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  1. #1
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    Question Risarcimenti e "giusto prezzo"...come si coniugano?

    Ciao a tutti.

    Questa è la primissima volta che scrivo qui, e, a causa del pochissimo tempo che ho per scrivere, purtroppo questo post sarà scritto in modo superficiale e poco articolato...ma spero comunque che il succo della questione si capisca.

    Nella teoria libertaria della retribuzione, la vittima ha il diritto a privare l'aggressore dei suoi diritti in quantità al massimo proporzionale (anche doppia, "due denti per dente", secondo Rothbard, Block ed altri) a quella in cui l'aggressore ha violato i diritti della vittima.
    Chiaramente, poi, la vittima può concedere, a sua totale discrezione, all'aggressore di pagare un'ammenda sostitutiva alla ritorsione (così come può ridurre od annullare completamente la ritorsione, se crede).
    E' chiaro che, nel caso di un pugno dato da A a B, la ritorsione consiste in un pugno (o "un po' di più", per vari motivi che qui non sto a elencare) dato da B (o da un suo delegato) ad A.
    Però ci sono casi (forse la maggior parte) in cui la violazione non può essere replicata in modo simmetrico. Se un senza-tetto mi incendia la casa, io non posso incendiargli la casa per ritorsione!!!! Dovrei allora fargli (o meglio: "potrei" fargli, a meno di accordi su un'ammenda o di perdono) un danno che sia in qualche modo EQUIVALENTE all'aggressione iniziale. Rifacendomi per esempio sui suoi beni mobili, per un totale che sia equivalente al valore della mia casa. Ma potrebbe essere anche un senza-tetto nullatenente...in quel caso ad esempio, suggerisce Rothbard, potrei costringendolo a lavorare per me fino a che il suo debito non sia pagato.

    La teoria libertaria del prezzo afferma, tuttavia, che esso è soggettivo, prodotto dal mercato tramite interazioni volontarie, non definibile in modo univoco da un ente terzo ai due "scambiatori". Come spiegano Mises, Rothbard stesso e tanti altri, non esiste qualcosa come "il giusto prezzo" per un bene od un servizio, nè in denaro, nè tanto meno in un altro bene o un altro servizio.
    E qui nasce la questione.
    Come può, il tribunale privato a cui mi rivolgo, stabilire quali e quanti beni del senza-tetto "equivalgono in valore" alla mia casa? E, ancora peggio, come può stabilire quanto lavoro forzato, con quali modalità (e condizioni lavorative) e per quanto tempo, equivale al congruo pagamento del "valore" della mia casa?

    Io non riesco a capire come si risolva questa questione senza dover ricadere in keynesiane e agghiaccianti "mappature" dei prezzi di beni e servizi...o, viceversa, a non cadere in un arbitrio tale da far si che la vittima abbia sempre il potere di detenere in schiavitù (o spogliare interamente) il ladro che ruba una mela (magari con un immenso valore affettivo).

    Per me questo rappresenta grosso modo l'unico punto drammaticamente incerto nell'intera filosofia libertaria.

    Mi piacerebbe davvero leggere opinioni di voi "colleghi" libertari a riguardo.

    Non solo, ma se qualcuno di voi ha qualche fonte di qualche giurista o scrittore libertario che approfondisce (e, spero, risolve...) la questione...me la indicate (o, meglio ancora, riportate integralmente)????

    Grazie a tutti, ciao,
    Giacomo

    P.S. premetto che parto da un punto di vista giusnaturalista e anarco-capitalista, quindi mi sono poco utili risposte del tipo "si sceglie un prezzo arbitrario in modo che minimizzi i costi di transizione, o massimizzi il beneficio per la comuntà", oppure "decide inappellabilmente lo stato (minimo) che ha giurisdizione sul luogo geografico in cui avviene il fatto"...potete sempre scriverle, per carità...solo che non mi risolvono nulla!

  2. #2
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Rif: Risarcimenti e "giusto prezzo"...come si coniugano?

    L'agenzia di investigazione scopre la responsabilità del senzatetto, quella di protezione armata lo cattura e lo cede a una impresa di lavori forzati
    Ultima modifica di Troll; 29-07-10 alle 20:13

  3. #3
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    Predefinito Rif: Risarcimenti e "giusto prezzo"...come si coniugano?

    la questione è affascinante, ma mi sembra più filosofica che pratica. Dal momento in cui io e te siamo d'accrdo di farci giudicare da un terzo e di far decidere a lui il valore di un bene conteso, siamo d'accordo. Il giudice prenderà il postal market e deciderà copiandone i prezzi. Tutto qua.
    Credere che la prima cellula si sia formata per caso è come credere che un tornado, infuriando su un deposito di sfasciacarrozze, abbia messo insieme un boeing.

