User Tag List

Pagina 1 di 7 12 ... UltimaUltima
Risultati da 1 a 10 di 66
  1. #1
    Forumista junior
    Data Registrazione
    30 Jun 2010
    Messaggi
    17
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito vergogna dell aborto legale

    Aborto "legale" 1978-1996: bilancio di un fallimento


    di Alfredo Mantovano

    Articolo apparso sul n. 256-257 (1996) di Cristianità

    Delle centinaia di morti in disastri aerei si parla a lungo, come è giusto che sia. Delle migliaia di morti che insanguinano i conflitti civili in corso in varie zone del globo, a cominciare dal Burundi, nella lotta che contrappone Hutu e Tutsi, si dice molto meno: è una delle tante conferme che il principio di uguaglianza non vale per i mass media. Delle decine di migliaia di esecuzioni capitali e di eliminazioni fisiche di minori handicappati eseguite nella Repubblica Popolare Cinese ogni anno non si sa quasi nulla: qualche notiziola sulla stampa, e niente di più.

    Le cifre del genocidio

    Delle 138.379 condanne a morte eseguite in Italia nel 1995 non è di bon ton nemmeno fare cenno. Eppure tante sono state le vittime in un solo anno della legge peggiore mai approvata nel paese e applicata al popolo italiano: la n. 194 del 22 maggio 1978, che da circa vent’anni disciplina la pratica dell’aborto "legale". Tale legge prevede, fra l’altro, che ogni dodici mesi il ministro della Sanità invii una relazione al Parlamento sull’attuazione delle sue norme: nella seconda metà del mese di luglio del 1996 l’on. Rosy Bindi ha provveduto all’adempimento, compilando l’elaborato, corredato da tabelle, grafici e valutazioni (1).

    Il primo dato che emerge è quello appena sottolineato, pari al numero degli aborti eseguiti in Italia nel 1995 con il finanziamento e con l’assistenza delle strutture pubbliche; è un dato che il ministro della Sanità, che ha sempre presentato sé stessa come portabandiera del solidarismo cattolico nelle file della coalizione dell’Ulivo, liquida in modo asettico nelle prime righe della relazione, per passare ad altro: si limita a scrivere che vi sono state "138.379 IVG" (2). "IVG" — come tutti sanno — sono le iniziali di "interruzione volontaria della gravidanza", che è una elegante circonlocuzione adoperata per non pronunciare il più impegnativo e traumatico termine "aborto"; il grado di asetticità è poi più elevato se si pronunciano le sole iniziali, che richiamano alla mente più i treni ad alta velocità francesi degli strumenti del ginecologo.

    A quasi vent’anni di distanza dall’introduzione della legge n. 194, frutto maturo — insieme con la riforma sanitaria, la riforma della psichiatria, il nuovo regime dei suoli e il cosiddetto "equo canone", introdotti tutti nel 1978 — del compromesso storico e della solidarietà nazionale, il punto nodale, sul quale i difensori a oltranza dell’aborto "legale" continuano a evitare imbarazzate risposte, riguarda l’identità del nascituro: se questi è un grumo di cellule, un’appendice della madre, una speranza di vita o un’aspettativa di esistenza, non vale la pena di parlarne. Ma allora è superfluo che il ministro della Sanità e le sue strutture sprechino tempo ed energie per presentare una relazione al Parlamento; non si producono relazioni per fare analisi comparative delle operazioni di appendicite o degli interventi di unghia incarnita.

    Se invece — come la biologia e la medicina sostengono con argomenti inconfutabili (3) — fin dal momento del concepimento ci si trova davanti a un essere umano, dotato di patrimonio genetico completo, unico e irripetibile, nel quale è scritto se sarà uomo o donna e quale sarà il colore dei suoi capelli, la sua soppressione ha un solo nome: omicidio. E in Italia nel 1995 sono stati consumati 138.379 omicidi "legali", dei quali lo Stato è il complice principale. Giova a poco confrontare questo dato con quello del 1994 — 142.657 aborti — e constatare che vi è stato un lieve decremento; sarebbe come se il responsabile di un Lager nazionalsocialista avesse fatto sfoggio di umanitarismo per aver eliminato in un anno qualche internato in meno rispetto ai dodici mesi precedenti. Forse impressiona di più il dato globale: dal 1978 a oggi le vittime dell’"IVG" in Italia sono state circa 3.500.000; è azzardato parlare di olocausto? È provocatorio far notare che si è oltrepassato il doppio della somma delle vittime italiane nelle due guerre mondiali? È assurdo sostenere che un così generalizzato disprezzo per la vita del più debole non può far meravigliare di nulla?

