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  2. #2
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    Predefinito Re: Istat oggi: prospettive positive per la crescita.

    Non e' proprio cosi'...Diciamo che hanno estrapolato i lati positivi...
    http://www.istat.it/it/files/2016/12...+integrale.pdf
    Primo Ministro di TPol...[MENTION]
    Proudly member of the Bilderberg Group-Chtulhu Section..

  3. #3
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    Predefinito Re: Istat oggi: prospettive positive per la crescita.

    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  4. #4
    cittadina del mondo
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    Predefinito Re: Istat oggi: prospettive positive per la crescita.

    http://www.istat.it/it/files/2016/12/nota-stampa-ASI2016.pdf


    Il declino della popolazione arginato sol
    o
    in parte
    dal
    le migrazioni
    Al 31 dicembre 2015, la popolazione residente in Italia è di 60.665.551 persone (29.456.321
    maschi e 31.209.230 femmine), oltre 130 mila in meno rispetto all’inizio dell’anno. La differenza fra
    nascite e morti si conferma negativa (
    -
    161.791),
    mentre quella fra iscrizioni e cancellazioni
    anagrafiche, sebbene positiva (+31.730), riesce solo in minima parte a contenere il declino della
    popolazione. Anche il saldo con l’estero è positivo (+133.123), ma in diminuzione rispetto al 2014.
    A livello te
    rritoriale, il calo si presenta piuttosto omogeneo
    ma sono
    il Sud e le Isole
    a far registrare
    il maggiore decremento annuo (
    -
    0,3
    %
    ).
    Ancora in c
    alo
    le nascite
    Nel 2015 prosegue anche il calo delle nascite: i nati vivi
    sono stati
    485.780
    da
    502.596
    d
    el
    2014
    .
    I
    l
    quoziente di natalità, uniforme sul territorio, scende a 8,0 nati per mille abitanti da 8,3 dell’anno
    precedente.
    Battuta d’arresto per la speranza di vita
    ,
    ma è sempre fra le più alte
    nell’Ue
    Nel 2015 il numero dei decessi cresce rispetto all’anno
    precedente e raggiunge le 647.571 unità
    (49.207 in più rispetto all’anno precedente).
    Di conseguenza l
    a speranza di vita alla nascita (vita
    media), dopo anni di crescita costante
    ,
    nel 2015 subisce una battuta d’arresto, passando da 80,3
    anni a 80,1 anni pe
    r i maschi e da 85,0 a
    84,7 per le femmine.
    Una società invecchiata
    Al 31 dicembre 201
    5
    ogni 100 giovani ci sono 161,4 over65
    ,
    da 157,7 dell’anno precedente. Sul
    territorio, è la Liguria la regione con l’indice di vecchiaia più alto (246,5 anziani ogni
    100 giovani)
    mentre quella con il valore più basso è la Campania (117,3%),
    ma in
    entramb
    i
    i
    casi
    i valori
    sono
    in aumento rispetto al precedente anno.
    Nell’Ue a 28 paesi
    ,
    al 31 dicembre 2014
    l’Italia si
    conferma al secondo posto
    nel processo di invecchiam
    ento della popolazione
    , preceduta dalla
    Germania che ha circa 160 anziani ogni 100 giov
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
    (Pablo Neruda - Attribuita)

  5. #5
    cittadina del mondo
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    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
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  6. #6
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    Predefinito Re: Istat oggi: prospettive positive per la crescita.

    Dopo oltre 8 anni di crisi nera ................. SAREBBE FINALMENTE ORA.
    Se non vi sta bene quello che dico, cito la canzone di Mingardi: socmel.

  7. #7
    cittadina del mondo
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    Predefinito Re: Istat oggi: prospettive positive per la crescita.

    Citazione Originariamente Scritto da Ex Gidue Visualizza Messaggio
    Dopo oltre 8 anni di crisi nera ................. SAREBBE FINALMENTE ORA.

    Le libertà in pericolo nel 2017 tra terrorismo, crisi economica e assoggettamento dei media ? Articolo21
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
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  8. #8
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    Predefinito Re: Istat oggi: prospettive positive per la crescita.

    Ok

  9. #9
    cittadina del mondo
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    Predefinito Re: Istat oggi: prospettive positive per la crescita.

    Citazione Originariamente Scritto da Ex Gidue Visualizza Messaggio
    Dopo oltre 8 anni di crisi nera ................. SAREBBE FINALMENTE ORA.

