Virginia Raggi, Capuozzo all’attacco: per me non si cambiò statuto
“Per me non cambiarono lo statuto. Il Movimento non è più lo stesso, ora fomenta l’odio”, questo il monito del sindaco di Quarto, Rosa Capuozzo, che commenta la vicenda Raggi, indagata per falso e abuso d’ufficio. A dicembre 2015 il Comune di Quarto veniva travolto da un’inchiesta della procura di Napoli su presunte infiltrazioni camorristiche.
Virginia Raggi: Capuozzo all’attacco

A seguito di alcune dichiarazioni della stessa che esprimevano il suo desiderio di andare avanti e continuare a svolgere la carica di sindaco, il 12 gennaio 2016 la Capuozzo veniva espulsa dal Movimento 5 Stelle. Ma il 21 gennaio la prima cittadina di Quarto annunciava le proprie dimissioni, accogliendo lo spiacevole invito mosso dai vertici cinque stelle, che sul blog commentavano così la vicenda: “Noi siamo il M5S e l’esempio vale più di qualsiasi poltrona. Noi dobbiamo garantire il M5S tutto e per questa ragione chiediamo con fermezza a Rosa Capuozzo di dimettersi e far tornare ad elezioni Quarto”.
Colpo di scena, il 9 febbraio 2016 il sindaco dimissionario ritirava le sue dimissioni: “Oggi, dopo venti giorni di riflessione, avendo ottenuto molti attestati di stima e la disponibilità di due gruppi di minoranza, ho deciso di rimanere alla guida del comune con l’impegno dell’intero … Non si governano così i Comuni e i territori difficili – aggiungeva il sindaco – non si abbandonano così migliaia di persone che hanno creduto in noi e nel Movimento. È una forma di rispetto che Quarto meritava: rimanere e combattere. E’ stata fatta una scelta politica in una stanza grigia di Milano. Io ho fatto una scelta di principio per i cittadini onesti di Quarto. Ora – concludeva la Capuozzo – lavoreremo per il territorio in modo ancora più incisivo con i principi del movimento nell’anima. E’ inutile avere le mani pulite e poi tenerle in tasca”.
Virginia Raggi: il nuovo codice etico

Il nome di Rosa Capuozzo fa nuovamente capolino nell’arena pubblica nazionale lo scorso dicembre, quando la giunta Raggi veniva travolta dall’arresto di Raffaele Marra, l’ex capo di gabinetto e braccio destro del sindaco di Roma. “A Raggi ora consiglierei di resettare tutto e di ricominciare senza ascoltare le correnti, perché lei è il sindaco di Roma ed è lei che ne risponde … Nel Movimento 5 Stelle – ragionava il sindaco di Quarto – manca l’umiltà di capire che l’amministrazione è una cosa più complessa”.
Ma, per il sindaco capitolino, “di resettare e di ricominciare” non ce ne è stato bisogno. Dopo il caso Marra, vista la possibilità di un coinvolgimento diretto della Raggi all’interno delle indagini, il M5S poneva al vaglio del popolo del web, che lo approvava, il “Codice di comportamento del Movimento 5 stelle in caso di coinvolgimento in vicende giudiziarie”.
Questo ha salvaguardato Virginia Raggi martedì scorso, una volta ricevuto l’invito a comparire della Procura di Roma, indagata per abuso d’ufficio e falso nell’inchiesta relativa alla nomina a capo del Dipartimento turismo del Campidoglio di Renato Marra, fratello di Raffaele. In base al nuovo codice etico pentastellato, “chi è indagato non è automaticamente fuori”. In base al punto due del suddetto “regolamento”, laddove emerga l’esistenza di un procedimento penale che coinvolga un eletto cinquestelle, sono il Garante, il Collegio dei Probiviri od il Comitato d’appello (organi del M5S previsti dal Regolamento del Movimento stesso) a valutare autonomamente, ma nel rispetto del Regolamento succitato e del lavoro della magistratura, il comportamento del coinvolto.
È stato dunque Grillo a decidere. Schierandosi con il sindaco: “Virginia ha adempiuto ai doveri indicati dal nostro codice etico”, e nel rispetto del punto 5 del regolamento ha informato “immediatamente e senza indugio il gestore del sito dell’esistenza di procedimenti penali in corso nei quali assumono la qualità di indagato o imputato”. Per poi continuare: “Virginia è serena e io non posso che esserle vicino in un momento molto difficile”.
Virginia Raggi: 5 stelle lontani dalla base

Forse queste le parole scatenanti il forte risentimento del sindaco di Quarto: “Rosa Capuozzo non è Virginia Raggi. Io, parte lesa in un’indagine – il sindaco di Quarto, a differenza di quello della capitale, non è mai stata indagata, ma solo ascoltata come parte lesa per un presunto voto di scambio e ricatto -, fui isolata e nessuno pensò, come è accaduto per Roma, di cambiare addirittura lo Statuto … Quarto e i suoi cittadini furono abbandonati – continua la Capuozzo – Sono solidale con Virginia ma il Movimento di oggi è lontano dalla base. Il pensiero unico è preferito alla Rete, nessun dissenso è consentito … Amministrare un comune come Roma sicuramente è complicato. Nel caso specifico di Roma, Grillo ed il direttorio, si sono mossi in anticipo cambiando lo statuto e restando, nonostante le contraddizioni, al fianco del sindaco Raggi. Così hanno dimostrato che se non avessero abbandonato la città di Quarto ed i suoi cittadini, dove il sindaco era parte lesa, a differenza della situazione romana, il Movimento avrebbe continuato il suo governo e sicuramente continuato il cammino insieme alla nostra città”.
Conclude la Capuozzo: “Esprimo comunque solidarietà e vicinanza alla collega romana, con la speranza che presto si possa rimettere a lavorare e portare avanti il programma e ridare alla città di Roma il ruolo che merita”.


Scritto da: Camilla Ferrandi
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