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  1. #1
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    Predefinito I Trasvolatori Italiani

    Nel 1928 nacque l'idea di organizzare al posto di lunghi raid individuali delle crociere collettive, con il duplice scopo di addestrare reparti di volo dell'allora Regia Aeronautica e di riscuotere successi internazionali con raid in formazione dando così un' immagine di una moderna ed efficiente aviazione. Ad organizzare l'impresa il sottosegretario al Ministero dell'Aeronautica, Italo Balbo, che poteva valersi dell'appoggio di uomini preparati e capaci.
    "Io nacqui a debellar tre mali estremi: / tirannide, sofismi, ipocrisia"


    IL DISPUTATOR CORTESE

    Possono tenersi il loro paradiso.
    Quando morirò, andrò nella Terra di Mezzo.

  2. #2
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    Predefinito Rif: I Trasvolatori Italiani

    Raid aerei che fecero parlare il mondo, ed in particolar modo l'Italia di quei tempi, in quanto l'idroscalo "Brunetta" era famoso anche in Asia e in America, che ad Orbetello, giungevano i piloti per imparare a volare " alla cieca " con le tendine dell'aereo abbassate, aiutati soltanto dalle strumentazioni di bordo, all'avanguardia a quei tempi, come il radiogonometro.

    La macchina organizzativa, che a cavallo tra il 1928 ed il 1933, regalò all'Italia un posto di primo piano nella storia dei raid aerei di gruppo. Le più importanti Crociere Atlantiche furono:

    1928 - Crociera del Mediteraneo Occidentale (Orbetello - Los Alcazares);

    1929 - Crociera del Mediteraneo Orientale (Taranto - Odessa - Orbetello)

    1930 - Prima Crociera Atlantica (Orbetello - Rio De Janeiro);

    1933 - Seconda Crociera Atlantica (Orbetello - Chicago - New York - Roma).
    Ultima modifica di occidentale; 02-10-10 alle 10:11
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    Predefinito Rif: I Trasvolatori Italiani

    L'ideatore:

    Italo Balbo, nato a Ferrara il 6 giugno 1896.
    Giornalista, laureato in scienze sociali, capitano degli Alpini (grado conseguito per meriti di guerra), 2 medaglie d'argento e 1 di bronzo nella Grande Guerra.

    Quadrunviro nella Marcia su Roma, a soli ventisette anni è nominato comandante generale della MVSN, due anni dopo sottosegretario
    all'economia nazionale, dove si mise in luce per energia e capacità.

    Nel novembre del 1926 diviene sottosegretario per l'aeronautica, praticamente un ministro sostituto di Mussolini, che non intende caricarsi di troppe responsabilità in un momento difficile e vuole fare spazio ai giovani del PNF.
    Balbo si dedica, con frenetico attivismo, allo sviluppo dell'arma aerea.

    Protagonista dal 1928 al 1933 di una serie di crociere aeree dal duplice scopo adddestrativo e propangandistico, che lo renderanno famoso e ammirato nel mondo, quasi quanto il Duce stesso.
    In conseguenza dei suoi trionfi è nominato in quegli anni generale di squadra aerea, poi ministro dell'aeronautica, Maresciallo dell'Aria e viene insignito di medaglia d'oro.
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    Predefinito Rif: I Trasvolatori Italiani

    Balbo, ambizioso, grande organizzatore, coraggioso, intelligente, fu senza dubbio il più brillante tra i giovani indubbiamente dotati di cui il Duce si era circondato tra la fine degli anni '20 e i primi anni del decennio successivo.

    La sua nomina, il 26 novembre del 1933, a Governatore della Libia, fu la conseguenza proprio della sua popolarità, divenuta eccessiva.

    Disgraziatamente mise in crisi e poi pose fine alla ricerca di nuove soluzioni a cui Balba si stava cominciando a dedicare, dopo aver avvertito che alcune delle soluzioni adottate sino ad allora con successo erano arrivate al massimo sviluppo possibile e andavano abbandonate.

    Il Duce non amava avere vicino personaggi dotati di personalità spiccata e la Quarta Sponda era il luogo ideale in cui relegare, peraltro con onore, un uomo che rischiava di far ombra al Capo. Balbo si dedicò allora allo sviluppo della colonia, uscendo dalla scena aviatoria.
    Ultima modifica di occidentale; 02-10-10 alle 10:09
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    Predefinito Rif: I Trasvolatori Italiani

    I predecessori: De Pinedo

    Nel 1924, a soli trentaquattro anni, De Pinedo, tenente colonnello di
    aeronautica, all'epoca capo di Stato maggiore del comando generale, prese a tormentare il suo diretto superiore generale Bonzani con un progetto che poteva sembrare folle: un raid aereo di ben 55.000 chilometri che portasse un apparecchio appositamente preparato da Roma a Tokio, passando per l'Australia, e relativo ritorno.

