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Discussione: Weltanschauung

  1. #21
    mutualista in saor
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    Predefinito Re: Weltanschauung

    Citazione Originariamente Scritto da pomo-pèro Visualizza Messaggio
    Dal punto di vista economico un bel sistema misto dove le varie zone operino come pare meglio a loro. Ovvero in un paese c'è il corporativismo in stile comuni medievali, in un altro il capitalismo alla Adam Smith, in un altro le cooperative...
    Spiego in modo più esteso questo punto. A livello federale devono esserci delle norme che non favoriscano un sistema rispetto ad un altro (anche a livello didattico si deve cercare di fare in modo che dalle comunità di base non esca gente indottrinata che poi voglia imporre il proprio sistema ad altri), ed un anti trust seria che tuteli la concorrenza. A livelli più bassi le varie comunità si gestiscono come meglio credono. Se a me non piace il sistema economico in vigore nella mia comunità ho due strade: provo a convincere i miei concittadini (i dati disaggregati su come sta andando nelle singole comunità saranno pubblici, così sarà facile nelle pubbliche assemblee dibattere sul tema) oppure mi trasferisco nella comunità che più mi aggrada.

    Antichi istituti come le proprietà collettive dei terreni che si ritrovano oggi soprattutto in contesto montano (ad esempio le regole) vanno tutelati e possibilmente ne verrà incentivato lo sviluppo anche dove oggi sono scomparsi (sarebbe un ritorno), anche tra le comunità optanti sistemi legati più alla proprietà privata. Quello che oggi è demanio sarà nella maggioranza dei casi proprietà collettiva delle singole comunità e solo in pochi casi proprietà statale o federale.
    Il diritto d'impresa del singolo individuo verrà a sua volta tutelato anche nei contesti optanti sistemi mutualistici o collettivi. Chiaramente non sarà possibile in quei contesti creare attività con più di tot dipendenti (se si vuole oltrepassare il limite si deve trasferire l'attività in un comune dove sia possibile), ed al mercato comune locale si dovrà vendere il prodotto allo stesso prezzo della cooperativa concorrente (in sistema non concorrenziale non si fa concorrenza), se c'è se non c'è si è liberi di definire il prezzo o comunque il valore per lo scambio (magari in quella comunità hanno optato pure per il baratto...). Ciò non toglie che al mercato del comune vicino dove c'è un sistema concorrenziale potrò vendere ai prezzi che mi pare, e la stessa cosa faranno i miei concittadini della cooperativa (in sistema concorrenziale si fa concorrenza).
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  2. #22
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    Predefinito Re: Weltanschauung

    Citazione Originariamente Scritto da pomo-pèro Visualizza Messaggio
    Innanzitutto direi un federalismo spinto. Uno stato leggero organizzato in diversi territori (di dimensione provinciale, con una città di riferimento) a loro volta suddivisi in distretti (che facciano da collegi per l'elezione dei rappresentanti. Ogni territorio avrà tot rappresentanti, suddivisi per distretto) e così via fino ad arrivare ai quartieri cittadini o rurali. Va sfruttata al massimo la tecnologia, che consente l'esercizio democratico, ma allo stesso tempo ogni tanto è bene che si convochino fisicamente le assemblee vere e proprie (tipo i landsgemeinde in Svizzera...).
    Veniamo ora ad una spiegazione più dettagliata sull'organizzazione territoriale.

    1° livello: Stato Federale
    2°: Territorio: unione di distretti che fanno riferimento ad una città, le dimensioni saranno più o meno quelle delle province. Unioni di determinati territori costituiscono la nazione, che in casi di stato plurinazionale avranno dei diritti particolari. (in testa ho le Venezie che includono la patria del Friuli... i vari territori friulani costituiscono nel loro insieme la nazione friulana; i senatori federali sono eletti territorialmente, ed in special modo a rappresentanza dei distretti costituenti il territorio, ma l'adunata dei senatori dei territori in questione fa da parlamentino nazionale e può mettere dei veti alle iniziative federali)
    3°: Distretto (o volendo "reggimento" per riprendere la denominazione storica): consorzio di comuni utile a gestire i servizi (qualcosa di simile ai circondari tedeschi); costituisce anche collegio elettorale per il senato federale. Ogni territorio avrà più o meno una decina di distretti.
    4°: Comune (saranno più di quelli attuali). Le città capoluogo faranno anche da distretto.
    5°: Frazione o quartiere o vicinia: l'unità di base del sistema