  4. #4
    Forumista junior
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    Predefinito Rif: Risarcimenti e "giusto prezzo"...come si coniugano?

    Per Cristo: mi sono spiegato male...in caso di accordo sull'accettare le decisioni di un ente terzo, é chiaro che non ci sono grossi dubbi: il giusto risarcimento é quanto viene stabilito...un po' come nel caso di un commercio volontario! Intendevo riferirmi al caso in cui non esiste un accordo preventivo tra vittima e aggressore relativamente all'accettare il verdetto di una corte riconosciuta da entrambi!

    Poniamo, ad esempio, il caso in cui il senzatetto continui a dichiararsi innocente e rifiuti QUALUNQUE condanna, e debba essere obbligato a pagare con la forza, dopo che la mia agenzia investigativa ha dimostrato "ogni oltre ragionevole dubbio" la sua colpevolezza.

    Oppure il caso in cui io sia momentaneamente isolato, non possa rivolgermi ad agenzie esterne e, acciuffato il colpevole con le mie sole foze, debba decidere in autonomia quale sia il massimo della pena che posso infliggere secondo la Legge Naturale!

    Grazie a entrambi delle risposte, cmq!

    Giacomo.

  5. #5
    Vedo la mano invisibile
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    Predefinito Rif: Risarcimenti e "giusto prezzo"...come si coniugano?

    Citazione Originariamente Scritto da Valker Visualizza Messaggio
    Per Cristo: mi sono spiegato male...in caso di accordo sull'accettare le decisioni di un ente terzo, é chiaro che non ci sono grossi dubbi: il giusto risarcimento é quanto viene stabilito...un po' come nel caso di un commercio volontario! Intendevo riferirmi al caso in cui non esiste un accordo preventivo tra vittima e aggressore relativamente all'accettare il verdetto di una corte riconosciuta da entrambi!

    Poniamo, ad esempio, il caso in cui il senzatetto continui a dichiararsi innocente e rifiuti QUALUNQUE condanna, e debba essere obbligato a pagare con la forza, dopo che la mia agenzia investigativa ha dimostrato "ogni oltre ragionevole dubbio" la sua colpevolezza.

    Oppure il caso in cui io sia momentaneamente isolato, non possa rivolgermi ad agenzie esterne e, acciuffato il colpevole con le mie sole foze, debba decidere in autonomia quale sia il massimo della pena che posso infliggere secondo la Legge Naturale!

    Grazie a entrambi delle risposte, cmq!

    Giacomo.
    se obbligato a pagare con la forza pagherà a forza. verosimilmente tramite lavoro forzato, che essendo un mercato, avrà un sistema dei prezzi come tutti gli altri mercati. (es. un ora di lavoro forzato vale 5 dollari, tu sei stato danneggiato per 100 dollari ergo 10 ore di lavoro forzato più una quota retributiva eventualmente stabilita dal giudice)

    se sei isolato mi sa che accadrebbe esattamente come oggi.. che succede se sei nel deserto e non hai modo di chiamare la polizia una volta acciuffato il colpevole? mi sa che dipende unicamente dalle tue forze e dal tuo giudizio, sia che la giustizia sia pubblica sia che sia privata..
    La verità produce effetti anche quando non può essere pronunciata.

    L. von Mises

    SILENDO LIBERTATEM SERVO

  6. #6
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    Predefinito Rif: Risarcimenti e "giusto prezzo"...come si coniugano?

    Citazione Originariamente Scritto da Valker Visualizza Messaggio
    Per Cristo: mi sono spiegato male...in caso di accordo sull'accettare le decisioni di un ente terzo, é chiaro che non ci sono grossi dubbi: il giusto risarcimento é quanto viene stabilito...un po' come nel caso di un commercio volontario! Intendevo riferirmi al caso in cui non esiste un accordo preventivo tra vittima e aggressore relativamente all'accettare il verdetto di una corte riconosciuta da entrambi!

