Si deve capire, sapere, pubblicamente, a causa di situazioni di interesse pubblico e che non possono essere accettate.

Quali strumenti, quali pensieri, in che modo ancora tecnologia militare in Italia ed in Europa e quindi anche in Eurasia? L'uso militare della tecnologia dipende anche dalla capacità di guerra e dalle caratteristiche militari; per questo la tecnica in tal caso è strettamente unita non solo alla scienza e se è unita all'arte non è l'arte dell'opera ma l'arte della guerra. Perciò le arti marziali pur non essendo parte di una formazione militare ne sono di eventuale interesse o ne sono ipotetica integrazione perché potrebbero essere parte di un'arte della guerra o parte di un ambiente militare.
Il militare non è un guerriero: quest'ultimo potrebbe essere milite ma non militare oppure guerriero e militare, ma due cose allora e non una talché entrambe possano coesistere e quindi ciascuna essere limitata a compiti diversi o ruoli differenti; perciò il militare fa uso della sola propria disciplina la quale non consiste dell'intera capacità di vivere; invece le discipline marziali dei guerrieri pur non essendo tutto della vita del guerriero sono interamente la sua vita. Per queste ragioni alcuni errori che lasciano gli eserciti militari ancora esistere non consentono anche l'esistere dell'esercizio dei guerrieri.

A differenza della lotta greco-romana, che per gioco può consistere anche in agonismo e per manifestazione anche in agonismo sportivo, le arti marziali orientali quali judo, kendo, karate, kung fu, nel manifestarsi necessitano del solo cerimoniale relativo e secondo vari gradi sono tutte incompatibili, direttamente o indirettamente, con l'attività sportiva e restano estranee o aliene dalla pratica dello sport.
I tentativi di emulare i veri praticanti della lotta greco-romana hanno fatto nascere la pretesa di una manifestazione sportiva che non è realmente tale perché troppo generica: detta "lotta", in origine era lo studio libero praticato nella lotta greco-romana, in quanto tale non era indipendente e vòlto ad uno scopo, uguale ai gesti di concentrazione dei praticanti dell'atletica leggera, poi si tentò di separarlo, disastrosamente inventando una vera e propria impostura, una pretesa irrealizzabile, causa di diseducazione ed illusioni.
I tentativi di imitare i veri esperti di judo, kendo, karate, kung fu, iniziati decenni fa in Giappone dopo l'internazionalizzazione del potere dei Samurai, non più ordine ufficiale ma occulto e nuovamente presente anche altrove e non solo in Giappone e diventato solo nipponico e non esclusivamente giapponese, furono in principio tollerati, anche perché gli aspiranti imitatori non potevano avere diretto rapporto con queste arti marziali e non comprendevano neppure chi ne fossero i possessori riuscendo solo a sapere degli esperti ma non potendoci trarre a loro volta nessuna reale esperienza. Dunque la tolleranza era stata espressa provvedendo ad informare che non si trattava dei veri cerimoniali, ma di manifestazioni spontanee di non competenti, comunque condotte nel pensiero ignorante ma spesso nell'ammirazione confusa per il mondo delle arti marziali orientali. A volte tali manifestazioni, in Giappone e nel mondo nipponico, avevano quale buona riuscita per alcuni l'effetto di rammemorare, per contrasto ma non per reale descrizione, l'esistenza delle autentiche arti marziali orientali ed in particolare nipponiche e giapponesi; da ciò si arguirebbero le ragioni della tolleranza.