    Le frazioni potranno decidere di passare ad altro comune. I comuni di appartenere ad altri distretti e se di confine ad altri territori (serve il voto favorevole del comune e del territorio che accoglierà, non del territorio che verrà lasciato). I territori avranno facoltà di secedere dalla federazione. Lo Stato federale potrà confederarsi ad altre realtà vicine.
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  3. #23
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    Predefinito Re: Weltanschauung

    Fermo restando che credo tutti concordino su una futura Padania federale o confederale, il problema delle varie istituzioni politiche concrete non mi appassiona molto. Le forme di governo, più o meno "autoritarie", o più o meno "libertarie", potranno cambiare in base alle circostanze interne o esterne concrete. Certo, il mio sogno sarebbe quello di una società padana fondata sulla ripartizione funzionale tripartita tipica dei popoli ariani, che in Europa era rimasta quasi intatta fino all'avvento della rivoluzione francese, ma temo non sia facilmente ripristinabile (almeno in tempi brevi....).
    Lo stesso vale per le polemiche tra i liberisti e gli statal-interventisti. In linea teorica il liberismo sarebbe il modello migliore in termini di pura razionalità economica, ma poi bisogna sempre tenere conto di motivazioni politiche, etiche, culturali, sociali le quali possono indurre a scelte di interventismo economico o di protezionismo.
    Piuttosto mi piace rilevare che il titolo del thread richiama al termine Weltanschauung. In effetti io tenderei a dare grande importanza ai temi etici e culturali. Vorrei che venisse istituito non un semplice Ministero dell'istruzione, ma un Ministero dell'educazione, il cui ruolo sarebbe quello di promuovere principi ispirati alla morale cattolica "tradizionale", integrati e corretti dai valori e dalle consuetudini dell'etica "pagana", con particolare riferimento ai costumi delle etnie ariane che hanno popolato la Padania nel corso dei secoli. Inoltre esso dovrebbe promuovere i temi fondamentali tipici della cultura identitaria, etnicista e comunitaria.
    Infine, fermo restando che il governo dovrebbe intervenire con provvedimenti volti a invertire il drammatico processo di estinzione demografica dei padani, nell'immediato penso che, per colmare i vuoti nel mercato del lavoro, si dovrebbe procedere con un doppio binario. Per i posti di lavoro medio-alti la situazione non è ancora drammatica, e si potrebbe tranquillamente ricorrere a degli europei "atavici", con successiva possibilità di integrazione selezionata. Per quanto riguarda invece quei lavori che, effettivamente, molti padani "non vogliono più fare", non porrei limiti di carattere etnico, a condizione di applicare un meccanismo "rotatorio". In pratica, gli immigrati potrebbero accedere a un permesso di lavoro di 3-4 anni, assolutamente non rinnovabile. Date le forti differenze in termini di potere di acquisto delle valute e di costo della vita sussistenti nei paesi di origine dei lavoratori immigrati, essi potrebbero, risparmiando, accumulare un piccolo gruzzolo per mezzo del quale potrebbero, tornati nel loro paese, garantire un'esistenza agiata alle loro famiglie, e magari promuovere una piccola attività imprenditoriale. Insomma, alla fine, tutti contenti, e tutti a casina propria....
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  4. #24
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    Predefinito Re: Weltanschauung

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    Vorrei che venisse istituito non un semplice Ministero dell'istruzione, ma un Ministero dell'educazione, il cui ruolo sarebbe quello di promuovere principi ispirati alla morale cattolica "tradizionale", integrati e corretti dai valori e dalle consuetudini dell'etica "pagana", con particolare riferimento ai costumi delle etnie ariane che hanno popolato la Padania nel corso dei secoli. Inoltre esso dovrebbe promuovere i temi fondamentali tipici della cultura identitaria, etnicista e comunitaria.
    Effettivamente in questo caso il termine educazione sembra essere più corretto. Perché se istruire implica un trasferimento dall'insegnante all'alunno (ed è quindi termine adattissimo al sistema scolastico attuale che opera per trasformarci in italioti), educare è più un tirar fuori dall'alunno (essendo il profilo identitario del sistema in linea con quello per cui l'alunno è naturalmente predisposto... a meno che non sia di altre etnie).

