yawn, insonnia transitoria ... e realtime mi ha suggerito questo thread
Boom di gente non occidentale che si occidentalizza chirurgicamente.
Insomma, dettiamo pure i canoni estetici
De-etnicizzazione somatica: la globalizzazione sulla pelle
In Asia e Africa è boom di cosmetici sbiancanti e chirurgia estetica etnica, specializzata, cioè, nell’occidentalizzazione dei tratti somatici.
Se è vero che l’imposizione di un unico canone di bellezza riguarda tutto il mondo, come testimoniano il business globale della esthetic surgery e la preoccupante diffusione di disturbi alimentari quali anoressia e bulimia, il culto della perfezione fisica nei Paesi orientali e africani ha subito negli ultimi anni una drammatica degenerazione.
Quando si parla di razzismo si propende a contestualizzare il fenomeno in Occidente, senza tener conto che in uno Stato come l’India, tra le potenze economiche che svolgeranno un ruolo di primo piano a livello internazionale nel prossimo futuro, ancora oggi l’appartenenza ad una casta è spesso dettata dal colore della pelle.
La discriminazione razziale nelle ex Colonie è una realtà di cui si parla poco, per assecondare il grande mercato che vi dietro.
Le radici concettuali della carnagione diafana come pura, vergine e positiva sono ovviamente antiche e collegate all’interpretazione spirituale del bianco nell’iconografia di tutte le religioni.
Tuttavia la globalizzazione ha contribuito ad alimentare queste credenze vetuste, attraverso i regimi culturali che essa ha imposto in queste regioni, spodestando o influenzando i sistemi locali.
È soprattutto il corpo femminile a subirne le conseguenze. Così assistiamo a casi di donne pakistane, cinesi, thailandesi disposte a ricorrere ad aggressive creme sbiancanti, a volte molto pericolose per la salute, pur di compiacere il volere dell’uomo e i suoi modelli estetici.
In particolare, i corticosteroidi topici e l’idroquinone, agenti chimici basilari in questi tipi di prodotti, possono causare bruciori, acne, ma anche diabete e gravi disfunzioni ormonali fino alla sterilità.
Altrettanto allarmante è la situazione tra gli immigrati di colore, soprattutto spagnoli e francesi.
Secondo un’indagine promossa dal comune di Parigi, circa il 20% delle donne di origine africana che abitano nella capitale, utilizza cosmetici illegali e dannosi per schiarire la pelle
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