Roma ingabbiata per ricordare un evento storico: la pseudo-unione dei popoli europei.
A cosa serve blindare una città, in un giorno che dovrebbe essere una grande festa per l'Europa?
L'unica risposta logica a tale domanda è: perché domani è nata l'Europa della perdita della Libertà e della Democrazia dei popoli europei.
Domani vedremo il volto peggiore della tecnocrazia di Bruxelles al soldo del paranoico potere finanziario deviato, corrotto, avaro e senza scrupoli.
Vedremo gli ingabbiati dei piani alti delle istituzioni di Bruxelles, senza dignità, correre veloci, scortati lungo un percorso iper-protetto, a testa bassa per nascondere il male che li sta lentamente divorando.
Sono preoccupati gli ingabbiati di Bruxelles, gli emissari principali della nobiltà cerebrale. Essi, i predestinati, per “superiorità di spirito”, a divenire elementi importanti della futura nobiltà, cosa hanno da temere dal prodotto dell'aberrazione genetica che stanno costruendo intorno a loro?
Sono preoccupati gli ingabbiati di Bruxelles. Forse iniziano a prendere coscienza che il loro progetto di ingegneria sociale, con il risultato di africanizzare l'Europa e di impoverire il ceto medio, non sia stato un grande progetto. E' innaturale, e prima o poi la Natura si riprende ciò che le appartiene, anche la libertà dei tecnocrati di Bruxelles, i “superiori di spirito”, i corrotti, gli avari senza scrupoli e senza dignità, gli ingabbiati ai piani alti di un potere friabile come un castello di sabbia.
Zone blu, verde, divieti di circolazione anche a piedi, musei chiusi...questa non è l'Europa che avremmo voluto per i nostri giovani. L'Europa della paura, dell'incertezza, della mancanza di Libertà.
Domani, 25 Marzo 2017, sarebbe stato un bellissimo giorno per l'Europa, se lungo il percorso del corteo delle auto diplomatiche ci sarebbe stata una folla di persone a sventolare la bandiera europea. Ma così non sarà, perché il vero protagonista del futuro dell'Europa: il popolo, sarà tenuto lontano dalla “nobiltà cerebrale per superiorità di spirito”.




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