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    Predefinito Attentati, ricatti, marketing e la solita itaglia asservita.

    Propongo qui di seguito due articoli di Blondet che potrebbero spiegare molte cose circa i misteri degli attentati che dalle torri in poi si ripetono con strani punti in comune.
    Troppe coincidenze simili, per essere casuali.

    Stragi islamiche. Per "marketing" israeliano - Blondet & Friends

    Stragi islamiche. Per “marketing” israeliano

    Maurizio Blondet 24 dicembre 2016 38
    Mentre i media sollevano il polverone utile ai mandanti, e sviluppano la “narrativa” conseguente , mi limito a sottolineare solo tre o quattro dati su Amri.

    1. Il calibro ridicolo, un .22, della sua arma. Con la quale il terrorista ritiene opportuno sparare ai due agenti, dando così loro la motivazione legale per “rispondere al fuoco” (capirai, ne ha”ferito uno”) e freddarlo immediatamente. Nemmeno ferirlo, ma farlo secco subito.L’orrendo squarcio prodotto sulla giacca dell’agente ferito dal cal.22.
    2. Il piazzale Primo Maggio dove è stato fulminato è a 300 metridal Centro Islamico di via Tasso, dove c’è movimento continuo giorno e notte. Ma soprattutto, dove probabilmente il tunisino ha bussato o provato a bussare ad alcune porte che conosceva e riteneva ‘sicure’ (non aveva nemmeno ricambi d’abito), e che può aver trovato “chiuse”.
    3. Il TIR polacco – mi indica un amico – prima di andarsi a schiantare a Berlino aveva fatto un carico alla OMM srl. In via Cesare Cantù 8, a Cinisello. Ossia a un chilometro dal piazzale della Stazione di Sesto dove Amri ha trovato la morte.
    4. Dunque, Amri si è fatto ammazzare là dove il camion polacco era partito per il suo ultimo viaggio; e forse dal punto in cui anche lui era venuto. Siamo sicuri che all’andata, oltre alle merci da portare a Berlino, il polacco non portasse anche Amri, caricato anche lui a Cinisello? Spesso i guidatori di TIR caricano clandestini dietro compenso.


    (un amico, Nuke the Whales, mi fa notare quanto segue:
    Caro Blondet, e se la realtà fosse che il buon Samri non si sia mai mosso da Milano? Questo spiegherebbe molte cose, magari è rimasto rinatato in un buco per poi scoprire di essere accusato di essere un terrorista. per poi incappare “casualmente” in un controllo.
    Sì, mi sembra più plaudibile. A “viaggiare ” e giungere a Berlino possono essere stati i suoi documenti di identità, per incastrarlo. Come ho fatto a non pensarci ?)
    Infine il video in cui Amri si dichiara vendicatore dell’IS e bla bla bla. E’ firmato dalla solita e nota sigla (che i media hanno generalmente nascosto): SITE di Rita Katz.
    A mio parere è una firma. Secondo me, bisognerebbe indagare se l’organizzazione che sta dietro la sigla SITE fa’ fare questi video a gente che ha condannato alla morte jihadista, e che convince con qualche soldo. Compito facile, si tratta di marginali
    Da valutare insieme alle altre che rendono la strage di Berlino così simile a quella di Nizza il 14 luglio.
    Anche qui, alla strage è presente un israeliano, Shlomo Shpiro. Un esperto di terrorismo, docente di “terrorismo” (sic) nell’università Bar-Illan di Tel Aviv, uomo dei servizi, decorato per non si sa quali meriti da Shimon Peres nel 2010.
    Naturalmente i nostri quattro lettori ricordano che a Nizza, proprio nel momento, si trovava il fortunato giornalista tedesco Richard Gutjahr, marito di Einat Wilf, deputata israeliana, estremista e interna ai servizi. Ma non basta: colui che ha fatto il video più completo sulla sparatoria degli agenti francesi che, di notte, circondano il camion del terrorista, è un ebreo: Ynet News (l’agenzia dei coloni) lo chiama Silvan Ben Weiss. Il suo vero nome (o il suo altro nome) è Sylvain Ben-ouaich. Uno che ha lavorato come uomo della security per la ditta vinicola Baron Edmond de Rotschild, nonché, per 12 anni, per lo Israel Export Institute, una agenzia del governo sionista, che è stata a lungo diretta da Rafi Eitan, un leggendario dirigente del Mossad.
    (Per vedere il suo video e il suo profilo di fanatico israeliano, qui:
    Nice : l'homme qui a filmé l'assaut des policiers est issu d?une agence gouvernementale israélienne - Egalite et Réconciliation).
    Ricordo che anche il giorno della strage “islamista” di Charlie Hebdo, il primo video col telefonino fu preso – da chi? Nelle prime ore, si disse: da Amchai Stein. Nientemeno che il vicedirettore della tv israeliana Channel 1, che si disse, s’era rifugiato sul tetto. Poi la notizia è scomparsa, e si è dichiarato autore del video tale Martin Boudot, giornalista di agenzia, precario, che dice di essere andato a trovare quel giorno l’agente di guardia a Charlie Hebdo, suo amico di sempre . Che quel giorno non c’era.
    Anche al Bataclàn

