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  1. #1
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Moby Prince - Livorno 10 Aprile 1991: una tragedia italiana

    Per ricordare

    10 aprile 1991: la strage della Moby Prince








    Raccolta Firme

    In genere si dice…. "per non dimenticare”; non dimenticare i nostri cari morti senza ragione, senza spiegazione. Morti dopo ore di attesa, morti soffocati e bruciati. Morti con i loro affetti, le loro passioni, la loro vita……. Morti perché si sono trovati al momento sbagliato, nel posto sbagliato. Morti per colpa di logiche che fino a poco tempo fa potevamo solo immaginare e che adesso stiamo cominciando a capire.

    I nostri cari siamo noi, siete voi, sono tutti i cittadini di questo Paese che non ha ancora saputo ripudiare le logiche del traffico di armi, gli intrecci tra criminalità organizzata e politica. Un Paese che deve ancora cambiare. Un Paese che deve rinascere.

    Per questo bisogna ricordare che il 10 aprile del 1991 140 persone sono morte e aspettano ancora giustizia.

    A nome dell’Associazione 10 Aprile-Familiari Vittime Moby Prince

    Chi ha voglia di testimoniare la propria solidarietà può farlo aggiungendo il suo nome e cognome e città.

    Grazie!



    Associazione 10 Aprile - Familiari delle vittime del Moby Prince

  2. #2
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: Moby Prince - Livorno 10 Aprile 1991: una tragedia italiana

    www. Moby Prince .it
    "Associazione 10 Aprile - Familiari delle vittime del Moby Prince" - Sito ufficiale
    Scali Bettarini, 15 - 57123 LIVORNO - Tel: 0586-887284 - info@mobyprince.it

    Conto Corrente per Iscrizioni e Donazioni
    Banca Popolare di Verona - sede di Milano, largo Cairoli - IBAN: IT49W0518801600000000022648

  3. #3
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: Moby Prince - Livorno 10 Aprile 1991: una tragedia italiana

    Il Fatto...


    10 aprile 1991, il traghetto passeggeri Moby Prince lascia gli ormeggi alle ore 22.03 dalla banchina del porto di Livorno, destinazione Olbia...




    Il mare era una tavola e chiunque guardasse l’orizzonte antistante il porto poteva vedere nitidamente alcune navi ormeggiate nella rada e il Moby Prince, tutto illuminato, che iniziava la sua traversata per la Sardegna.

    Sembrava una tranquilla notte di primavera, una delle solite traversate che l’equipaggio del Moby Prince stava affrontando. I passeggeri si stavano preparando alla notte, ognuno con i suoi pensieri, speranze, aspettative, sogni.

    Ma qualcosa ha cambiato il destino di 140 persone e quella notte il Moby Prince da confortevole mezzo di trasporto diventa una bara incandescente.

    Qualcosa di misterioso che ha fatto si che oltre un centinaio di persone, tra passeggeri e membri dell’equipaggio, si trovasse riunito nel salone principale della nave. Poi lo schianto con la petroliera, Agip Abruzzo, il petrolio che ha innaffiato il Moby Prince, le fiamme che hanno circondato il traghetto. Dentro a quel salone la disperazione deve essere stava enorme, ma c’era la speranza che i soccorsi sarebbe arrivati quanto prima...

    I soccorsi arrivano, ma sono tutti per la petroliera, dove nessuno dell’equipaggio fa qualcosa per il traghetto in fiamme, né tanto meno comunica a chi di dovere della sua esistenza.

    Dopo ben un’ora e mezzo qualcuno dei soccorsi individua il Moby Prince, e poco dopo l’unico sopravissuto, il mozzo Alessio Bertrand, viene recuperato e dice che ci sono ancora persone sulla nave.

    Pur nell’evidenza del traghetto in fiamme e con le prime testimonianze del Bertrand, i soccorsi continuano ad essere dirottati sulla petroliera e così le speranze di 140 persone vengono ridotte in cenere.

    Alle 2 del mattino dell’11 aprile un marinaio di un rimorchiatore sale sulla poppa del Moby Prince e aggancia un cavo. Le lamiere sono calde, ma non incandescenti, una prova che, se i soccorsi fossero arrivati per tempo, tante persone si sarebbero salvate.

