Il sindaco di Siena: «Sì alla commissione d’inchiesta su Mps»
Bruno Valentini, alla guida della città dal 2013: «Il Pd non ha nulla da nascondere, semmai qualcosa da farsi perdonare. Giusto che il Parlamento indaghi, ora che lo Stato ha salvato la banca».
di Aldo Tani
Siena «Serve un’accelerazione». Il sindaco di Siena, Bruno Valentini, rompe gli indugi e avanza la richiesta di una commissione d’inchiesta parlamentare su Mps, superando gli imbarazzi del Pd, il suo partito (la richiesta avanzata dal Movimento 5 Stelle giace da mesi in Parlamento). Valentini, una lunga militanza nella sinistra, ha un passato da dipendente e sindacalista di Mps.
Sindaco, perché chiede ora questa svolta?
«Non sono io a decidere gli strumenti di indagine sulle vicende del Monte. Però sono io a sollecitare un’accelerazione. Parallela alle inchieste giudiziarie, che procedono, anche se con troppa lentezza. In questo momento, i contribuenti hanno il diritto di sapere quali sono le responsabilità che sono dietro le motivazioni di questo massiccio intervento dello Stato».
La commissione d’inchiesta del consiglio regionale non ha fatto chiarezza?
«Non ha detto molto, se non una ricostruzione storica dei fatti».
Finora gran parte del Pd è apparsa titubante su una commissione d’inchiesta parlamentare: alcuni esponenti si sono detti favorevoli, ma dalle parole non si è poi passati all’azione. Perché?
«Spero che questa azione venga fatta il prima possibile. Il Pd non ha niente da nascondere. Semmai ha qualcosa da farsi perdonare».
In che senso?
«Il partito ha una responsabilità storica in quello che è successo. Allo stesso tempo, dato che siamo stati capaci di allontanare la politica dalla banca e dalle banche, non abbiamo niente da nascondere. Quindi non abbiamo da temere niente rispetto a quello che può uscire dalla commissione».
Il governo Renzi ha fatto bene a non intervenire subito e a lasciare che Mps cercasse una soluzione dal mercato?
«Col senno di poi, no. Ma in quel momento era la soluzione migliore. Aveva evidentemente delle garanzie, che poi sono mancate. Oggi ci sono le condizioni per un’operazione che rafforzerà patrimonialmente la banca in modo straordinario. Renzi aveva traguardato questo ragionamento, guardando avanti. Mancava il passaggio fondamentale di come sistemare i crediti deteriorati e quindi ricapitalizzare la banca».
Quanto ha inciso il risultato del referendum sulla sorte di Mps?
«È stato determinante. I sottoscrittori stranieri si sono tirati indietro, perché non hanno più avuto un quadro governativo stabile e un quadro politico affidabile».
Ma il governo Gentiloni si è insediato velocemente.
«Per l’opinione pubblica internazionale questo è ancora un governo a termine».
Secondo il governatore Rossi, l’Ad Morelli ha fallito. Lei come lo giudica?
«Morelli ha convinto migliaia di persone a convertire le proprie obbligazioni in capitale del Monte. È stato bravo a togliere le commissioni di Jp Morgan anche in caso di fallimento dell’operazione. Ora deve fare un piano industriale in poco tempo. In questo momento è controproducente discutere di Morelli».
Rossi ha anche criticato duramente lo stipendio milionario di Morelli.
«Con questa forte presenza pubblica, la retribuzione dei manager deve essere legata ai risultati e non di breve periodo».
Secondo lei, i nomi dei 100 grandi creditori devono essere resi pubblici?
«Sono sicuro che se questi nomi verranno fuori, sfoglieremo l’album di famiglia delle principali imprese del Paese e della Toscana. Non mi aspetto novità sorprendenti».
Quali timori ha per Siena?
«Il grosso delle conseguenze lo abbiamo già pagato. La svolta del 2017 è finalmente la stabilità di Mps. Nessun altra banca che non avesse avuto la sede a Siena, avrebbe retto questa tempesta. Non sarà più una città bancocentrica».
La Fondazione si è ormai defilata. Come giudica questa mossa?
«È comprensibile dal lato della difesa del proprio patrimonio. Auspico che la Fondazione faccia un piccolo investimento per essere la sentinella della comunità senese dentro l’assemblea degli azionisti. E possibilmente dentro il Cda».
In un quadro come questo, i legami con la città passano in secondo piano?
«La Fondazione deve caratterizzarsi per uno strumento all’esclusivo servizio della città e del territorio. Servono progetti che abbiano una ricaduta occupazionale più marcata».
Il sindaco di Siena: «Sì alla commissione d’inchiesta su Mps» - CorriereFiorentino.it
molto interessante. una bella difesa d'ufficio, per se stesso e per il pd.
naturalmente qualcosa ha dovuto ammettere, e cioè che il pd stesso era mani e piedi dentro io governo di mps.
e che l'ha portata al disastro. e che Renzi ha detto una immane cazzata quando ha affermato che "MPS E' UNA BANCA RISANATA , GHIOTTA OCCASIONE PER I RISPARMIATORI".
ma naturalmente confida che il popolo bue abbia già dimenticato, con l'aiuto zelante e da zerbino dei media come il Coriere che naascondono la notizia.
e poi si lancia in proclami assolutamente fuori luogo per la situazione di mps, come fosse agli albori di una stupefacente alba di radiosi risultati. una banca che capitalizza 500 milioni, che era arrivata a chiedere ai risparmiatori 5 miliardi di adc, naturalmente fallito , dopo averne bruciati altri quattro e letteralmente polverizzato il valore per gli azionisti( ricordo a chi non lo sapesse che il rapporto tra le azioni pre sdc e le attuali è UNO a CENTOMILA ( praticamente distrutto al 99,99% il valore delle azioni) . e questo sindaco ha il coraggio , senza arrossire, di parlare di futuro radioso.
sui compensi incredibili a Morelli a jp Morgan, solo un vago accenno. e sui silenzi del pd, il MAGGIORE RESPONSABILE DI QUESTA IMMANE CATASTROFE che ci costa VENTI MILIARDI ( per ora) tutti a carico del contribuente italiano, nemmeno una parola.
e la gente li vota, questi.




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