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  1. #1
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    Predefinito Il successo di di pietro

    Il successo di Di Pietro
    Scritto da Gianni Pardo
    lunedì 18 maggio 2009
    Non è vero che, quando non si ha pane, si possa sempre mangiare la “brioche” della leggenda. È vero piuttosto che, mancando il prodotto preferito, il consumo si rivolge al succedaneo. Durante l’ultima guerra mancava il caffè e si tostava l’orzo; mancava la benzina e alcune macchine andavano a carbonella; mancava il pane e diventavano più interessanti le castagne e le patate. Il successo può essere determinato dalla mancanza di meglio.
    In Italia ci sono dei cittadini che non hanno in testa teorie politiche od economiche ma idiosincrasie ma rancori e voglie di rivincita. Applaudirebbero anche il Diavolo, se solo andasse contro quelli che considerano i propri bersagli, e sono irriducibilmente protestatari. Sono persone che, per i motivi più diversi, vivono male la propria vita e invece di cercare in sé i motivi del proprio disagio, li ributtano all’esterno. Si creano dei nemici immaginari, delle teste di turco cui dare il torto di tutto: i preti, i capitalisti, gli ebrei, Berlusconi, le multinazionali, chissà.
    Per molto tempo costoro hanno trovato un interprete nel Pci non perché questo partito fosse demente, ma perché il suo messaggio era sentito come palingenetico e se ne aspettavano dunque una completa rivoluzione sociale, un definitivo raddrizzamento dei torti, la fine della miseria per gli ultimi. La felicità.
    Naturalmente il Partito, che pure era al corrente dei guasti del socialismo reale, non aveva nessun interesse a smentire le leggende e a smorzare le speranze ma il crollo dell’Unione Sovietica ha reso impossibile continuare a raccontare la saga del “paradiso dei lavoratori”.
    I partiti comunisti, oltre a cambiare nome, hanno dunque annacquato il loro messaggio: in senso positivo (promettendo meno) e in senso negativo (condannando meno gli avversari). Ma questo non è andato bene a tutti. Alcuni elettori non avevano bisogno di una sinistra moderata, appena un po’ alternativa: avevano bisogno di qualcuno che gridasse a gran voce la loro rabbia contro tutto e contro tutti. Qualcuno che definisse gli avversari affamatori del popolo, ladri e imbroglioni. Qualcuno che nel frattempo li facesse sentire moralmente migliori e vittime dell’ingiustizia.Il Pci lasciò degli orfani da adottare e alcuni politici approfittarono dell’occasione. Nacque così Rifondazione Comunista con le sue imitazioni, i Comunisti Italiani, i Verdi e gli altri gruppuscoli. Formazioni che non avevano l’irrealistica ambizione di governare e i cui dirigenti - reperti arcaici della politologia - si contentavano di avere qualche seggio, qualche giornale e, per alcuni, il titolo di segretario.
    Andati inopinatamente al potere con Prodi, questi partiti non riuscirono (ovviamente) a realizzare le loro idee ma riuscirono ad impedire la governabilità. Con le elezioni del 2008 si sono infine avuti dei fenomeni a cascata: Il Pd, dichiarando di correre da solo, ha fatto sparire gli estremisti dalla scena. Lo spazio lasciato libero sarebbe rimasto vuoto se il Pd non avesse commesso l’errore di accettare l’alleanza con Di Pietro e questo ha completamente stravolto il quadro.
    Di Pietro, da quel furbo che è, ha capito che, se non c’era più Rifondazione Comunista, non per questo erano spariti i suoi elettori. Non gli rimaneva che stendere la mano per impadronirsi degli scontenti, fino a rendere scialbo e incredibile quel Pd che l’aveva salvato dalla sparizione. L’operazione non è stata nemmeno costosa: è stato sufficiente dire sesquipedali, animose sciocchezze contro il potere, e in particolare contro Berlusconi, perché quegli elettori non chiedevano di più.Oggi Di Pietro esprime soltanto lo scontento esistenziale di una parte dell’elettorato. Egli sa benissimo che la sua formazione non s’ingrandirà mai a sufficienza per andare sola al potere: ma l’Idv è un partito-impasse che approfitta delle frustrazioni degli ingenui e corrisponde agli interessi del suo fondatore.
    Il Pd è confuso. Non capisce che non può vivere sperando che Berlusconi commetta errori enormi - o sparisca lasciando in giro solo degli sprovveduti - e non capisce che può salvarsi solo se riprende il programma originario: quello di un partito socialdemocratico che sia un’alternativa credibile al centro-destra. Se invece rincorrerà Di Pietro, o non tornerà mai al governo o non potrà governare.
    C’è solo da sperare che queste semplici evidenze siano tali per tutti, nel corso del prossimo congresso.


    Il Legno storto - Il successo di Di Pietro


    forse a qualcuno fischiano le orecchie..

  2. #2
    a.k.a. tolomeo
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    Predefinito Riferimento: Il successo di di pietro

    non gli fischiano le orecchie perche' se le sono tappate, non parlano perche' o la spocchia, la boria, la supponenza e arroganza o meglio muti in assenza di argomenti, e non vedono perche' sono orbi e strabici per scelta.

    non ti ricordano le tre scimmiette?
    .

    A fool and his money can throw one hell of a party.

  3. #3
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    Gli ultras dipietristi non sono poi così diversi da quelli berlusconisti.
    E' ora di dirlo: Cosa nostra e Lega Nord non hanno nulla di diverso. Soldi, potere, familismo, demagogia. E morti sulla coscienza. La mentalità leghista è ormai identica a quella mafiosa.

  4. #4
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    Si e comunque da quale pulpito la predica...nel PDL sono disposti a mangiare chili di merda senza batter ciglio.

  5. #5
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    Predefinito Riferimento: Il successo di di pietro

    di pietro è la dimostrazione che gli idioti ci sono sia a destra che a sinistra (ma sono molti di più a destra per fortuna)
    Dannato Barone Rosso.

  6. #6
    In un CD degli 883
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    Predefinito Riferimento: Il successo di di pietro

    Citazione Originariamente Scritto da svicolone Visualizza Messaggio
    In Italia ci sono dei cittadini che non hanno in testa teorie politiche od economiche ma idiosincrasie ma rancori e voglie di rivincita. Applaudirebbero anche il Diavolo, se solo andasse contro quelli che considerano i propri bersagli, e sono irriducibilmente protestatari. Sono persone che, per i motivi più diversi, vivono male la propria vita e invece di cercare in sé i motivi del proprio disagio, li ributtano all’esterno.
    Parli di te stesso? :gluglu:

  7. #7
    vae victis
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    Ma questi di Legnostorto sono tutti soci del Mensa ?:sofico:
    Regressista amante della pucchiacca.

  8. #8
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    Predefinito Riferimento: Il successo di di pietro

    al di là dei convincimenti ideologici quella di pardo è una buona analisi politico-antropologica e non vedo perchè demonizzarla solo perchè dice la realtà dei fatti.
    toninotorquemada cavalca la tigre populista in maniera becera e gli piace molto, il PD non capisce e non vuol capire che deve esser diverso sennò sembra solo la brutta copia dell'IDV.
    quando a sx capiranno cosa è la realtà si potrà riparlare di competizione politica intesa sui numeri, per ora si parla solo di caporetto a sant'antonio o giù di lì.
    legittimista si ma critico
    "il futuro d'italia è tutto nel mezzogiorno" G. Fortunato 1879

 

 

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