Risultati da 1 a 8 di 8
  1. #1
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    Predefinito Stefano Parisi: «Forza Italia non sia ostaggio di Salvini»

    Avvenire

    Stefano Parisi ripete una parola quasi sillabandola: rinnovamento. «La gente è stanca. Delusa. Sfiduciata. Vuole soluzioni serie e invece vede programmi costruiti senza una profondità, senza confronto. Vuole politici appassionati, preparati, perbene e invece continua a subire candidati calati dall’alto e scollegati dalle loro realtà. Ecco allora la nostra scommessa: rinnovare, rigenerare, ricostruire. È rimettere in moto un processo democratico all’interno dei movimenti politici». L’ex candidato sindaco di Milano sono mesi che lavora a Energie per l’Italia. Giorni e giorni di incontri. Di elaborazione di idee. Di lavoro sui contenuti. Parisi sorride leggero: «Non mi sono messo nella mischia dei talk show, abbiamo speso settimane a organizzare un soggetto radicato. Non ho fatto sondaggi abbiamo solo pensato a costruire una rete. E su una cosa voglio essere chiarissimo: la sfida non è una piccola operazione per prendere il 3 per cento e provare a condizionare un futuro governo. La sfida è costruire una politica nuova. E per farlo serve ascolto, ascolto, ascolto. Stiamo lavorando con i corpi intermedi, con le realtà locali, con le associazioni, con i sindacati, con gli imprenditori. Saremo alle elezioni e vedrete il risultato.

    Energie per l'Italia è un partito?
    I partiti non ci sono più. Sono forme vecchie, passate, roba del secolo scorso. Il futuro sono i movimenti e la sfida di oggi è lasciare le persone a fare politica dove sono. Nei loro mondi. Nelle loro realtà. Voglio un movimento aperto. Senza gerarchie, senza tessere, una grande casa aperta dove tutti potranno aderire per partecipare e per costruire.

    Anche lei pensa che la politica si rigeneri con iniezioni di democrazia diretta?
    La delega è fondamentale, decisiva. Ma servono leadership in grado di guidare; non politici ostaggi dei sondaggi.

    Quando si vota?
    Non prima di ottobre.

    E perché non a fine legislatura?
    Vorrei che fosse così, vorrei poter dire elezioni nel febbraio 2018, ma il governo Gentiloni farà una fatica terribile a durare. Dovrà fare i conti con le contraddizioni del PD. Con una scissione che è un nuovo colpo alla credibilità della politica. Sarà una navigazione complicatissima. E complicatissima sarà la prossima legge di bilancio: il presidente del Consiglio dovrà riparare i danni fatti dal governo Renzi e non sarà affatto facile.

    Dia un consiglio a Gentiloni.
    Anticipi la legge di bilancio a giugno e, con l’occhio al prossimo voto politico, sgombri il campo da una fonte di tensione.

    Parlava di danni fatti da Renzi...
    Stiamo pagando prezzi enormi. Renzi ha fatto un’ultima Finanziaria spericolata solo per provare a vincere il referendum. Ha usato 26 miliardi di flessibilità concessi dall’Europa solo per conquistare consenso sociale. E così oggi facciamo i conti con gli effetti della politica dei bonus.

    Si voterà con il proporzionale?
    Mi auguro che sia così. Un ritorno al proporzionale sarebbe un bene per l’Italia. Servono forze politiche dalla forte identità e un Parlamento dove ci sia una maggioranza figlia delle indicazioni della maggioranza degli italiani. Ma c’è un punto decisivo che va messo nero su bianco...

    A cosa pensa?
    Bisogna introdurre la sfiducia costruttiva. Non si può sfiduciare un governo se non c’è un’alternativa già pronta. O meglio: se si scioglie un governo e non c’è un’alternativa pronta si va a votare. Proprio come in Germania. Lì c’è una legge elettorale che funziona dal dopoguerra. Prendiamo esempio. Serve stabilità e serve una legge elettorale capace di garantirla soprattutto ora che il nostro Paese continua a essere scosso da una drammatica emergenza finanziaria e sociale.

