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  1. #1
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    Predefinito sospetti sul candidato alla Provincia di Napoli

    Il Partito delle libertà candida Cesaro alla Presidenza della Provincia di Napoli

    --------------------------------------------------------------------------------
    La presentazione della candidatura dell'on.Cesaro alla presidenza della provincia di Napoli, effettuata in pompa magna in un albergo cittadino, penso che abbia lasciato esterefatti almeno i cittadini "consapevoli" di S.Antimo, Casandrino, Grumo Nevano, Mondragone, Casal di Principe, S.Cipriano d'Aversa, cioè quelli che per esperienza personale conoscono attività, amicizie, frequentazioni, colleganze d'affari, del candidato presidente e dei suoi illustri presentatori, l'on.Landolfi e l'on.Cosentino. Non credo che si sia mai vista una cosa simile, in nessuna parte d'Italia, nella ormai lunga storia della Repubblica; anzi, nella storia dell'Italia unita. Un politico in odore ormai marcescente di collegamenti con la camorra, presentato ad una carica istituzionale da due politici anch'essi da decenni in odore fortemente putrescente di collegamenti organici con la camorra dell'area aversana, con la benedizione di una ministra forse ignara ma sicuramente connivente e di altri onorevoli perfettamente a loro agio, nonostante la conoscenza dei personaggi. In sala il gotha dell'imprenditoria e dei professionisti in affari almeno da quarantanni con la camorra di Napoli, dell'area nolana, dell'area vesuviana,dell'area torrese stabiese, dell'area giuglianese. Non mancavano però imprenditori e professionisti,soprattutto medici, ingegneri,avvocati,del casertano e dell'agro pompeiano,sarnese, nocerino.Spero che la Direzione Investigativa Antimafia abbia provveduto a filmare la riunione e a registrare le presenze perchè l'impressione è che tutti fossero lì per prenotare un posto al tavolo del banchetto che in pompa magna veniva annunciato. Fa meraviglia che nessun quotidiano italiano, non dico cittadino, abbia notato l'eccezionalità dell'evento nel quale la camorra la faceva da padrona. Non vorrei che fosse l'effetto, sicuramente non voluto dall'autore, di Gomorra, dove i camorristi hanno la faccia dei delinquenti e degli assassini. La camorra non è la criminalità organizzata, ma è fatta da persone che usano i delinquenti per creare le situazioni migliori per gli affari loro e dei loro sodali. Per raggiungere i loro scopi devono sedere in Parlamento, nei Consigli regionali, provinciali e comunali, devono fare i Sindaci,i Presidenti di provincia, i Presidenti di Comunità Montane,gli Assessori, i Sottosegretari e magari anche i Ministri. Naturalmente senza sdegnare ogni sorta di incarico del sottobosco politico. Quando Ciancimino fu candidato Sindaco a Palermo, la mafia non partecipò platealmente, con i suoi onorevoli più chiacchierati, alla sua presentazione come candidato. Imprenditori e professionisti collusi, conniventi e sostenitori organizzarono cene ed incontri, come sicuramente faranno tutti questi (io me li sono segnati e vi darò riscontro delle iniziative. Qualcuna potrei anche anticiparvela,per quanto riguarda la sede),ma non si affollarono alla presentazione politica ufficiale. In Campania è diverso e posso darne personale testimonianza: la camorra partecipa in prima persona per dare il segnale chiaro del suo interesse a partecipare e a riscuotere
    Il Partito delle libertà candida Cesaro alla Presidenza della Provincia di Napoli. Dal blog La città dolente di Prof. Amato Lamberti. Corriere del Mezzogiorno

  2. #2
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    Predefinito Riferimento: sospetti sul candidato alla Provincia di Napoli

    Elezioni Provinciali Napoli: “l’uomo dei boss”