    A mio avviso quel tipo di insegnamenti, comunque, dovrebbero restare di competenza più familiare, mentre il sistema scolastico dovrebbe essere più neutro. Quando l'identità è già palese nella realtà di tutti i giorni non è necessario catechizzare giornalmente i ragazzi come fanno gli stati che l'identità non ce l'hanno.
    A tal proposito io lo chiamerei "Ministero della Formazione", sarebbe un ministero che si occupa principalmente della gioventù a 360°, quindi formazione scolastica, ma anche sportiva, lavorativa (gestirebbe la formazione professionale e l'apprendistato in sinergia con il ministero che si occupa del lavoro)...

    Infine, fermo restando che il governo dovrebbe intervenire con provvedimenti volti a invertire il drammatico processo di estinzione demografica dei padani, nell'immediato penso che, per colmare i vuoti nel mercato del lavoro, si dovrebbe procedere con un doppio binario. Per i posti di lavoro medio-alti la situazione non è ancora drammatica, e si potrebbe tranquillamente ricorrere a degli europei "atavici", con successiva possibilità di integrazione selezionata. Per quanto riguarda invece quei lavori che, effettivamente, molti padani "non vogliono più fare", non porrei limiti di carattere etnico, a condizione di applicare un meccanismo "rotatorio". In pratica, gli immigrati potrebbero accedere a un permesso di lavoro di 3-4 anni, assolutamente non rinnovabile. Date le forti differenze in termini di potere di acquisto delle valute e di costo della vita sussistenti nei paesi di origine dei lavoratori immigrati, essi potrebbero, risparmiando, accumulare un piccolo gruzzolo per mezzo del quale potrebbero, tornati nel loro paese, garantire un'esistenza agiata alle loro famiglie, e magari promuovere una piccola attività imprenditoriale. Insomma, alla fine, tutti contenti, e tutti a casina propria....
    Per me sarebbe una cosa intelligente fare un contratto un po' più lungo, che preveda un periodo in cui il gastarbeiter lavori qui da noi in modo che apprenda il lavoro e poi una seconda parte del contratto che preveda il ritorno in patria per seguire uno stabilimento. Al termine del contratto la buonuscita potrebbe trasformarsi in una quota dello stabilimento in questione (diventa socio lì) oppure se decide di cambiare si intasca i soldi e ciao.
    Con questo meccanismo da una parte espandiamo i nostri mercati e dall'altro creiamo anche lì opportunità di lavoro così diminuisce la pressione migratoria.

    Esempio, metti che al distretto del mobile lavori in diverse ditte (possibilmente in diversi reparti) un gruppo di ghanesi. Finita la prima parte del contratto questi ritornano nel loro paese dove con capitali del distretto (ed eventualmente contributi federali, e del governo locale) si apre uno stabilimento. Ci sarà il vantaggio che a seguire i lavori in loco c'è del personale che si sa già come lavora (chiaramente ogni tanto sarà da mandare giù qualcuno a controllare). Finito il contratto questi avranno l'opportunità di rinnovare entrando anche nella società locale che gestisce lo stabilimento (stabilimento che produrrà per il mercato locale, magari con una linea che vada incontro ai gusti di quel continente).
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  5. #25
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    Predefinito Re: Weltanschauung

    Non ho ancora letto tutti i post, cmq provo ad individuare tre livelli di discussione che cercherò di sviluppare nei prossimi giorni:
    1) confederazione padana;
    2) organizzazione politica nazionale - nel mio caso della Lombardia;
    3) (rinnovata) struttura sociale.

    A margine possiamo ragionare su come potrebbe essere raggiunto l'obiettivo dal punto di vista del sostegno popolare.


    Riguardo al primo punto anch'io naturalmente sono favorevole ad un'associazione della nazioni padane - federazione, confederazione, unione, il nome poco importa - che in prospettiva potrebbe aprirsi a qualche nazione limitrofa che si dimostrasse interessata - nazione mitteleuropea naturalmente!

