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    Predefinito Arriva il nuovo Jobs Act per 2 milioni di partite Iva

    Arriva il nuovo Jobs Act per 2 milioni di partite Iva

    –di G. Pogliotti e C. Tucci 9 marzo 2017

    http://www.ilsole24ore.com/art/norme...l?uuid=AEvOtWh

    Più tutele nelle transazioni commerciali e contro i ritardi nei pagamenti (diventano «abusive» le clausole che concordano termini “per saldare” superiori a 60 giorni dalla consegna della fattura al cliente). Si allarga il perimetro delle spese deducibili (fino a 10mila euro per corsi di aggiornamento professionale, master e convegni - fino a 5mila per orientamento e ricerca di nuove opportunità); e se arriva un figlio si potrà ricevere l’indennità di maternità pur continuando a lavorare (non scatta l’astensione obbligatoria). I professionisti potranno, poi, partecipare a bandi e appalti pubblici per l’assegnazione di incarichi di consulenza o ricerca (senza fare concorrenza alle aziende), e sono equiparati alle Pmi per l’accesso ai piani operativi regionali e nazionali a valere sui fondi strutturali europei.

    LE MISURE 09 marzo 2017

    Statuto autonomi: le principali novità

    Ok della Camera, il testo torna al Senato

    Oggi la Camera ha acceso il semaforo verde allo «Statuto del lavoro autonomo», che torna dunque al Senato per l’approvazione definitiva. Il Ddl, in 22 articoli, contiene, per la prima volta, anche una disciplina dello smart working, che si configura come una «modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato» (non è quindi una nuova tipologia contrattuale), caratterizzata dall’utilizzo di strumenti tecnologici, eseguito in parte all’interno dell’azienda, in parte all’esterno.
    «Si completa il Jobs act - sottolinea Maurizio Del Conte, numero uno di Anpal e autore del provvedimento -. Le nuove regole proteggeranno e valorizzeranno il lavoro autonomo genuino, che è strategico per la parte più avanzata del tessuto economico e produttivo del Paese».
    La Dis-coll diventa strutturale
    Dall’esame in commissione Lavoro della Camera, presieduta da Cesare Damiano (Pd), il cosiddetto Ddl «Del Conte» ha imbarcato una serie di modifiche: da luglio la Dis-coll, l’indennità di disoccupazione per i collaboratori, anche a progetto, diventa strutturale, ed estesa (è un’altra novità) ad assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio, a fronte di un incremento dell’aliquota contributiva dello 0,51 per cento. È affidata, invece, a una delega l’estensione delle tutele di malattia e maternità anche ai “non ordinisti” (vale a dire gli iscritti alla gestione separata Inps), rimettendo al governo la possibilità di prevedere un’aliquota aggiuntiva massimo di 0,5 punti percentuali.

    L’ANALISI
    Primi passi del welfare dedicato alle partite Iva
    Scopri di più
    Diritto alla disconessione
    Sul fronte lavoro agile, inoltre, si prevede che l’accordo scritto tra azienda e lavoratore dovrà disciplinare i tempi di riposo (il cosiddetto diritto alla disconnessione); e si chiarisce che il trattamento economico e normativo non dovrà essere inferiore a quello applicato ai colleghi che svolgono le stesse mansioni all’interno dell’impresa in attuazione dei contratti collettivi (non solo nazionali, ma anche aziendali). «Si rafforza l’articolo 51 del Dlgs 81 del 2015, attuativo del Jobs act, quale modello di riferimento standardizzato che regola i rinvii dalle leggi ai contratti, già utilizzato, per i premi variabili detassati», commenta Arturo Maresca, ordinario di diritto del Lavoro alla Sapienza di Roma.
    Per il resto, il Ddl conferma l’arrivo di diverse novità per gli oltre due milioni di partite Iva e collaboratori: si estende agli autonomi la disciplina relativa all’abuso di dipendenza economica e si conferisce al professionista il diritto a utilizzare gli apporti originali e invenzioni (tranne i casi in cui l’attività inventiva è oggetto del contratto e per questo retribuita).


