Gli hobo per definizione, sono dei vagabondi che praticano come stile di vita il viaggio, l'avventura e qualche lavoro occasionale, amanti dell'avventura incarnando il perfetto archetipo romantico del viandante.
La loro storia, iniziata negli Stati Uniti alla fine dell'800 nasce dalle condizioni difficili di molti disoccupati che viaggiano in lungo e in largo nel Paese praticando lavori stagionali, ma nei tempi odierni è diventata per certi casi una controcultura per molti giovani spinti da uno spirito rocambolesco e ribelle in contrasto con l'indottrinamento forzato della cultura mainstream.
Secondo i poeti e gli avventurieri che si sono riconosciuti ed hanno contribuito alla rivalutazione della cultura hobo, l'etica dell'hobo (che distingue l'hobo dai vagabondi, dai disoccupati e dai criminali) è un'etica di libertà che "non rifiuta il lavoro ma rifiuta lo schiavismo" e che allo stesso tempo condanna la violenza e il furto.

Ridimensionato il fenomeno del vagabondaggio endemico degli anni della crisi economica, la cultura hobo si stabilizza e diventa in qualche modo più consapevole acquisendo un taglio più romantico ed idealista ed accentuando gli aspetti dell'individualismo anarchico, del gusto per l'avventura e di un certo esistenzialismo poetico ed allo stesso tempo torbido.
Attualmente tracce della cultura e soprattutto dello spirito hobo sono riscontrabili soprattutto nel Backpacking, nell'Interrail (benché esperienza generalmente di durata limitata, e parzialmente organizzata), nel couchsurfing, tra i motociclisti, nella cultura rave o tra i Punkabbestia, ed in minima parte tra gli odierni senzatetto.