Ieri
Attualmente, il complesso militare-industriale svolge un ruolo essenziale nella morfologia del capitalismo francese. È noto il posto centrale occupato dall’esercito e dagli apparati di sicurezza nella Quinta repubblica. Spesso la genealogia di questo stato di cose viene tracciata a partire dalla Guerra d’Algeria e dalle sue conseguenze costituzionali. Tuttavia, si direbbe che una tale posizione delle forze armate affondi le proprie radici lungo tutto il XX secolo, dalla Comune di Parigi alla Guerra d’Algeria, passando per le guerre di conquista coloniale. Appoggiandosi su di una solida concettualizzazione marxista, Serfati, in questo estratto dal volume Le Militaire, traccia un’impressionante genealogia dei dispositivi imperialisti francesi, evidenziando il ruolo della finanza nell’impresa coloniale, ma anche l’impatto dell’esercito sui rapporti sociali
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e oggi:
Spesso rimesso in causa, il concetto di imperialismo è essenziale per la nostra comprensione del mondo. Lungi dall’essere una fissazione cospirazionista, o un sinonimo di colonialismo, comporta una dimensione politica, economica e sociale. Per Claude Serfati è necessario intendere l’imperialismo come espressione degli imperativi dell’accumulazione del capitale. Attraverso tale concetto traccia un quadro impressionante della Francia di oggi: un’industria esangue e un debole potenziale di espansione, compensati da una politica ultra-bellicista, neo-coloniale, appoggiata da grandi gruppi strategici (armamenti, nucleare, petrolio). Questa «economia politica della Quinta repubblica» costituisce una proposta teorica marxista innovativa, che consente di articolare stato e capitale in modo risolutamente dialettico.
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