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    http://home.rifondazione.it/xisttest...view/5777/314/

    Ferrero risponde a Bertinotti: Un errore distruggere tutto
    venerdì 08 maggio 2009


    In politica troppa confusione può portare al nichilismo". Intervista a Paolo Ferrero

    di Frida Nacinovich - Liberazione, 8 maggio 2009

    Segretario Ferrero, in un'intervista a "l'Unità" il suo predecessore Fausto Bertinotti guarda alle elezioni europee e dice: «Tanto peggio, tanto meglio». Quindi pensa che in fondo sarebbe un bene se alla sinistra del Pd nessuno arrivasse al 4%. Alla cronista viene in mente un racconto di Edgar Allan Poe, il gatto nero, con il protagonista che uccide prima l'amato gatto di casa poi la moglie. Davvero è tutto da buttare, tutto da rifare? La sinistra italiana è davvero come l'araba fenice, deve rinascere dalle sue ceneri?
    Finalmente Fausto fa un'analisi della sconfitta elettorale simile a quella fatta dalla maggioranza che ha vinto il congresso di Chianciano. Ne prendo atto con favore.


    Dal congresso di Chianciano è passato quasi un anno, nel mezzo c'è stata perfino una scissione. Può spiegarci?
    Nell'intervista Bertinotti riconosce che era sbagliata la linea politica che ha portato Rifondazione comunista nel governo. E dentro questa linea la sua scelta di fare il presidente della Camera.

    Su quest'ultimo punto la frase testuale è: «Una scelta problematica...».
    Bertinotti è più netto quando parla dell'esperienza di governo, più reticente quando affronta l'argomento della sua presidenza della Camera.

    In fondo questo è un dettaglio. Quello che conta è la linea politica. Ferrero ha appena riconosciuto a Bertinotti di aver ammesso l'errore. Tornerete insieme quindi?
    Il problema è che Bertinotti non tira le conseguenze politiche della sua analisi. La sconfitta della sinistra Arcobaleno è il frutto di una linea sbagliata.

    Ci spieghi ancora meglio.
    Bertinotti annuncia il suo voto per "Sinistra e libertà", un raggruppamento politico che fa l'analisi opposta della sconfitta elettorale.

    Cerchiamo di essere ancora più chiari: cosa divide "Sinistra e libertà" da Rifondazione comunista?
    Sinistra e libertà" non riconosce che andare al governo è stato un errore. Ecco perché si in lista con i socialisti craxiani e stringe alleanza con il Partito democratico a Napoli, Milano, Firenze e Torino. Insomma, si colloca come corrente esterna del Pd. E non è un caso che nell'intervista Bertinotti non affronti il tema della scissione da Rifondazione.

    Due partiti, entrambi con il problema capitale di raggiungere il 4% alle europee. Tanto peggio tanto meglio?
    C'è un fondo nichilista in questa affermazione che non è solo sbagliata ma dannosa.

    Non servirebbe un bel big bang alla sinistra italiana?
    Insisto: in quell'espressione c'è un elemento nichilista, che si traduce anche nell'accusa rivolta a Rifondazione di essere affetta da regressione neoidentitaria. Distruggere tutto per poi ricostruire, appunto. Il problema è che la distruzione della sinistra con un Pd in queste condizioni e un Pdl così forte rischia di coincidere con la cancellazione dell'idea di sinistra.

    Ma Bertinotti dice che senza una tabula rasa la sinistra italiana non può rinascere.
    Se si avverasse l'auspicio di Fausto l'esistenza stessa della sinistra sarebbe chiusa. Magari una parte di ceto politico finirebbe nel Pd, ma larga parte dell'elettorato si sposterebbe stabilmente nell'unico antiberlusconismo presente. Cioè l'Italia dei valori di Antonio Di Pietro. Un esito devastante, soprattutto perché Di Pietro non è sinistra.

    La sinistra di cui parla lei è quella che è stata definita di volta in volta neoidentitaria, nostalgica della falce e martello, anche stalinista.
    Ci attribuiscono una deriva neoidentitaria quando invece abbiamo proposto di fare una lista unitaria per le elezioni europee sulla base dell'appartenenza al Gue, il gruppo unitario della sinistra alternativa a Strasburgo. E' sbagliato confondere la sconfitta della propria linea politica con la possibilità di costruire una sinistra.

    Quindi, secondo lei di falce e martello c'è sempre bisogno.
    Il pensare di dover tagliare le proprie radici per esistere è il principio con cui si è suicidata la sinistra in Italia. Un conto è la rifondazione, altro conto l'estirpazione.