    Il sangue è ancor fresco quando la foto è stata scattataAnche nella spaventosa strage del Bataclàn c’è stata una “firma” israeliana. E’in quella che pare esser l’unica foto dell’interno del teatro, sparso di cadaveri tra fiumi di sangue, un’immagine orrenda che, dopo, è stata mostrata solo sfocata. Chi ha diffuso per primo quella foto? La fonte più strana: Israel Hatzolah, il gruppo – con sede a Gerusalemme – di soccorritori ultra-sionisti che, spesso, vediamo intervenire (con la kippah e i cernecchi) a portare i feriti in attentati in Israele. Ma come mai uno dei volontari si trovava all’interno del Bataclàn subito dopo la strage?

    (per tutti i particolari vedere qui:» Carnage au Bataclan : la photo-choc a été diffusée depuis Jérusalem).





    Così informati, torniamo al nostro esperto che era a Breitscheidplatz pochi minuti prima che avvenisse la strage. Lo ha raccontato il Juedische Allgemeine, giornale ebraico di Berlino:
    Berlin: Lkw rast auf Weihnachtsmarkt | Jüdische Allgemeine
    Lo stesso giornale poi intervista l’esperto, e gli chiede: “Cosa la Germania può imparare da Israele” nella lotta al terrorismo islamico?
    Shlomo Shpiro – consulente anche della NATO per il terrorismo (come farlo?).Nach dem Anschlag: »Deutschland muss sicherer werden« | Jüdische Allgemeine
    “Fare come Israele”, “impariamo da Israele”, è il leitmotiv che è risonato anche dopo la strage di Nizza.
    “Facciamo come in Israele. Ognuno diventi sentinella “ Dureghello (presidente della Comunità ebraica romana). Civiltà in pericolo. Va > alzata l’attenzione da parte di tutti” di Filippo Caleri (Il Tempo, > 18 luglio 2016)_
    “Finalmente, con anni di ritardo, molti comprendono in Italia e in Europa che l’unico modo per ridurre – non per annullare – la minaccia terroristica è imparare dagli israeliani, che convivono da sempre con un terrorismo islamico feroce, ma sanno contrastarlo e contenerlo come nessuno al mondo” (Meno comfort e privacy valgono il prezzo della libertà” Carlo Panella (il famoso neocon) (Libero, 21 luglio 2016):
    “Dovete tutti sentirvi parte di un esercito in guerra di Fausto Carioti (Libero, 21 luglio 2016): «…
    “Sicurezza negli aeroporti: perché adottare il sistema israeliano ” di Gabriele Mirabella (Voci di Città, 22 luglio 2016).
    Sono solo alcuni dei titoli che sono apparsi sui media italici subito dopo l’attentato di Nizza (potrei mettercene dozzine). Quanto agli articoli, il tono è- come definirlo? – pubblicitario. Sono consigli per gli acquisti della insuperabile security che Israele ha sviluppato nella repressione alla resistenza palestinese. Ecco un esempio di pubblicità.
    L’efficacia di questo sistema risiede principalmente nell’abilità di un personale di sicurezza altamente qualificato più che nell’utilizzo accentuato dei body scanner o di qualche altro macchinario all’avanguardia. Poco importa se i passeggeri sono costretti ad attendere tre ore prima di imbarcarsi, passando attraverso ben cinque livelli di sicurezza, se ciò significa assicurare l’incolumità fisica di fronte alla minaccia globale del terrorismo…”.
    E pullulano ditte (start up) che vendono la sicurezza alla israeliana con grande successo, tutte fatte da ex militari o mossadiani. Una di queste appartiene a Marco Carrai, l’amico israeliano di Matteo Renzi, o il suo “controllo”…. Ma non precorriamo i tempi.
    E’ certo che la security israeliana – ovviamente creata e gestita da “ex” agenti del Mossad dotati di esperienza repressiva – è un gran business. O può esserlo, se nell’opinione pubblica europea si crea un sufficiente allarme per il terrorismo. “Dovete tutti sentirvi parte di un esercito in guerra”, e allora chiederete al governo di comprare il know how israeliano. A caro prezzo, ma che importa? Ne va della vostra vita.
    Ora non fatemi dire che coloro che propongono la rinomata juden-security possono benissimo anche provocare gli attentati terroristici – come forma di marketing. E che il Mossad lo sa e può fare senza il minimo scrupolo, come ha già dimostrato più volte nella storia. Se avete questa idea, io me ne dissocio con forza.
    Mi limito a ricordare che pochi mesi prima della strage islamica del 14 luglio, Olivier Rafowic, colonnello della riserva di Tsahal, si trovava a Nizza con una “equipe israeliana” proprio per “valutare” la sicurezza della città; l’ha trovata scarsa, e quindi ha proposto al Comune un ottimo sistema di juden-security chiavi-in-mano.
    L’ha spiegato lo stesso colonnello Rafowic alla tv i24, israeliana- francese:
    Un colonel de Tsahal et son "équipe" ont évalué la sécurité de Nice il y a quelques mois - Egalite et Réconciliation

    Si doveva anche tenere un congresso di israeliani, proprio a Nizza. Un convegno internazionale sulla sicurezza e le sue falle, più volte rimandato, e infine cancellato dopo la strage del 14 luglio. Guardate qui gli organizzatori:
    Home | NGF 2016 | Homeland security & Crisis Management
    Boaz Ganor, il rettore della Lauder School of Government and Diplomacy at the Interdisciplinary Center. Fondatore e direttore esecutivoInternational Policy Institute for Counter-Terrorism, è anche membro della Israel’s National Committee for Homeland Security Technologies.
    Un lettore del sito francese ha commentato: “Sembra la Mafia che propone ‘protezione’ a un commerciante, che se non paga il pizzo trova le vetrine del negozio rotte…”. Ma è un’idea mostruosamente cospirativa e antisemita, da cui tutti noi ci dissociamo con forza.
    Forse questo articolo richiederà un’altra puntata, sul lato italiano della cyber security.
    Per intanto buon Natale a tutti, e godetevi la narrativa mediatica.



    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

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  2. #2
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    Predefinito Re: Attentati, ricatti, marketing e la solita itaglia asservita.