    Addio agli studi di settore, arrivano gli indicatori sintetici di affidabilità
    Malattie, infortuni e gravidanze
    Si introduce, poi, una disciplina più favorevole in caso di malattia, infortunio e gravidanza: in queste circostanze, se si svolge un’attività continuativa per il committente, il rapporto di impiego non si estingue (senza diritto a corrispettivo) e può essere sospeso fino a 150 giorni (salvo il venir meno dell’interesse del “datore”). Non solo: in caso di maternità, previo consenso del committente, la neo-mamma potrà essere sostituita da altri colleghi di fiducia, in possesso dei requisiti professionali. Se la malattia o l’infortunio è molto grave, si può interrompere il versamento di contributi e premi fino a due anni (si restituiranno in rate mensili).
    E ancora: sul fronte delle spese si specifica che tutti gli esborsi per l’esecuzione di un incarico sostenute dal “datore” non costituiscono compensi in natura per il professionista (vale a dire non concorrono a formare il suo reddito).

  2. #2
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    Predefinito Re: Arriva il nuovo Jobs Act per 2 milioni di partite Iva

    Per me, da partita iva, sta "riforma" è una cagata.
    Le varie misure per i termini di pagamento non servono a un cazzo. Lo sa chiunque lavori in proprio che se si pressa per avere un pagamento, magari si recupera qualcosa, ma si perde un cliente... Poi cmq voglio vedere come "costringo" a pagare i clienti che vivono all'estero (che per me sono il 99.99%)
    L'unica cosa è abbassare le tasse in modo che tutti abbiano più soldi, ma tanto non lo faranno mai e sappiamo benissimo perché.
    Non pretendo di aver ragione a tutti i costi. Piddini di tutto il mondo, convincetemi che la misura è buona e serve a qualcosa. Ma attenti, deve servire qualcosa A ME. Casi particolari e/o ipotetici non mi interessano.

  3. #3
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    Predefinito Re: Arriva il nuovo Jobs Act per 2 milioni di partite Iva

    Citazione Originariamente Scritto da Hockey Visualizza Messaggio
    Per me, da partita iva, sta "riforma" è una cagata.
    Le varie misure per i termini di pagamento non servono a un cazzo. Lo sa chiunque lavori in proprio che se si pressa per avere un pagamento, magari si recupera qualcosa, ma si perde un cliente... Poi cmq voglio vedere come "costringo" a pagare i clienti che vivono all'estero (che per me sono il 99.99%)
    L'unica cosa è abbassare le tasse in modo che tutti abbiano più soldi, ma tanto non lo faranno mai e sappiamo benissimo perché.
    Non pretendo di aver ragione a tutti i costi. Piddini di tutto il mondo, convincetemi che la misura è buona e serve a qualcosa. Ma attenti, deve servire qualcosa A ME. Casi particolari e/o ipotetici non mi interessano.
    confermo: non serve a niente.

  4. #4
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    Predefinito Re: Arriva il nuovo Jobs Act per 2 milioni di partite Iva

    Bè, dove sono i piddini scatenati?

  5. #5
    email non funzionante
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    Predefinito Re: Arriva il nuovo Jobs Act per 2 milioni di partite Iva

    Citazione Originariamente Scritto da Hockey Visualizza Messaggio
    Per me, da partita iva, sta "riforma" è una cagata.
    Le varie misure per i termini di pagamento non servono a un cazzo. Lo sa chiunque lavori in proprio che se si pressa per avere un pagamento, magari si recupera qualcosa, ma si perde un cliente... Poi cmq voglio vedere come "costringo" a pagare i clienti che vivono all'estero (che per me sono il 99.99%)
    L'unica cosa è abbassare le tasse in modo che tutti abbiano più soldi, ma tanto non lo faranno mai e sappiamo benissimo perché.
    Non pretendo di aver ragione a tutti i costi. Piddini di tutto il mondo, convincetemi che la misura è buona e serve a qualcosa. Ma attenti, deve servire qualcosa A ME. Casi particolari e/o ipotetici non mi interessano.
    Sono previsti vantaggi fiscali, previdenziali e normativi rispetto alla situazione attuale, se non ti riguardano non saprei che dirti, sarà per un'altra volta.
    Le plus grand soin d’un bon gouvernement devrait être d’habituer peu à peu les peuples à se passer de lui.

    I I = Inutili Idiozie.