    Ma i soccorsi schizofrenici, disordinati, inconcludenti, sono solo un capitolo di tutta la vicenda. La nebbia, tirata in causa fina dalle prime ore dal Comandante del Porto, l’ammiraglio Sergio Albanese, si è poi diffusa su indagini e processi, portati avanti senza una logica e con imputati di secondo ordine. Alcune parti civili, in particolare i familiari della nostra associazione, già a suo tempo avevano tentato di dare un contributo costruttivo alla ricerca della verità. Ma a quanto pare i percorsi erano scritti da tempo, forse anche prima della collisione.

    Dopo la sentenza del processo d’appello del 1997, che decretava la chiusura definitiva della vicenda processuale del Moby Prince, le speranze di giungere alla verità erano diventare irrisorie, ma in fondo tutti noi covavamo la speranza che qualcosa di sarebbe prima o poi mosso.

    La presenza, quella notte nella rada di Livorno, di navi “americanizzate” cariche di materiale bellico, rimaneva un tarlo nella mente di alcuni di noi. Angelo Chessa e l’avvocato Carlo Palermo, già illustre magistrato, famoso per tanti processi contro la mafia ed il traffico d’armi, rivisitano le carte processuali. Dopo quasi due anni di lavoro, Carlo Palermo prepara una corposa istanza di richiesta di riapertura delle indagini, che riprende tanti spunti lasciati cadere durante la fase investigativa e la successiva fase processuale. In particolar modo evidenzia che quella notte nel porto di Livorno, mentre il Moby Prince lasciava gli ormeggi e usciva dal porto, stava avvenendo una importante movimentazione di materiale bellico, ovviamente non autorizzato.

    Depositata ad ottobre scorso, pochi giorni dopo il Procuratore reggente, Antonio Giaconi, esprime il suo parere positivo e così riapre il fascicolo. Speriamo che tutto ciò sia solo l’inizio di nuove indagini e di un nuovo processo con imputati “veri”, che dovranno rispondere sui fatti accaduti, senza se e senza ma.

    Non sappiamo quali saranno i tempi necessari per svolgere le nuove indagini, ma non importa, adesso possiamo aspettare. Come associazione di familiari continueremo a dare il nostro contributo, con passione e dedizione, con l’unico scopo di sapere veramente cosa è successo quella notte nella rada di Livorno. Il nostro impegno è certo legato all’affetto per i nostri cari, morti in un modo così tragico, ma ancor di più ad uno spirito di giustizia che deve animarci in primo luogo come cittadini. Non possiamo ulteriormente subire le ingiustizie che continuano a perpetuarsi nel nostro Paese. Ci sono tantissime stragi, come la nostra, che ancora chiedono giustizia. Siamo un Paese dove, a quanto pare, la sovranità nazionale è una mera illusione!

    Per questo l’associazione 10 APRILE, pensata e costituita da familiari delle vittime, è aperta a tutti i cittadini che desiderano dare il loro sostegno per una battaglia di giustizia. Più siamo numerosi, maggiore è anche il peso che possiamo avere.

    Con questo scopo è nato il sito che dovrà essere il punto di riferimento dell’associazione, sia per i familiari delle vittime del Moby Prince, sia per tutti coloro che vorranno dare il proprio contributo (morale, affettivo, materiale, monetario, ecc).

    Luchino Chessa



    Associazione 10 Aprile - Familiari delle vittime del Moby Prince
    Ultima modifica di Avamposto; 27-08-10 alle 13:55

  4. #4
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: Moby Prince - Livorno 10 Aprile 1991: una tragedia italiana

    In attesa del responso -

    Cagliari, 26 maggio 2010

    Come è ben noto il 5 maggio scorso dopo ben 4 anni di lavoro è stata chiusa l’inchiesta-bis con la richiesta al GIP di archiviazione.



    Lo scenario che si profilava nella richiesta di apertura presentata dall’Avvocato Carlo Palermo metteva in evidenza chiare inequivocabili prove di un traffico di armi tra una delle sette navi militarizzate e altre imbarcazioni sconosciute.