    Poniamo, ad esempio, il caso in cui il senzatetto continui a dichiararsi innocente e rifiuti QUALUNQUE condanna, e debba essere obbligato a pagare con la forza, dopo che la mia agenzia investigativa ha dimostrato "ogni oltre ragionevole dubbio" la sua colpevolezza.

    Oppure il caso in cui io sia momentaneamente isolato, non possa rivolgermi ad agenzie esterne e, acciuffato il colpevole con le mie sole foze, debba decidere in autonomia quale sia il massimo della pena che posso infliggere secondo la Legge Naturale!

    Grazie a entrambi delle risposte, cmq!

    Giacomo.
    Mi sembra abbastanza ovvio che in questa situazione non si possa che fare scelte arbitrarie. In ogni caso non esistono sistemi migliori, dato che l'arbitrareita' delle decisioni della vittima o del tribunale privato al quale si rivolge non potranno essere definite peggiori di quelle, egualmente arbitrarie, di qualsiasi tribunale statale che si rifaccia ad una qualche diritto positivo o a prezzi mappati.

    Farei comunque notare che un tribunale privato vive di decisioni "giuste", nel senso che prospera solo se le sue sentenze sono considerate eque ed equlibrate. Dato che i clienti di un tribunale potrebbero trovarsi sia dalla parte delle vittime che da quelle degli aggressori, sta ad esso offfire un sistema legale che sia un giusto compromesso tra l'interesse della vittima ad essere risarcita e quello del potenzial aggressore ad avere un giusto processo e una pena proporzionata al mal tolto. Quanto piu' questo equilibrio si avvicina all'opnione delle persone, tanto piu' il tribunale prosperera'.

  7. #7
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    Predefinito Rif: Risarcimenti e "giusto prezzo"...come si coniugano?

    La questione, se si usa il buon senso, è molto semplice.
    Il valore di un bene è determinato dalla domanda e dalol'offerta. Nel momento in cui ho comprato ho firmato il suo valore di scambio. Poi magari posso assicurare la mia casa per un certo valore, e l'assicurazione accetta.

    Ad esempio l'ho pagata 500 mila euro. C'è scritto nel contratto. Vado all'assicurazione e firmo per un rimborso di 600 mila in caso di incendio. L'assicurazione accetta (domanda e offerta).

    Arriva il barbone rosso, (ammesso che esistano in una realtà Anarcocapitalista), incendia la casa. Io vado dall'assicurazione e intasco i soldi.

    Se assicurazione non ne ho fatto, son cazzi miei, visto che il barbone non può certo rimborsare: non ha soldi. Semplice. Diventerà un debitore, e se un giorno vincerà 1000000 di euro al superenalotto, vorrà dire che mi farò rimborsare. Ma se soldi non ne ha, niente soldi. Inutile anche il caso indicato da duca di lavoratore semischiavo. Non produrrebbe proprio nulla e la schiavitù per contratto non esiste proprio.

    Il valore del bene è comunque indicato nel contratto di acquisto o nel contratto assicurativo.
    Ultima modifica di John Orr; 01-08-10 alle 12:14
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  8. #8
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    Predefinito Rif: Risarcimenti e "giusto prezzo"...come si coniugano?

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    L'agenzia di investigazione scopre la responsabilità del senzatetto, quella di protezione armata lo cattura e lo cede a una impresa di lavori forzati
    Ma che cazzo stai dicendo??? Sei un tossicodipendente per caso?
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


  9. #9
    "Abbi Fiducia"
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    Predefinito Rif: Risarcimenti e "giusto prezzo"...come si coniugano?

    Citazione Originariamente Scritto da JohnPollock Visualizza Messaggio
    Ma che cazzo stai dicendo??? Sei un tossicodipendente per caso?
    Se il barbone ha qualcosa da ridire sulla sua cattura e il lavoro forzato può sempre rivolgersi alla protezione dell'agenzia con cui avesse preventivamente stipulato un accordo.
    Ultima modifica di Troll; 01-08-10 alle 13:41

  10. #10
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    Predefinito Rif: Risarcimenti e "giusto prezzo"...come si coniugano?

    Citazione Originariamente Scritto da Troll Visualizza Messaggio
    Se il barbone ha qualcosa da ridire sulla sua cattura e il lavoro forzato può sempre rivolgersi alla protezione dell'agenzia con cui avesse preventivamente stipulato un accordo.
    Così va meglio.

    :giagia:
    Tu ne cede malis, sed contra audentior ito, quam tua te Fortuna sinet.


 

 
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