piuttosto, si direbbe che gli invidiosi passino la vita (ecco lo sport nazionale di cui parla la tua frase, a cui vanno riconosciute una volontà e una capacità non comuni di redarguire le usanze e di squarciare il velo delle apparenze) a scambiare ogni critica per invidia nei loro confronti. È l'invidioso "che si vede" (per citare il titolo del post) criticato, travisato, non capito, invidiato, mai individuato.
Senza il tempo di guardare in giro qualcuno o qualcosa del posto (cosa è peggio, qual è la più meschina tra non invidiare e non essere invidiati?).
La coscienza di sé e degli altri deve coincidere nella negazione. Mica (si) sporcano invidiando, mica lasciano briciole.