    De Pinedo tiene duro contro l'iniziale muro di incomprensioni, ostruzionismi e mancanza di fondi. Mosse tutte le sue amicizie e alla fine il generale Bonzani dovette cedere, imponendo un controllo rigidissimo sull'ardita impresa.
    De Pinedo non improvvisò, si preparò invece oltremodo scrupolosamente per attuare l'impresa, scegliendo come compagno di viaggio un tecnico esperto, il maresciallo motorista Ernesto Campanelli.
    Il viaggio venne studiato con attenzione maniacale,ogni miglio del tragitto venne vagliato per analizzarlo nel dettaglio.
    De Pinedo fece continui e precisissimi studi meteorologici, dovendo il volo attraversare continenti dai climi così diversi e impegnativi.

    Il 20 aprile 1925, infine tutto fu pronto.
    Dalle acque del Lago Maggiore si sollevò in volo l'idrovolante SIAI Savoia S.16 Ter, modificato per il viaggio e dotato di un nuovo motore Lorraine da 450 HP.
    De Pinedo e Campanelli, facendo mostra di un grande coraggio e superando tutta una serie di difficoltà serissime portarono a compimento un viaggio che, ai tempi, aveva realmente dell'incredibile.

    Bandar Abbas, Karachi, Bombay, e poi, alle ore 15 del 9 giugno, l'idrovolante si posa sulle acque di Melbourne, davanti a una folla di decine di migliaia di australiani stupefatti e conquistati dall'impresa:era il terzo velivolo che giungeva dall'Europa alla fine di una trasvolata di quel tipo, ma gli altri due avevano compiuto il viaggio in tempi molto più lunghi e su tragitti meno impegnativi.

    Il 26 settembre il Savoia S. 16 ter dei due aviatori, ormai divenuti di fatto eroi del Fascismo ammarò sulle acque di Tokio, dopo una sosta forzata a Manila, bloccati dai tifoni, e una sostituzione del motore.
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    Francesco De Pinedo, il re delle distanze, venne poi spinto da Balbo e da stesso Mussolini a intraprendere un'altra spettacolare crociera individuale, che facesse da coronamento della sua carriera e della politica fascista in campo aereonautico.
    Nella tarda estate del 1926, mentre Lindbergh si stava per cimentare nella
    traversata atlantica solitaria, De Pinedo mise a punto un piano molto
    ambizioso: l'attraversamento dell'Atlantico dall'Africa al Sud America,
    che venisse seguito dal passaggio sopra l'intero territorio degli Stati Uniti e dal riattraversamento dell'Atlantico con rotta verso l'Europa.
    Una reazione dall'imponenza straordinaria, quasi monumentale, ad ogni possile contestazione della superiorità italiana nel settore delle trasvolata.

    L'aereo prescelto fu un idrovolante monoplano SIAI S.55, potenziato con una coppia di motori Asso in tandem, da 500 HP, appositamente studiato e potenziato per ovviare al problema principale della motoristica italiana, la sua fragilità.

    Gli scafi di galleggiamento vennero riempiti di benzina e di lubrificante per aumentare al massimo l'autonomia.

    L'aereo, con De Pinedo ai comandi, motorista Vitale Zacchetti, tecnico della società Isotta Fraschini, e con al posto di secondo pilota il capitano Carlo Del Prete, altro valente pilota conosciuto per le sue doti di navigatore e di acrobata, si alzò in volo l'8 febbraio del 1927 dall'idroscalo di Elmas, in Sardegna.

    L'impresa si concluderà, superate difficoltà e pericoli di ogni sorta, il 16 giugno, con un impeccabile ammaraggio al Lido di Ostia e gli abbracci di Mussolini, del Maresciallo Diaz, di Balbo e della Duchessa di Aosta.

    L'apoteosi per De Pinedo, eroe solitario dell'aria; ma proprio le peripezie di quest'ultima impresa portarono Balbo a cambiare impostazione per i raid: Fine delle imprese individuali, affidate al coraggio e alla buona sorte, ma creazione di una nuova formula creata attorno a formazioni di numerosi apparecchi militari, sorretti da una preparazione oculata e metodica.

    Balbo mirava a fondere l'impresa sportiva con una dimostrazione di alta efficienza bellica: iniziativa che non poteva che trovare il consenso del
    Duce.
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    Predefinito Rif: I Trasvolatori Italiani

    Dal 25 maggio al 2 giugno 1928 vennero impegnati 60 idrovolanti militari tra S.59 (biplano biposto con motore da 500 HP), e S. 55, più un Cant 22, adibito al trasporto di autorità e giornalisti.

    Riuniti in formazione tutti gli apparecchi impegnati nell'impresa, percorsero in sei massacranti tappe i cieli del sud della Francia e della Spagna, sorretti dall'appoggio di due cacciatorpediniere della Regia Marina, incaricati di controllare anche che non ci fossero intromissioni esterne.

    Navi ed aerei erano in continuo contatto radio.
    Il Duce, che in breve divenne un entusiasta sostenitore di questa possente manifestazione, volle andare personalmente ad Orbetello, accompagnato da Balbo per felicitarsi con gli equipaggi.
    Iniziarono le frizioni tra De Pinedo (che si considerava, e lo era, il vero artefice del raid) e Balbo, che per l'impresa ricevette da Mussolini la nomina a generale di squadra aerea.

    De Pinedo rimproverava al suo comandante molte infrazioni, tra cui quella di essersi presentato in divisa di generale della MSVN e non dell'Aereonautica a riceverlo....
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