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Re: Contenti adesso?
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Originariamente Scritto da
Malandrina
Mi pare che @
foglia abbia elencato le misure a sostegno della famiglia, quindi quello che dici non è corretto. Non vedo che c'entrino i gay, che non sono a carico dello Stato.
Esiste un piano famiglia. Si può essere d'accordo con alcune misure in esso contenute e con altre no, ma non é corretto dire che non si fa nulla.
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Re: Contenti adesso?
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Giò
Se tu mi dici che una persona "non sente niente di niente", vuol dire che il dolore non lo percepisce, pur subendolo.
@Giò
Io non ho detto che "non sente niente di niente", ho solo detto che non sa di essere nato, non sa cosa gli capita, cosa succede intorno, non sa esprimere nulla o quasi nulla, ma è capace di soffrire, il suo corpo percepisce il dolore. Alcune persone sono a conoscenza cosa li sta succedendo, ma si tratta sempre di una persona che soffre terribilmente. Immagina uno che nasce senza arti o affetto da una rara malattia genetica, o senza qualche organo interno importante e che poi deve subire diversi interventi chirurgici per poter solo esistere, non si parla di una vita vera, e anche dopo i vari operazioni fare cose semplici e naturali diventano per lui complicatissimi e dolorosi. I genitori, sapendo sin dall'inizio cosa dovrà subire la propria creatura vita natural durante possono e devono, secondo me, prevenire questa sofferenza, non farla avvenire. Lo so che si tratta di una scelta dolorosa.
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Originariamente Scritto da
Giò
Ad ogni modo, io non concordo minimamente con questa visione. Il dolore e la sofferenza, anche estremi, fanno parte della vita. In una certa misura, hanno anche una funzione "pedagogica" perché ricordano all'uomo che ha dei limiti e gli insegnano ad apprezzare meglio ciò che di positivo ha nella sua vita.
"Ricordano all'uomo"…..sì, come no. Ricorda colui che è in grado di ricordare, sto parlando di persone che non sanno di essere al mondo. Tu saresti disposto a soffrire per tutta la vita che ti resta, vivendo ogni giorno ogni tipo di sofferenza, fisica, emozionale, psicologica?
Io no. Parlo per me, naturalmente.
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Originariamente Scritto da
Giò
Nessuno comunque ha il diritto di decidere chi può o non può vivere in assenza di una colpa specifica: né lo Stato né, tanto meno, l'individuo.
Beh, guarda, io sono del parere che delle volte il non decidere possa costituire una colpa, una colpa lunga una vita intera.
Citazione:
Originariamente Scritto da
Giò
Non far nascere una persona sulla base di una supposizione, per quanto poggi su dei dati ragionevolmente certi, è un atto arbitrario slegato da qualsiasi legge morale.
La legge morale non è mai una. C’è sempre il rovescio della medaglia. Sempre.
Chi deve prendere una decisione importante sta di fronte a una scelta difficilissima: decidere prima ( immediatamente) o non decidere niente: decidere subito vuol dire prevenire ( non farla avvenire) una sofferenza certa e prolungata e in certo qual modo di "cancellarla" in anticipo, non decidere nulla vuol dire accettare cose come stanno e far soffrire un innocente per tutta vita, i genitori, e coinvolgendo pure altre persone, ovvero, i famigliari, innocenti pure loro, la società che spesso non è pronta a farsi carico di questa sofferenza e pure dopo la morte di chi ha optato per questa decisione ardua, se, disgraziatamente, l’individuo malato sopravviva i genitori. Che ne sarà di lui? Vorresti dire che la responsabilità morale cessa con la morte?
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Originariamente Scritto da
Giò
Non sappiamo quale sia il destino che ha riservato Dio a quella vita umana e non abbiamo il diritto di negare ad essa una possibilità, per quanto estremamente difficile possa essere.
Io sto parlando di casi privi di alcuna possibilità.
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Re: Contenti adesso?
Citazione:
Originariamente Scritto da
Giò
Se tu mi dici che una persona "non sente niente di niente", vuol dire che il dolore non lo percepisce, pur subendolo.
Ad ogni modo, io non concordo minimamente con questa visione. Il dolore e la sofferenza, anche estremi, fanno parte della vita. In una certa misura, hanno anche una funzione "pedagogica" perché ricordano all'uomo che ha dei limiti e gli insegnano ad apprezzare meglio ciò che di positivo ha nella sua vita.
Nessuno comunque ha il diritto di decidere chi può o non può vivere in assenza di una colpa specifica: né lo Stato né, tanto meno, l'individuo.
Non far nascere una persona sulla base di una supposizione, per quanto poggi su dei dati ragionevolmente certi, è un atto arbitrario slegato da qualsiasi legge morale.
Non sappiamo quale sia il destino che ha riservato Dio a quella vita umana e non abbiamo il diritto di negare ad essa una possibilità, per quanto estremamente difficile possa essere.
Dipende, a me il dolore ha allontanato da Dio, ovviamente non per fargli dispetto, ho smesso di percepirlo, da allora per me è solo un desiderio e non una realtà.
Semplicemente quando uno pensa dialoga interiormente con un altro, questo per me non dimostra l'esistenza reale di questo altro che è solo un sopporto ai processi mentali.
