L'Anagrafe Pubblica degli Eletti e dei Nominati
I Radicali e la trasparenza delle istituzioni
Nel 1976, appena entrati a Montecitorio, i quattro deputati radicali organizzarono delle trasmissioni “pirata” delle sedute d’aula facendo viaggiare - per la prima volta nella storia italiana - le voci dei parlamentari sulle onde di Radio Radicale, nata appena un anno prima.
L’allora presidente della Camera Nilde Jotti ingaggiò una vera e propria guerra contro l’ennesimo “scandalo” radicale togliendo a ripetizione il segnale. Alla fine, i radicali la spuntarono: si erano basati su un principio costituzionale, l'articolo 64 che dice che “le sedute sono pubbliche”. Fino a quel momento le sedute erano sì “pubbliche”, ma solo per i giornalisti parlamentari che poi facevano i resoconti sulle loro testate, per chi chiedeva seguendo una faticosissima trafila burocratica l’accesso ai resoconti stenografici e per i pochissimi che potevano entrare perché invitati da un eletto. Dopo l'iniziativa dei Radicali le sedute diventarono pubbliche per tutti e, finalmente, l’elettore comunista poté ascoltare in diretta la viva voce di Enrico Berlinguer, così come quello “fascista” l’intervento di Giorgio Almirante.




Rispondi Citando