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Discussione: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

  1. #1
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    Predefinito Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    ...che vogliono la rivoluzione solo per il proprio potere e tornaconto, soprattutto economico, come dimostrato da un tenutario di forum , qui presente, sempre alla ricerca di soldi e finanziatori!
    Gli indipendentisti alla catalana che si vogliono staccare da madrid ma per aderire subito alla UE, mi ricordono certi nostri che vogliosi di liberarsi da Roma preferirebbero poi mettersi sotto la greppia di Brusselle, con piu' possibilita' di pappatoria per la minor concorrenza dei terry.
    Molto meglio la scelta della Lega dove , in primis , si deve concordare sull'obiettivo principale della fuoriuscita del disastrato paese dall'europa e poi eventualmente secedere all'interno di una nazione che evidentemente fa' acqua da tutte le parti.
    Come mai tutti questi gruppuscoli di valorosi indipendentisti in 30 anni non hanno mai combinato un casso di niente se non farsi la guerra tra loro? Tutta colpa della lega?

    Cosi come la Lega, cosi' severa nel fare repulisti al proprio interno, con scopa e ramazze, perche' questo forum accetta impunemente gli ipocriti che pur sparlando in altri siti sul movimento, qui vengono di tanto in tanto a sindacare?
    Felice di non vivere in quel paese di palta chiamato I-taglia

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  2. #2
    Tyr
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    In trentanni non siamo riusciti a ottenere nulla: non parlo di indipendenza (che avrebbe determinato violazioni di legge) ma anche semplicemente di maggiore autonomia, o dei costi standard. Per cui la condizione più probabile non è: fuori dall'euro e secessione (parola oltretutto scomparsa dal vocabolario Lega), ma uscita da euro e meridionalizzazione. E io ho nessuna intenzione di finire come in meridione
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  3. #3
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    Appello agli indipendentisti: siamo uomini o caporali paflagoni? - MiglioVerde


    se esiste un "albero genealogico dell'indipendentismo veneto " dove si ritrovano innumerevoli sigle e gruppuscoli che nulla hanno prodotto se non frustrazioni e delusioni, bisogna riconoscere che un qualche merito la Lega lo abbia avuto, se non altro per avere fatto assurgere il problema Padania a livello nazionale e oltre!
    Felice di non vivere in quel paese di palta chiamato I-taglia

  4. #4
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    Giusto per ricordare una delle tante merd. che sparano contro la Lega

    Lega, Flavio Tosi guida la rivolta della Liga Veneta: "No al commissariamento". Minacci a Salvini: possibile secessione in Parlamento - Libero Quotidiano

    Non esiste l'indipendentismo del nord solo l'arrivismo e la voglia di pappare!
    Nettuno80 likes this.
    Felice di non vivere in quel paese di palta chiamato I-taglia

  5. #5
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    #Consip . Sono anni che ripeto , e ne sono fermamente convinto , che il regionalismo sia la tomba economica del Nord .

    Una delle più belle riforme , implementate da Matteo , è la istituzioni di società aventi la funzione di general-buyers per le forniture standard alla Pubblica Amministrazione
    Una di qs società (pubblicissima et centralizzatissima) è la CON.SIP (Concessionaria Servizi Informativi Pubblici) .

    Fra le tante , una delle forniture standard sono le siringhe .
    Ebbene se leggerete qui di seguito – vi renderete facilmente conto di come la pacchia per i politici locali (quelli che insediano i vertici di ASL e Ospedali) - sia , almeno su questo versante , agli sgoccioli .

    Tuttavia , in questo clima di restaurazione , non si è mai troppo sicuri che le buone cose rimangano anche per il futuro , dovesse cambiare il vento …
    E’ utile dunque sensibilizzare e diffondere

    https://it.wikipedia.org/wiki/Consip


    Nel 2015 Consip partecipa attivamente al programma del Governo Renzi di ridurre a 35 centrali acquisti il numero di stazioni appaltanti deputate a gestire le grandi gare


    Consip, ecco la «siringa nazionale». Lo Stato risparmia 132 milioni - Corriere.it


    Da quest’anno siringhe e aghi usati in ASL e Ospedali pubblici italiani costeranno tutti lo stesso prezzo . Il loro ACQUISTO CENTRALIZZATO , attraverso la Consip , ha permesso infatti alle casse dello Stato di risparmiare un bel gruzzolo: fino a oggi la Pubblica amministrazione spendeva (e qualche volta anche sperperava) 150 milioni di euro l’anno. Dal 2017 la sforbiciata agli sprechi , figlia della spending review , ha fatto precipitare il costo a soli 18 milioni l’anno - CON UN RISPARMIO NETTO DI 132 MILIONI

  6. #6
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    Citazione Originariamente Scritto da cantonenordovest Visualizza Messaggio
    #Consip . Sono anni che ripeto , e ne sono fermamente convinto , che il regionalismo sia la tomba economica del Nord .

