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Discussione: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

  1. #21
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

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    il padanismo e' finito scomparso!
    Si e' rivelata una fuffa dato che non e' mai esistita un'identita' del nord.
    Dai tempi dei celti sino al risorgimento ognuno se ne e' sempre andato per la propria strada.
    Bene!
    Con Salvini e' tempo che il grande inganno sia reso evidente e si proceda alla ricostruzione di una nuova ri-unificazione per vincere e per poi separarsi secondo le regole della politica e della ragion di sdado!
    e comunque fuori dall'europa subito!!! alla faccia degli ipocriti catalani, scozzesi indiependentisti da operetta come i pochi ratti che si aggirano per le brume della bassa!
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    Felice di non vivere in quel paese di palta chiamato I-taglia

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  2. #22
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    volem accollir

    Volem accollir. Barcellona scende in piazza per i migranti - Abbanews


    sempre scettico verso questi indipnedentisti della domenica, interessati solo ai propri conti e proni all'europa.
    Ora si rivelano per quello che sono.
    Indipendentisti si nasce non si diventa per meri interessi di bottega.

    Solo una Lega delle I-taglie potra' salvare il nord ed il paese!
    Felice di non vivere in quel paese di palta chiamato I-taglia

  3. #23
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    S.Piazzo, la indipendentista autrice del foglio qui postato, dove sputa e spara sulla Lega partito nel quale militava sino al 2012......
    Insomma tutta colpa della Lega la mancata autonomia della Lombardia...e lei????? pensa forse di ottenerla combattendo a favore della lattuga e dei cettrioli????
    Un'altra padanista a' jete'



    Attenti a trattare con Roma….

    24 Feb 2017 ·

    “E con la volontà del popolo lombardo noi andremo a Roma a trattare per l’autonomia della Lombardia”, disse il presidente della Regione Lombardia, Roberto Maroni, all’approvazione del referendum consultivo per chiedere autonomia. Ma non è la prima volta. Forse non tutti ricordano che la rincorsa per sganciarsi da Roma era stata presa anche qualche anno prima, e con effetti pari allo zero. Governava Formigoni, la Lega governava la Regione più ricca d’Italia. E come andò a finire tutto il processo, allora più condiviso di oggi (senza 5Stelle)?

    Le fasi
    Dapprima nella seduta del 27 luglio 2006 il Consiglio regionale approvò un ordine del giorno, avviando la proposta di negoziazione con lo Stato
    per l’attuazione dell’ art. 116, comma terzo, dell’ art. 117 e dell’ art. 119 della Costituzione. Poi, con una prima delibera della Giunta del 15 settembre 2006 (la n. VIII/003159), approvò il “documento di indirizzo per l’avvio delprocedimento di individuazione di ulteriori forme e di condizioni particolari di autonomia per la Regione Lombardia aisensi degli artt. 116, 117 e 119 della Costituzione”.

    Poi, con delibera della Giunta Regionale del 7 novembre 2006 (n. VIII/003487), varò un documento di ricognizione dei possibili ambiti di attuazione dell’art. 116, III comma della Costituzione, da inviare al Consiglio, da parte del Presidente della Giunta, per l’approvazione ai fini del perfezionamento dell’intesa tra Stato e Regione. E andò a finire così.
    Finalmente il negoziato
    ‟Regione e Governo si sono trovati il 30 ottobre 2007 a Roma per dare ufficialmente il via al negoziato per il trasferimento alla Regione di competenze sulla base del terzo comma dell’articolo 116 della Costituzione, per l’applicazione del cosiddetto “federalismo differenziato”, racconta il sito della Regione Lombardia. Eravano nell’era del breve governo Prodi, da lì a poco la Lombardia avrebbe avuto come interlocutori proprio i ministri del Nord, dopo che Berlusconi riprendeva saldamente in mano Palazzo Chigi.
    E del negoziato che ne fu? La Lombardia aveva ancora lo stesso governatore, Formigoni, gli stessi assessori e consiglieri, le delibere erano ancora pienamente efficaci. Che accadde col governo di Berlusconi e, anche, di Maroni allora ministro dell’Interno? Da ottobre 2007 a maggio 2008, quando ci fu il passaggio di mano, passarono pochi mesi, ma che ne fu dell’autonomia lombarda in quattro anni circa di legislatura di centrodestra, con un fior fiore di ministri leghisti?
    Erano almeno dodici gli ambiti su cui la Regione aveva avviato il confronto con il Governo nazionale per chiedere maggiore autonomia:
    – ambiente,
    – beni culturali,
    – giustizia di pace,
    – organizzazione sanitaria,
    – comunicazione,
    – protezione civile,
    – previdenza complementare integrativa,
    – infrastrutture,
    – ricerca scientifica e tecnologica,
    – università,
    – cooperazione transfrontaliera e
    – sistema bancario regionale (casse di risparmio e aziende di credito a carattere regionale).

