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    Predefinito Ma nel 2016 non si parlava anche di crollo dei consumi?

    Eppure l'Istat oggi ci dice che il fatturato dei servizi nel 2016 è aumentato dell'1,5% e vanno bene soprattutto i dati del commercio anche all'ingrosso e delle riparazioni auto. Sicuramente si deve fare sempre di più ma dov'è il crollo dei consumi di cui qualcuno che non ama il paese ha parlato tutti i giorni?



    Su base tendenziale l'indice del fatturato aumenta del 2,4% per il Commercio all'ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli, dell'1,0% per i Servizi di informazione e comunicazione e dello 0,9% per le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione. Si registrano diminuzioni tendenziali del 2,0% per le Agenzie di viaggio e i servizi di supporto alle imprese e dello 0,4% per il Trasporto e Magazzinaggio. Una variazione tendenziale nulla si registra per le Attività professionali, scientifiche e tecniche.

    Nel complesso del 2016 il fatturato cresce dell'1,5% rispetto all'anno precedente. Gli aumenti più consistenti riguardano il Commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli (+12,7%) e le Attività di ricerca, selezione e fornitura di personale (+5,2%). Le flessioni maggiori si osservano per il Trasporto marittimo e per via d'acqua (-4,7%) e le Attività di supporto per le funzioni di ufficio (-3,5%).



    Nel quarto trimestre del 2016 l'indice destagionalizzato del fatturato dei servizi (valore corrente che incorpora la dinamica sia delle quantità sia dei prezzi) aumenta dello 0,5% rispetto al terzo trimestre 2016.

    Gli indici destagionalizzati registrano una variazione congiunturale positiva per il Commercio all'ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli (+1,3%), grazie soprattutto alla positiva dinamica del comparto del Commercio di autoveicoli (+4,7%). Risulta in crescita, nel quarto trimestre, anche il settore dei Servizi di informazione e comunicazione (+0,3%). Si segnalano, invece, flessioni congiunturali per le Agenzie di viaggio e i servizi di supporto alle imprese (-2,0%), per le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione (-1,7%) e per le Attività professionali, scientifiche e tecniche (-0,2%). Il Trasporto e magazzinaggio registra, infine, una variazione congiunturale nulla.

    Nel quarto trimestre del 2016, rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, l'indice generale del fatturato dei servizi registra un aumento dell'1,3%.

    Su base tendenziale l'indice del fatturato aumenta del 2,4% per il Commercio all'ingrosso, commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli, dell'1,0% per i Servizi di informazione e comunicazione e dello 0,9% per le Attività dei servizi di alloggio e ristorazione. Si registrano diminuzioni tendenziali del 2,0% per le Agenzie di viaggio e i servizi di supporto alle imprese e dello 0,4% per il Trasporto e Magazzinaggio. Una variazione tendenziale nulla si registra per le Attività professionali, scientifiche e tecniche.

    Nel complesso del 2016 il fatturato cresce dell'1,5% rispetto all'anno precedente. Gli aumenti più consistenti riguardano il Commercio e riparazione di autoveicoli e motocicli (+12,7%) e le Attività di ricerca, selezione e fornitura di personale (+5,2%). Le flessioni maggiori si osservano per il Trasporto marittimo e per via d'acqua (-4,7%) e le Attività di supporto per le funzioni di ufficio (-3,5%).

    Fatturato dei servizi

  2. #2
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    Predefinito Re: Ma in centinaia di treddi aperti nel 2016 non si parlava anche di crollo dei cons

    Confcommercio chiede il taglio dell'Irpef per risollevare la fiducia degli italiani





