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Re: La stanzetta di Alex
Elysium.
Discreto, film ben fatto e senza grossi difetti ma senza neanche particolari pregi se non una messa in scena rigorosa, senza sbavature e una ricostruzione della Los Angeles del futuro molto convincente.
District 9 era un'altra cosa, molto più coraggioso, ma nel complesso non mi è dispiaciuto.
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Re: La stanzetta di Alex
Citazione:
Originariamente Scritto da
Baboden
Elysium.
Discreto, film ben fatto e senza grossi difetti ma senza neanche particolari pregi se non una messa in scena rigorosa, senza sbavature e una ricostruzione della Los Angeles del futuro molto convincente.
District 9 era un'altra cosa, molto più coraggioso, ma nel complesso non mi è dispiaciuto.
Si perché District 9 è un'opera prima indipendente, mentre in Elysium c'è già dentro Hollywood.
Nel primo era forse più libero e probabilmente il budget più ridotto l'ha costretto ad essere più inventivo e lavorare più con la fantasia.
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Re: La stanzetta di Alex
Animali fantastici e dove trovarli
Un riavvio riuscito a metà, ci sono tante idee interessanti e un grado di oscurità tipico della Rowling parecchio atipico per un blockbuster per ragazzi, oltre ad essere tremendamente attuale e con dei esiti tutt’altro che conciliatori.
Newt è potenzialmente interessante, fuori posto, che pare costantemente tormentato da qualcosa che ancora non conosciamo; e forse proprio qua sta il problema di un personaggio che rivela troppo poco di sé per il grado di problemi e obiettivi che si porta dentro. Dando per scontato che la Rowling abbia già benissimo in testa la sua backstory e che sarà rivelata in seguito, sicuramente legata anche a Silente, quello che lascia trasparire in questo episodio è troppo poco.
Cerca di compensare con la storia della bambina africana, ma il climax finale è troppo sfocato perché possa portare a compimento quell’arco narrativo in maniera soddisfacente. La scelta di far morire Credence è coraggiosa, ma le conseguenze non pesano abbastanza e tende, appunto, a togliere spazio a una risoluzione er Newt su quella linea.
Tutto il climax poteva essere gestito meglio sotto tutti i punti di vista, anche la rivelaizone su Grindewald non è così efficace (al di là del look alla David Bowie) e viene pure da chiedersi se si sia fatto volontariamente catturare per un motivo che si scopre più avanti o se sia davvero così “scarso”.
A parte questo, per quel poco che si è visto, mi è piaciuto, è un villain diverso da Voldemort, più ambiguo negli intenti (mi ha ricordato il principe Nuada di Hellboy II)
Tina mi è piaciuta pure lei, non me l’aspettavo così strana, ma anche qui ci sono problemi simili a quelli di Newt, per quanto non così marcati, che poi pesano, tanto per cambiare, sulla sua scena nel climax con l’Obscurus.
Più in generale ho apprezzato il cast che hanno messo su, tutti in parte, e i personaggi a cui hanno dato vita.
Ho apprezzato anche la nuova gestione del mondo magico, più in relazione con quello umano, e tutte le solite invenzioni magiche tipiche della Rowling che però, purtroppo, è ancora carente quando si viene alle applicazioni della magia in battaglia, il più delle volte risolte con i soliti fasci luminescenti.
Non so quanto abbia pagato impostare la trama binaria perché la gestione parallela, fino al congiungersi delle due linee, non funziona benissimo e a tratti la linea del recupero degli animali tende a rubare spazio narrativo al resto.
Dà come l’impressione che l’integrazione delle due linee non sia completamente possibile perché in fondo l’idea della caccia agli animali è l’incipit da cui la storia DOVEVA partire ma poi quello che interessa all’autrice sembra che sia e sarà, concentrarsi su quello che tutti aspettano: Silente, Grindewald e i rapporti col mondo umano.
Infatti viene da chiedersi che ruolo avrà Newt in seguito e anche, banalmente, come saranno intitolati i prossimi film.
Le bestie cmq mi sono piaciute tutte, peccato che alcune riesca a seminarle bene in modo da sfruttarle in maniera funzionale in altri ambiti (lo stecchino che gli apre le manette, la risoluzione della pioggia obliviante) e altri, invece, siano meno sfruttati nonostante il potenziale, ad esempio la fissazione per gli oggetti luccicanti della talpa poteva essere la chiave casuale per trovare un indizio, come il potere giustospazioso del serpente poteva trovare spazio (scusate il gioco di parole) nello scontro finale
Per quanto riguarda Yates è il solito regista piattarello, altalenante, incapace di gestire bene il ritmo (rabbrividisco alla gestione della primissima scena prima dei titoli di testa), anche confuzionario, ma talvolta in grado di tirare fuori qualche sequenza riuscita (la ricostruzione della città e l’ingresso al Macusa su tutte); peccato perché la confezione è pure buona.
Con tematiche e atmosfere di questo tipo un regista perfetto sarebbe stato del Toro, ma a quanto pare ci si deve accontentare.
E poi ci sono le musiche di Howard, che gli faanno metà del lavoro (o anche di più), nella creazione dell’atmosfera giusta, davvero splendide. Purtroppo però, non so se per scelta del regista o del compositore, tutti i temi principali vengono sfruttati pochissimo; e anche se le musiche sono talmente ricche di motivi che anche senza quelli lo score è sempre ottimo, avrei preferito una maggior compattezza per far sedimentare bene le nuove identità musicali.