    È iniziata, davanti alla Commissione Giustizia della Camera, la discussione su una proposta di legge mirante a punire lo sfruttamento sessuale dei minori, e cioè a impedire o a limitare pratiche fra le più turpi della "civiltà" nella quale siamo immersi; è lecito domandarsi se la violazione dell’integrità di tanti innocenti non rappresenti comunque un minus rispetto alla violazione della stessa esistenza in vita di tanti altri innocenti? Non è il caso di chiedersi se vi è connessione fra la banalizzazione dell’aborto — della quale è sintomo la sua riduzione a "IVG" e l’assenza di qualsiasi commento negativo da parte di un ministro che vanta la sua provenienza dalle file dell’associazionismo cattolico — e la banalizzazione del sesso e della violenza, anche a danno dei bambini?

    Aborto, scelta "di cultura"

    Non è tutto. La lettura della relazione dell’on. Rosy Bindi consente di riaffermare che la legge n. 194 è stata un fallimento anche quanto agli scopi sui quali i suoi promotori avevano insistito per ottenerne l’approvazione. L’on. Giovanni Berlinguer, che ne è stato uno dei relatori alla Camera prima della sua approvazione nel 1978, scriveva pochi giorni dopo la sua entrata in vigore, che "la legge si propone [...]: di azzerare gli aborti terapeutici; di ridurre gli aborti spontanei; di assistere quelli clandestini. Si propone inoltre di favorire la procreazione cosciente, di aiutare la maternità, di tutelare la vita umana dal suo inizio" (4). Si può provare a fare il bilancio dell’effettivo conseguimento di tali scopi sulla base del documento del ministro della Sanità?

    Gli "aborti terapeutici" sono quelli "legali" tout court, perché l’articolo 4 della legge n. 194 include le varie circostanze la cui semplice evocazione autorizza a ricorrere all’intervento interruttivo sotto un’unica e vaga indicazione di salute, considerata non come assenza di patologie rilevanti, ma come benessere fisiopsichico inteso in senso ampio. Che ancora oggi gli aborti detti "terapeutici" siano 138.379, che dal 1978 la media annua sia stata di circa 200. 000 unità, e che per ogni 4 nati vivi vi sia un aborto volontario conferma che la pratica abortiva è diffusa capillarmente e proprio per questo non è spiegabile in modo esclusivo, e nemmeno prevalente, da situazioni eccezionali o da difficoltà insuperabili. Essa è invece, nonostante le proclamazioni normative di segno opposto, uno strumento di controllo delle nascite; né può sostenersi che sarebbe meno ampia se la contraccezione artificiale fosse più conosciuta e praticata, perché è vero esattamente il contrario: scrive l’on. Rosy Bindi che, secondo "[...] indagini dell’Istituto Superiore di Sanità, di altri istituti di ricerca e di alcune regioni [...] almeno nel 70-80% dei casi, il ricorso all’aborto volontario avrebbe la finalità di interrompere una gravidanza non desiderata intervenuta a seguito del fallimento o di un uso scorretto dei metodi per il controllo della fertilità" (5).

    Il profilo medio della donna che abortisce è del tutto coerente con queste conclusioni: si tratta infatti di una gestante che nella gran parte dei casi è coniugata — 57.5%, con punte del 72.8% al Sud —, non separata né divorziata — soltanto il 5.1% —, in età compresa fra i 25 e i 34 anni, con sufficiente livello di istruzione — il 48.5% ha il diploma di scuola media inferiore, il 32.3% il diploma di scuola media superiore, e soltanto l’1.5% non ha alcun titolo di studio — e con non più di due figli: in particolare, il 37.9 % non ha alcun figlio, il 20.3 % ne ha uno, il 27.9% ne ha due. Pertanto è una donna che si trova in condizioni ottimali, per lo meno sotto questi profili, per accogliere il nascituro. Si legge nella relazione di "[...] un andamento inversamente proporzionale [...] tra ricorso alla IVG e numero dei figli" (6), e che "[...] è decisamente più basso il tasso di abortività nelle donne che hanno già partorito tre figli e scende ulteriormente, in modo netto, in quelle che ne hanno 4 o più" (7): dunque, contro i luoghi comuni di vent’anni fa, che avevano costituito i cavalli di battaglia della campagna in favore dell’aborto, se una donna ha deciso di non aver figli lo fa a ogni costo, anche ricorrendo all’intervento abortivo, mentre se il suo atteggiamento è già stato di accoglienza della vita è più propensa a confermarlo all’arrivo di una nuova creatura.