    Un taglio netto alle tasse per combattere “un clima di diffusa e generalizzata incertezza" che continua a essere molto forte in Italia. Confcommercio affida al suo Ufficio studi la linea da seguire per far riemergere l’economia del Paese dopo anni di segni negativi: evitare manovre recessive e agire con la mannaia sulle aliquote Irpef. La fiducia dei consumatori a febbraio si contrae di due punti, passa da 108,6 a 106,6 con l’Istat che certifica il secondo calo consecutivo dell’indice dopo quello registrato a gennaio. Per l’associazione che riunisce i commercianti, solo abbattendo il carico fiscale potrà tornare negli italiani la voglia di spendere: la richiesta, tanto educata quanto ferma, è di evitare manovre recessive e imboccare la "strada della riduzione della pressione fiscale in modo certo e generalizzato agendo sulle aliquote Irpef". Non altre scappatoie che possano rappresentare specchietti politici con poche ricadute nella vita reale.
    L’Ufficio studi di Confcommercio sostiene che la “diffusa e generalizzata incertezza” coinvolge famiglie, ma non travolge gli imprenditori. “Le famiglie – si legge in una nota – continuano a guardare con molta preoccupazione sia al futuro personale, sia quello del Paese” e sono “indotte a mantenere comportamenti di consumo molto prudenti”. Le imprese, invece, “mostrano un atteggiamento più positivo, seppure con differenze tra i diversi settori, portando il clima di fiducia su valori superiori a quelli di inizio 2016". La sfida è far sì “che l'atteggiamento delle imprese, che per il manifatturiero è guidato anche da un incremento degli ordini, si traduca in breve tempo in una crescita più sostenuta, rispetto ai ritmi attuali, dell'attività produttiva e dei livelli occupazionali”. Solo così, del resto, si potrebbe favorire “il recupero della fiducia da parte delle famiglie e di conseguenza un miglioramento sul versante dei consumi”. Per farlo, secondo l’Ufficio studi dei commercianti, è “fondamentale evitare manovre recessive sul fronte della finanza pubblica e imboccare la strada della riduzione della pressione fiscale in modo certo e generalizzato agendo sulle aliquote Irpef".
    Ma cosa dice l’Istat? Quello tracciato dall’Istituto nazionale di statistica è un ritratto in chiaroscuro: imprese e famiglie non viaggiano sulla stessa lunghezza d’onda, con il dato dei nuclei famigliari in calo di due punti e quello delle imprese su fino alla soglia più alta da gennaio 2016 a 104 punti in media. Il peggioramento dell'indice di fiducia dei consumatori – con un ancora più emblematico meno sei punti rispetto al tetto di dicembre (110,8) – riflette dinamiche omogenee, spiega l’Istat, e le aspettative in calo dei consumatori sono legate alle previsioni sulla situazione economica di un Paese che naviga stabilmente in acque politicamente incerte.
    Maggiore ottimismo è mostrato dalle imprese, ma a spulciare bene i dati emergono zone d’ombra anche tra chi produce ricchezza. Nel dettaglio, a febbraio, snocciola l’Istat, si registra un miglioramento della fiducia nel settore manifatturiero (l'indice passa da 105,0 a 106,3) e nel commercio al dettaglio (da 103,4 a 108,5 il relativo indice); nei servizi si passa da 105,4 a 105,5 e nelle costruzioni il dato rimane alto e stabile a quota 123,9. In uno scenario decisamente più roseo rispetto a quello delle famiglie made in Italy stride il dato del commercio al dettaglio, con i tradizionali canali di vendita che sono in controtendenza se paragonati alla grande distribuzione organizzata: secondo l’Istituto di statistica, infatti, nel suo complesso il commercio supera la vetta-record di dicembre, ma per una GDO che tocca i 110,6 punti c’è una distribuzione tradizionale che crolla a 103,4, perdendo per strada quattro punti rispetto gennaio e sei sugli ultimi giorni del 2016: “Nella prima, aumenta sia il saldo dei giudizi sulle vendite correnti, sia quello relativo alle aspettative sulle vendite future; nella seconda, al contrario, i saldi di entrambe le variabili emergono in diminuzione”, scrive l’Istat nel suo report.
    Un campanello d’allarme agitato da chi lavora giorno per giorno con il pubblico e non può contare su economie di scala. Il crollo della fiducia da parte delle famiglie, insomma, tocca piano-piano a cascata le imprese e quelle più di prossimità – come sono quelle della distribuzione tradizionale – hanno il compito di tenere botta, incrociando le dita per tempi migliori. Come suggerisce l’Ufficio studi di Confcommercio, però, usare la mannaia per abbattere le aliquote Irpef potrebbe rappresentare una svolta per spingere la fiducia nel futuro e sostenere la ripresa dei consumi. Del resto, è noto, le dinamiche economiche seguono quelle psicologiche: essere sicuri di poter far fronte delle necessità del domani permette di spendere di più oggi. Per il beneficio di tutti.

    Michele Chicco
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
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  3. #3
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    Predefinito Re: Ma in centinaia di treddi aperti nel 2016 non si parlava anche di crollo dei cons

    Brava Adry, la tua coda di paglia (come noto molto lontana dal cervello) colpisce ancora.



    Infatti soprattutto a te, al Falso Quotidiano" travagliano, al blog del guru ed alla Casaleggio associati mi riferivo.

  4. #4
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    Predefinito Re: Ma in centinaia di treddi aperti nel 2016 non si parlava anche di crollo dei cons

    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    Brava Adry, la tua coda di paglia (come noto molto lontana dal cervello) colpisce ancora.



    Soprattutto a te, al Falso Quotidiano" travagliano, al blog del guru ed alla Casaleggio associati mi riferivo.
    la coda di paglia e' tutta tua...nel far diventare .il centro studi di Confcommercio in un sito grillno
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  5. #5
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    Predefinito Re: Ma in centinaia di treddi aperti nel 2016 non si parlava anche di crollo dei cons

    Citazione Originariamente Scritto da adry571 Visualizza Messaggio
    la coda di paglia e' tutta tua...nel far diventare .il centro studi di Confcommercio in un sito grillno

    Non mi risulta che la confcommercio smentisca i dati ufficiali Istat ( e quindi Eurostat) usciti oggi freschi freschi.

    Sicuramente questi dati smentiscono al 100% le migliaia di bufale sparate nel 2016 dai motorini trolls (coscienti o meno coscienti) della casaleggio associati srl.