Alla fine è un film fuori fuoco, con troppo materiale (per la durata) non perfettamente integrato nelle sue parti, scompensi di ritmo e personaggi e linee narrative non completamente formati e sfruttati, ma che riesce cmq a funzionare, sebbene al di sotto del suo potenziale narrativo, temaico e visivo.
Tremo al pensiero che Yates possa diriegere tutti i capitoli e spero che la Rowling riesca a riorganizzare meglio le idee di ciascun film, ma l’interesse per questo nuovo lato dell’universo magico c’è.
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Re: La stanzetta di Alex
Snowden di Oliver Stone
Che dire... temevo che la resa in fiction della vicenda potesse svilire il tutto, invece devo dire che sono riusciti a fare un buon lavoro che spero possa far interessare a certe tematiche anche l'uomo della strada.
Certo personalmente l'ho trovato meno di impatto rispetto all'ottimo Citizenfour, del resto è inevitabile che la rappresentazione di una certa scena generi meno tensione della ripresa della scena reale (soprattutto quando s'è già visto la scena reale, probabilmente per chi non ha visto il documentario della Poitras l'effetto sarà diverso), ma devo dire che anche nel film ci sono delle parti che han saputo colpirmi.
Il fatto poi che la resa filmica costringa anche a parlare del personaggio e della sua vicenda umana aggiunge dei dettagli nuovi alla storia essenziali per il grande pubblico (complessivamente il film semplifica e magari non spiega la sorveglianza di massa in tutti i suoi dettagli, ma era logico aspettarselo in un'opera del genere e si spera che almeno una parte di chi esce dal cinema abbia voglia di approfondire) e devo dire che ho trovato particolarmente azzeccato il finale che costringe lo spettatore a ricordare che è una vicenda reale.
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Re: La stanzetta di Alex
I magnifici sette di Antoine Fuqua
Remake di uno dei più grandi classici del western (a sua volta remake di un capolavoro di Kurosawa). Il film dell'anno scorso più che un western è un film d'azione mediocre e superficiale. Le quote multietniche per i 7 possono anche starci ma serviva un po' di sostanza... Caratterizzazione dei personaggi al minimo sindacale, senza un vero sviluppo all'interno del film. Interazione tra i 7 e gli abitanti del villaggio quasi nulla, di conseguenza si perde anche la morale finale dei due illustri predecessori. Colonna sonora decisamente non memorabile (e qui il confronto con il precedente è impietoso, chi non ricorda il celebre tema - che qui troviamo solo nei titoli di coda - del primo?) e gli ampi spazi del cinema di genere usati assai poco. Restano appunto le scene d'azione con il grosso lavoro fatto dagli stuntman.
Morale della favola: se avete due ore abbondanti il consiglio è di dedicarle alla visione del film del 1960 (anche se fosse la ventesima volta che lo vedete). Ma se volete guardarvi un film senza pretese può andare bene pure questo, certo non pensate di trovarci l'intensità dei duelli dello spaghetti western o il realismo cruento di Peckinpah o, per essere più recenti, la spettacolarità tarantiniana...
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Re: La stanzetta di Alex
Il politically correct ormai è entrato appieno pure nell'Accademy...
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Re: La stanzetta di Alex
Citazione:
Originariamente Scritto da
Baboden
Il politically correct ormai è entrato appieno pure nell'Accademy...
Giusto ieri guardavo la lista delle nomination a miglior film e mi son detto: "fossi nei favoritissimi (La La Land) mi guarderei da quello (il film con le minoranze al quadrato)"... e non a caso chi ha vinto? (tra l'altro con un pasticciaccio epocale...)
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Re: La stanzetta di Alex
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Originariamente Scritto da
Baboden
Animali fantastici e dove trovarli
Un riavvio riuscito a metà, ci sono tante idee interessanti e un grado di oscurità tipico della Rowling parecchio atipico per un blockbuster per ragazzi, oltre ad essere tremendamente attuale e con dei esiti tutt’altro che conciliatori.
(...)
Alla fine è un film fuori fuoco, con troppo materiale (per la durata) non perfettamente integrato nelle sue parti, scompensi di ritmo e personaggi e linee narrative non completamente formati e sfruttati, ma che riesce cmq a funzionare, sebbene al di sotto del suo potenziale narrativo, temaico e visivo.
Tremo al pensiero che Yates possa diriegere tutti i capitoli e spero che la Rowling riesca a riorganizzare meglio le idee di ciascun film, ma l’interesse per questo nuovo lato dell’universo magico c’è.
Visto ieri sera. Non sono un esperto del mondo della Rowling ma m'è parso guardabile come più o meno gli altri della serie precedente.
Devo dire però che leggendo la tua interessante e lunga recensione concordo su più punti.
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Re: La stanzetta di Alex
Citazione:
Originariamente Scritto da
pomo-pèro
Visto ieri sera. Non sono un esperto del mondo della Rowling ma m'è parso guardabile come più o meno gli altri della serie precedente.
Devo dire però che leggendo la tua interessante e lunga recensione concordo su più punti.
Hanno vinto anche l'Oscar come migliori costumi, anche se onestamente non aveva grossi rivali.
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Re: La stanzetta di Alex
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Originariamente Scritto da
pomo-pèro
Giusto ieri guardavo la lista delle nomination a miglior film e mi son detto: "fossi nei favoritissimi (La La Land) mi guarderei da quello (il film con le minoranze al quadrato)"... e non a caso chi ha vinto? (tra l'altro con un pasticciaccio epocale...)
Se vinceva la Streep il suo quarto Oscar era la fine della fiera della retorica...