    Ma le pagine, oltre 150, scritte dal pool di magistrati incaricati, sono un pugno nello stomaco di chi credeva finalmente una nuova stagione della giustizia.

    Sono 150 pagine che passo per passo smontano il teorema prospettato dall’Avvocato Carlo Palermo, teorema che avrebbe dato un contributo decisivo a capire veramente che cosa è successo quella note; il fatto è che in quella notte del 10 aprile 1991 un traghetto passeggeri tutto illuminato usciva tranquillamente dal porto, la visibilità era ottima e le navi alla fonda, compresa l’Agip Abruzzo, erano perfettamente visibili.

    E’ troppo facile sparare sul morto!!!!! E’ troppo semplice addossare al comando del traghetto le responsabilità della tragedia e di 140 morti bruciati, in attesa dei soccorsi per ore.

    Neanche il più inesperto marinaio avrebbe commesso l’errore così stupido di sfiorare a tutta velocità le navi militarizzate alla fonda e inchiodarsi su una petroliera illuminata come una raffineria!!!!

    Come cittadini italiani e come familiari delle vittime di una tragedia che ha sempre di più i contorni di una strage siamo profondamente amareggiati per come una inchiesta, riaperta grazie a importanti prove, possa essere stata chiusa senza uno spiraglio di giustizia.

    Probabilmente da più parti si vuole che questo ultimo atto sia l’epilogo di una storia processuale da chiudere per sempre, ma che apre nuovamente la funesta pagina delle tante storie di stragi italiane non risolte dal dopo guerra ad oggi.

    Abbiamo presentato l’opposizione alla richiesta di archiviazione e speriamo che il GIP si renda conto che non si può chiudere in questo modo una vicenda dai contorni non chiari e con un sacco di punti interrogativi.

    Se volete potete leggere sia la richiesta di archiviazione che la nostra opposizione.

    Richiesta di Archiviazione Moby Prince

    OPPOSIZIONE ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE - 17.05.2010

    Per commenti vi riporto al seguente indirizzo:
    Mobyprince: In attesa del responso

    Luchino Chessa


    --------------------------------------------------------------------------------


    In attesa del responso
    Cagliari, 26 maggio 2010
    Come è ben noto il 5 maggio scorso dopo ben 4 anni di lavoro è stata chiusa l’inchiesta-bis con la richiesta al GIP di archiviazione.

    Lo scenario che si profilava nella richiesta di apertura presentata dall’Avvocato Carlo Palermo metteva in evidenza chiare inequivocabili prove di un traffico di armi tra una delle sette navi militarizzate e altre imbarcazioni sconosciute.

    Ma le pagine, oltre 150, scritte dal pool di magistrati incaricati, sono un pugno nello stomaco di chi credeva finalmente una nuova stagione della giustizia.

    Sono 150 pagine che passo per passo smontano il teorema prospettato dall’Avvocato Carlo Palermo, teorema che avrebbe dato un contributo decisivo a capire veramente che cosa è successo quella note; il fatto è che in quella notte del 10 aprile 1991 un traghetto passeggeri tutto illuminato usciva tranquillamente dal porto, la visibilità era ottima e le navi alla fonda, compresa l’Agip Abruzzo, erano perfettamente visibili.

    E’ troppo facile sparare sul morto!!!!! E’ troppo semplice addossare al comando del traghetto le responsabilità della tragedia e di 140 morti bruciati, in attesa dei soccorsi per ore.

    Neanche il più inesperto marinaio avrebbe commesso l’errore così stupido di sfiorare a tutta velocità le navi militarizzate alla fonda e inchiodarsi su una petroliera illuminata come una raffineria!!!!

    Come cittadini italiani e come familiari delle vittime di una tragedia che ha sempre di più i contorni di una strage siamo profondamente amareggiati per come una inchiesta, riaperta grazie a importanti prove, possa essere stata chiusa senza uno spiraglio di giustizia.