    Il marketing israeliano del terrore in Italia - Blondet & Friends

    Il marketing israeliano del terrore in Italia

    Maurizio Blondet 27 dicembre 2016 7

    “Così, dopo qualche centinaio di morti, l’idea che il terrorismo abbia reso le nostre vite a rischio come quelle degli israeliani, e che dunque dovremmo modellare il nostro stile di vita sul loro, comincia a farsi strada tra le ingenuità e l’arteriosclerosi del vecchio continente” scriveva Libero il 22 luglio 2016. Era il commento mediatico alla strage islamica di Nizza. “Il mondo è cambiato e che i barbari non sono alle porte, ma li abbiamo già dentro casa. Come a Gerusalemme e a Tel Aviv. … Si guarda a Israele anche per le tecnologie con cui contrastare il terrorismo”.
    “Sicurezza negli aeroporti: perché adottare il sistema israeliano”, raccomanda un giornale. “Parigi imita Israele: prorogato di sei mesi lo stato di emergenza”, comunica un altro. “Il coordinatore anti terrorismo della Ue, Gilles de Kerchove, nei giorni scorsi è andato a Tel Aviv proprio per capire cosa l’Europa può copiare da Israele”.
    “L’Europa è sotto attacco e non lo sa. Rinunci a Schengen o unisca i servizi “ L’analista israeliano Boaz Ganor, direttore dell’Istituto internazionale per l’Anti terrorismo” (La Stampa, 20 luglio 2016).

    Boaz Ganor, l’abbiamo visto nell’articolo precedente, è lo specialista israeliano dell’antiterrorismo che presiede il Nice Global Forum sulla Sicurezza Interna e la gestione delle Crisi – che doveva tenersi a Nizza nell’ottobre 2016. Adesso è stato posposto al 2018.
    Che gli attentati islamici vengano immediatamente tradotti dai media europei in “consigli per gli acquisti” della insuperabile tecnologia della sicurezza sviluppata da Sion, che rende così sicura la popolazione israeliana, è un dato che salta all’occhio all’osservatore. Non si tratta solo di tecniche d’interrogatorio (tortura), telecamere-spia, militarizzazione della popolazione (anche voi europei “dovete sentirvi parte di un esercito in guerra”), controllo delle mail e di internet, rinuncia alla privacy. Gli israeliani hanno messo a punto sofisticati sistemi di “inferenza” informatica, potenziati dalla cosiddetta “intelligenza Artificiale”, che frugano triliardi di dati (i megadati) per vederne emergere, nel contesto, azioni sospette. Un frequentatore di siti islamisti (magari operati da Cia o Mossad?) che d’improvviso decide di rendere anonima la sua connessione in rete: ma è solo un esempio elementare. Elementare come quello che ha rovinato il generale Petraeus, cacciato dalla Cia per averlo usato allo scopo di comunicare con la sua amante Paula Broadwell: condivideva con lei una casella mail, ma non si mandavano messaggi: li lasciavano nella sezione “bozze”, e l’altro li andava vedere. Il software andrà proprio a cercare caselle mai “inattive”, e spiarci dentro. Ma si tratta di cose semplici. Le tecniche israeliane vere e profonde, in cui è integrata la AI, sono segreto militare.
    Israele promuove con impressionante forza la sua “specialità”. E’ nato lo “Israeli Innovation Center a Gerusalemme, esultano i media l’estate scorsa, che “attirerà centinaia di migliaia di studenti, soldati, capi di Stato, turisti e delegazioni commerciali, per assistere alla straordinaria storia di come Israele sia diventata leader di avanguardia dell’innovazione nel mondo”. ..Tale centro, situato nel Centro Peres per la Pace, “In collaborazione con gli Stati Uniti, Israele promuove una start-up Nazione per la leadership mondiale della tecnologia” .