    Luigi Cesaro candidato PDL alla presidenza della provincia di Napoli fa le sue proposte per la riqualificazione del territorio…tra amici e accuse di partecipazione ad associazione a delinquere e coinvolgimento per il ciclo di smaltimento di rifiuti tossici in Campania. All’interno del post il filmato e l’articolo “incriminato” di Irene de Arcangelis, tratto da “L’ espresso”, in cui il pentito Gaetano Vassallo tira in ballo il parlamentare pidiellino




    Ogni puntata del suo racconto di pentito numero uno del traffico illecito di rifiuti è una sorpresa. Aveva cominciato con i nomi (poco conosciuti) delle ditte del nord che venivano a sversare in terra dei Casalesi, ma già al secondo atto aveva lasciato perdere gli imprenditori, davanti ai magistrati dell´Antimafia, per concentrare l´attenzione sui politici collusi. Politici di peso nazionale.
    Parla il collaboratore di giustizia ed ex reuccio delle discariche fuorilegge Gaetano Vassallo, uomo legato al boss ergastolano Francesco Bidognetti. Dopo le accuse a Nicola Cosentino, sottosegretario all´Economia e coordinatore di Forza Italia in Campania («Lo sponsorizzai elettoralmente su richiesta di un appartenente al clan Bidognetti», e i riferimenti all´onorevole di An Mario Landolfi, una nuova bufera investe ora Luigi Cesaro, deputato del Popolo della libertà e coordinatore provinciale di Forza Italia a Napoli.
    Rifiuti e camorra, atto secondo. Cosentino ha dichiarato di non aver mai conosciuto né avuto a che fare con il pentito Vassallo, protagonista di accordi criminali durati vent´anni nel traffico illecito di rifiuti tossici. I verbali riferiti al sottosegretario sono stati pubblicati da L´espresso nel numero della settimana scorsa. E scoppia un´altra bomba, sul numero de L´espresso in edicola oggi.
    Il settimanale, fin da ieri sul suo sito internet, ha dato anticipazioni sulla nuova puntata della vicenda Vassallo. Il pentito fa un altro nome, chiama in causa Cesaro. Lo stesso ex funzionario della Asl di Caserta entrato nelle grazie di Silvio Berlusconi - si legge su L´espresso - per le spedizioni settimanali di venti chili di mozzarella di bufala. Secondo Vassallo il coordinatore provinciale di Forza Italia è «un fiduciario del clan Bidognetti».
    Cesaro replica con toni, sdegno e parole in tutto simili a quelli usati da Cosentino: «Non conosco il signor Gaetano Vassallo, né, tantomeno, altri esponenti della criminalità organizzata napoletana. Superfluo appare aggiungere che non ho mai partecipato, né direttamente, né indirettamente, ad alcun incontro al quale gli autori dell´articolo fanno riferimento. Nel contempo, ho dato mandato ai legali di fiducia di querelare il signor Vassallo».
    Dunque terzo nome chiamato in causa con Cosentino e Landolfi. Tutti targati Popolo della Libertà. Ecco stralci dei verbali pubblicati sul settimanale: «Vassallo riferisce ai magistrati le rivelazioni di due pezzi da novanta della cosca casertana: “Mi spiegarono che Luigi Cesaro doveva iniziare i lavori presso la Texas di Aversa e che in quell´occasione si era quantificata la mazzetta che Cesaro doveva pagare al clan.
    Inoltre gli stessi avevano parlato con il Cesaro per la spartizione degli utili e dei capannoni che si dovevano costruire a Lusciano attraverso la ditta del Cesaro, sponsorizzata dal clan Bidognetti”». Non si tratterebbe, secondo L´espresso, di sole frasi di seconda mano che il pentito riferisce ai magistrati.
    Perché lo stesso Vassallo racconta di essere stato testimone di un incontro illuminante tra il parlamentare di Forza Italia e Luigi Guida, detto ‘o ndrink (pregiudicato della camorra della Sanità a Napoli, ndr) che tra il 1999 e il 2003 ha guidato armi alla mano la famiglia Bidognetti per conto del padrino detenuto. «Io mi meravigliai - dice Vassallo ai magistrati - che Cesaro avesse a che fare con Guida… «.
    Non solo. La cronaca racconta che il nome di Cesaro compare anche nella vicenda della Texas Instruments e dell´area dismessa nonostante l´accordo per il rilancio. Nel 1999 lo stabilimento viene venduto a una immobiliare di Bologna e chiuso, con la mobilità per 370 dipendenti. Poi, nel 2005, racconta L´espresso, la ditta del fratello di Cesaro ottiene il permesso per costruirvi una nuova struttura industriale. Ma nulla nei piani dei Cesaro - spiegano gli autori dell´inchiesta - assomiglia a una riconversione produttiva.
    Infatti l´anno scorso parte il tentativo di cambiarne la destinazione, bloccato dalla protesta di opposizione e cittadini. La zona resta inutilizzata ma strategica: tra poco vi sorgerà una fermata del metrò. E dieci giorni fa è stato presentato un altro progetto, che avrebbe forti sponsor in Regione, per farvi nascere negozi e parcheggi.
    «Ho dato mandato ai miei legali - continua la replica di Cesaro - di querelare anche chiunque, utilizzando notizie fantasiose e fuorvianti, ponga in essere ricostruzioni di fatti mai accaduti, che ledono fortemente la mia immagine di cittadino, di professionista e di esponente delle istituzioni. Dai magistrati mi attendo, invece, un chiarimento sulla ennesima fuga di notizie, il cui principale scopo appare quello di infangare l´immagine del Popolo della Libertà e degli uomini che, in Campania, lo rappresentano ai massimi livelli politici e istituzionali».


