uguale ma non identico, ovvero non lo stesso ma uguale tra diversi uguali parimenti' e quindi riferita come si fa fondamentalmente a se stessi quali appartenenti di un genere vivente, significa praticamente: uomo, essere umano, umanità, sia femmine che maschi, animali razionali distinti da quegli altri animali, quelli privi della riflessione del e nel pensiero detti precisamente e correttamente e senza minima offesa e senza alcuna minaccia: bestie.

    Per chi volesse meditare ulteriormente, aggIungo che "om" è parola e vocabolo, quale vocabolo è lo stesso orientale, 'sanscrito', "OM". Nei luoghi detti etruschi dell'Italia, in Toscana e altrove, è usato quale vocabolo originariamente, se anche secondo "pensiero greco" ovvero autoctono del Meridione d'Italia e tipico dell'Ellade (lo Stato Greco sulla carta geografica ad est dell'Italia meridionale) e usuale in Macedonia e potenzialmente presente, tutto o in parte, ovunque sia utile (il cosmopolitismo greco, non solo ellenista), sia originariamente che originalmente... "ex novo", per dirla col latino antico... lingua indoeuropea di origine diretta orientale con variabili influssi variamente meridionali che nelle versioni 'neo' (neo... cioè, recente, nuova, rigenerata, tra cui il neolatino detto 'italiano' e cioè proprio l'italiano) sono andati per una parte perduti, per la restante parte trasformati da vocaboli anche dell'Africa (settentrionale) in vocaboli del Nord del mondo o in particolare dell'Europa od europei.

    Per chi avesse realmente bisogno di sapere le premesse culturali e l'idee civili dell'autore di questi pensieri, ovvero me medesimo, ecco qualche informazione data però a scopo politico e non confidenziale, al fine di aiutare la decifrazione di questo mio scritto:
    Oltre ad avere quale punto di riferimento culturale il latino amalfitano e non solo romano, io parlo l'italiano secondo il cosiddetto "pensiero greco" in particolare della civiltà della Magna Grecia e soprattutto secondo una organizzazione mentale tipica del Meridione d'Italia ma non eminentemente ellenica, quindi ancora più autoctona anche se meno diffusa, definibile "greca e non ellenica", non solo tipica di tal Meridione ma praticamente originaria dei greci d'Italia... Sono, tra l'altro, l'autore di tre pubblicazioni di letteratura, precisamente tre opere poetiche.

    (MAURO PASTORE)

 

 

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