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    Predefinito «Così convinceremo i francesi a votare Marine»

    Corriere della Sera

    Per lui, è «Marine». Sempre e solo Marine: il cognome, Le Pen, non conta. Un gesto di affetto, forse: David Rachline (classe ‘87, sindaco di Frejus e senatore del Var) è il responsabile della campagna elettorale della candidata del Front National, con la quale lavora da anni (nel 2012 era a capo dell’équipe digitale del partito di estrema destra e gestiva in prima persona l’account Twitter della Le Pen). Ma anche un segno di quanto, per queste presidenziali, il ruolo e la personalità della candidata siano centrali ed essenziali. È lei, con le sue idee, il suo programma ed il suo carattere, che i francesi voteranno. Ed è lei, «la cui forza è di non essere né di destra né di sinistra» come sottolinea Rachline, che deve riuscire a mettere insieme i voti di un elettorato «difficile» come quello del Fn.

    Gli elettori del Fn (e gli altri)

    Da un lato ci sono i lepennisti della prima ora, quelli che stavano dalla parte del fondatore Jean-Marie Le Pen (estromesso dal partito da Marine stessa). Dall’altro i sostenitori, liberal-conservatori, della linea della nipote Marion Maréchal-Le Pen. Poi lo zoccolo duro dei nazional-repubblicani, gli integralisti cattolici, i gruppi di identitari che stanno ancora più a destra della Le Pen ma che la voteranno perché è quella che più rispecchia le loro idee. Per tenere insieme tutte queste anime, interne al partito o che al partito fanno riferimento, «bisogna riunire, raggruppare. Ma per vincere ci serve più del 50% degli elettori, i nostri non bastano: dobbiamo convincere anche le persone che non votano Fn», insiste Rachline.

    La proposta di Marine Le Pen
    Come? La strategia immaginata dalla Le Pen e gestita da Rachline (che, ricorda, è stato nominato responsabile della campagna nel settembre scorso ma di fatto aveva già iniziato a riflettere su come strutturarla da prima) è semplice: definire i temi politici principali e puntare sui valori. «Quelli dello stato francese, dalla laicità alla libertà, che non sono né di destra né di sinistra. Ma poi serve anche una nazione forte che possa proteggere i cittadini», spiega il giovane. La proposta di Marine, come la riassume lui, è semplice: «O si vota per il sistema attuale, e poco importa che si scelga Fillon, Hamon, Macron o Mélenchon dato che sono tutti esponenti della stessa classe politica che ha portato la Francia alla crisi, oppure si fa una scelta di rottura e si cambia, votando la nostra candidata». Sotto questo punto di vista si capisce perché nel Fn (almeno a parole) non temano l’outsider di queste elezioni, l’ex ministro dell’Economia Emanuel Macron che resta il favorito dei sondaggi: «È una finta novità - argomenta Rachline - ha lavorato per anni per l’attuale presidente Hollande, fa parte di quelli che hanno rovinato il Paese».

    La campagna, dal web ai meeting
    Questo, in teoria. In pratica, per la campagna è stata messa a punto un’organizzazione rigida: «Un consiglio strategico, formato da un gruppo di specialisti in diversi ambito, che delinea gli obiettivi». Poi, «alcune decine di persone che la gestiscono giorno per giorno. In media hanno 30 anni, ma ci sono molti giovani soprattutto per la gestione del web». A proposito di web: quando gli si chiede come gestisce i rischi della «fachosphere» (il sottobosco online dell’estrema destra, che da un lato sostiene e rilancia i temi cari alla Le Pen ma dall’altro spesso va molto oltre) alza le spalle: «Le idee di Marine sono talmente chiare e note che non c’è dubbio possibile su cosa lei pensi e sostenga e cosa no, a prescindere dai rumors sul web». Internet è importante, certo, ma per Rachline la strategia vincente passa attraverso gli incontri «reali». Non tanto e non solo i grandi meeting, i bagni di folla nelle principali città francesi. Ma soprattutto «le riunioni politiche che abbiamo organizzato nei piccoli comuni di meno di 2mila abitanti. Quei centri dove i politici non vanno mai e dove invece di problemi da risolvere ce ne sono tanti: lì facciamo vedere che noi ci siamo», racconta.

    Così «Marine» ha cambiato il Fn

    La strategia per ora funziona. Da mesi i sondaggi confermano che la Le Pen potrebbe riuscire a passare lo sbarramento del primo turno. Un’«impresa» che era riuscita a Jean-Marie Le Pen solo nel 2002 (il fondatore del partito in tutto si è presentato alle presidenziali per cinque volte, l’ultima nel 2007), ed era finita con la vittoria dell’avversario Jacques Chirac. In Francia il passaggio di Le Pen padre al secondo turno lo ricordano tutti, e resta uno spauracchio che ha convinto molti giovani di allora a impegnarsi in politica per scongiurare il rischio che possa risuccedere. Invece potrebbe capitare, domenica prossima. Ma per Rachline non è una sorpresa, e non lo è da tempo: «Da quando Marine guida il partito (ne è stata eletta presidente nel 2011) ha creato una dinamica diversa: di fatto lo ha reso un movimento elettorale, ponendo delle basi solide che ci hanno portato fin qui».

    Verso le urne
    In uno degli ultimi sondaggi, condotto da Harris Interactive, in testa resta sempre Macron (che ottiene il 24% delle intenzioni di voto dei francesi), mentre la Le Pen si piazza al secondo posto ma perde un punto percentuale (22%, mentre la settimana precedente era al 23%). Un punto in più, invece, lo guadagna il candidato di destra François Fillon (20%), che resta però tallonato dall’esponente dell’estrema sinistra Jean-Luc Mélenchon (19%). Se Fillon dovesse ancora salire, le possibilità che la Le Pen finisca al secondo turno potrebbero ridursi. «Marine arriverà al secondo turno - afferma Rachline - poi, vedremo cosa vogliono davvero i francesi: continuare con questo sistema, che li ha portati alla crisi, o scegliere una strada diversa. Stavolta possiamo vincere».

    •   Alt 

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  2. #2
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    Predefinito Re: «Così convinceremo i francesi a votare Marine»

    Macron-le Pen non c'è storia, ma se Le Pen arrivasse al 40% al secondo turno sarebbe una grande affermazione
    non piu' interessato a questo forum

 

 

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