    Probabilmente da più parti si vuole che questo ultimo atto sia l’epilogo di una storia processuale da chiudere per sempre, ma che apre nuovamente la funesta pagina delle tante storie di stragi italiane non risolte dal dopo guerra ad oggi.

    Abbiamo presentato l’opposizione alla richiesta di archiviazione e speriamo che il GIP si renda conto che non si può chiudere in questo modo una vicenda dai contorni non chiari e con un sacco di punti interrogativi.

    Se volete potete leggere sia la richiesta di archiviazione che la nostra opposizione.

    Richiesta di Archiviazione Moby Prince

    OPPOSIZIONE ALLA RICHIESTA DI ARCHIVIAZIONE - 17.05.2010

    Per commenti vi riporto al seguente indirizzo:
    Mobyprince: In attesa del responso

    Luchino Chessa


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  5. #5
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: Moby Prince - Livorno 10 Aprile 1991: una tragedia italiana

    Chi Siamo -



    La storia dell’associazione inizia ufficialmente nel 1995, ma già poco dopo la tragedia i figli del comandante Ugo Chessa avevano cercato di dare il loro contributo alle indagini, parallelamente ad altri familiari, con cui condividevano le modalità di ricerca della verità, senza se e senza ma. La necessità di essere uniti in una battaglia difficile, il desiderio di fare sentire la propria voce, alla fine li ha portati ad unirsi, per costituire il 2 marzo 1995 l’associazione 10 APRILE Familiari vittime “Moby Prince”.

    Proprio per lo spirito con cui è nata, l’associazione “10 APRILE” è aperta anche ai non familiari, a chiunque vuole condividere la battaglia per la giustizia, che nello specifico interessa la tragedia del Moby Prince, ma che può, anzi deve essere allargata su un fronte più vasto. Il riferimento è in particolar modo ad altri tragici episodi del nostro Paese, da piazza Fontana in poi, che non hanno mai avuto risposta, ma anche alla parziale o totale mancanza di sovranità nazionale che il nostro Paese subisce da anni, e che, nel caso della tragedia del Moby Prince, potrebbe essere il punto di partenza per spiegare tanti misteri, depistaggi, omissioni e manomissioni.

    L’associazione “10 APRILE” è formata da un nutrito gruppo di familiari che ha ancora la voglia di combattere per l’accertamento della verità.

    Scopi principali dell’associazione “10 APRILE” sono:

    Dare un concreto contributo alle indagini, con proprie iniziative legali e peritali.
    Promuovere iniziative pubbliche di informazione e sensibilizzazione, tramite articoli su giorni, pubblicazioni, manifestazioni, convegni, ecc.
    Collaborare con le altre associazioni di familiari delle vittime di altre stragi.
    Il 27 gennaio 2007 si è tenuta a Livorno l’assemblea dei soci.
    In tale occasine sono state rinnovate le cariche elettive.
    Presidente: Angelo Chessa
    Comitato Direttivo: Sara Baffa, Luchino Chessa, Monica Fondacaro, Andrea Fricano, Giuseppe Mazzitelli.

    Coordinatori del sito Associazione 10 Aprile - Familiari delle vittime del Moby Prince Isacco Curreli e Michele Palma.




    Per informazioni:
    Associazione “10 APRILE” FAMILIARI VITTIME “MOBY PRINCE”

    Scali Bettarini, 15 - 57123 Livorno (c/o Studio Legale, Avv. Stefano Taddia)

    tel. 0586-887284 - fax. 0586-895003

    mail: info@mobyprince.it





    Associazione 10 Aprile - Familiari delle vittime del Moby Prince
    Ultima modifica di Avamposto; 27-08-10 alle 13:57

  6. #6
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: Moby Prince - Livorno 10 Aprile 1991: una tragedia italiana


  7. #7
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: Moby Prince - Livorno 10 Aprile 1991: una tragedia italiana


  8. #8
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: Moby Prince - Livorno 10 Aprile 1991: una tragedia italiana


  9. #9
    Avamposto
    Ospite

    Predefinito Rif: Moby Prince - Livorno 10 Aprile 1991: una tragedia italiana


  10. #10
    Avamposto
    Ospite

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