
Originariamente Scritto da
cireno
quando è finita la guerra l'Italia era un disastro assoluto, rovine, inflazione indotta, scarsità di tutto. In questo scenario allucinante la mia famiglia viveva un altro dramma: mio padre era stato licenziato in tronco, dopo 22 anni di lavoro, dalla Pirelli in quanto fascista, marcia su Roma. In casa mancava tutto, anche il minimo indipensabile per vivere. Io ero un ragazzo, e non poteva certo pensare di trovare un lavoro quindi, come unico figlio, mentre mia mamma lavorava per conto terzi 18 ore al giorno io cercavo in qualche modo, con la borsa nera per lo più, di guadagnare qualche lira per la famiglia.
Non c'erano cellulari, non c'erano divertimenti, e la libertà conquistata non ti dava da mangiare. Eppure eccomi qua, ero un giovanissimo, sono diventato un giovane, e sono riuscito ad aiutare la famiglia e perfino a laurearmi, magari tardi a 28 anni, ma ce l'ho fatta.
Io non ero speciale, non avevo quattro mani o sei gambe, però ci sono riuscito: perché i giovani di oggi non dovrebbero potercela fare? Sono liberi, per modo di dire, il Paese non è distrutto, mangiano tre volte al giorno, è vero, il mondo di oggi fa schifo, in mano com'è a personaggi squallidi, avidi, incapaci, venduti, ma la gioventù, se si ha volontà di usarla, è un grande, fantastico mezzo per correre verso un futuro meno buio.
Speriamo, almeno che se ne rendano conto