    Una delle più belle riforme , implementate da Matteo , è la istituzioni di società aventi la funzione di general-buyers per le forniture standard alla Pubblica Amministrazione
    Una di qs società (pubblicissima et centralizzatissima) è la CON.SIP (Concessionaria Servizi Informativi Pubblici) .

    Fra le tante , una delle forniture standard sono le siringhe .
    Ebbene se leggerete qui di seguito – vi renderete facilmente conto di come la pacchia per i politici locali (quelli che insediano i vertici di ASL e Ospedali) - sia , almeno su questo versante , agli sgoccioli .

    Tuttavia , in questo clima di restaurazione , non si è mai troppo sicuri che le buone cose rimangano anche per il futuro , dovesse cambiare il vento …
    E’ utile dunque sensibilizzare e diffondere

    https://it.wikipedia.org/wiki/Consip


    Nel 2015 Consip partecipa attivamente al programma del Governo Renzi di ridurre a 35 centrali acquisti il numero di stazioni appaltanti deputate a gestire le grandi gare


    Consip, ecco la «siringa nazionale». Lo Stato risparmia 132 milioni - Corriere.it


    Da quest’anno siringhe e aghi usati in ASL e Ospedali pubblici italiani costeranno tutti lo stesso prezzo . Il loro ACQUISTO CENTRALIZZATO , attraverso la Consip , ha permesso infatti alle casse dello Stato di risparmiare un bel gruzzolo: fino a oggi la Pubblica amministrazione spendeva (e qualche volta anche sperperava) 150 milioni di euro l’anno. Dal 2017 la sforbiciata agli sprechi , figlia della spending review , ha fatto precipitare il costo a soli 18 milioni l’anno - CON UN RISPARMIO NETTO DI 132 MILIONI
    Che palle con sta propaganda.

    I costi standard nelle forniture sanitarie sono abortiti nel 2011 con l'arrivo di Monti e PD al Governo. Poi Renzi si è ravveduto, ma ma avremmo potuto risparmiare sulle siringhe già da diversi anni.

    E a proposito di spending review, questo è il debito pubblico degli ultimi 5 anni:

    "Insomma se è in gamba, ti porta l'aereo così basso.. ehehehe...
    Lei dovrebbe vederlo, è uno spettacolo: un gigante come il B-52.... BHOOAAAMMM!!!!.. con i gas di scarico t'arrostisce le oche vive!!"

  7. #7
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    Ricordo che Regione Lombardia con Maroni e Governo Renzi avevano iniziato un costruttivo dialogo . poi si è messa di mezzo la politica politicante in persona di Salvy ... e la cosa si è arenata .

    Cmq , sì , Matteo ha recepito l'intuizione leghista dei costi standard e ha iniziato ad applicarla

  8. #8
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    se si potesse governare l'I-taglia cosi' come sono governate le due regioni rette dalla lega, in pochi anni si avrebbe un'inversione di rotta dello sfasciume in corso!
    Solo dando potere alla lega nord, e permettendo che essa appoggiata dai movimenti "populisti" europei, dia inizio al distacco prima dall'euroCania e poi, con comune accordo dalla penisola, si potranno avere un Nord ricco e competitivo ed un Sud affrancato e forse proiettato verso un autonomo sviluppo. Turismo, agricoltura, arte e commercio con africa e oriente gli consentirebbero di avere molte frecce a disposizione!
    Felice di non vivere in quel paese di palta chiamato I-taglia

  9. #9
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    STORIA DEI FALLIMENTI DEI CADREGHISTI PADANI
    il cui motto e' staccarsi dalla lega per mangiare da soli e di piu'!

    piccolo stralcio delle miserie di omuncoli animati solo dalla brama del denaro e del potere di fare le scarpe alla Lega Nord nel solo biennio 1998-1999!