  6. #6
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    Predefinito Re: Ma in centinaia di treddi aperti nel 2016 non si parlava anche di crollo dei cons

    possiamo agevolmente prevedere anche il proseguo di questo thread ... una manica di link che non c'entrano una mazza da parte dei consueti troll ... qualche epiteto dai consueti grullidi sprovvisti di argomenti e cervello ... e qualche vignetta scema se prende popolarità.

    per intanto ... Grazie Matteo, Grazie Piercarlo, Grazie Paolo
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  7. #7
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    Predefinito Re: Ma in centinaia di treddi aperti nel 2016 non si parlava anche di crollo dei cons

    Resto molto prudente sull'economia... non vedo un cambio di marcia.
    Però se non erro sembra che ci sia stato un boom del +19% alle esportazioni di Gennaio 2017 rispetto al 2016..

    Speriamo sia l'inizio di una vera ripresa solida..
    Gli idioti li metto in IL

  8. #8
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    Predefinito Re: Ma in centinaia di treddi aperti nel 2016 non si parlava anche di crollo dei cons

    Citazione Originariamente Scritto da Ugo2000 Visualizza Messaggio
    Resto molto prudente sull'economia... non vedo un cambio di marcia.
    Però se non erro sembra che ci sia stato un boom del +19% alle esportazioni di Gennaio 2017 rispetto al 2016..

    Speriamo sia l'inizio di una vera ripresa solida..
    Ripresa solida lo escluderei.
    Nella migliore delle ipotesi una ripresuccia, magari trainata dall'estero.

    Che comunque è sempre meglio di una discesa, per carità
    La speranza è l'ultima a morire, al momento è ricoverata grave....

  9. #9
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    Predefinito Re: Ma in centinaia di treddi aperti nel 2016 non si parlava anche di crollo dei cons

    Citazione Originariamente Scritto da polparo Visualizza Messaggio
    Ripresa solida lo escluderei.
    Nella migliore delle ipotesi una ripresuccia, magari trainata dall'estero.

    Che comunque è sempre meglio di una discesa, per carità

    Quindi meglio (direi molto meglio se si potesse dire in italiano) di quanto accaduto dal 2008 al 2013 quando il paese ha subìto il crollo di Pil, consumi ed occupazione, con conseguente fortissimo aumento del debito/PIL.

    L'Italia si fa trainare ( direi finalmente) anche dall'estero certo. Ma questo accade anche grazie alla maggiore competitività acquisita negli ultimissimi anni per minore pressione fiscale alle imprese, riduzione del cuneo fiscale, agevolazioni fiscali su innovazione come sugli ammortamenti al 140% e 240%.

    Ed i maggiori consumi, di cui parlano in buona parte i dati Istat di oggi, dipendono principalmente dal maggiore potere di acquisto delle famiglie nel 2016.

  10. #10
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    Predefinito Re: Ma nel 2016 non si parlava anche di crollo dei consumi?

    Basta bufale, la verità ci rende più forti. Firma anche tu.

    #BastaBufale, 15mila firme in dieci giorni contro le fake news. Boldrini: ''Presto un tavolo con Fb, Google e Twitter''

    ''No alle bufale, sì alla corretta informazione''. Migliaia le adesioni all'appello rivolto a editori e social network perché vengano prese misure contro il fenomeno delle false notizie sul web.


    '#'BastaBufale, 15mila firme in dieci giorni contro le fake news. Boldrini':' ''''''Presto un tavolo con Fb, Google e Twitter'''''' - Repubblica.it

    22 febbraio 2017

    #BastaBufale, 15mila firme in dieci giorni contro le fake news. Boldrini: ''Presto un tavolo con Fb, Google e Twitter''

    La campagna #BastaBufale online

    QUINDICIMILA firme in dieci giorni non è poco, ma non basta. E' il risultato ottenuto dalla petizione #BastaBufale, rivolta a social network e giornali per arginare il fenomeno delle false verità. "La risposta non può essere affidata a autorità o tribunali del popolo, - ha spiegato la presidente della Camera Laura Boldrini lanciando l'iniziativa - serve sensibilizzare i cittadini. Stop alla pubblicità sui siti fabbrica-bufala".

    IL SITO BASTABUFALE.IT

    LEGGI La battaglia di Olga Yurkova con Stopfake.org

    ''E' il tempo della responsabilità'', sottolineava Boldrini al momento del lancio online, sollecitando l'attenzione dei cittadini da una parte e chiamando in causa editori e siti di news dall'altra, perché collaborino con i big della Silicon Valley nell'intento di regolamentare il web per una corretta informazione. ''Io ringrazio tutti coloro che hanno aderito e invito quelli che non lo hanno ancora fatto a partecipare. - commenta oggi la presidente della Camera - Molti mi chiedono a cosa puó servire la loro firma. Al termine di questa sottoscrizione convocherò un tavolo con tutti i soggetti che possono contribuire ad arginare il fenomeno delle fake news''.

 

 
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