    La palude del Jobs Act secondo i dati (quelli veri) - Diritti Globali 3.0Diritti Globali 3.0 | il sito di SocietàINformazione Onlus e del Rapporto sui diritti globali

    ella seconda metà del 2016 l’occupazione cala, i contratti precari crescono, lavorano di più gli over 50, i più penalizzati sono i giovani. La crescita dell’occupazione sull’anno è stata calcolata in 543 mila unità, di cui 487 mila a tempo indeterminato. Coincide con l’erogazione degli incentivi pubblici (tra gli 11 e i 18 miliardi in un triennio) erogati dal governo alle imprese. Il taglio della decontribuzione per i neoassunti da 8040 a 3250 euro ha provocato un drastico calo di queste assunzioni e alla crescita dei contratti a termine che rappresentano la stragrande maggioranza degli assunti in Italia.
    Confermato il boom dei voucher: venduti 121 milioni nei primi dieci mesi del 2016, 88 milioni usati, pari allo 0,23% del costo del lavoro totale in Italia. Se i voucheristi fossero all’interno di un contratto di lavoro, ci sarebbero 47 mila lavoratori a tempo pieno. Confermato l’immobilismo delle politiche attive previste dal Jobs Act. Averle legate al referendum costituzionale del 4 dicembre, e alla riforma delle competenze dello Stato e delle regioni, non ha giovato alla “seconda gamba” del Jobs Act.
    L’analisi in dettaglio è utile per comprendere le diseguaglianze costitutive del mercato del lavoro. Sono sempre meno occupati gli under 35, lavorano di più gli over 50. Nella prima fascia di età l’occupazione è calata di 55 mila unità nel terzo trimestre precedente e di 29 mila rispetto a quello dell’anno scorso. Tra gli over 50 prosegue invece la crescita occupazionale, sia pure in misura minore. Gli occupati ultra-cinquantenni sono cresciuti di 79 mila unità rispetto al secondo trimestre 2016 e di 344 mila unità (+4,6%) rispetto al terzo trimestre 2015.
    È l’effetto della riforma Fornero che ha allungato l’età pensionabile e oggi incide sul numero complessivo degli occupati. Il Jobs Act non crea nuova occupazione, ha eliminato le tutele contro i licenziamenti senza giusta causa e permette solo a chi aveva già un lavoro precario di averne un altro. Per giunta precario. Numeri, e tendenze, da tenere presenti quando il prossimo esponente del governo, come ha fatto il ministro del lavoro Poletti, tornerà alla carica con la retorica paternalista «contro i giovani che non lavorano» o che vanno all’estero.
    INTERESSANTE l’analisi sulla composizione degli occupati dipendenti realizzata in base alle comunicazioni del ministero del lavoro: nel terzo trimestre 2016 è stato registrato un aumento congiunturale di 83 mila posizione a tempo determinato, solo 10mila a tempo indeterminato, per un totale di 93 mila unità. Questa è la proporzione media che va proiettata sull’intero mercato del lavoro: la stragrande maggioranza degli occupati in Italia è variamente precaria. Su base congiunturale la nota registra un aumento del tempo determinato dopo il ridimensionamento del trimestre precedente. Su base tendenziale c’è una crescita del tempo indeterminato prodotta a cavallo tra il 2015 e il 2016 tale da indurre ancora oggi un «effetto di trascinamento». Con il taglio degli incentivi anche questo effetto rischia di rallentare.
    AUMENTANO gli infortuni sul lavoro. Nel terzo trimestre 2016 l’Inail ne ha registrati 137 mila (+1,1%). Un incremento legato alla crescita dell’occupazione e all’esposizione al rischio. Quando non c’è, il lavoro è tragico. Quando c’è, è pericoloso e anche mortale. L’Istat, infine, ha registrato a dicembre – il mese delle tredicesime – un miglioramento del clima di fiducia dei consumatori. «Non vorremmo che tali dati venissero da indagini svolte in altri Paesi – hanno commentato, non senza ironia, Adusbef e Federconsumatori – in queste feste c’è stato un mercato di puro galleggiamento ed è peggiorato a Sud. Il nostro sistema economico è ancora prigioniero di una fase di stallo».
    Le guerre sono fatte da persone che si uccidono senza conoscersi, per gli interessi di persone che si conoscono ma non si uccidono.
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  10. #10
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    Predefinito Re: Istat oggi: prospettive positive per la crescita.

    Per una volta hai ragione

    Con un piddy in prospettiva sotto il 20per cento la situazione generale non pyo xhe trarne beneficio

 

 
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