Venezuela in ginocchio per la crisi, l'ultima guerra è quella del pane - Repubblica.it


L'ultima guerra del Venezuela è quella del pane. Il presidente Maduro non è come Maria Antonietta d'Asburgo che prima di finire sulla ghigliottina durante la rivoluzione francese, al popolo affamato che invocava pagnotte disse la storica frase: "Se non hanno più pane, che mangino brioche". Maduro a Caracas quelli che infornano brioche li fa arrestare. Insieme a molti altri prodotti, in una carestia che sembra non aver fine, in Venezuela scarseggia ormai anche la farina di grano. Il governo accusa i fornai di essere dei sabotatori che speculano e nascondono i sacchi di farina per venderli al mercato nero, mentre il sindacato dei panettieri si difende sostenendo che di farina gliene consegnano sempre meno.

Così il presidente ha firmato un decreto nel quale si stabilisce che con la farina di grano non si possono fare brioche o altri dolci, ma soltanto pane, e solo del tipo a prezzo calmierato, ossia il filone simile alla baguette da 180 grammi. Per questo decine di ispettori hanno visitato tutte le panetterie della capitale alla ricerca dei fornai disobbedienti che usano la poca farina che hanno per commercializzare prodotti diversi dal pane. Alcune persone sono state arrestate e due negozi requisiti.

Dai bar di Caracas sono praticamente scomparsi i "cachitos", un croissant molto popolare che si mangia ripieno di prosciutto o formaggio, ma anche molti altri tipi di dolci. Però il problema del pane non è stato risolto e i venezuelani sono sempre costretti a fare lunghe code nella speranza di comprarne un po'. La causa non sembra essere quella dei panettieri sabotatori quanto piuttosto la devastante crisi economica che ha fatto schizzare l'inflazione oltre l'800% annuale, era il 70% dodici mesi fa. Dall'inizio di quest'anno, secondo dati ufficiali, il governo venezuelano, a corto di fondi per le importazioni, ha ridotto di molto anche quelle di farina di grano. E' una conseguenza inevitabile del deficit di bilancio mentre le riserve in dollari dello Stato sono al livello più basso degli ultimi quindici anni e il rischio bancarotta è dietro l'angolo. Tutto l'import del Venezuela è controllato dal governo e da quando l'unica risorsa del Paese, ossia il petrolio, non è più sufficiente per mantenere in attivo il bilancio l'unica soluzione è stata quella di tagliare le importazioni, in un Paese che compra all'estero quasi l'80 percento di tutto quel che consuma.

Anche a causa della fine dei governi di sinistra in Brasile e in Argentina, il Venezuela è rimasto isolato e non ha possibilità di ottenere nuovi prestiti. Neppure dalla Cina, Paese con il quale il Venezuela bolivariano s'è già indebitato fin troppo. Una situazione sempre più insostenibile. L'ultima tragedia è diventata cronaca di questi giorni quando una trentina di persone sono morte per aver mangiato un tipo di manioca velenosa, probabilmente

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raccolta nei boschi intorno a Caracas. E' quella che in Venezuela chiamano la "yuca amara" che provoca inossicazione alimentare, vomito e febbre. Un avvelenamento che se non viene curato subito può portare anche alla morte.