    Elezioni Provinciali Napoli: “l’uomo dei boss” | La voce dell'Emergenza - il Blog
    Ultima modifica di uqbar; 16-05-09 alle 14:10

  3. #3
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    Predefinito Riferimento: sospetti sul candidato alla provincia di napoli

    Il boss disse: date a Cesaro
    di Gianluca Di Feo e Emiliano Fittipaldi
    Il re dei rifiuti accusa il coordinatore campano del Pdl: lo vidi incontrare il capoclan. E parla di un patto segreto tra il deputato e i casalesi

    Una gigantesca zona grigia, dove diventa impossibile distinguere i confini tra camorra, imprenditoria e politica. I verbali di Gaetano Vassallo, l'imprenditore che per vent'anni ha gestito il traffico di rifiuti tossici per conto dei boss casalesi, vanno al cuore del patto criminale che ha avvelenato una regione. Descrivendo accordi inconfessabili che sostiene di avere visto nascere sotto i suoi occhi. Una testimonianza che chiama direttamente in causa i vertici campani di Forza Italia, quelli a cui Silvio Berlusconi ha affidato proprio la pulizia di Napoli. Oltre al sottosegretario Nicola Cosentino, uomo forte del Pdl nella regione, il gran pentito dei rifiuti ha accusato anche il coordinatore del partito, l'onorevole Luigi 'Gigi' Cesaro. Un ex funzionario della Asl di Caserta che si sarebbe conquistato la simpatia personale del Cavaliere bombardandolo con spedizioni settimanali di mozzarella di bufala: 20 chili per volta. "Silvio mi ha detto: ''Gigi, la tua mozzarella la mangio perché so che i tuoi amici la fanno con cura. E non ti farebbero mai un torto'".

    Il parlamentare, secondo il collaboratore di giustizia, sarebbe stato "un fiduciario del clan Bidognetti": la famiglia di Francesco Bidognetti, detto 'Cicciotto 'e Mezzanotte', il superboss condannato all'ergastolo in appello nel processo Spartacus e che assieme a Francesco 'Sandokan' Schiavone ha dominato la confederazione casalese.