Ovviamente di tutto questo non ne sono sicuro.
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Re: Contenti adesso?
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Originariamente Scritto da
foglia
Esiste un piano famiglia. Si può essere d'accordo con alcune misure in esso contenute e con altre no, ma non é corretto dire che non si fa nulla.
Foglia, al di là dei bonus e assegni famigliari, vari rimborsi ecc, cosa fa lo stato, nello specifico? Voglio dire che i politici sanno benissimo che "gli italiani non vogliono più fare figli", ma non fanno nulla perché quest'ultimi cambino l'idea, la famiglia non viene promossa, nessuno ne parla, tutti sono indifferenti.
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Re: Contenti adesso?
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Originariamente Scritto da
mary ann
@
Giò
Io non ho detto che "non sente niente di niente", ho solo detto che non sa di essere nato, non sa cosa gli capita, cosa succede intorno, non sa esprimere nulla o quasi nulla, ma è capace di soffrire, il suo corpo percepisce il dolore. Alcune persone sono a conoscenza cosa li sta succedendo, ma si tratta sempre di una persona che soffre terribilmente. Immagina uno che nasce senza arti o affetto da una rara malattia genetica, o senza qualche organo interno importante e che poi deve subire diversi interventi chirurgici per poter solo esistere, non si parla di una vita vera, e anche dopo i vari operazioni fare cose semplici e naturali diventano per lui complicatissimi e dolorosi. I genitori, sapendo sin dall'inizio cosa dovrà subire la propria creatura vita natural durante possono e devono, secondo me, prevenire questa sofferenza, non farla avvenire. Lo so che si tratta di una scelta dolorosa.
Ho capito, ma tu non sei in diritto di decidere chi può vivere e chi non può vivere.
Magari, nonostante la sofferenza, quella vita che hai eliminato interrompendo volontariamente la gravidanza avrebbe voluto comunque "andare avanti". E invece tu, sulla base di una tua personale supposizione, gliel'hai negata. Ti sembra giusto?
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Originariamente Scritto da
mary ann
"Ricordano all'uomo"…..sì, come no. Ricorda colui che è in grado di ricordare, sto parlando di persone che non sanno di essere al mondo. Tu saresti disposto a soffrire per tutta la vita che ti resta, vivendo ogni giorno ogni tipo di sofferenza, fisica, emozionale, psicologica?
Io no. Parlo per me, naturalmente.
Certo perché la nostra vita non termina qui.
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Originariamente Scritto da
mary ann
Beh, guarda, io sono del parere che delle volte il non decidere possa costituire una colpa, una colpa lunga una vita intera.
Decidere in modo ingiusto è il peggiore dei torti che si possa fare a se stessi, oltre che agli altri.
Citazione:
Originariamente Scritto da
mary ann
La legge morale non è mai una. C’è sempre il rovescio della medaglia. Sempre.
Chi deve prendere una decisione importante sta di fronte a una scelta difficilissima: decidere prima ( immediatamente) o non decidere niente: decidere subito vuol dire prevenire ( non farla avvenire) una sofferenza certa e prolungata e in certo qual modo di "cancellarla" in anticipo, non decidere nulla vuol dire accettare cose come stanno e far soffrire un innocente per tutta vita, i genitori, e coinvolgendo pure altre persone, ovvero, i famigliari, innocenti pure loro, la società che spesso non è pronta a farsi carico di questa sofferenza e pure dopo la morte di chi ha optato per questa decisione ardua, se, disgraziatamente, l’individuo malato sopravviva i genitori. Che ne sarà di lui? Vorresti dire che la responsabilità morale cessa con la morte?
Cancellare una sofferenza cancellando una vita equivale a voler fare il bene attraverso il male. Una pura e semplice contraddizione.
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Originariamente Scritto da
mary ann
Io sto parlando di casi privi di alcuna possibilità.
La possibilità c'è sempre.
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Re: Contenti adesso?
Il movimento "qualcuna di meno"
sent from my pigliolongù7
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Re: Contenti adesso?
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Originariamente Scritto da
Marximiliano
Vale per la maggior parte delle first ladies immagino. Non è strano che abbiano tirato fuori 'sta storia proprio per la moglie di trump
La tecnica del "eh ma pure voi" Non passa mai
sent from my pigliolongù7
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Re: Contenti adesso?
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Originariamente Scritto da
Kaouthia
P.s.: grazie per il "ragazzi". ;)
"... Ma con il cuore sempre giovane."
sent from my pigliolongù7
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Re: Contenti adesso?
Citazione:
Originariamente Scritto da
mary ann
Foglia, al di là dei bonus e assegni famigliari, vari rimborsi ecc, cosa fa lo stato, nello specifico? Voglio dire che i politici sanno benissimo che "gli italiani non vogliono più fare figli", ma non fanno nulla perché quest'ultimi cambino l'idea, la famiglia non viene promossa, nessuno ne parla, tutti sono indifferenti.
Scusa, se fosse così nessuno si sarebbe preoccupato di studiare un piano famiglia e di iniziare ad applicarlo.
E' tutto scritto qui, 'non fanno nulla' è il solito luogo comune disfattista.
http://www.politichefamiglia.it/medi...o-2012-def.pdf
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Re: Contenti adesso?
Se questa legge viene applicata anche in Italia mi sposo.