    Si parla sempre di due sinistra, quali sono?
    A ben guardare la sinistra moderata era già così come è dieci anni fa, invece la sinistra di alternativa si è quasi suicidata nell'esperienza di governo. Il problema oggi è ricostruire la sinistra anticapitalista e comunista, non di fare l'occhiolino a D'Alema.

    Sempre nell'intervista a "l'Unità" Bertinotti sostiene che dopo Genova Rifondazione si doveva sciogliere e contribuire a creare un partito più grande.
    Già ai tempi del G8 dissi che Rifondazione comunista avrebbe dovuto essere il motore di una sinistra di alternativa vera ed aggregare altri pezzi. L'intuizione della sinistra europea andava proprio in quella direzione: un contenitore politico cui aveva aderito anche il segretario della Fiom. Poi quell'esperienza è stata sacrificato sull'altare della sinistra arcobaleno.

    4% alle europee è davvero questione di vita o di morte?
    Penso che sia davvero necessario che la sinistra anticapitalista e comunista raggiunga il 4%. Perché è l'unico progetto alternativo sul tappeto. Noi abbiamo scelto di andare del Gue, c'è chi invece ha gettato falce e martello un cambio di un'alleanza con i craxiani. Che posso farci?

    Ferrero, non si sente "il vecchio", rispetto a un Bertinotti che archivia "falce e martello" nel segno della "nuova nuova sinistra"?
    Sul piano psicologico l'intervista di Bertinotti fa venire in mente la celebre frase "apres moi le deluge". Ma c'è anche un piano politico: cancellare le proprie radici è un suicidio, come si è visto con Occhetto. Non è un caso che nei paesi latinoamericani - penso ai sandinisti, agli zapatisti , ai boliviani - si tengano invece ben stretto il filo rosso della loro storia. Quando la confusione diventa nichilismo si spiana la strada al bipartitismo, all'alternanza tra simili.
    Dissidente Politico in Regime Totalitario

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: Ferrero risponde a Bertinotti: Un errore distruggere tutto

    mi son quasi rotto a sentir parlare di errori, non hanno commesso errori, semplicemente non ci sono riusciti. per fortuna!! altrimenti avrebbero bruciato una esperienza come rifondazione senza battere ciglio. Perchè, è bene dirselo, è molto più appagante un posto da presidente ( della camera o della regione) che un ruolo di attacchino notturno di manifesti. Ma, forse, il ruolo di attacchino è anch'esso da conquistare, e, giustamente, non se la sono sentita di partecipare a questa contesa. Loro sono al di sopra, molto in alto, molto lontano, non hanno bisogno di rendere conto a chi li ha messi dove stanno ( o stavano), non hanno bisogno di sentire il dovere di rendere conto, il potere è loro, è in loro. Il potere sono loro. adesso provate a dirgli che sono dei piccoli berlusconi falliti e perdenti, ma con gli stessi difetti. un pò più nani del nano, un pò più ridicoli.
    ciao
    mao

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: Ferrero risponde a Bertinotti: Un errore distruggere tutto