    Per concludere sul punto: se quelle riportate sono le caratteristiche della gestante che pratica con maggior frequenza l’aborto, quest’ultimo non è, nella gran parte dei casi, una "dolorosa necessità", ma è un’opzione culturale, favorita, avallata e sostenuta finanziariamente dallo Stato. Oggi lo stesso Stato da un lato elimina progressivamente l’assistenza sanitaria e la gratuità dei farmaci anche a chi ne ha reale necessità, con "strette" finanziarie sempre più pesanti, dall’altro non rinuncia a stanziare i fondi per il genocidio sistematico in atto da due decenni.

    Aborti clandestini e degli extracomunitari

    E gli altri obiettivi enunciati a suo tempo dall’on. Giovanni Berlinguer? La legge 194 ha fallito pure sul versante della lotta alla clandestinità, se è vero, come scrive il ministro della Sanità, che l’aborto clandestino avrebbe raggiunto nel 1994 le 45.000 unità: l’uso del condizionale è d’obbligo per l’impossibilità di disporre di dati precisi. Qual’è poi la maggiore coscienza della procreazione, che la legge n. 194 doveva favorire, se, come si osserva nella relazione, "oltre un quarto delle donne che ricorrono alla IVG vi hanno già fatto ricorso una o più volte in occasioni precedenti" (8)? L’area della recidività riguarda, per l’esattezza, il 26.3% delle gestanti che hanno abortito nel 1994, con punte allarmanti del 41.7% in Puglia e del 35.3% in Sicilia. Infine, con riferimento agli intenti dell’on. Giovanni Berlinguer, è inutile spendere altre parole sull’aiuto alla maternità e alla tutela della vita umana, perché la legge n. 194 ha conferito il "diritto" di sopprimere ciò che fa diventare madre, e quindi di violare irreparabilmente la vita umana.

    Ma non basta. Un profilo preoccupante della banalizzazione del ricorso all’aborto è l’assenza della fase della dissuasione, che pure la legge prevede: secondo quest’ultima, quando la gestante si rivolge al consultorio, o a una struttura sociosanitaria, o al proprio medico di fiducia, costoro dovrebbero indurla a riflettere, prospettando le possibili alternative all’aborto. Per verificare se ciò accade realmente è sufficiente constatare che nel 1994 il 75% degli aborti sono avvenuti dietro semplice certificazione del medico di fiducia o del servizio ostetrico-ginecologico: il che vuol dire che la "dissuasione" è coincisa con il rilascio dell’attestazione di gravidanza, necessaria per sottoporsi all’intervento. Solo il 23.4% delle donne è passata dai consultori: non che, di regola, i dipendenti di tali strutture facciano qualcosa di più rispetto al medico; il fatto è che andare dal proprio medico è più comodo. Manca poi qualsiasi statistica, che pure potrebbe e dovrebbe essere compilata, con tutte le garanzie di anonimato per le interessate, relativamente al numero delle gestanti che hanno rinunciato ad abortire perché "dissuase": ma è facile immaginarne i risultati, qualora fosse eseguita.

    Il non funzionamento delle strutture pubbliche, che dovrebbero aiutare e sostenere le situazioni di effettiva difficoltà, è rivelato ulteriormente da un dato che può apparire marginale, e che invece deve far riflettere: "[...] le IVG effettuate da donna residente all’estero — si legge nella relazione — sono passate, secondo un trend di incremento costante, da 461 casi nel 1980 a 1718 casi nel 1994" (9). Chi parla di solidarietà e di cultura dell’accoglienza verso gli immigrati provenienti da zone sottosviluppate non è poi in grado di offrire alle gravidanze delle extracomunitarie "aiuto" diverso dall’aborto; la mano tesa dell’Italia a chi viene dall’estero con un carico di problemi superiore al nostro è il lettino dell’"IVG"!

    Prospettive

    La relazione del ministro della Sanità si chiude con l’enunciazione di alcune buone intenzioni; eccone un saggio significativo: "[...] una considerazione anche più ampia delle strategie di prevenzione dell’aborto volontario, nel quadro di una più complessiva politica di tutela e di promozione della vita e della sua autentica e piena dignità, a cominciare dall’età infantile e dall’età evolutiva, è auspicabile venga fatta propria dalle stesse forze politiche e dalle rappresentanze parlamentari cui non mancherà il sostegno e la sollecitazione attenta del Governo" (10).