  6. #6
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    Predefinito Re: Arriva il nuovo Jobs Act per 2 milioni di partite Iva

    Smart working, ecco il Ddl pronto a sgonfiarlo



    Smart working? #Lavoro agile? Tutto lascia pensare che stia per concludersi questa ricetta, propinata come il futuro radioso di migliaia di persone: lavorare da casa o, perché no, al bar o al parco. Un tipo di vita apprezzata e “pompata”, generalmente, da chi si tiene ben stretto il suo posto in ufficio. Andate a chiedere a un amministratore delegato se ambirebbe starsene tra le mura domestiche, con i bambini che fanno chiasso tornati da scuola, la signora delle pulizie il mercoledì e il telefono che squilla ogni momento perché un call center ci vuole vendere un contratto luce e gas. Ora un codicillo rischia di mettere tutto a tacere.
    Arriva alla Camera una legge ad hoc

    È approdato alla Camera, a poi tornerà al Senato, il cosiddetto Jobs-Act degli autonomi (Ddl n.2233), provvedimento che va a modificare le norme relative a professionisti e partite Iva, ma che contiene anche alcune disposizioni sul lavoro flessibile (art.13). Il testo dice che il “lavoro agile” deve essere solo una modalità di svolgimento dell'attività, ma deve restare all'interno di un rapporto “subordinato”. E che il trattamento economico e normativo non deve essere inferiore a quello dei colleghi che stanno in azienda, sempre restando dentro l'ombrello del contratto nazionale di riferimento.
    Stessa paga e stesso trattamento

    Tradotto per il popolo, se anche l'impresa vuole farti lavorare “agilmente”, devi restare un dipendente a tutti gli effetti e conservare la retribuzione normale e tutte le voci che compongono la busta paga, dai contributi, a ferie e permessi, comprese eventuali quote per assistenza sanitaria integrativa, buoni pasto e benefit di qualunque tipo. Insomma, il costo dello smart worker per l'azienda è lo stesso degli altri. “Ma scusa” si chiederà l'imprenditore tipo, “se non mi dà alcun risparmio, perché devo concedere a qualcuno di lavorare da casa? Con tutto quel che c'è da fare qui”. E così, se il testo finale della legge resterà questo, con ogni probabilità in breve tempo si sgonfierà il pallone dello smart working.
    Gli esempi finora? Un giorno solo a settimana

    La verità è che questa modalità può essere accordata solo da poche grandi aziende e solo per alcune attività legate ai servizi, che si possono sbrigare con un telefono e un tablet, ma non si diffonderà mai su larga scala. Lo dimostrano gli esempi concreti attivati finora in Italia, che a dispetto del gran parlare sull'argomento, si riducono tutti a una formula: poter lavorare fuori ufficio una volta alla settimana. Ci mancherebbe, un bel vantaggio. Ma una rivoluzione è un'altra cosa. Succede alla Vodafone, dove il progetto coinvolge 3.500 dipendenti su un totale di 6.500. Anche Tim ha in piedi una sperimentazione simile, che entrerà a regime nel corso dell'anno e per ora coinvolge 8.000 dipendenti. Stesse modalità alla Sanofi, tra i big del pharma, dove 160 persone (il 73% donne) svolgono l'attività in remoto, sempre per una volta a settimana. Ma sono casi isolati e lo resteranno per lungo tempo, se pensiamo che in Italia il 95% delle aziende ha meno di 10 dipendenti. Non hanno il tempo neppure per seguire corsi di formazione, figuriamoci per prendersi un giorno in cui lavorare a mezzo servizio mentre sbrigano qualche commissione. #politica
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  7. #7
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    Predefinito Re: Arriva il nuovo Jobs Act per 2 milioni di partite Iva

    Citazione Originariamente Scritto da elnick Visualizza Messaggio
    Sono previsti vantaggi fiscali, previdenziali e normativi rispetto alla situazione attuale, se non ti riguardano non saprei che dirti, sarà per un'altra volta.
    Quali vantaggi? Poter fare causa a chi non ti paga dopo trenta giorni? Ottimo modo per perdere clienti...
    E poi siamo Seri, con committenti esteri è inapplicable

  8. #8
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    Predefinito Re: Arriva il nuovo Jobs Act per 2 milioni di partite Iva

    Citazione Originariamente Scritto da adry571 Visualizza Messaggio
    Smart working, ecco il Ddl pronto a sgonfiarlo



    Smart working? #Lavoro agile? Tutto lascia pensare che stia per concludersi questa ricetta, propinata come il futuro radioso di migliaia di persone: lavorare da casa o, perché no, al bar o al parco. Un tipo di vita apprezzata e “pompata”, generalmente, da chi si tiene ben stretto il suo posto in ufficio. Andate a chiedere a un amministratore delegato se ambirebbe starsene tra le mura domestiche, con i bambini che fanno chiasso tornati da scuola, la signora delle pulizie il mercoledì e il telefono che squilla ogni momento perché un call center ci vuole vendere un contratto luce e gas. Ora un codicillo rischia di mettere tutto a tacere.
    Arriva alla Camera una legge ad hoc