    A partire dal 1997 i Serenissimi ottengono la concessione degli arresti domiciliari. Alcuni di loro si avvicinano alla Lega Nord e, poi, alla L.V.R. Altri, capitanati da Fausto Faccia e successivamente rimessi in carcere con una discutibilissima decisione della magistratura, continuano l’attività del Veneto Serenissimo Governo. Il V.S.G. fin da subito prese polemicamente le distanze dalla Liga Veneta Repubblica, invocando una supposta investitura morale a rappresentare il popolo veneto, sulla base dell’azione del 9 maggio 1997.
    A nulla vale la rottura del gruppo di Comencini con la Lega Nord, ed il fatto che il più lungo e caloroso applauso tributato dal congresso costituente di San Martino di Lupari fosse stato diretto proprio a loro. Il Veneto Serenissimo Governo, fermo sulla richiesta di ripetere il referendum del 1866 (senza però chiarire come arrivare a tale consultazione), non ha mai riconosciuto alcuna legittimazione alla Liga Veneta Repubblica.

    Qualche risultato in più in tal senso sembra poterlo ottenere Fabio Padovan della L.I.F.E., attore della Marcia per la libertà, una camminata iniziata il 1° Febbraio 1999 e conclusasi il 13 marzo lungo le strade del Veneto nel corso della quale registra la solidarietà di esponenti del clero, nonché l’adesione di alcuni sindaci alla sua proposta di destinare, con decisione unilaterale, una parte dell’Irpef direttamente ai comuni. Nonostante le dichiarazioni di principio, tutto ciò è finora rimasto rimasto lettera morta.

    Nella primavera del 1999 vi sono anche tre turni elettorali, che forniscono esiti contraddittori.

    Alle elezioni supplettive per il Senato nel collegio Treviso-Castelfranco, resesi necessarie a causa della morte di Michele Amorena, la Lega Nord vince superando il 30%, ed un buon risultato lo ottengono sia la Liga Veneta Repubblica sia Veneto Nord-Est (assieme, i tre gruppi che in qualche modo si rifanno a tesi anticentralistiche sfiorano il 50% dei consensi).

    Alle elezioni europee, invece, la Lega Nord subisce un generalizzato e notevole calo di consensi, ottenendo un solo seggio a Strasburgo nel collegio nordorientale. Male anche la Liga Repubblica Veneta, alleata all’Union Für Südtirol ed altri movimenti autonomisti, che non supera il 3,5% su base regionale e manca per poco più di 30.000 voti il quorum. Peggio ancora Veneto Nord-Est: per il movimento di Mario Rigo, orfano di Cacciari e degli autonomi dei centri sociali passati all’”asinello”, solo un misero 0,2% nonostante l’alleanza con i consumatori ed i sardisti.

    Alle consultazioni amministrative parziali, peraltro, non mancano soddisfazioni: sia per la Lega Nord, che conferma diversi sindaci, sia per la L.V.R. che ne ottiene tre (Chiuppano, Fregona e Spresiano).

    A seguito della sconfitta alle elezioni europee assistiamo a nuove divisioni.

    Dalla Lega Nord esce un gruppo capitanato da Giuseppe Ceccato sindaco di Montecchio Maggiore che fonda il movimento Veneto Futuro.

    Nelle settimane successive il consigliere regionale Mariangelo Foggiato ed il senatore Antonio Serena lasciano polemicamente la L.R.V., ufficialmente in quanto contrari a qualunque accordo con Forza Italia Veneto, secondo alcuni grazie ad una allettante offerta di posti della lega Nord. Comunque nel frattempo Foggiato fonda il movimento Liga dei Veneti.

    Intanto la Liga Repubblica Veneta, la quale con il congresso del 16-17 ottobre 1999 ha cambiato denominazione in Veneti d’Europa, sigla con Forza Italia Veneto, rappresentata da Giancarlo Galan (presidente in carica della Regione e candidato ufficiale del polo alla rielezione) un documento di intesa programmatica per le regionali del 2000.

    A Ottobre del 1999 i militanti della lega Nord che gravitano attorno a Martin si riuniscono in provincia di Treviso per la fondazione di Veneto Repubblica Federale Padana,con la partecipazione di circa 300 persone.

    Siamo in un momento particolare per la Lega Nord, cominciano ad arrivare dalla Lombardia le voci su un possibile accordo con i partiti italiani di centro-destra già firmato dal segretario federale: l’organizzazione di una manifestazione federale nella capitale italiana Roma per il 5 Dicembre dello stesso anno sembra smentire tutto questo, ma in realtà è solo questione di giorni. A fine dicembre quello che per molti sembra solo un incubo si avvera. L’accordo con il polo delle libertà è realtà e sarà operativo da subito.

    I punti fondamentali dell’accordo sono due: devoluzione di poteri verso le regioni e blocco dell’immigrazione clandestina.

