Sette Daspo di un anno ai genitori dopo la rissa alla partita dei figli - Cronaca - il Tirreno
Si erano azzuffati il 28 gennaio durante il confronto dei Giovanissimi A, Pietrasanta-Atletico Carrara. Il presidente Ciaponi: «Prendo le distanze da quanto accaduto, al campo si va solo per sostenere i ragazzi»
di Melania Carnevali e Roy Lepore
PIETRASANTA. È successo tutto nelle tribune. Prima sono partite le battute. Poi il tono della voce si è alzato. Sono arrivate le offese. E alla fine è partito uno schiaffo e la donna che lo ha ricevuto è dovuta andare pure al pronto soccorso. Nulla di grave, ovviamente. Ma adesso, per quel fatto, alcuni genitori non potranno più assistere alle partite dei propri figli per un anno.
È arrivato infatti il Daspo per i tifosi (genitori dei piccoli calciatori) che il 28 gennaio si sono azzuffati durante la partita Pietrasanta-Atletico Carrara della categoria Giovanissimi A nel campo Pedonese di Marina. Per un anno non potranno più accedere ai luoghi dove si svolgono manifestazioni sportive. Nemmeno, appunto, se ci giocano i figli.
Lo ha deciso il questore di Lucca, Alessandro Giuliano, dopo la richiesta da parte del dirigente del commissariato di Forte dei Marmi, Enrico Parrini, di valutare anche gli estremi forniti per decidere un Daspo a carico dei genitori. La polizia era infatti dovuta intervenire durante la partita, e il commissariato aveva denunciato le sette persone, quattro di Pietrasanta, tre di Carrara. Tra loro anche una donna.
A prendersi lo schiaffo era stata la madre di uno dei calciatori, nonché moglie di un uomo con disabilità che era stato preso di mira - secondo quanto ricostruito da chi era sul posto. Quando la donna è intervenuta per difenderlo, sarebbe partito lo schiaffo. E da lì, la zuffa. «Quanto accaduto - aveva commentato il dirigente Enrico Parrini - è ancora più grave se consideriamo che è accaduto durante una gara a livello giovanile. In questi casi vanno dati segnali forti per evitare il ripetersi di situazioni del genere».
Anche il presidente del Pietrasanta, Carlo Ciaponi, condanna ancora una volta l’episodio che per le due squadra ha comportato anche una multa di 100 euro ciascuna. «Da quanto accaduto prendo le distanze - dice il presidente Ciaponi- al campo si va per sostenere i figli». Al Pedonese, ricorda Ciaponi, «compare la scritta “Il calcio è gioia” e come tale va interpretato, soprattutto da parte di ragazzini di 13-14 anni, come quelli che erano in campo sabato scorso».
Non entra nel merito, invece, del Daspo. «Sono garantista - dice - intendo solo confermare l’amicizia con il presidente dell’Atletico Carrara, società con la quale non c’è stato nulla e con la quale siamo in ottimi rapporti». Quanto accaduto, dice lui, «è solo una questione fra coloro che si trovavano sugli spalti e che hanno avuto un comportamento non consono a chi si reca ad assistere ad una partita di calcio, soprattutto di settore giovanile». L’esempio, in altre parole, prima di tutto. Insegnare il rispetto, da portare poi in campo.




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