Attualmente però all'ignoranza ed alla confusione si sono aggiunti crescenti fraintendimenti e sempre più gravi indistinzioni, culminate con l'interessamento da parte di varie associazioni sportive, le quali avrebbero dovuto giudicare sin dal principio secondo conoscenza dell'argomento ed astenersi dall'interessarsi, ma che purtroppo non lo fecero e dunque si esposero o autoesposero agli inganni ed autoinganni dei falsi competenti. Per le Olimpiadi era stato proposto, non saprei dire se anche ufficialmente, allo stesso Comitato Olimpico, di limitarsi ad inserire nella cerimonia di apertura dei Giochi Olimpici qualche riferimento cerimoniale ovvero allusione alle autentiche arti marziali orientali, proposta questa che era motivata dalla presenza nelle Olimpiadi di manifestazioni di lotta greco-romana e dalla presenza effettiva o potenziale anche di atleti ed agonisti orientali o orientaleggianti o eredi di vari retaggi orientali. Purtroppo fraintendimenti ed indistinzioni continuarono senza riguardo per la verità e senza più neppure il sufficiente rispetto, inoltre la pietà e il disgusto suscitate dalle falsità e dagli stessi falsari, sempre in maggior numero decadendo gli illusi in ingannatori ma in condizioni culturali, civili, politiche degradate e degradanti per gli stessi oppositori di buona volontà ovvero per gli stessi che volevano provvedere a rimediare davvero, non consentivano che di assistere e di avvertire i non illusi e gli altri esenti e realmente interessati a tali arti marziali, nulla più. Tuttavia dalle crescenti indistinzioni illusi e falsari stanno ulteriormente scadendo verso l'oblio e nella distrazione, ponendo problemi di indegna presenza alla stessa politica, sia o fosse: giapponese, euroasiatica, globale, o altro in relazione col mondo nipponico ed il Giappone.
In Italia e altrove c'era il pericolo che le falsità sorte intorno alle arti marziali giapponesi ponessero direttamente fine ad un esercito militare indipendente italiano, dato che durante la Guerra Fredda v'erano profittatori ed insidiatori, prima maggiormente da parte americana, poi sovietica, ma pure da parte di non coinvolti o meno coinvolti. Per questo nello Stato greco si dovette procedere a difendere l'indipendenza dalla Nato e la separatezza dal Patto di Varsavia mediante un periodo di egida politico-militare greca e a Cipro fu istituita una etnarchia per consentire ai poteri politici locali di agire in contrasto sia rispetto alle deliberazioni della Nato che alle decisioni del Patto di Varsavia; per uguali situazioni in Italia non si volle procedere alla guerra civile contro le moltitudini di estremisti di sinistra che operavano contro lo Stato italiano ed a volte nello stesso Stato, optando per il solo stato di emergenza o di allerta e per una nuova Resistenza generale fino alla fine della Guerra Fredda, passando indenni tra i trucchi dei sostenitori della americanizzazione ed attraverso gli intrighi dei politici filosovietici, tra gli atti eversivi dei terroristi di sinistra culminati nel rapimento ed uccisione del Presidente del Consiglio Aldo Moro, fino all'inazione di parte della magistratura nei confronti degli esponenti del Pci e di altri politici comunisti tutti datisi a ricevere finanziamenti illeciti ed aiuti non consentiti da URSS e Kgb, per i quali ci fu quindi direttamente l'interessamento delle autorità militari italiane: il Pci infatti dovette chiedere ingresso nella Nato per ragioni di emergenze di ordine militare prima ed oltre che per volontà di alcuni suoi membri e quindi le autorità militari italiane e gli stessi servizi segreti militari italiani dovettero collaborare con lo stesso Stato politico per verificarne e tutelarne gli interessi, quando era Presidente della Repubblica Francesco Cossiga, il che fu esposto e spiegato pubblicamente. Il pericolo costituito dalle falsità sulle arti marziali orientali consisteva in un possibile decadimento prossimo venturo delle istituzioni militari qualora fossero state incapaci di capire ancora le cosiddette 'Guerre dell'Oriente' e tutte le altre ad esse simili ed i poteri europei affini a quelli orientali: molte capacità europee rischiavano di essere ignorate, coperte da un ingiusto disprezzo da parte delle autorità europee e dall'assurdo senso del ridicolo di tante moltitudini di ignoranti in Europa, luogo dove vi sono tipiche capacità di guerra in tutto analoghe a quelle dell'Asia, diverse per diverso uso di pensieri e di strumenti, ma non per differenza di strumenti e pensieri! Oltre a ciò, l'internazionalizzazione del potere dei Samurai rendeva necessaria o auspicata maggiore e non minore comprensione! Per questo i disastri pubblici accaduti a causa delle falsità sempre più gravi sorte intorno alle iniziali ignoranze riguardanti le arti marziali orientali quali judo, kendo, karate, kung fu, costituendo danno ed offesa non solo al Giappone e non solo al mondo nipponico, costituivano anche insidia e lutto per i poteri tipici europei inerenti all'uso e non abuso delle discipline marziali, inerenti alle giuste guerre ed inerenti alle formazioni di degne milizie. Esclusioni ingiuste ai servizi di leva militare, giuste esclusioni ma non giustamente motivate, intrusioni conseguenti e sempre peggiori... Potrebbe un esercito nazionale, europeo, resistervi?