    Nulla di più e di preciso in tema di prospettive di aiuto alla maternità in genere, e a quella difficile in particolare; nulla quanto a sostegni alle famiglie; nulla a proposito di una seria educazione alla vita; nulla in favore delle associazioni di volontariato impegnate nell’accoglienza della vita. Chissà se i cattolici, e in particolare i vertici dell’associazionismo cattolico, che il 21 aprile 1996 hanno dichiarato apertis verbis di preferire l’Ulivo, sono entusiasti di impegni così vaghi. Chi dell’Ulivo è avversario nel Parlamento e nella realtà nazionale non può non raccogliere l’auspicio del ministro e promuovere "una più complessiva politica di tutela e di promozione della vita" (11), partendo dal presupposto — ovvio, ma oggi negato di diritto e di fatto — che la vita non può essere promossa quando la si sopprime.

    Alfredo Mantovano

    ***

    (1) Cfr. Relazione del ministro della Sanità sulla attuazione della legge contenente norme per la tutela sociale della maternità e per l’interruzione volontaria della gravidanza (Legge 194/78). Dati preliminari 1995. Dati definitivi 1994.

    (2) Ibid., p. 1.

    (3) Cfr., fra gli altri, Elio Sgreccia, Manuale di bioetica, I. Fondamenti ed etica biomedica, nuova ed. aggiornata e ampliata, Vita e Pensiero, Milano 1994, pp. 361-385.

    (4) Giovanni Berlinguer, La legge sull’aborto, Editori Riuniti, Roma 1978, p. 168.

    (5) Relazione cit., p. 2.

    (6) Relazione, cit., p. 3.

    (7) Ibidem.

    (8) Ibidem.

    (9) Ibid., p. 4.

    (10) Ibid., pp. 4-5.

    (11) Ibidem.

    •   Alt 

      TP Advertising

      advertising

       

  2. #2
    Moderato con i moderati
    Data Registrazione
    04 May 2005
    Località
    Bolzano/Bozen
    Messaggi
    39,282
    Mentioned
    93 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    Evidentemente andava meglio quando c'erano le mammane che procuravano gli aborti (e la morte di molte madri) con i ferri da calza. Ringraziamo anche l'atteggiamento morboso ed irresponsabile della chiesa cattolica riguardo agli anticoncezionali, dalla pilolla al preservativo, che di certo ha contribuito a una parte non indifferente dei quegli aborti. hefico: :gluglu:
    Ultima modifica di Scipione; 30-07-10 alle 08:37

  3. #3
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jun 2010
    Messaggi
    4,990
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    Citazione Originariamente Scritto da Scipione Visualizza Messaggio
    Evidentemente andava meglio quando c'erano le mammane che procuravano gli aborti (e la morte di molte madri) con i ferri da calza. Ringraziamo anche l'atteggiamento morboso ed irresponsabile della chiesa cattolica riguardo agli anticoncezionali, dalla pilolla al preservativo, che di certo ha contribuito a una parte non indifferente dei quegli aborti. hefico: :gluglu:
    pensa a tutti quelli che da secoli per stuprare e ammazzare sono costretti a farlo di nascosto e rischiando tutto...
    è proprio una inciviltà, pensare che tutti gli stupratori e gli assassini potrebbero stare molto più tranquilli se la legge non li perseguitasse con sciocchi dogmi morali.
    e ringraziamo di questo la Chiesa, che col suo atteggiamento pazzoide moralista non ha certo reso facile la vita agli stupratori e agli assassini.
    questa mania morbosa di perseguitare gli assassini e gli stupratori è veramente una forma di razzismo.
    Ultima modifica di QUINTO; 30-07-10 alle 14:48
    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  4. #4
    Moderato con i moderati
    Data Registrazione
    04 May 2005
    Località
    Bolzano/Bozen
    Messaggi
    39,282
    Mentioned
    93 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    Citazione Originariamente Scritto da QUINTO Visualizza Messaggio
    pensa a tutti quelli che da secoli per stuprare e ammazzare sono costretti a farlo di nascosto e rischiando tutto...
    è proprio una inciviltà, pensare che tutti gli stupratori e gli assassini potrebbero stare molto più tranquilli se la legge non li perseguitasse con sciocchi dogmi morali.
    e ringraziamo di questo la Chiesa, che col suo atteggiamento pazzoide moralista non ha certo reso facile la vita agli stupratori e agli assassini.
    questa mania morbosa di perseguitare gli assassini e gli stupratori è veramente una forma di razzismo.
    Tutto questo non c'entra niente con il fatto che la chiesa è corresponsabile di una parte non indifferente degli aborti dovuti ai suoi stupidi ed assurdi divieti. La scelta è fra il male minore e quello peggiore: ci vuol poco a capire, oltre i tuoi assurdi confronti, quale sia il male minore. Evidentemente la chiesa preferisce il male maggiore. :giagia: :gluglu:

