I probiviri dei Cinque Stelle della Regione Sicilia hanno sospeso, per un anno, la consigliera comunale di Ragusa Mariarosa Marabita. La sua unica colpa è quella di avere criticato, da pentastellata, l’Amministrazione comunale guidata dal sindaco Federico Piccitto in quanto irrispettosa dei principi del movimento. Quindi, una sorta di “grillo” parlante, una vocina della coscienza fuori dal coro che, pubblicamente, e in più di una occasione, durante le sedute del civico consesso, ha esternato il proprio malessere. E i Cinque Stelle, dopo essere stati incapaci di zittirla, piuttosto che comprenderne il malessere la puniscono buttandola fuori dal movimento.
Certo, in prima battuta verrebbe da chiedersi come mai la stessa misura non sia stata adottata per l’altra consigliera grillina, sempre di Ragusa, che non ha mai nascosto la propria passione per il fascismo e Mussolini. Ma questa è un’altra storia. Perché è fin troppo evidente che, in casa grillina, è la moda dei due pesi e delle due misure a farla da padrona.
Quest’ultima vicenda ci fa, però, comprendere una cosa. Che la tanto agognata “honesta” del movimento fondato dal comico di Genova ha un senso unico. E cioè viene applicata solo quando conviene ai Cinque Stelle. Per cui, nel caso della Marabita, non c’è stata remora alcuna ad utilizzare il peggiore atteggiamento di quella politica che i pentastellati dicono tanto di avversare. Sospensione di un anno, addirittura, perché qualcuno in casa loro si è permesso di criticare apertamente il sindaco di Ragusa che, secondo i vertici del movimento, dovrebbe incarnare gli ideali grillini. Niente affatto, almeno a sentire la Marabita. La quale, appunto per questo motivo, è stata, non tanto gentilmente, fatta accomodare alla porta. Anche se con riserva. Se ne riparlerà tra dodici mesi. Strano che questo provvedimento sia stato assunto nei confronti di una consigliera che professa una fede spasmodica per il movimento, che in aula indossa addirittura la maglietta bianca con il logo M5s, insomma una grillina della prima ora.
La Marabiata ha subito il contraccolpo della censura interna. Ma lei ha già dichiarato che non intende fermarsi. E che continuerà a propugnare, colpo su colpo, la propria passione per il movimento di Grillo. In attesa che qualcuno la ascolti. Anche perché, a sentire quanto sostiene la stessa Marabita, nessuno di quelli che l’ha giudicata ha voluto prendere atto delle sue motivazioni. E’ stata “condannata” sulla fiducia.
Un passo che ha fatto diventare più problematica la compagine grillina, non più maggioranza da tempo per il sindaco di Ragusa. Piccitto, adesso, può contare su quindici consiglieri rispetto a trenta che complessivamente siedono sugli scanni di palazzo dell’Aquila. Piccitto invece di andare a casa continua a stare incollato con la colla alla poltrona. Invece di prendere atto della sua incapacità numerica, oltre che politica, di governare la città e pertanto di rassegnare le dimissioni, continua imperterrito ad occupare la poltrona di primo cittadino. Ma non erano quelli al servizio dei cittadini? Ma come si fa ad essere al servizio dei cittadini se la linea politica non passa? La verità è che anche i grillini si sono ammallati del potere per il potere.




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