A Rignano è guerra tra Tiziano
Renzi e Lorenzini, il sindaco-amico
Dopo tante scintille l’ultimatum a Lorenzini: « O fai con il simbolo del Pd
o non ti ricandidi». Nel paese dell’ex premier si andrà alle urne a giugno
Rignano «O ti candidi con il simbolo del Pd o ti scordi di rifare il sindaco». Sarebbe questo l’aut aut che Tiziano Renzi, segretario del Pd di Rignano, avrebbe imposto a Daniele Lorenzini, che oltre ad essere primo cittadino uscente è pure amico e medico di famiglia dei Renzi. C’entra la politica? Certo. Ma sono anche gli strascichi dell’inchiesta sul caso Consip, che sta facendo saltare i nervi al Pd nella città natale dell’ex premier. Qui si voterà a giugno: il candidato naturale sarebbe Lorenzini, al primo mandato che però ha annunciato, lunedì scorso, che, pur rimanendo nel Pd, se correrà da sindaco lo farà senza simboli di partito. Troppi gli errori fatti dal Pd finora, non solo dagli scissionisti ma anche dall’ex segretario Renzi (figlio) sul referendum. Insomma, rottura totale, nella patria di Renzi, col babbo di Renzi. E con il rischio di uno smacco alle porte: questo è un Comune sotto i 15 mila abitanti, chi arriva primo prende la fascia tricolore. Ci sono state sconfitte brucianti per il Pd in Toscana: Livorno, Cascina, Montevarchi. Ma perdere a Rignano, per il Pd, sarebbe il colmo dei colmi.
Le dichiarazioni di Lorenzini hanno fatto andare su tutte le furie Tiziano. Ma c’è chi fa notare anche, tra i dem rignanesi, che il sindaco — sentito dai Pm di Napoli sull’inchiesta Consip — avrebbe dato indicazioni a sostegno delle tesi dell’accusa. Nella cena ad ottobre tra Tiziano Renzi, il generale Emanuele Saltalamacchia (indagato come Tiziano sempre nell’inchiesta Consip), Andrea Conticini (cognato di Matteo Renzi), Massimo Mattei (ex assessore di Renzi, amico di Tiziano e del generale) e lo stesso Lorenzini, Tiziano sarebbe stato avvertito dal generale, secondo i pm, di essere intercettato e di non parlare con Alfredo Romeo (in carcere per l’inchiesta). Una ricostruzione riportata dal quotidiano La Verità. Lorenzini, che non ha voluto parlare finora della sua deposizione, sbotta: «Non è vero che ho sentito parlare di Romeo». La frase sarebbe stata più generica: «Non parlare con certa gente». Solo una mezza conferma delle tesi dei Pm, ma in contrapposizione con quello che ha dichiarato Renzi senior. «Io di fronte ai magistrati dico solo la verità» aggiunge Lorenzini.
Tutte scintille: poi scoppia l’incendio. L’assemblea convocata per lunedì sera, in cui tutti si aspettavano le dimissioni di Tiziano, viene rinviata. E così, invece di sfogarsi al circolo o in piazza, veleni e accuse si fanno nella chat collettiva di Whatsapp del Pd di Rignano (170 iscritti), dove c’è chi si spinge a proporre una «conferma per acclamazione» di Tiziano. Veleni che fanno saltare rapporti di amicizia di una vita: Lorenzini è amico fraterno, Tiziano. Il Pd metropolitano prova a mediare, ma Tiziano Renzi resta deciso. Per l’ex segretario Franco Bonciani «col dialogo, supereremo ogni contrasto». Magari, non sulla chat.
8 marzo 2017 | 09:23
A Rignano è guerra tra Tiziano Renzi e Lorenzini, il sindaco-amico - CorriereFiorentino.it
come si dice? fratelli coltelli..
che bel partito, il pd!!
come sono carucci, come si vogliono bene!
e papino poi, è il meglio del bigoncio




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