    È approdato alla Camera, a poi tornerà al Senato, il cosiddetto Jobs-Act degli autonomi (Ddl n.2233), provvedimento che va a modificare le norme relative a professionisti e partite Iva, ma che contiene anche alcune disposizioni sul lavoro flessibile (art.13). Il testo dice che il “lavoro agile” deve essere solo una modalità di svolgimento dell'attività, ma deve restare all'interno di un rapporto “subordinato”. E che il trattamento economico e normativo non deve essere inferiore a quello dei colleghi che stanno in azienda, sempre restando dentro l'ombrello del contratto nazionale di riferimento.
    Stessa paga e stesso trattamento

    Tradotto per il popolo, se anche l'impresa vuole farti lavorare “agilmente”, devi restare un dipendente a tutti gli effetti e conservare la retribuzione normale e tutte le voci che compongono la busta paga, dai contributi, a ferie e permessi, comprese eventuali quote per assistenza sanitaria integrativa, buoni pasto e benefit di qualunque tipo. Insomma, il costo dello smart worker per l'azienda è lo stesso degli altri. “Ma scusa” si chiederà l'imprenditore tipo, “se non mi dà alcun risparmio, perché devo concedere a qualcuno di lavorare da casa? Con tutto quel che c'è da fare qui”. E così, se il testo finale della legge resterà questo, con ogni probabilità in breve tempo si sgonfierà il pallone dello smart working.
    Gli esempi finora? Un giorno solo a settimana

    La verità è che questa modalità può essere accordata solo da poche grandi aziende e solo per alcune attività legate ai servizi, che si possono sbrigare con un telefono e un tablet, ma non si diffonderà mai su larga scala. Lo dimostrano gli esempi concreti attivati finora in Italia, che a dispetto del gran parlare sull'argomento, si riducono tutti a una formula: poter lavorare fuori ufficio una volta alla settimana. Ci mancherebbe, un bel vantaggio. Ma una rivoluzione è un'altra cosa. Succede alla Vodafone, dove il progetto coinvolge 3.500 dipendenti su un totale di 6.500. Anche Tim ha in piedi una sperimentazione simile, che entrerà a regime nel corso dell'anno e per ora coinvolge 8.000 dipendenti. Stesse modalità alla Sanofi, tra i big del pharma, dove 160 persone (il 73% donne) svolgono l'attività in remoto, sempre per una volta a settimana. Ma sono casi isolati e lo resteranno per lungo tempo, se pensiamo che in Italia il 95% delle aziende ha meno di 10 dipendenti. Non hanno il tempo neppure per seguire corsi di formazione, figuriamoci per prendersi un giorno in cui lavorare a mezzo servizio mentre sbrigano qualche commissione. #politica
    Sei OT

  9. #9
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    Predefinito Re: Arriva il nuovo Jobs Act per 2 milioni di partite Iva

    Citazione Originariamente Scritto da Hockey Visualizza Messaggio
    Sei OT
    "Jobs Act" per le partite Iva e autonomi, ok della Camera. Cosa ...
    "Jobs Act" per le partite Iva e autonomi, ok della Camera. Cosa prevede lo statuto: maternità, malattia, smart work e...
    21 ore fa - "Jobs Act" per le partite Iva e autonomi, ok della Camera. Cosa prevede lo statuto: maternità, malattia, smart work e.
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
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  10. #10
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    Predefinito Re: Arriva il nuovo Jobs Act per 2 milioni di partite Iva

    Citazione Originariamente Scritto da Dav. c. G. Visualizza Messaggio
    Arriva il nuovo Jobs Act per 2 milioni di partite Iva

    –di G. Pogliotti e C. Tucci 9 marzo 2017

    Arriva il nuovo Jobs Act per 2 milioni di partite Iva - Il Sole 24 ORE

    Più tutele nelle transazioni commerciali e contro i ritardi nei pagamenti (diventano «abusive» le clausole che concordano termini “per saldare” superiori a 60 giorni dalla consegna della fattura al cliente). Si allarga il perimetro delle spese deducibili (fino a 10mila euro per corsi di aggiornamento professionale, master e convegni - fino a 5mila per orientamento e ricerca di nuove opportunità); e se arriva un figlio si potrà ricevere l’indennità di maternità pur continuando a lavorare (non scatta l’astensione obbligatoria). I professionisti potranno, poi, partecipare a bandi e appalti pubblici per l’assegnazione di incarichi di consulenza o ricerca (senza fare concorrenza alle aziende), e sono equiparati alle Pmi per l’accesso ai piani operativi regionali e nazionali a valere sui fondi strutturali europei.