    Faccia una previsione: ci sarà un'intesa per una nuova legge elettorale?
    Non azzardo previsioni. Vedo una politica disorientata.Vedo capi politici che ragionano guardando solo al breve periodo e ai piccoli interessi. Questo mi fa pensare che alla fine si riuscirà a fare piccoli ritocchi all’impianto che ci ha 'regalato' la Consulta garantendo di fatto un modello proporzionale.

    Garantire all’Italia un governo non sarà facile. Voi con chi immaginate accordi?
    Pongo tre condizioni: punti fermi, non negoziabili. Uno: l’euro è un traguardo che non si discute e il centrodestra deve capire, deve fare chiarezza, deve eliminare ogni ambiguità. Se si esce dall’euro si provoca una tragedia economica. Due: serve una cura fortissima per far ripartire l’economia. Con un deciso e progressivo taglio delle tasse, con una guerra senza confini alla burocrazia e con un convinto e vigoroso taglio della spesa pubblica, Apro una parentesi: io il prossimo 8 marzo sono con Carlo Cottarelli per presentare il suo ultimo libro. Renzi ha fatto un imperdonabile errore a buttare a mare il suo lavoro e a non dare seguito alla spending review.

    C'è la terza condizione.
    È l’immigrazione. Va gestita senza l’ipocrisia della sinistra e senza la propaganda di Salvini. Della sinistra non mi piace che si dica che l’unico tema è l’accoglienza. Non è così. Accanto al tema accoglienza cammina il tema sicurezza. Di Salvini fatico a capire le sortite propagandistiche come l’ultima sulla necessità di fare pulizia di massa. Per governare il fenomeno immigrazione serve generosità, ma anche serietà e rigore.

    Nel centrodestra si parla di primarie.
    Farebbero un gran bene al centrodestra, sarebbero un vero bagno di democrazia. Ma vanno normate per legge o regolamentate in modo serio. Non possono certo essere qualche migliaio di gazebo.


    Lei parteciperebbe?
    Di corsa. Ma le tre condizioni per un accordo di governo valgono ancora di più per partecipare alle primarie che hanno senso solo se chi partecipa condivide un programma per il Paese.

    La linea sull'euro di Salvini cancella ogni possibilità di intesa futura.

    Bossi parlava di secessione ma poi Berlusconi governava e il tema poteva essere il federalismo. I rapporti di forza erano chiari, l’agenda di governo anche. Oggi FI però sbanda, arretra, rinuncia ai suoi connotati liberali. Ho nella testa l’immagine dei consiglieri di FI a Milano con le banane in mano per protestare contro le palme. Cosa c’entra quella protesta con FI e con la sua storia? Ma ora anche per loro è arrivato il momento delle scelte: FI è una forza di governo, non può essere ostaggio della Lega.

    Grillo è un pericolo per l'Italia.
    Pericolo è una parola che non mi piace. Il voto a Grillo è la punizione ai partiti e gli attuali elettori di Grillo possono essere i futuri elettori di Energie per l’Italia: votino noi perché l’Italia ha un disperato bisogno di voti di fiducia sul futuro, non di voti di disperazione e di rabbia.

    Berlusconi può riprendere in mano il timone?
    Gli direi di guardare avanti. Ho due figlie, hanno 29 e 27 anni. Hanno conosciuto la politica del nuovo millennio e non gli è piaciuta. Non per Berlusconi. I partiti hanno deluso, stancato, dal '92 c’è stato un graduale degrado a cui non possiamo rassegnarci. E allora serve una politica alta. Serve che in Parlamento vadano persone di alta qualità. Con storie. Con passione. Con un vero radicamento nella società. Solo così salveremo la politica, solo così daremo una risposta a un Paese che vuole ricominciare a correre.

