Io propongo il reato di vergogna per chi fa parte o vota Pd. Gli altri partiti e movimenti sono e fanno altrettanto, ma intanto cominciamo con quello che si vanta di prendete più voti, relativamente parlando, secondo quel conteggio relativo a cui si oppone in sede di rappresentatività elettorale. Far scomparire prima il Pd avrebbe il vantaggio di trascinare con sé nell'annichilazione anche i partiti fantasma, come il M5S: infatti è noto che senza Pd, non ci sarebbe il M5S, mentre non è vero il contrario: senza il M5S ci sarebbe sempre il Pd, il che conferma il ruolo subalterno del M5S rispetto al Pd, anzi si può e deve parlare di un'attività volontaria resa quotidianamente dal M5S tesa alla sopravvivenza del Pd, e di Berlusconi. I nominati che devono risolvere il problema dei nominati.
Il M5Stimmate è una vergogna perché si appoggia agli altri in tema di materia elettorale, e mai elaborerà un suo straccio di proposta di legge elettorale diversa dagli altri. Che contro è se lascia fare su problemi chiave, istituendo e confermando i monopoli altrui su questioni delicate, decisive, da cui dipende la sua stessa esistenza? No, per i 5Stimmate la legge elettorale pertiene agli altri, precisamente al Pd e a Berlusconi.
Moretti nella sua famosa battuta scongiurava D'Alema di dire qualcosa di sinistra, e nessuno si chiedeva se il presunto scossone contenesse una fiducia dahlemienne incompatibile col soggetto a cui essa era veniva affidata, quasi sotto scorta, quasi una patente (D'Alema affidabile e gli altri no ); ma siamo altrettanto sicuri che oggi, dopo tutto quello che è successo al Pd e a D'Alema mossettante e falsamente differenziante rispetto alla segreteria renziana, e dopo la vergogna che prova il Pd ma non D'Alema maschera di Pulcinella nello show "contro" Orfini, Moretti "per far qualcosa" alla Renzi si rivolgerebbe ancora a D'Alema. Qualcosa non va, ma il punto fermo non è cosa fare, è rivolgersi alla persona sbagliata, come fa oggi ogni esponente del Pd che accetti la leadership di Renzi, che non si discute come l'eterna questione morale, naturalmente interna al partito, che non poteva fare a meno in altri tempi in cui il Pd appariva o si dava arie di novità, e anche adesso, della palla passata a D'Alema.
Quelli che vogliono risolvere i problemi del Pd o dell'Italia, pervicacemente ed epicamente, in ogni epoca, da dentro il Pd, i diversi che mai lascerebbero il partito per fondarne uno nuovo, una nuova sigla sia pure sulla carta, ricordano quei giovani di belle speranze che fanno richiesta di fare il cineforum dentro l'auditorium del comune e che, ricevuta risposta negativa per quella location, rinunciano del tutto al progetto. Spingendoci a chiederci: cosa vogliono/volevano in realtà?
Renzi: sconfitta brucia ma cambieró Pd. Perché sempre il Pd? Perché lasciarlo, perché cambiarlo? Perché da dentro il suo ventre molle? Si vede che ventre deve restare, non molle. Renzi non molla il Pd, il Pd non molla Renzi, finché non si trasformerà in Ps. Renzi, nel Pd, nonostante i cambiamenti e i risultati, neri, veri e sperati.
Renzi, ne ha anche per il M5S, definito un algoritmo (gioco facile, in un mondo e in una Nazione in cui si crede alla forza e alla fonte, in cui si pensa che siccome l'algoritmo è denunciato dal Pd, non può essere un algoritmo del Pd. Renzi ne ha anche per la Cgil, ipocrita, combatte i voucher poi li usa. Come fa lui col Pd. Perché non abolire Pd, Cgil e Camusso, e lasciare solo Renzi, ovvero le Idee?
Certe cose non si possono più dirimere, capire. Noi ci mettiamo la fantasia dentro, anche se non siamo del Pd. I peli bianchi sono più fragili, certi peli si vedono di più, dipende DOVE sono. Il fuoco della paglia poco dura impedisce alla paglia di essere dura, che bruci o no. O di cambiare partito. Quante volte ci siamo sentiti dire " neri come la pece", seguito da un'intimazione a lavarci? Davamo la colpa a quella povera pece, quando c'era in intento vittimizzante non verso la causa, il male che si accusa, causa sui. Anzi, il nero è assolto a tutte spese del paragone che è stato creato a causa sua.
Quelli del Pd, elettori ed eletti, sono come quelli che nella loro lista di film preferiti mettono tutti i film santificati dalla critica, gli Otto e mezzo i Quarto Potere e le Regole del gioco, ma, parlando in privato, e volontaristicamente, dei migliori romanzi di Verga, dicono che il migliore per essi non è I Malavoglia o Mastro Don Gesualdo, quei titoli cioè santificati dalla critica, bensì Storia di una Capinera, quello che hanno letto loro, l'unico. Facendoti pensare: perché non Una Peccatrice? Cazzeggio era quello, cazzeggio questo; tra massificazione e personalizzazione c'è sempre e solo assoluzione e imposizione.
Per gli esponenti o supporter del Pd conta chi dice, o a chi si dice. E così la dicono la stessa a tutti quelli che incontrano, il partito di massa. Finché non gli dici di chi è può andare bene, o loro decidono cosa in base a chi e quando. Conoscono qual è il male assoluto, che mai vorrebbero affrontare, e ció fa la loro debolezza. Non sentono la dedica quando non la conoscono: decidono che non gli piace. Il giorno si lava e a loro la schiuma sporca, la schiena di altri. Hanno gli occhi per sopracciglia per occhi, e le occhiaie per occhi.
Da quando...si svegliano, contano i minuti. Da quando i Ds sono diventati Pd. Da quando Ds (come dossier).
Chi non salta, bianco è. Chi non vota Pd, è. Chi è del Pd, non sa saltare. Chi vota, Pd è, e questo sarà semplicemente l'istituendo, per niente istintuale reato.
Ora, magicamente, Renzi si è staccato da Napolitano nel volere le elezioni subito dopo essere stato accanto a Napolitano per riforme e non...saggia tattica di differenziazione, e non è solo tattica, non solo stare a vedere. Trova l'intruso, tra Renzi e D'Alema, nel Pd. Chi rispetta chi? Chi ne fa parte a più pieno titolo? Niente di più facile, di più fascista, di più voto o non voto, a seconda. Scegli quello che ti piscia di più, fa lo stesso fallo lo stesso. Ecco che scatta nella mente, famoso fumoso, il sospetto suspicion as well as oblivion: Pd laboratorio permanente. Che vadano a lav(or)arsi, come il giorno.




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