una delle peggiori idee di pannella

Dai Radicali alla Lega, vent'anni di "giravolte" politiche in Europa - Repubblica.it

ROMA - Il piano fallito di Beppe Grillo di stabilire un'intesa "tecnica" a Bruxelles con i liberaldemocratici dell’Alde richiama alla mente altre "strane alleanze" tentate in passato da vari partiti italiani all’europarlamento. Dai Radicali alla Lega, dalla Margherita a Forza Italia, lo scopo degli apparentamenti è stato sempre lo stesso: cercare di pesare politicamente di più ed evitare di finire nella zona grigia del gruppo misto, quello dei "non iscritti", che non percepiscono i 40 mila euro a deputato all’anno che il Parlamento Ue garantisce a ciascun gruppo.

Facciamo allora un salto indietro nella storia e cerchiamo di ricostruire le prove di intesa più contorte in salsa europea.

I Radicali con Le Pen. L’accordo tecnico fra i Radicali italiani e i lepenisti del 1999 (anno in cui ottennero alle europee un buon successo di voti con la Lista Emma Bonino), fu talmente sorprendente da provocare l’addio al partito di Bruno Zevi, all'epoca presidente onorario. In una lettera aperta indirizzata fra gli altri a Marco Pannella e Bonino, Zevi scrisse: "Apprendo che avete raggiunto il deprecato obiettivo di costituire un gruppo tecnico con i nazisti antisemiti di Le Pen. Non aggiungo altro. Dopo vent'anni sono costretto a lasciare il Partito radicale. Vi ringrazio di tutto, mi auguro che i vostri alleati scompaiano dalla terra e vi auguro uno splendido futuro". Alle successive elezioni del 2004 la lista Bonino confluì nell'Eldr, il gruppo dei Democratici, liberali e riformatori che poi si sarebbe chiamato Alde.

La Lega Nord con i liberali dell’Eldr. Alle europee del ’94 la Lega Nord guadagnò 7 seggi e riuscì in un’impresa tattica molto simile a quella tentata da Grillo. Si alleò infatti con i liberaldemocratici dell’Eldr, come già detto il futuro Alde. Nelle legislature successive i leghisti confluirono dapprima nel gruppo misto (2004) poi nella formazione degli euroscettici di Nigel Farage (2009). Attualmente sono di nuovo nel misto.

Ds e Margherita: uniti in Italia, divisi in Ue. L’esperienza politica di centrosinistra dell’Ulivo italiano, sebbene abbia avuto anche nel Paese una storia lunga e spesso contorta fatta di aggregazioni a titoli diversi, ha vissuto sullo scenario europeo tre fasi ancora più critiche e di profonda divisione. Il Pds (antenato dei Ds e poi del Pd) e gli ex democristiani del Ppi, che si erano presentati uniti nell’Ulivo alle politiche del ’96 a sostegno di Romano Prodi, viceversa si divisero alle europee del ’99. Il Pds, che nel 1998 era diventato Ds, si unì al Pse (Partito socialista europeo), mentre il Ppi confluì nel Ppe (Partito popolare europeo) assieme a Forza Italia, Cdu e Udeur. Alle europee del 2004, i Ds rimasero nel Pse mentre la Margherita di Francesco Rutelli, nato come lista Democrazia è Libertà nel 2001, si aggregò inizialmente ai liberaldemocratici dell’Eldr. Ma nel corso di quella legislatura Rutelli decise di fondare una nuova formazione, alleandosi con l’Unione per la democrazia francese, partito riformista di centro guidato da François Bayrou. In questo modo la Margherita e Bayrou diedero vita al Partito democratico europeo che, assieme ai liberaldemocratici, formò infine l’attuale gruppo Alde. Alle ultime europee del 2014 Matteo Renzi, forte del 40% ottenuto dal Pd, concluse la diatriba interna al centrosinistra e sancì l’entrata definitiva del Partito democratico all’interno del gruppo S&D (Socialisti e democratici europei).

Forza Italia. Inizialmente "apolide" in Europa, sin dalle europee del ’99 il partito
di Silvio Berlusconi si inquadrò nel Ppe, anche se sulle prime non venne accolto a braccia aperte. L'alleato in Italia Alleanza Nazionale confluì invece nella formazione nazionalista di destra Uen.