  2. #2
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    Predefinito Re: Stefano Parisi: «Forza Italia non sia ostaggio di Salvini»

    Visti gli ultimi accadimenti, credo che occorra guardare alla situazione politica del prossimo futuro con un atteggiamento improntato al perseguimento del male minore. Pertanto, dentro al cdx, ben vengano dichiarazioni come quella di Parisi.
    Stessa cosa sarebbe da fare dentro al M5S. Se qualcuno dentro al movimento puo' segnalarci qualche personaggio sopra la soglia della presentabilita', ce lo faccia sapere.
    Legenda: NCUC: non c'entra un cazzo, NRAC: non rispondo ai cazzari
    4 Dicembre 2016: Lutto Nazionale

  3. #3
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    Predefinito Re: Stefano Parisi: «Forza Italia non sia ostaggio di Salvini»

    Citazione Originariamente Scritto da chichibio Visualizza Messaggio
    Visti gli ultimi accadimenti, credo che occorra guardare alla situazione politica del prossimo futuro con un atteggiamento improntato al perseguimento del male minore. Pertanto, dentro al cdx, ben vengano dichiarazioni come quella di Parisi.
    Stessa cosa sarebbe da fare dentro al M5S. Se qualcuno dentro al movimento puo' segnalarci qualche personaggio sopra la soglia della presentabilita', ce lo faccia sapere.
    Quello che preoccupante, oltre al becero populismo di ultra dx xenofoba, è il fatto che uno come Parisi sia diventato "nuovo potenziale leader" a seguito di una buona prestazione elettorale a Milano e poi dismesso con una battuta di uan riga dal padrone assoluto.

    La dx non tornerà ad essere competitiva per il governo del paese finchè avrà questo cancro di Berlusconi. E' più forte di lui...deve eliminare ogni possibile concorrente/successore... terra bruciata...
    Gli idioti li metto in IL

  4. #4
    Lo spirito del '22
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    Predefinito Re: Stefano Parisi: «Forza Italia non sia ostaggio di Salvini»

    Qualcuno dica a Parisi che FI finisce allo zerovirgola non appena Berluscone si leva di torno.
    Hitler or Hell.

  5. #5
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Stefano Parisi: «Forza Italia non sia ostaggio di Salvini»

    Citazione Originariamente Scritto da Sparviero Visualizza Messaggio
    Qualcuno dica a Parisi che FI finisce allo zerovirgola non appena Berluscone si leva di torno.
    Semmai qualcuno lo dovrebbe dire a Berlusconi che dovrebbe iniziare a costruire una classe dirigente di FI pronta a sostituirlo quando crepa o va in pensione.

    Ma siccome a lui non gliene frega niente di cosa succedere a dx dopo la sua morte, visto che in politica c'è solo per farsi gli affari propri...
    Gli idioti li metto in IL

  6. #6
    Lo spirito del '22
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    Predefinito Re: Stefano Parisi: «Forza Italia non sia ostaggio di Salvini»

    Ma che al Silvio freghi zero del "dopo" mi pareva ovvio. Probabilmente si rifiuta proprio di pensarci.

    Per questo, dopo di lui addio FI.
    Hitler or Hell.

  7. #7
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    Predefinito Re: Stefano Parisi: «Forza Italia non sia ostaggio di Salvini»