    La quasi totalità dei militanti accetta con la morte nel cuore gli accordi con i partiti italiani di centro-destra, più per fede nel proprio capo che per fede negli accordi programmatici.

    Nel frattempo gli altri autonomisti si organizzano.

    I Veneti D’Europa sono orfani dell’accordo che pure avevano sottoscritto con Galan: accusano quest’ultimo di tradimento ma è evidente che ancora una volta gli accordi scritti in politica non contano niente se non sono supportati dai numeri per farli rispettare.

    Il soggetto nuovo della politica veneta è il Fronte Marco Polo nato per iniziativa di Fabio Padovan e di alcune decine di attivisti della LIFE e dei COBAS del latte: Padovan con queste discesa nell’arena della politica rischia tutto il lavoro degli ultimi 5 anni e tutta la credibilità conquistata sul campo.

    A Gennaio cominciano le consultazioni con le altre formazioni già organizzate:Veneto Repubblica Federale Padana e Liga dei Veneti. I due gruppi si mostrano da subito incompatibili a causa delle lotte passate che li avevano visti combattere per la supremazia in Lega.

    Alla fine l’accordo non si farà: Veneto Repubblica Federale Padana decide che non ci sono le condizioni favorevoli per ottenere un qualche tipo di risultato e decide di astenersi dal voto ma tiene comunque un buon rapporto con il F.M.P; la Liga dei Veneti è costretta suo malgrado a non presentarsi, non avendo le firme necessarie per la presentazione. Alcuni militanti della LIFE delle zone di Verona e Vicenza in contrasto con Padovan nella scelta delle alleanze danno vita ai Leoni Veneti continuando in proprio l’attività di protesta fiscale tipica della LIFE.

    Le regionali che vedono così gli autonomisti presentare ben tre liste diverse, segnano un ulteriore calo dei voti per tutta l’area.

    Vince la Casa delle Libertà, ma per la Lega Nord è una sconfitta. Nel 97 era da sola il primo polo del Veneto, appena 3 anni dopo è ridotta al 13% dei voti e riesce a confermare 8 consiglieri regionali solo grazie al premio di maggioranza ottenuto grazie all’alleanza. La Lega Nord ottiene inoltre anche alcuni assessorati, tra i quali l’assessorato alla Cultura. Identità Veneta e Istruzione con Ermanno Serrajotto che inizia subito un buon lavoro per poter applicare finalmente parte del programma storico della Liga.

    I Veneti D’Europa ottengono il 2,9% e in Fronte Marco Polo l’1.8%, numeri insufficienti per ottenere rappresentati istituzionali.

    Queste sconfitte portano a una crisi profonda i piccoli e fragili movimenti che nell’inverno successivo si accordano in vista delle elezioni politiche di primavera.

    Felice di non vivere in quel paese di palta chiamato I-taglia

  10. #10
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    Predefinito Re: Diffidare dei padanisti e indipendentisti che......

    ................. continua
    STORIA DEI FALLIMENTI DEI CADREGHISTI PADANI

    piccolo stralcio delle miserie di omuncoli animati solo dalla brama del denaro e del potere di fare le scarpe alla Lega Nord nel solo biennio 2000-2001!


    Il 13 di maggio si svolgono le elezioni politiche che vedono un’ulteriore calo della lega Nord che si attesta attorno al 10% a livello regionale e che a livello nazionale per poche migliaia di voti non arriva a superare lo sbarramento del 4%,e un contraddittorio risultato per la Liga Fronte Veneto (il cartello elettorale formato dal Fronte Marco Polo e dai Veneti D’Europa. Se in alcuni collegi il risultato infatti è a due cifre, in particolare nelle province di Vicenza e Treviso,in altre aree come il veneziano e il veronese i risultati sono largamente inferiori alla risultante delle somma dei voti dei due partiti.

    Nessuno dei candidati viene eletto, ci va molto vicino Giuseppe Segato che viene candidato in stato di detenzione nelle carceri italiane per non aver rinnegato i fatti del Campanile.
    Si presenta alle elezioni anche la lista Va Pensierolista promossa dalla Lega Nord per creare disturbo proprio alla L.F.V. : le poche migliaia di voti che le vengono attribuiti sono sufficienti per raggiungere lo scopo.
    Non si presentano alle elezioni ne La Liga Dei Veneti (che nel frattempo ha cambiato nome in Alpi Adria con un programma praticamente identico a quello di V.R.F.P ma senza avere alcun legami internazionali) ne proprio V.R.F.P. che non riconosce le elezioni politiche italiane come attinenti al suo programma. Entrambi questi partiti sarebbero stati comunque di dimensioni troppo piccole per poter influire in qualsiasi modo sulle elezioni.