    “Israele investe oggi circa il 6 per cento del Pil in sicurezza”, dice un esperto sionista, ma “buona parte della nostra spesa per la sicurezza torna sul mercato, perché va alle industrie israeliane che operano in questo settore e finanzia così start-up e compagnie capaci di sviluppare tecnologie innovative. … L’Europa, in media, investe circa l’1,5% del suo Pil in sicurezza”. Troppo poco, come badano a ripetere Boaz Ganor e compari: vedete quanti terroristi islamici incontrollati girano tra voi….
    Un altro esperto del settore cyber security, italiano e dunque opportunamente anonimo: “Di norma le persone che escono dal Mossad o che necessitano di copertura mentre lavorano all’estero, finiscono per lavorare nel settore della cybersecurity (programmi, programmatori, progettisti, sistemisti, impianti che utilizzano droni per difesa/sorveglianza, sistemi di sorveglianza attiva e passiva …). In Italia il mercato è praticamente vergine, un boccone goloso per Israele”.
    Israele vende i prodotti, ma non i segreti militari che ci sono dentro, è ovvio. Di fatto, lo stato che compra il pacchetto-sicurezza ebraico dà agli operatori israeliani l’accesso ai “megadati” della nazione, ossia gli cede tutti noi. “Un potere enorme che verrà sicuramente utilizzato per il bene della popolazione, senza eccezioni!”, sogghigna l’anonimo. “Finché l’Europa sarà legata alla NATO, non troppo unita, senza leadership politica, strategicamente subordinata alla visione statunitense, permeata dalla russofobia…ebbene il terrorismo islamico continuerà a destabilizzare le masse europee”. Conclusione alquanto enigmatica.
    Alcuni paesi però sono sostanzialmente risparmiati dal “terrorismo islamico”: Come mai in Italia l’IS non fa stragi, almeno fino ad ora? Varie ipotesi circolano: per i terroristi saremmo un luogo di passaggio, un santuario indisturbato.. . o magari ci siamo già messo nelle mani degli israeliani?
    La risposta dell’anonimo è interlocutoria. Mi accenna ad una specie di “lotta” fra Israeliani e americani – feroce in Germania e Francia Belgio e Olanda – ma attenuato, anche per il mercato italico, ancor vergine. Gli americani hanno il loro sistema di Intelligenza Artificiale (Watson di IBM)
    Un esempio: nell’aprile scorso, Matteo Renzi ha provato in tutti i modi di mettere all’interno della Presidenza del Consiglio, ossia al suo fianco, con la responsabilità di controllore dei nostri “servizi”, il suo eterno amichetto , il filo-israeliano Marco Carrai. “ dopo aver tentato di imporlo a capo della cyber-security, gli sta ora cucendo un abito su misura al Dis”, ha scritto Il Fatto Quotidiano. E ciò a dispetto dei numerosi conflitti d’interesse che Carrai si porta dietro: “Incarichi pubblici come la presidenza di Aeroporti Firenze, le poltrone nei cda tra cui quella nella fondazione Open – la cassaforte del premier – con Luca Lotti e Maria Elena Boschi, aziende estero-vestite in Lussemburgo e Israele come la Wadi Venture con soci che hanno legami con l’esecutivo tra cui nominati in Finmeccanica e imprenditori con appalti pubblici, come raccontato dal Fatto settimane fa”.