    Intanto si iniziava ad aprire una porta e ad entrare in casa propria. L’intesa tra Governo e Regione Lombardia, con la quale si era dato avvio al negoziato per verificare “le condizioni di trasferibilità delle suddette competenze dallo Stato al governo regionale”, venne firmata il 30 ottobre 2007.
    E poi? Come ebbe seguito con i federalisti e gli indipendentisti che oggi rivendicano con il referendum consultivo lombardo come strumento di persuasione e di trattativa con il governo Renzi orima e Gentiloni poi?
    Ora anche il Veneto è in campo, questo farà la differenza? E lo farà soprattutto con una Lega salviniana che mette in testa “prima gli italiani”, senza distinzione tra autonomie, residui fiscali lombardoveneti che chiedono giustizia fiscale?



    Le nuove lotte degli indipendentisti padani, dal Popolo al rafano

    Stefania Piazzo | Vegan Attack
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  4. #24
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    Citazione Originariamente Scritto da animal Visualizza Messaggio
    il padanismo e' finito scomparso!
    Si e' rivelata una fuffa dato che non e' mai esistita un'identita' del nord.
    Dai tempi dei celti sino al risorgimento ognuno se ne e' sempre andato per la propria strada.
    Bene!
    Con Salvini e' tempo che il grande inganno sia reso evidente e si proceda alla ricostruzione di una nuova ri-unificazione per vincere e per poi separarsi secondo le regole della politica e della ragion di sdado!
    e comunque fuori dall'europa subito!!! alla faccia degli ipocriti catalani, scozzesi indiependentisti da operetta come i pochi ratti che si aggirano per le brume della bassa!
    Animal il punto non e' che il padanismo sia scomparso o meno....e' che negli ultimi cinque anni e' cambiato tutto, l'italia stavolta e' vicina al fallimento sul serio, le banche sono sul ciglio del burrone, la gente si chiede cosa deve fare per tentare di mettersi un minimo al riparo....residuo fiscale e attribuzioni di poteri alle regioni? Quando non sappiamo se la nostra banca dovra' essere salvata ( se potra' esserlo) e se tra due anni si percepiranno ancora le pensioni?
    Gladstone: " Se il popolo d'Inghilterra avesse dovuto attendere le libertà dal ricorso ai mezzi legali, esso le aspetterebbe ancora"

  5. #25
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    Citazione Originariamente Scritto da novis Visualizza Messaggio
    Animal il punto non e' che il padanismo sia scomparso o meno....e' che negli ultimi cinque anni e' cambiato tutto, l'italia stavolta e' vicina al fallimento sul serio, le banche sono sul ciglio del burrone, la gente si chiede cosa deve fare per tentare di mettersi un minimo al riparo....residuo fiscale e attribuzioni di poteri alle regioni? Quando non sappiamo se la nostra banca dovra' essere salvata ( se potra' esserlo) e se tra due anni si percepiranno ancora le pensioni?
    Novis, appunto per questo si dovrebbe scendere in piazza giorno e notte mettendo a fuoco le piazze e le prefetture.....ma non c'e' uno che protesti ( vedesi esodati ad esempio)...quindi i casi sono due...o vi danno bromuro nel caffelatte o lo stato attuale delle cose va bene ai piu'!
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  6. #26
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    Questi sono gli indipendentisti che bazzicano per le lande europee.
    Jus solii, europa, immigrazione basta cosi?

    Chi ama la Catalogna odia la Padania!


    Lettera di Artur Mas al giornale La Repubblica

    La Repubblica, 18-01-2014, pag. 25


    SPIRITO CATALANO
    Artur Mas
    Caro direttore, la Catalogna è notizia. Quella che secondo il nostro grande scrittore Josep Pla, fu definita la “regione più occidentale d’Italia” attira l’attenzione perché malgrado immensi problemi è all’avanguardia in modernità, innovazione, benessere. Lo è anche perché dal 2010 ha intrapreso una strada: chiedere ai suoi cittadini, per la prima volta, se vogliono diventare uno stato d’Europa. Un processo democratico, pacifico, e che non vuole escludere nessuno.
    La proposta di uno stat catalano è tutto il contrario del vittimismo. Ciò che oggi da energia e fa crescere l’entusiasmo per la causa catalana è precisamente il suo atteggiamento costruttivo: non si vuole attaccare la Spagna, vogliamo semplicemente votare per decidere il nostro futuro. Il movimento per la sovranità nazionale catalana non ha nulla contro i cittadini spagnoli; il conflitto è con i poteri dello stato spagnolo, perché contro la società catalana ci sono, oltre alla mancanza di riconoscimento, anche un trattamento ingiusto e lesivo. Siamo una nazione d’Europa, siamo europei, vogliamo continuare ad esserlo e vogliamo esprimerlo votando.
    In nessun caso il movimento per la sovranità catalana è espressione di un nazionalismo etnico, vittimista e antispagnolo.
    Il catalanismo è sempre stato civile, un elemento di modernizzazione e apertura in una Spagna tradizionalmente chiusa. Durante il franchismo, il partito comunista catalano, il PSUC, sulle orme di Berlinguer, fu determinante nel vincolare alla tradizione catalana il movimento operaio e l’immigrazione proveniente dalle regioni più povere della Spagna.
    Il presidente Jordi Pujol, fondatore del mio partito, Convergència Democràtica, imprigionato durante il franchismo, è l’autore di quella che ancor oggi è la definizione più diffusa: “È catalano chi vive, lavora in Catalogna e lo vuol essere”. Alla catena umana che l’11 settembre scorso riunì 2 milioni di persone si ascoltavano molte lingue: catalano, spagnolo ma anche arabo e romeno.
    La Catalogna è una terra in cui ciò che conta veramente non è la propria origine ma il destino che si cerca.