  5. #5
    Forumista senior
    Data Registrazione
    07 Mar 2010
    Località
    State : Kgb in Right - Cia in Left + ( Banksterism - Vatican "spiritual" Masonry - Gangsterism )
    Messaggi
    2,442
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    La scelta non è mai per il male. Sarebbe contraddittorio e comunque sbagliato.

    Si sceglie il bene maggiore, ripsetto ad un bene minore. Ciò detto, essendo solo Dio il 3 volte santo l'Assoluto , l'aborto è sicuramente un qualcosa che ha legittimità in specifici casi.

    Interrogatisi su quelli , c'è poi ben poco da fare.
    L'esempio delle mammane è un esempio sentimentalistico e non c'entra nulla con la legittimità di un aborto o con la sua illegittimità poiché, anche sapendo in sé cosa è legittimo o no, l'affidarsi ad esse può sempre essere possibile come il fatto chepur sapendo che l'assassinio arbitrario sia criminale non per questo esso scompare.

  6. #6
    Moderato con i moderati
    Data Registrazione
    04 May 2005
    Località
    Bolzano/Bozen
    Messaggi
    39,282
    Mentioned
    93 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    Citazione Originariamente Scritto da ...II... Visualizza Messaggio
    .........L'esempio delle mammane è un esempio sentimentalistico e non c'entra nulla con la legittimità di un aborto o con la sua illegittimità poiché, anche sapendo in sé cosa è legittimo o no, l'affidarsi ad esse può sempre essere possibile come il fatto chepur sapendo che l'assassinio arbitrario sia criminale non per questo esso scompare.
    Sentimentalistico un accidente. C'entra (e non poco) con la tutela della vita della donna e con la legittimità dell'aborto. Ti ricordo, caso mai non lo sapessi, che l'aborto clandestino è ancora considerato un reato. hefico: :gluglu:
    Ultima modifica di Scipione; 30-07-10 alle 22:14

  7. #7
    Forumista senior
    Data Registrazione
    07 Mar 2010
    Località
    State : Kgb in Right - Cia in Left + ( Banksterism - Vatican "spiritual" Masonry - Gangsterism )
    Messaggi
    2,442
    Mentioned
    4 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    Citazione Originariamente Scritto da Scipione Visualizza Messaggio
    Sentimentalistico un accidente. C'entra (e non poco) con la tutela della vita della donna e con la legittimità dell'aborto. Ti ricordo, caso mai non lo sapessi, che l'aborto clandestino è ancora considerato un reato.
    Si, ma che cosa?

  8. #8
    Moderato con i moderati
    Data Registrazione
    04 May 2005
    Località
    Bolzano/Bozen
    Messaggi
    39,282
    Mentioned
    93 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    Citazione Originariamente Scritto da ...II... Visualizza Messaggio
    Si, ma che cosa?
    ??? onf: :gluglu:

  9. #9
    email non funzionante
    Data Registrazione
    09 Jun 2010
    Messaggi
    4,990
    Mentioned
    0 Post(s)
    Tagged
    0 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    Citazione Originariamente Scritto da Scipione Visualizza Messaggio
    Tutto questo non c'entra niente con il fatto che la chiesa è corresponsabile di una parte non indifferente degli aborti dovuti ai suoi stupidi ed assurdi divieti. La scelta è fra il male minore e quello peggiore: ci vuol poco a capire, oltre i tuoi assurdi confronti, quale sia il male minore. Evidentemente la chiesa preferisce il male maggiore. :giagia: :gluglu:
    ma quale male minore e male peggiore... qui si tratta di essere coerenti: per quale strambo motivo una persona diventa soggetto di diritti quando passa per l'utero e prima no?
    perché quando è passata per l'utero non si può uccidere e prima si?
    la colpa dell'aborto, in generale la colpa di chi uccide individui innocenti, ricade sempre e solo su chi uccide, non certo sulla Chiesa che da sempre ha condannato l'omicidio delle persone innocenti, nel quale rientra l'aborto.
    ma possibile che dopo tutti questi anni ancora sostieni queste cavolate?
    Ultima modifica di QUINTO; 31-07-10 alle 10:55
    Diciamo basta alla sinistra dei colpi di Stato e delle menzogne!