    Niente: etichettando Carrai come “consulente” della Presidenza del Consiglio, i conflitti d’interesse svanirebbero. Dunque era cosa fatta, quando appare sui media una rivelazione: Carrai è amico di Michael Ledeen, e Ledeen “è una spia di Israele”, comunica la Cia. Dunque è la Cia a ostacolare l’irresistibile ascesa dell’”israeliano d’onore” nella sicurezza di Stato italiota…Un possibile riflesso della “competizione” Usa-Israele per il nostro mercato.
    Pochi giorni dopo, Il Fatto annuncia: “ Cybersecurity: Marco Carrai, con incarico ufficiale o senza, ficcherà il naso nei nostri dati: Si scrive Watson, si legge Winston. Cosi’ alla fine Carrai, con incarico ufficiale o senza, si occuperà di big data che in gergo dei servizi vuol dire ficcare il naso nei dati dei cittadini. E qui il pensiero corre a Watson, la piattaforma tecnologica dell’Ibm che utilizza tecniche di elaborazione del linguaggio e sistemi di apprendimento per trovare e rivelare informazioni e relazioni estraendole da vaste quantità di dati non strutturati. Dai big data. Un giga- ficcanaso digitale.
    Cybersecurity: Marco Carrai, con incarico ufficiale o senza, ficcherà il naso nei nostri dati - Il Fatto Quotidiano
    Nessuna preoccupazione per il fatto che
    “Carrai ha interessi privati a Tel Aviv, dove sono presenti due società a lui riconducibili con soci pesanti in Israele come Jonathan Pacifici e Reuven Ulmansky, veterano della Nsa, ex Unità 8200, dell’Israel Defence Force.Legami importanti, che porterà con sé sotto il mantello di consulente del Dis”.
    Reuven UlmanskiAncor meno allarma il fatto che il di solito riservatissimo Carrai, affiancato dall’ambasciatore israeliano, ha presentato “Cybertech Europe, forum internazionale organizzato da Cybertech Global Events in collaborazione con Leonardo-Finmeccanica a Palazzo dei Congressi a Roma. L’Italia guarda a Israele anche con Enel, che poche settimane fa ha aperto un centro a Tel Aviv, nel cuore del sistema cyber e tecnologico.
    Del resto, perché allarmarsi? Carrai ha amici anche nella cosiddetta “opposizione” (beninteso, quella “ragionevole”). Infatti ha creato una start-up fra la sua Cgnal, “ controllata al 19,4% dalla Carfin, la holding della famiglia Carrai e partecipata dalla Fb di Franco Bernabè – e dall’altra una società di Amsterdam, la Eligotech, fondata da alcuni ragazzi italiani. Tra questi ragazzi italiani, secondo diverse fonti di stampa mai smentite, ci sarebbe anche Luigi Berlusconi, il figlio più piccolo del Cav”.
    Marco Carrai, gli affari con la famiglia Berlusconi - Libero Quotidiano
    Del resto “Non solo sicurezza informatica. Negli affari di Carrai spunta fuori di tutto: Big data, biomedicale, alberghi e call center”, come titolaNon solo sicurezza informatica. Negli affari di Carrai spunta fuori di tutto: Big data, biomedicale, alberghi e call center | La Notizia giornale.it
    Da quell’articolo potete apprendere che Carrai occupa 10 poltrone, e anche i rapporti fra l’israeliano Jonathan Pacifici, esperto della cyber-security, con Franco Bernabé, ex capo supremo di Telecom Italia. Leggetevelo voi, perché ha il suo interesse.
    Anche se per adesso l’astro di Carrai sembra alquanto eclissato, da disfatta di Matteo Renzi al referendum, e il suo forzato abbandono dalla stanza dei bottoni.
    Ma chi può dirlo: Gentiloni, che nei servizi ha sempre avuto un po’ le mani in pasta e ha tenuto per sé le deleghe per l’Intelliugence, ha in mente (leggo) “ di insediare presso la Presidenza del Consiglio una struttura che possa avere un ruolo di coordinamento sulla cyber security”.
    Cyber security, le sfide e gli obiettivi di Paolo Gentiloni
    E fra i nomi che si fanno “come possibile sottosegretario alla presidenza del Consiglio ( con delega ai servizi segreti)” spicca Emanule Fiano. Vedremo. Un ebreo ha da essere, a dirigere i nostri servizi.