    Vassallo riferisce ai magistrati le rivelazioni di due pezzi da novanta della cosca casertana: "Mi spiegarono che Luigi Cesaro doveva iniziare i lavori presso la Texas di Aversa e che in quell'occasione si era quantificata la mazzetta che il Cesaro doveva pagare al clan. Inoltre gli stessi avevano parlato con il Cesaro per la spartizione degli utili e dei capannoni che si dovevano costruire a Lusciano attraverso la ditta del Cesaro sponsorizzata dal clan Bidognetti".


    Frasi di seconda mano? Il collaboratore di giustizia dichiara di essere stato testimone diretto dell'incontro tra il parlamentare e Luigi Guida, detto 'o Drink, che tra il 1999 e il 2003 ha guidato armi alla mano la famiglia Bidognetti per conto del padrino detenuto. "Io mi meravigliai che il Cesaro avesse a che fare con Guida...". Quello che viene descritto è un patto complesso, che coinvolge i referenti di più partiti e i cassieri di più famiglie camorristiche. L'affare è ricco: la riconversione dell'area industriale dismessa dalla Texas Instruments in una zona ottimamente collegata. Una delle storie della disfatta tecnologica del Sud: nonostante l'accordo per il rilancio, nel 1999 lo stabilimento viene venduto a una immobiliare di Bologna e chiuso, con la mobilità per 370 dipendenti. Poi nel 2005 la ditta del fratello di Cesaro ottiene il permesso per costruirvi una nuova struttura industriale. Ma nulla nei piani dei Cesaro assomiglia a una riconversione produttiva. Infatti l'anno scorso parte il tentativo di cambiarne la destinazione, bloccato dalla protesta di opposizione e cittadini. La zona resta inutilizzata ma strategica: tra poco vi sorgerà una fermata del metrò. E dieci giorni fa è stato presentato un altro progetto, che avrebbe forti sponsor in Regione, per farvi nascere negozi e parcheggi.

    Ancora più lucrosa sarebbe stata la trasformazione dei poderi di Lusciano, un paesone incastonato tra Caserta e Napoli, in aree industriali, dove poi insediare aziende possedute dai padrini. Un ciclo economico interamente deviato dal potere della criminalità, che deforma il territorio e il tessuto imprenditoriale grazie al controllo assoluto delle amministrazioni locali e alla disponibilità di capitali giganteschi. Tra i protagonisti delle deposizioni anche Nicola Ferraro, businessman dei rifiuti e leader casertano dell'Udeur, tutt'ora consigliere regionale nonostante un arresto e le accuse di vicinanza alla famiglia di 'Sandokan' Schiavone: "Nicola Ferraro era il garante politico economico ed era colui che coordinava l'operazione, mentre il Guida era quello che interveniva al Comune di Lusciano direttamente sul sindaco e sull'ingegnere dell'ufficio tecnico per superare i vari ostacoli. Chiaramente molti terreni agricoli prima di essere inseriti nel nuovo piano regolatore venivano acquistati dal gruppo Bidognetti a basso prezzo dai coloni e intestati a prestanome". Poi il racconto entra nei dettagli: "Il Ferraro aveva il compito di cacciare i soldi per conto del gruppo Bidognetti per liquidare i coloni. Una volta divenuti edificabili, i lotti venivano assegnati a ditte di persone collegate al clan, quali l'azienda di Cesaro, che in cambio dell'assegnazione versava una percentuale al clan".

    Un ruolo di primo piano, quello del parlamentare: "Luigi Cesaro era stato scelto dal gruppo Bidognetti quale fiduciario e gestore dell'operazione". I sindaci, i tecnici comunali e i progettisti che hanno gestito queste varianti urbanistiche sono tutti di Forza Italia. Il partito a cui aveva aderito anche Vassallo. E che nella regione è guidato da Cosentino e Cesaro: i due politici che affiancano Berlusconi nei frequenti bagni di folla partenopei, i due uomini indicati dal pentito come referenti dei padrini casalesi.