Gli stessi fraintendimenti sorti sulla lotta greco-romana e sulle sue esclusive pratiche iniziarono a causa degli altri fraintendimenti già prima sorti sulle suddette arti marziali orientali. Inoltre l'indegnità sempre più sovente era sorretta da astio antiorientale ed antieuropeo, per questo i falsari sono oramai anche violenti e diventano sempre più violenti anche ai danni della dignità politica dell'Europa e quindi dell'Italia. Emblematici i falsi incontri di judo delle "olimpiadi" (come non usare le virgolette oramai per delle manifestazioni che col nome offendono il vero antico ricordo legato al nome?): quel che di veramente autentico vi sarebbe non solo non mostra nulla ma rivela tutt'altre capacità: l'agguato ma quello adatto per acciuffare un vitellino, la sensibilità per fingere di capire gli aliti d'aria non quella vera che è di chi dovrà lottare contro una tempesta... e di vere lotte tra esseri umani neppure l'ombra, solo l'apparire di torti in atteggiamenti ed atti volgari, stupidi, che abbondano nelle descrizioni contenute nelle corrette cronache criminologiche e giudiziarie ma non dovrebbero essere accettate in nessun ambiente onesto! Ma il pericolo della fine in Italia fu scongiurato da un'altra fine, quella della leva obbligatoria, allora il problema restò insoluto senza che fosse stato letale.
Per questo tra gli sport militari in Italia purtroppo sono comprese discipline false, fuorvianti, offensive, in una parola: deleterie!, ma il militare è tale per sola propria disciplina militare! Non sono riusciti i falsari ad introdurre le falsità negli stessi sistemi militari, nonostante avessero profittato anche dei malefici della malasanità, abilissima a propinare falsi medici e neppure veri esperti, ancora oggi tutti... tesi a falsificare la stessa medicina facendola scambiare per una misura di capacità... misura questa impossibile alla scienza con la vita, ma solo coi materiali inerti (e i medici dunque, che in quanto tali si avvalgono di scienze ma non sono essi stessi scienziati, per due e non un solo motivo non misurano davvero capacità! Infatti la medicina scientifica non è essa stessa scienza e le "scienze mediche" son dette tali in quanto scienze di cui fanno uso a n c h e i medici, ma niente di più)!
Le falsità dunque son rimaste fuori... ma sono rimaste attorno! L'esercito opportunamente decide di organizzare le attività che potrebbero essere inerenti, quali quelle sportive... ed ora trova l'inganno fuori, ma senza ancora potersene liberare perché l'inganno è ancora attivo e fa ancora vittime. Si legga l'elenco di questo link:
Sport Militare - Esercito Italiano

Quale tecnologia, se pensieri e strumenti non possono essere in armonia, se il pensiero non è adeguato allo strumento o viceversa? Ad essere determinante nella vicenda furono i contesti ambientali, non gli ambienti militari, e tali contesti, fossero anche politici o finanche governativi, anziché stare vicini tornino ad esser lontani ed il più possibile perlomeno se non vogliono (saggiamente...) autoannullarsi da sùbito o quanto prima.

MAURO PASTORE