    Chiudi

    Magari è per quello che da noi finora – facciamo gli scongiuri – non sono avvenuti “attentati islamici” molto sanguinosi? Che la nostra polizia e il nostro valoroso ministro dell’Interno sventano miriadi di attentati?
    Il mio interlocutore è alquanto più cinico. “Se tutto va bene Usa e Israele si divideranno la torta, ma se qualcosa va storto vedremo il solito attentato false flag.


    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  3. #3
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    Predefinito Re: Attentati, ricatti, marketing e la solita itaglia asservita.

    Ad ogni modo non mollano la presa sulla Padania , l'idaglia già la controllano e non c'è bisogno di tutte quelle trappole elettroniche .
    Il Silenzio per sua natura è perfetto , ogni discorso, per sua natura , è perfettibile .

  4. #4
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    Predefinito Re: Attentati, ricatti, marketing e la solita itaglia asservita.

    Vogliono Roma.
    Per questo tengono la Padania per le palle.
    Se no chi la mantiene?
    Se il popolo permetterà alle banche private di controllare l’emissione della valuta, con l’inflazione, la deflazione e le corporazioni che cresceranno intorno, lo priveranno di ogni proprietà, finché i figli si sveglieranno senza casa.

  5. #5
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    Predefinito Re: Attentati, ricatti, marketing e la solita itaglia asservita.

    Citazione Originariamente Scritto da ventunsettembre Visualizza Messaggio
    Vogliono Roma.
    dove si firmaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa aaa????

 

 

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