    La lega nonostante il calo elettorale ottiene un discreto numero di parlamentari ed entra nella compagine di governo con tre ministeri: Umberto Bossi alle riforme, Roberto Castelli alla Giustizia, Roberto Maroni al Welfare. L’obiettivo è ottenere la devoluzione di alcuni poteri verso le regioni e una legge sull’immigrazione che freni l’invasione di clandestini.
    Nel frattempo il F.M.P. e la L.V.R. dopo i magri risultati elettorali decidono di fondersi dando vita ad una unica struttura nella speranza di poter rappresentare una valida alternativa alla Liga Veneta. In realtà la crisi che attanaglia l’area autonomista in Veneto non risparmia nessuno, con continue defezioni di militanti e sostenitori.

    Nel novembre 2001 va segnalata la comparsa del Comitato Spontaneo per l’Europa Dei Popoli che invita tramite una campagna pubblicitaria effettuata con manifesti bilingue (in italiano e Veneto) che copre gran parte del Veneto a indicare la nazionalità veneta in occasione del Censimento Decennale. Dietro questa sigla di fantasia troviamo in realtà l’opera di militanti di diversi movimenti autonomisti veneti che per la prima volta dopo tanti anni di divisioni, riescono a realizzare una iniziativa comune, senza simboli partitici e quindi portando un riscontro politico a tutta l’area.

    Nella primavera del 2002, ad un anno di distanza dalle politiche, si presenta un test amministrativo importante.
    Vanno al voto due province, Vicenza e Treviso e molti comuni di rilevanti dimensioni.
    L’ordine per la Lega Nord è di preferire anche a livello locale accordi con il Polo Delle Libertà,ma le forti differenze di metodo e programma che emergono durante le trattative fanno sì che in molti comuni la Lega si presenti in solitudine.
    Per la provincia di Treviso il candidato della Lega Nord è il presidente uscente Luca Zaia che rischia il tutto per tutto correndo da solo:viene appoggiato da una lista civetta della lega, “Forza Marca” con il simbolo simile a quello della Liga Fronte Veneto. Quest’ultima presenta Fabio Padovan, che si deve confrontare anche con Alpi Adria che riesce a raccogliere le firme necessarie e presenta Giovanni Favaretto.

    I risultati premiano Zaia che va al ballottaggio con il 43,3% contro il candidato della sinistra Bottacin. La Lega Nord prende il 26,9%, Forza Marca il 6,7%, la Liga Fronte Veneto appena l’1,8% mentre Alpi Adria arriva al 0,4%.

    A Vicenza la lega ripresenta il suo presidente uscente Manuela Dal Lago ma in una coalizione insieme a tutta la Casa Delle Libertà. Viene eletta al primo turno con il 57% ma la lista della Lega crolla al 16%.

    La L:F.V arriva al 3,8% e riesce ad eleggere Ettore Beggiato mentre Alpi Adria ripete con Carlo Giuseppe Milani il risultato di Treviso.

    Nei comuni vanno segnalate le vittorie a Cittadella (Pd) della Liga Fronte Veneto, a Jesolo (Ve) della Lista Renato Martin (espressione di V.R.F.P.) e le vittorie in solitudine della lega a Piombino Dese (PD) e Villorba (TV).

    Ma a parte questi casi isolati l’area autonomista mostra in generale grandissime difficoltà ad ottenere risultati apprezzabili.


    Cinque anni di durissimi lotte intestine, speso sulle prime pagine dei giornali locali, hanno portato a un drastico calo di credibilità politica, con conseguente calo di consensi e di militanti.

    Ma al di là di questo tutti i partiti hanno dimostrato una miopia generale che li ha portati a dimenticare che certe battaglie originarie andavano portate avanti.
    La difesa della lingua, delle culture locali e dell’ambiente, la creazione e la riscoperta dell’identità etnica e linguistica, se in tempi di vacche grasse danno meno frutti delle battaglie, peraltro giustissime, contro gli sprechi, contro la burocrazia e per il federalismo, in tempi come questi, di vacche magre, avrebbero evitato emorragie di consensi ma soprattutto di militanti.
    Le rendite di posizione sono oramai scadute e l’autonomismo paga le conseguenze della mancanza di investimenti in “cultura”, l’unica arma che a lungo termine può far vincere una battaglia identitaria.

    Bibliografia
    Felice di non vivere in quel paese di palta chiamato I-taglia

 

 
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