    E invece io penso che il nichilismo sarà l'unica cosa che ci salverà.
    Non chiaramente nel senso che possa intendere Bertinotti, bensì nel senso di radicale rifiuto e negazione dello stato di cose presenti (perché è venuto ormai il momento di negare tutto ciò che falsità).
    Bertinotti ora "critica" l'esperienza di governo (allora dava dell' "imbecilli" ai ragazzi che lo contestavano fuori da La Sapienza) pur essendogli valsa la presidenza della Camera. Ferrero ribadisce in modfo più perentorio che tale esperienza di governo non andasse intrapresa da principio, e sia il frutto di una linea sbagliata, nonostante all'epoca non fosse stato un oppositore interno al partito della stessa prospettiva, ma un ministro dello stesso governo Prodi. Dov'è la coerenza?
    Queste polemiche sono a mio avviso il canto del cigno di una sinistra che tutta ha condiviso le gravi responsabilità nell'esperienza del governo Prodi, da finanziarie di lacrime e sangue ai rifinanziamenti delle missioni di guerra, occupazione e saccheggio. Ex ministri ora fuori tempo massimo si proclamano radicalmente cambiati, mentre chi già allora con coerenza - e senza poltrone, né di Camere, né di Dicasteri, sotto il culo - non condivideva le decisioni veniva sbattuto fuori perché antisionista e per il diritto dei popoli ad insorgere contro gli occupanti.
    Dopo la condivisione delle stesse gravi responsabilità, di una gravità tale che non dà possibilità alcuna di riscatto o redenzione futura, e dopo la comune sconfitta, la sinistra è esplosa e sono iniziati i litigi interni, fino ad arrivare alla situazione per cui ad ogni sigla corrisponda una ristretta burocrazia politica già fallita, o anche singoli notabili più o meno locale. Da questa definizione fuoriesce in parte proprio il PRC (che non è "solo Ferrero", ma ha anche istanze, sensibilità e correnti interne)... ma cosa si può dire di Socialismo 2000 (Salvi + Villone), di Unire la Sinistra (Belillo + Guidoni), MPS (Giordano + Vendola) e via di seguito?
    La sinistra è in crisi in quanto anche nell'esperienza di governo, per le scelte di fondo effettuate, si è dimostrata e confermata interna e parte integrante di una civiltà ormai decadente: è perciò destinata a finire di pari passo con l'accentuarsi dell'ormai irreversibile decadenza della stessa civiltà occidentale, seguendone il suo naturale decorso.
    Una tabula rasa lucidamente auspicata da Bertinotti, avrebbe l'effetto saggiamente individuato da Ferrero: sposterebbe una parte di elettorato verso l'IDV. L'IDV che non è affatto di sinistra, come lucidamente nota Ferrero. Ma a mio avviso non si tratta di creare una "nuova sinistra", ma di andare "oltre" la stessa sinistra, verso qualcosa di nuovo che radicalmente nega il presente. A tal proposito ritengo che Gianni Vattimo e la sua proposta culturale-politica rappresenti l'unica salvezza per il Socialismo se non vuole accartocciarsi su se stesso ed appassire. Voti in libera uscita potrebbero creare, anche dopo le europee, che si creino le condizioni per un movimento, un think tank, qualcosa anche di diverso dai partiti classici, intorno a Vattimo, in futuro completamente distante e distinto dall'IDV, che in tale occasione va inteso come un taxi funzionale al raggiungimento di un primo obiettivo.

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: Ferrero risponde a Bertinotti: Un errore distruggere tutto

    facciamoci un partito per ogni persona, allora saremo contenti

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Ferrero risponde a Bertinotti: Un errore distruggere tutto

    è intererssante apprendere come esponenti di partiti oggettivamente minoritari, ( in numeri non certamente come idee) predichino sui modi per avere consenso, stavo per dire "in buona fede", ma spero che così non sia. Se costoro, tutti costoro, avessero saputo il modo per conquistare il consenso i partiti della sinistra da tempo avrebbero avuto la maggioranza assoluta, ma costoro non lo sanno, hanno finora demolito tutti i partiti della sinistra, e non solo sotto il profilo del consenso. Ora, forti dei loro errori, dicono: ora so come si fa!! Andassero a cagare!
    ciao
    mao

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: Ferrero risponde a Bertinotti: Un errore distruggere tutto

    Citazione Originariamente Scritto da mao Visualizza Messaggio
    mi son quasi rotto a sentir parlare di errori, non hanno commesso errori, semplicemente non ci sono riusciti. per fortuna!! altrimenti avrebbero bruciato una esperienza come rifondazione senza battere ciglio. Perchè, è bene dirselo, è molto più appagante un posto da presidente ( della camera o della regione) che un ruolo di attacchino notturno di manifesti. Ma, forse, il ruolo di attacchino è anch'esso da conquistare, e, giustamente, non se la sono sentita di partecipare a questa contesa. Loro sono al di sopra, molto in alto, molto lontano, non hanno bisogno di rendere conto a chi li ha messi dove stanno ( o stavano), non hanno bisogno di sentire il dovere di rendere conto, il potere è loro, è in loro. Il potere sono loro. adesso provate a dirgli che sono dei piccoli berlusconi falliti e perdenti, ma con gli stessi difetti. un pò più nani del nano, un pò più ridicoli.
    ciao
    mao
    Non avevo letto ancora questa rispota, quoto al 100%
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  7. #7
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    Predefinito Riferimento: Ferrero risponde a Bertinotti: Un errore distruggere tutto

    Citazione Originariamente Scritto da mao Visualizza Messaggio
    è intererssante apprendere come esponenti di partiti oggettivamente minoritari, ( in numeri non certamente come idee) predichino sui modi per avere consenso, stavo per dire "in buona fede", ma spero che così non sia. Se costoro, tutti costoro, avessero saputo il modo per conquistare il consenso i partiti della sinistra da tempo avrebbero avuto la maggioranza assoluta, ma costoro non lo sanno, hanno finora demolito tutti i partiti della sinistra, e non solo sotto il profilo del consenso. Ora, forti dei loro errori, dicono: ora so come si fa!! Andassero a cagare!
    ciao
    mao
    me l'ero persa anch'io.quoto al 1000x1000

 

 

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