  10. #10
    Moderato con i moderati
    Data Registrazione
    04 May 2005
    Località
    Bolzano/Bozen
    Messaggi
    39,282
    Mentioned
    93 Post(s)
    Tagged
    8 Thread(s)

    Predefinito Rif: vergogna dell aborto legale

    Citazione Originariamente Scritto da QUINTO Visualizza Messaggio
    ma quale male minore e male peggiore... qui si tratta di essere coerenti: per quale strambo motivo una persona diventa soggetto di diritti quando passa per l'utero e prima no?
    perché quando è passata per l'utero non si può uccidere e prima si?
    la colpa dell'aborto, in generale la colpa di chi uccide individui innocenti, ricade sempre e solo su chi uccide, non certo sulla Chiesa che da sempre ha condannato l'omicidio delle persone innocenti, nel quale rientra l'aborto.
    ma possibile che dopo tutti questi anni ancora sostieni queste cavolate?
    Spiacente, ma se la chiesa ritiene ancora che un figlio debba essere frutto del caso più che del genuino desiderio, si deve assumere anche le conseguenze e la responsabilità dei suoi scellerati divieti. Se è vero che il fine (evitare l'aborto) giustifica il mezzo, converrai che è molto meglio lasciare al singolo la responsabilità dell'uso del preservativo e della pillola, anzichè dover ricorrere (poi) all'ivg perchè è arrivato un figlio che non si desiderava. La carne è debole, come ben sappiamo e l'uso della pillola o del preservativo, anzichè essere considerato un disvalore, dovrebbe essere considerato uno fra i tanti mezzi (vedi castità, metodo billings, ogino-knaus, etc., etc.) con cui raggiungere quel fine. hefico: :gluglu:
    Ultima modifica di Scipione; 31-07-10 alle 12:11

 

 
Pagina 1 di 7 12 ... UltimaUltima

Discussioni Simili

  1. vergogna dell aborto legale
    Di il sanfedista nel forum Cattolici
    Risposte: 43
    Ultimo Messaggio: 30-07-10, 15:43
  2. vergogna dell aborto legale
    Di il sanfedista nel forum Monarchia
    Risposte: 1
    Ultimo Messaggio: 27-07-10, 16:27
  3. vergogna dell aborto
    Di il sanfedista nel forum Regno delle Due Sicilie
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 27-07-10, 15:51
  4. vergogna dell aborto legale
    Di il sanfedista nel forum Liberalismo e Libertarismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 27-07-10, 15:50
  5. La vergogna dell'aborto legale
    Di il sanfedista nel forum Tradizionalismo
    Risposte: 0
    Ultimo Messaggio: 27-07-10, 15:49

Permessi di Scrittura

  • Tu non puoi inviare nuove discussioni
  • Tu non puoi inviare risposte
  • Tu non puoi inviare allegati
  • Tu non puoi modificare i tuoi messaggi
  •  

1 2 3 4 5 6 7 8 9 10 11 12 13 14 15 16 17 18 19 20 21 22 23 24 25 26 27 28 29 30 31 32 33 34 35 36 37 38 39 40 41 42 43 44 45 46 47 48 49 50 51 52 53 54 55 56 57 58 59 60 61 62 63 64 65 66 67 68 69 70 71 72 73 74 75 76 77 78 79 80 81 82 83 84 85 86 87 88 89 90 91 92 93 94 95 96 97 98 99 100 101 102 103 104 105 106 107 108 109 110 111 112 113 114 115 116 117 118 119 120 121 122 123 124 125 126 127 128 129 130 131 132 133 134 135 136 137 138 139 140 141 142 143 144 145 146 147 148 149 150 151 152 153 154 155 156 157 158 159 160 161 162 163 164 165 166 167 168 169 170 171 172 173 174 175 176 177 178 179 180 181 182 183 184 185 186 187 188 189 190 191 192 193 194 195 196 197 198 199 200 201 202 203 204 205 206 207 208 209 210 211 212 213 214 215 216 217 218 219 220 221 222 223 224 225 226