Vorremmo porre alla vostra attenzione le considerazioni sulla Cina fatte in campo geopolitico da Aleksandr Dugin, sono molto...interessanti.hefico:
In genere gli eurasiatisti nostrani tendono a guardare con fascinazione le varie realtà dell'Eurasia e descrivono tutte queste realtà quali destinate inevitabilmente ad incastrarsi armonicamente una volta che le ingerenze americane finiranno.
A giudicare dalla lunga e lucida analisi di Dugin, si direbbe proprio che in Russia non si fanno le stesse illusioni, questo è l'articolo (in russo ma leggibile facilmente attraverso gli appositi traduttori):
Äóãèí À.Ã. Îñíîâû ãåîïîëèòèêè. ×àñòü 5. Âíóòðåííÿÿ ãåîïîëèòèêà Ðîññèè
Dugin fa una accurata analisi della geopolitica eurasiatica, a ovest, a sud e ad est della Federazione, e parla della Cina al punto 4.7.
In breve Dugin ritiene che la Cina non sia una potenza talassocratica, e che il suo destino è legato a quello della massa continentale. Tuttavia osserva il fatto che la Cina nel corso della Storia ha sempre preferito l'autarchia e non ha praticamente mai collaborato alla costruzione di uno spazio eurasiatico.
Per Dugin, la rivoluzione comunista aveva gettato le basi per una alleanza eurasiatica tra Russia e Cina, tuttavia, la Cina sarebbe sempre più ripiegata su posizioni autarchiche, e questo negli anni '70 avrebbe favorito gli accordi tra l'élite cinese e l'establishment occidental-mondialista della Commissione Trilaterale.
Questo ovviamente preoccupa Dugin e il suo progetto anti-americano globale. Ma il meglio deve ancora arrivare.
Subito dopo, lamentando la disabitazione della Siberia associata alla densità demografica cinese (!) definisce la Cina la principale minaccia e il principale avversario della Russia sul fronte orientale, la Cina, per Dugin, a causa della densità di popolazione è in cerca di nuovi spazi da colonizzare, dunque, l'entrata della Cina nella cupola globalista la rende pericolosa tanto quanto gli avversari dell'ovest.
Da qui la soluzione di Dugin: la Russia ha interesse a sostenere il secessionismo etnico (!) Uighuro, Tibetano e Manciuro, queste popolazioni schiacciate dalle politiche colonialiste e segregazioniste Han, devono essere staccate dalla Cina e inserite nell'orbita della Federazione russa, ed in prospettiva, anche annesse.
Inoltre la Russia, scrive Dugin, deve "contrastare l'influenza cinese" su Ulaan Bator, la Mongolia infatti, assieme a Tibet, Uighuristan e Manciuria deve diventare uno "Stato cuscinetto".
Questa catena di "cuscinetti" formerebbero un cordone atto a contenere Pechino.
Sullo stesso piano della Cina, Dugin ha messo anche...la Turchia, di cui auspica uno smembramento geopolitico in caso questa creasse problemi: Mosca farebbe leva su "armeni, curdi e altre minoranze". L'Azerbaijan invece potrebbe andare...all'Iran.
Molto interessante anche questo articolo:
http://www.princeton.edu/~lisd/publi...ies_dunlop.pdf
Qui leggiamo sempre che la Cina è un pericolo per la Russia da contenere, e Dugin auspica che la Russia contenga la Cina e la spinga verso il Sud-est Asiatico a disturbare e arrecar danno agli americani.
Il tutto è da inquadrare nella visione del mondo tradizionalista tellurocratica russocentrica e anti-americana propria di Dugin, però attenzione a illudervi che in Eurasia si va tutti d'accordo: fino ad ora abbiamo visto sfidarsi nel Risiko gli Stati Uniti e la Russia soprattutto nell'Europa orientale, un domani stando a Dugin Russia e Cina potrebbero sfidarsi allo stesso modo.
carlomartello




hefico:
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