Stefano Fanti, direttore del Consorzio ha spiegato che questa situazione impediva al Consorzio di fare attività promozionale al prosciutto originale:
A causa di tale registrazione e non potendo quindi utilizzare il nostro nome, ci era anche preclusa qualsiasi attività promozionale a favore del nostro prodotto. Tutto questo a danno anche del consumatore canadese che, senza un’adeguata informazione, poteva essere facilmente ingannato da un prosciutto spacciato come Parma che con il Parma non ha nulla a che vedere. Ora, grazie all’intensa tra Unione Europea e Canada, potremo utilizzare legittimamente la denominazione «Prosciutto di Parma» e investire sulla nostra marca per sviluppare le nostre esportazioni che attualmente si attestano intorno ai 70.000 prosciutti all’anno. È un risultato concreto e positivo del quale ci sentiamo di ringraziare il Governo italiano, la Commissione Europea e i parlamentari italiani a Bruxelles per l’impegno profuso in tutti questi anni.





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