    Personalmente il mio modello è quello di un'associazione che non crei uno stato federale, bensì quello di diverse nazioni che mettono in comune la gestione di alcune materie, non delegando nessuna frazione della loro sovranità.
    https://it.wikipedia.org/wiki/Unione_Russia-Bielorussia
    nel link ritrovate il modello a cui mi rifarei.
    Nel nostro caso naturalmente bisognerebbe evitare che una delle nazioni predomini sulle altre.

    Vorrei affrontare anche la questione dei confini. Ad est del Garda le nazioni sono facilmente identificabili (magari i friulani vorrebbero associarsi ai veneti, non so), invece la "questione" lombarda è di più ostica soluzione, perché se è pacifico che la Lombardia sia più vasta dell'attuale regione amministrativa dove porre il termine è maggiormente opinabile.
    Una soluzione "media" potrebbe essere questa

    (escluso il Ticino ovviamente, mica possiamo fare guerra alla Svizzera )

    A mio parere la questione non è puramente accademica, in quanto nei territori padani periferici (o della grande Lombardia come preferisco definirla io) certamente oggi, ed anche domani, la voglia di sentirsi italiani è ancora fortissima. Soprattutto Romagna, Liguria e la città di Torino si pensano italiane, e non cambieranno idea facilmente.

    In definitiva, secondo me, la federazione dovrebbe avere solo competenza sulla difesa - però ogni nazione mantenendo proprie forze armate - la politica estera, la moneta comune ed il commercio estero, le grandi opere infrastrutturali comuni (e la politica energetica forse). Oltre ad una corte di giustizia nominata in maniera paritaria dalle nazioni. Non servirebbe un parlamento comune, mentre il potere esecutivo sarebbe di competenza di un direttorio "alla svizzera" in cui i voti sono ponderati tra un mix di popolazione e di denari conferiti al bilancio federale.

  6. #26
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    Predefinito Re: Weltanschauung

    La cartina che hai inserito e che riporta l'effettiva consistenza della Lombardia non considera i lombardi dei Grigioni.
    Comunque mi fa piacere che esista la nazione lombarda, qui a Est esiste quella friulana (che non vuole avere a che fare con i veneti, a causa del ricordo della dominazione veneziana) ma non quella veneta.
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  7. #27
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    Predefinito Re: Weltanschauung

    Citazione Originariamente Scritto da lanzichenecco Visualizza Messaggio
    La cartina che hai inserito e che riporta l'effettiva consistenza della Lombardia non considera i lombardi dei Grigioni.
    Comunque mi fa piacere che esista la nazione lombarda, qui a Est esiste quella friulana (che non vuole avere a che fare con i veneti, a causa del ricordo della dominazione veneziana) ma non quella veneta.
    La cartina è solo indicativa cmq la nazione lombarda esiste, purtroppo solo una minoranza dei lombardi - per il momento - lo sa. Un paio di secoli di disinformazione hanno avuto il loro effetto!
    Riguardo alla nazione veneta, so che altre persone qui non la pensano come te, quindi non metto becco

  8. #28
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    Predefinito Re: Weltanschauung