    Il Pdl campano ha fatto quadrato contro le accuse di Vassallo pubblicate da 'L'espresso' nel numero scorso. Il sottosegretario Cosentino le ha respinte con fermezza, dicendosi pronto alle dimissioni se venisse trovato un solo riscontro. Anche Luigi Orsi, fratello dell'imprenditore assassinato a giugno, ha negato di avere versato bustarelle al sottosegretario. Ma le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Napoli avrebbero trovato numerose conferme al quadro delineato da Vassallo. Le inchieste stanno delineando una collusione tra interessi criminali, economici e partiti che è difficile ignorare. E che pone interrogativi inquietanti sul futuro di una regione che già versa in condizioni drammatiche. Ma nel parlamento nazionale e in quello regionale la vicenda è stata sostanzialmente ignorata: di camorra, politica e rifiuti meglio parlarne alla prossima emergenza.

    Il boss disse: date a Cesaro | L'espresso
    Ultima modifica di uqbar; 16-05-09 alle 14:20

  4. #4
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    Predefinito Riferimento: sospetti sul candidato alla provincia di napoli

    quando ci libereremo da questa merda di classe politica che ci soffoca, che ci mortifica che ci sta consumando ?
    E berlusconi ? Non si vergogna ? Non ha un po di pietà per i napoletani che gli hanno dato tanto ?

    Di fronte a queste notizie si rafforza sempre più l'idea che fino a quando esisterà lo stato mafio-massonico italiano il sud-italia rimarrà sempre nelle mani dei delinquenti.
    Ultima modifica di uqbar; 16-05-09 alle 14:19

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: sospetti sul candidato alla provincia di napoli

    spero in un sussulto di onore e dignità da parte degli elettori : votare per il PDL sarebbe davvero catastrofico .
    Ma anche la sinistra bassoliniana è indecente
    Ultima modifica di uqbar; 16-05-09 alle 14:18

  6. #6
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    Predefinito Riferimento: sospetti sul candidato alla Provincia di Napoli

    ho ritenuto opportuno modificare il titolo della discussione per evitare di incorrere in eventuali grane giudiziarie e per non esporre l'amministrazione ad eventuali azioni risarcitorie.

    Tengo a precisare che i post di X-ALFO-X sono la riproduzione esatta di articoli pubblici apparsi sulla stampa nazionale e che i post contengono i link di riferimento.
    Le mie repliche contengono una lamentela sull'intera classe politica meridionale.

  7. #7
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    Predefinito Riferimento: sospetti sul candidato alla Provincia di Napoli

    attenti però a sollevare polvere e polemiche, visto che so chiacchere non fatti provati...
    voglio capire l'espresso...
    dal blog di amato lamberti ex presidente della provincia, pds, lezioni no proprio no, blog emergenza poi non lo conosco...
    sul piano generale intrecci tra politica e malaffare si so sempre esistiti e devono essere combattuti ma il probl è che non si riesce a trovà chi è senza peccato per poter scagliare la pietra...
    votiamo insorgenza civile di nando dicè
    legittimista si ma critico
    "il futuro d'italia è tutto nel mezzogiorno" G. Fortunato 1879

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: sospetti sul candidato alla Provincia di Napoli

    Citazione Originariamente Scritto da giopizzetto Visualizza Messaggio
    attenti però a sollevare polvere e polemiche, visto che so chiacchere non fatti provati...
    voglio capire l'espresso...
    dal blog di amato lamberti ex presidente della provincia, pds, lezioni no proprio no, blog emergenza poi non lo conosco...
    sul piano generale intrecci tra politica e malaffare si so sempre esistiti e devono essere combattuti ma il probl è che non si riesce a trovà chi è senza peccato per poter scagliare la pietra...
    votiamo insorgenza civile di nando dicè

    Insorgenza Civile

    Io nella mia provincia sono ancora indeciso per chi votare, tanto l'elezione alla provincia da me è scontata, è la provincia più nera d'Italia, è talmente scontata che c'è un secondo candidato PDL promosso da Ciarrapico e dall'on.Conte

 

 

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