    LE MISURE 09 marzo 2017

    Statuto autonomi: le principali novità

    Ok della Camera, il testo torna al Senato

    Oggi la Camera ha acceso il semaforo verde allo «Statuto del lavoro autonomo», che torna dunque al Senato per l’approvazione definitiva. Il Ddl, in 22 articoli, contiene, per la prima volta, anche una disciplina dello smart working, che si configura come una «modalità di esecuzione del rapporto di lavoro subordinato» (non è quindi una nuova tipologia contrattuale), caratterizzata dall’utilizzo di strumenti tecnologici, eseguito in parte all’interno dell’azienda, in parte all’esterno.
    «Si completa il Jobs act - sottolinea Maurizio Del Conte, numero uno di Anpal e autore del provvedimento -. Le nuove regole proteggeranno e valorizzeranno il lavoro autonomo genuino, che è strategico per la parte più avanzata del tessuto economico e produttivo del Paese».
    La Dis-coll diventa strutturale
    Dall’esame in commissione Lavoro della Camera, presieduta da Cesare Damiano (Pd), il cosiddetto Ddl «Del Conte» ha imbarcato una serie di modifiche: da luglio la Dis-coll, l’indennità di disoccupazione per i collaboratori, anche a progetto, diventa strutturale, ed estesa (è un’altra novità) ad assegnisti e dottorandi di ricerca con borsa di studio, a fronte di un incremento dell’aliquota contributiva dello 0,51 per cento. È affidata, invece, a una delega l’estensione delle tutele di malattia e maternità anche ai “non ordinisti” (vale a dire gli iscritti alla gestione separata Inps), rimettendo al governo la possibilità di prevedere un’aliquota aggiuntiva massimo di 0,5 punti percentuali.

    L’ANALISI
    Primi passi del welfare dedicato alle partite Iva
    Scopri di più
    Diritto alla disconessione
    Sul fronte lavoro agile, inoltre, si prevede che l’accordo scritto tra azienda e lavoratore dovrà disciplinare i tempi di riposo (il cosiddetto diritto alla disconnessione); e si chiarisce che il trattamento economico e normativo non dovrà essere inferiore a quello applicato ai colleghi che svolgono le stesse mansioni all’interno dell’impresa in attuazione dei contratti collettivi (non solo nazionali, ma anche aziendali). «Si rafforza l’articolo 51 del Dlgs 81 del 2015, attuativo del Jobs act, quale modello di riferimento standardizzato che regola i rinvii dalle leggi ai contratti, già utilizzato, per i premi variabili detassati», commenta Arturo Maresca, ordinario di diritto del Lavoro alla Sapienza di Roma.
    Per il resto, il Ddl conferma l’arrivo di diverse novità per gli oltre due milioni di partite Iva e collaboratori: si estende agli autonomi la disciplina relativa all’abuso di dipendenza economica e si conferisce al professionista il diritto a utilizzare gli apporti originali e invenzioni (tranne i casi in cui l’attività inventiva è oggetto del contratto e per questo retribuita).


    Addio agli studi di settore, arrivano gli indicatori sintetici di affidabilità
    Malattie, infortuni e gravidanze
    Si introduce, poi, una disciplina più favorevole in caso di malattia, infortunio e gravidanza: in queste circostanze, se si svolge un’attività continuativa per il committente, il rapporto di impiego non si estingue (senza diritto a corrispettivo) e può essere sospeso fino a 150 giorni (salvo il venir meno dell’interesse del “datore”). Non solo: in caso di maternità, previo consenso del committente, la neo-mamma potrà essere sostituita da altri colleghi di fiducia, in possesso dei requisiti professionali. Se la malattia o l’infortunio è molto grave, si può interrompere il versamento di contributi e premi fino a due anni (si restituiranno in rate mensili).
    E ancora: sul fronte delle spese si specifica che tutti gli esborsi per l’esecuzione di un incarico sostenute dal “datore” non costituiscono compensi in natura per il professionista (vale a dire non concorrono a formare il suo reddito).

    Adesso sono più fiducioso !!!!! apro un altra partita iva,,,,,, va!!!!!

 

 
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