    Citazione Originariamente Scritto da pomo-pèro Visualizza Messaggio
    A mio avviso quel tipo di insegnamenti, comunque, dovrebbero restare di competenza più familiare, mentre il sistema scolastico dovrebbe essere più neutro. Quando l'identità è già palese nella realtà di tutti i giorni non è necessario catechizzare giornalmente i ragazzi come fanno gli stati che l'identità non ce l'hanno.
    I popoli padani l'identità ce l'hanno ancora, o sono ormai in gran parte itaglianizzati? Le famiglie veicolano ancora i valori identitari?
    Può darsi che in Veneto sia ancora così, ma per quello che constato in Lombardia in generale e in una città come Milano in particolare, a me pare proprio di no.
    Le lingue locali vanno scomparendo, e i giovani che le parlano sono davvero pochi. A prescindere dal fatto che, in generale, i figli se ne fregano degli insegnamenti dei genitori, sono pochi i genitori che scelgono di insegnare i valori identitari ai figli, i quali, spesso e volentieri, si credono itagliani, oppure si identificano con la (anti)cultura statunitense, e imitano addirittura, orgoglionandosene, lo slang, gli usi e i comportamenti dei negretti americani(e adesso nostrani...). A volte sono i figli che sembrano i maestri dei padri, nel senso che questi ultimi si sforzano di essere "giovanili", come e più della loro prole....
    A parte questo, dopo un secolo e mezzo di massiccia e onnipervasiva propaganda di shdado itaglianista, mi sembra davvero il minimo, da parte di uno Stato padano divenuto finalmente indipendente, cercare di risvegliare l'anima etnica dei popoli padani con programmi culturali proposti da un apposito Ministero dell'educazione. Le materie identitarie dovrebbero essere parte essenziale dei programmi delle scuole di ogni ordine e grado, e dovrebbero avere un peso specifico rilevante(niente a che vedere con la vaga, vacua e impalpabile "educazione civica" itaglianista).
    Inoltre, tali programmi dovrebbero essere indirizzati, più che ai ragazzi, agli adulti, i quali sono stati sottoposti più a lungo all'opera di espropriazione etnico-culturale operata dallo shdado itagliano. Volendo essere provocatorio, per gli adulti bisognerebbe prevedere dei "richiami" etnici periodici, dei "tagliandi" culturali, sotto forma di esami identitari associati a sanzioni civili adeguate. Il padano che, ad esempio, non sappia recitare a memoria il giuramento di Perasto, o non sappia elencare in ordine cronologico i re longobardi, da Albwin a Daufer, dovrebbe essere privato della cittadinanza, e ridotto a ilota(e magari, in futuro, a fuori-casta).
    Potrebbe poi riacquistare la cittadinanza solo mediante un servizio annuale nella Milizia territoriale, proteggendo meritevolmente, sul confine della Linea Gotica, il Sacro Suolo della Patria Padana dalle incursioni e dalle infiltrazioni teroniche, che, di certo, purtroppo non mancheranno di verificarsi dopo il raggiungimento dell'indipendenza.
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  9. #29
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    Predefinito Re: Weltanschauung

    Nota a margine del discorso che stiamo sviluppando: se si dovesse votare nei prossimi mesi siete orientati verso qualche partito indipendentista?

  10. #30
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    Predefinito Re: Weltanschauung

    Citazione Originariamente Scritto da Erlembaldo Visualizza Messaggio
    I popoli padani l'identità ce l'hanno ancora, o sono ormai in gran parte itaglianizzati? Le famiglie veicolano ancora i valori identitari?
    Può darsi che in Veneto sia ancora così, ma per quello che constato in Lombardia in generale e in una città come Milano in particolare, a me pare proprio di no.
    Effettivamente stavo ragionando come se lo stato fosse già in funzione da un po'... dimenticavo che all'inizio è necessaria una bella opera di deitaglianizzazione.

    Le lingue locali vanno scomparendo, e i giovani che le parlano sono davvero pochi. A prescindere dal fatto che, in generale, i figli se ne fregano degli insegnamenti dei genitori, sono pochi i genitori che scelgono di insegnare i valori identitari ai figli, i quali, spesso e volentieri, si credono itagliani, oppure si identificano con la (anti)cultura statunitense, e imitano addirittura, orgoglionandosene, lo slang, gli usi e i comportamenti dei negretti americani(e adesso nostrani...). A volte sono i figli che sembrano i maestri dei padri, nel senso che questi ultimi si sforzano di essere "giovanili", come e più della loro prole....
    A parte questo, dopo un secolo e mezzo di massiccia e onnipervasiva propaganda di shdado itaglianista, mi sembra davvero il minimo, da parte di uno Stato padano divenuto finalmente indipendente, cercare di risvegliare l'anima etnica dei popoli padani con programmi culturali proposti da un apposito Ministero dell'educazione. Le materie identitarie dovrebbero essere parte essenziale dei programmi delle scuole di ogni ordine e grado, e dovrebbero avere un peso specifico rilevante(niente a che vedere con la vaga, vacua e impalpabile "educazione civica" itaglianista).
    Ed anche questo è vero, però se ne fregano anche degli insegnamenti scolastici... forse più che un intervento in ambito scolastico sarebbe più efficace un'opera di propaganda mediatica mirata; anche dei campi estivi non sarebbero male.
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