    Citazione Originariamente Scritto da Rotwang Visualizza Messaggio
    Avvenire

    Stefano Parisi ripete una parola quasi sillabandola: rinnovamento. «La gente è stanca. Delusa. Sfiduciata. Vuole soluzioni serie e invece vede programmi costruiti senza una profondità, senza confronto. Vuole politici appassionati, preparati, perbene e invece continua a subire candidati calati dall’alto e scollegati dalle loro realtà. Ecco allora la nostra scommessa: rinnovare, rigenerare, ricostruire. È rimettere in moto un processo democratico all’interno dei movimenti politici». L’ex candidato sindaco di Milano sono mesi che lavora a Energie per l’Italia. Giorni e giorni di incontri. Di elaborazione di idee. Di lavoro sui contenuti. Parisi sorride leggero: «Non mi sono messo nella mischia dei talk show, abbiamo speso settimane a organizzare un soggetto radicato. Non ho fatto sondaggi abbiamo solo pensato a costruire una rete. E su una cosa voglio essere chiarissimo: la sfida non è una piccola operazione per prendere il 3 per cento e provare a condizionare un futuro governo. La sfida è costruire una politica nuova. E per farlo serve ascolto, ascolto, ascolto. Stiamo lavorando con i corpi intermedi, con le realtà locali, con le associazioni, con i sindacati, con gli imprenditori. Saremo alle elezioni e vedrete il risultato.

    Energie per l'Italia è un partito?
    I partiti non ci sono più. Sono forme vecchie, passate, roba del secolo scorso. Il futuro sono i movimenti e la sfida di oggi è lasciare le persone a fare politica dove sono. Nei loro mondi. Nelle loro realtà. Voglio un movimento aperto. Senza gerarchie, senza tessere, una grande casa aperta dove tutti potranno aderire per partecipare e per costruire.

    Anche lei pensa che la politica si rigeneri con iniezioni di democrazia diretta?
    La delega è fondamentale, decisiva. Ma servono leadership in grado di guidare; non politici ostaggi dei sondaggi.

    Quando si vota?
    Non prima di ottobre.

    E perché non a fine legislatura?
    Vorrei che fosse così, vorrei poter dire elezioni nel febbraio 2018, ma il governo Gentiloni farà una fatica terribile a durare. Dovrà fare i conti con le contraddizioni del PD. Con una scissione che è un nuovo colpo alla credibilità della politica. Sarà una navigazione complicatissima. E complicatissima sarà la prossima legge di bilancio: il presidente del Consiglio dovrà riparare i danni fatti dal governo Renzi e non sarà affatto facile.

    Dia un consiglio a Gentiloni.
    Anticipi la legge di bilancio a giugno e, con l’occhio al prossimo voto politico, sgombri il campo da una fonte di tensione.

    Parlava di danni fatti da Renzi...
    Stiamo pagando prezzi enormi. Renzi ha fatto un’ultima Finanziaria spericolata solo per provare a vincere il referendum. Ha usato 26 miliardi di flessibilità concessi dall’Europa solo per conquistare consenso sociale. E così oggi facciamo i conti con gli effetti della politica dei bonus.

    Si voterà con il proporzionale?
    Mi auguro che sia così. Un ritorno al proporzionale sarebbe un bene per l’Italia. Servono forze politiche dalla forte identità e un Parlamento dove ci sia una maggioranza figlia delle indicazioni della maggioranza degli italiani. Ma c’è un punto decisivo che va messo nero su bianco...

    A cosa pensa?
    Bisogna introdurre la sfiducia costruttiva. Non si può sfiduciare un governo se non c’è un’alternativa già pronta. O meglio: se si scioglie un governo e non c’è un’alternativa pronta si va a votare. Proprio come in Germania. Lì c’è una legge elettorale che funziona dal dopoguerra. Prendiamo esempio. Serve stabilità e serve una legge elettorale capace di garantirla soprattutto ora che il nostro Paese continua a essere scosso da una drammatica emergenza finanziaria e sociale.

    Faccia una previsione: ci sarà un'intesa per una nuova legge elettorale?
    Non azzardo previsioni. Vedo una politica disorientata.Vedo capi politici che ragionano guardando solo al breve periodo e ai piccoli interessi. Questo mi fa pensare che alla fine si riuscirà a fare piccoli ritocchi all’impianto che ci ha 'regalato' la Consulta garantendo di fatto un modello proporzionale.