    I governi guidati dal mio partito hanno deciso di dare la copertura sanitaria pubblica a tutti gli immigrati.
    Il mio predecessore, José Montilla, è nato in Andalusia, al sud della Spagna. Come ricorda il professor Francesc-Marc Alvaro, gli esperti internazionali più accreditati situano il caso catalano tra i movimenti nazionali basati sullo “ius soli”, molto diversi e lontani dai nazionalismi etnici, escludenti e aggressivi, basati sullo “ius sanguinis”. ( riferimento alla padania ed alla lega)
    L’Unione europea ha una lunga tradizione come terra d’accoglienza delle persone che sono arrivate in cerca di un futuro, ma bisogna migliorare le politiche di collaborazione tra gli stati che la compongono. Ci vogliono inoltre politiche sociali di ambito europeo che tengano ben presenti i diritti, la dignità e il rispetto che merita ogni essere umano, indipendentemente dalle sue origini, razza o religione.
    Termino con le parole di Fermí Santamaría, sindaco di un piccolo paese catalano e del mio stesso partito; è nato a Cadice in Andalusia da dove, diciottenne, se n’è andato per arrivare in Catalogna, come tanti altri, a cercare un futuro migliore. Racconta sempre le parole che sua madre gli disse prima di partire: “Non dimenticare mai la terra che ti ha visto nascere, ma lavora e lotta per quella terra che ti vedrà crescere”. Questo è la Catalogna.

    L’autore è presidente della Catalogna


    Link del giornale La Repubblica con l'articolo pubblicato
    SPIRITO CATALANO - la Repubblica.it

    Link della presidenza della Generalitat con l'originale in catalano
    www.president.cat/pres_gov/AppJava/president/notespremsa/notapremsa-242170.html?mode=static


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  7. #27
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    Un altro genio che non ha capito o non vuole capire che senza il 40% almeno non si governa.
    Ed il restante 25%, dando per acquisito un 15% su base nazionale, dove lo si prende?
    A meno che non voglia imbracciare lo scopone per fare la rivoluzione...un po' di real politik no eh?

    La ?Padania Libera? vent?anni dopo. Cosa rimane dell?indipendentismo? - Varese città Varese
    Felice di non vivere in quel paese di palta chiamato I-taglia

  8. #28
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    Buonasera

    Lombardia e Veneto verso il referendum autonomista - Il Sole 24 ORE

    Ma volete fare davvero il referendum per l'Indipendenza del Lombardo-Veneto?

  9. #29
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    Citazione Originariamente Scritto da Riki85 Visualizza Messaggio
    Buonasera

    Lombardia e Veneto verso il referendum autonomista - Il Sole 24 ORE

    Ma volete fare davvero il referendum per l'Indipendenza del Lombardo-Veneto?
    Ma tu capisci l'italiano? O sei un analfabeta funzionale, un grillino o un pidiota?
    Da quando autonomia significa indipendenza?
    Se fosse così, la Sardegna, la Sicilia e il Friuli venezia Giulia, senza dimenticare la Valle d'Aosta e il Trentino Alto Adige, non sarebbero Italia.
    Sterminatore di sinistri e di radical chic

  10. #30
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    Citazione Originariamente Scritto da Sardus Pater Visualizza Messaggio
    Ma tu capisci l'italiano? O sei un analfabeta funzionale, un grillino o un pidiota?
    Da quando autonomia significa indipendenza?
    Se fosse così, la Sardegna, la Sicilia e il Friuli venezia Giulia, senza dimenticare la Valle d'Aosta e il Trentino Alto Adige, non sarebbero Italia.
    Indipendenza fiscale. 90% di tasse trattenute. Destrino da due lire...

 

 
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