    Garantire all’Italia un governo non sarà facile. Voi con chi immaginate accordi?
    Pongo tre condizioni: punti fermi, non negoziabili. Uno: l’euro è un traguardo che non si discute e il centrodestra deve capire, deve fare chiarezza, deve eliminare ogni ambiguità. Se si esce dall’euro si provoca una tragedia economica. Due: serve una cura fortissima per far ripartire l’economia. Con un deciso e progressivo taglio delle tasse, con una guerra senza confini alla burocrazia e con un convinto e vigoroso taglio della spesa pubblica, Apro una parentesi: io il prossimo 8 marzo sono con Carlo Cottarelli per presentare il suo ultimo libro. Renzi ha fatto un imperdonabile errore a buttare a mare il suo lavoro e a non dare seguito alla spending review.

    C'è la terza condizione.
    È l’immigrazione. Va gestita senza l’ipocrisia della sinistra e senza la propaganda di Salvini. Della sinistra non mi piace che si dica che l’unico tema è l’accoglienza. Non è così. Accanto al tema accoglienza cammina il tema sicurezza. Di Salvini fatico a capire le sortite propagandistiche come l’ultima sulla necessità di fare pulizia di massa. Per governare il fenomeno immigrazione serve generosità, ma anche serietà e rigore.

    Nel centrodestra si parla di primarie.
    Farebbero un gran bene al centrodestra, sarebbero un vero bagno di democrazia. Ma vanno normate per legge o regolamentate in modo serio. Non possono certo essere qualche migliaio di gazebo.


    Lei parteciperebbe?
    Di corsa. Ma le tre condizioni per un accordo di governo valgono ancora di più per partecipare alle primarie che hanno senso solo se chi partecipa condivide un programma per il Paese.

    La linea sull'euro di Salvini cancella ogni possibilità di intesa futura.

    Bossi parlava di secessione ma poi Berlusconi governava e il tema poteva essere il federalismo. I rapporti di forza erano chiari, l’agenda di governo anche. Oggi FI però sbanda, arretra, rinuncia ai suoi connotati liberali. Ho nella testa l’immagine dei consiglieri di FI a Milano con le banane in mano per protestare contro le palme. Cosa c’entra quella protesta con FI e con la sua storia? Ma ora anche per loro è arrivato il momento delle scelte: FI è una forza di governo, non può essere ostaggio della Lega.

    Grillo è un pericolo per l'Italia.
    Pericolo è una parola che non mi piace. Il voto a Grillo è la punizione ai partiti e gli attuali elettori di Grillo possono essere i futuri elettori di Energie per l’Italia: votino noi perché l’Italia ha un disperato bisogno di voti di fiducia sul futuro, non di voti di disperazione e di rabbia.

    Berlusconi può riprendere in mano il timone?
    Gli direi di guardare avanti. Ho due figlie, hanno 29 e 27 anni. Hanno conosciuto la politica del nuovo millennio e non gli è piaciuta. Non per Berlusconi. I partiti hanno deluso, stancato, dal '92 c’è stato un graduale degrado a cui non possiamo rassegnarci. E allora serve una politica alta. Serve che in Parlamento vadano persone di alta qualità. Con storie. Con passione. Con un vero radicamento nella società. Solo così salveremo la politica, solo così daremo una risposta a un Paese che vuole ricominciare a correre.
    Questo ha perso contro una nullità come Sala e parla ancora? Cialtrone!
    Se guardi troppo a lungo nell'abisso, poi l'abisso vorrà guardare dentro di te. (F. Nietzsche)

  8. #8
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    Predefinito Re: Stefano Parisi: «Forza Italia non sia ostaggio di Salvini»

    Forza Italia non sia ostaggio delle "olgettine", degli Alfano e dei falliti del PD
    "... e accenderemo un altro rogo il 4, al "fante ignoto" che non vuol più stare a Roma divenuta una Bisanzio putrefatta sempre più gonfia della sua putrefazione"

    (G. D'Annunzio)

 

 

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