Pdl, battaglia anti esclusione
E nasce la tesi del “complotto”
Michele Scandroglio, coordinatore ligure Pdl parla «di complotto mediatico». Il suo vice Minasso non esclude un ricorso alla Procura di Torino, competente per la Liguria, sull’operato della Commissione elettorale. Il ministro Scajola: «Un fatto formale non può superare la sostanza del problema. Sulla vicenda ci sono molte ombre». L’esclusione per le irregolarità nella raccolta delle firme, delle liste del Pdl accenda la battaglia giudiziaria e politica. Michele Scandroglio sostiene anche la tesi di un “complotto mediatico”. Il Pdl ricorrerà anche al ministero degli interni Maroni e chiede al candidato del centrosinistra, Boffa, «un suo intervento deciso e determinato affinché si possa andare all’elezioni ad armi pari».
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SCAJOLA: LA FORMA NON PUO’ SUPERARE LA SOSTANZA
«Un fatto formale non può essere superiore alla sostanza del problema»: lo ha dichiarato il ministro per lo Sviluppo Economico, Claudio Scajola, in merito all’esclusione, a causa di vizi formali, della lista del Popolo della Libertà alla competizione elettorale per la provincia di Savona.
«Ci sono molte ombre su questa vicenda - ha affermato Scajola parlando a Genova - Perché al di là delle firma contestate per un fatto formale, vi è un numero sufficiente invece che bastavano per ammettere la lista».
«Vedremo quale sarà la pronuncia del Tar in udienza e poi ci sarà ancora il Consiglio di Stato - ha aggiunto il ministro - Non posso credere che a Savona si possano svolgere e si svolgeranno le elezioni senza il Pdl. Credo che la democrazia imponga di confrontarsi dando spazio agli elettori. Tutto il resto è chiacchiera».
Secondo Scajola, «la lista del PdL si presenta già da sola: ha il 40% degli elettori e a Savona ha avuto la maggioranza assoluta; errori formali sicuramente ci sono stati - ha concluso Scajola - ma non sono sufficienti per escludere la lista».
SCANDROGLIO: «SCRIVEREMO AL MINISTRO»
Sulla questione è intervenuto anche Michele Scandroglio, coordinatore ligure del Pdl: «Presenteremo un’interrogazione al ministro degli Interni perché riteniamo che ci sia una volontà precisa di escludere il Pdl da queste elezioni».
«Crediamo che questa situazione sia stata gestita in maniera decisamente eccessiva e per questo riteniamo indispensabile non solo richiedere l’intervento del ministro, ma anche ricorrere al Consiglio di Stato. Vaccarezza (candidato del centrodestra, ndr) resta al suo posto e nel frattempo continuerà la campagna elettorale».
ESPOSTO ALLA PROCURA DI TORINO CONTRO LA COMMISSIONE ELETTORALE
È stato un problema formale, ma stiamo valutando anche di incaricare la Procura di Torino di indagare se vi sono state anomalie su come ha lavorato l’ufficio elettorale del tribunale di Savona. Torino ha competenza sul lavoro svolto dalla magistratura savonese». Lo ha dichiarato stamani a Savona il vice coordinatore regionale Pdl, Eugenio Minasso, in relazione all’esclusione per vizi formali della lista del Popolo della Libertà dalla competizione elettorale per la Provincia di Savona. «Abbiamo anche fermato una manifestazione che aveva come obiettivo quello di fermare il lavoro del tribunale - ha aggiunto Minasso -. Agli elettori diciamo che faremo qualunque cosa per garantire il diritto ai cittadini di votare il loro partito». «Sulle firme - ha aggiunto Sandro Biasotti, nel corso di un incontro con tutti i parlamentari Pdl della Liguria - se ci sono state irregolarità sono state solo formali. E a Boffa, il candidato del centrosinistra, chiedo di fare qualcosa di straordinario, un suo intervento deciso e determinato afffinché si possa andare all’elezioni ad armi pari». Il senatore Franco Orsi si è invece detto convinto che «il Pdl sarà riammesso o dal Tar o dal Consiglio di Stato». «Quel giorno - ha proseguito - chiameremo a rispondere chi ha sbagliato e in questo caso l’ufficio elettorale. Chiederemo al ministro perché in due giorni è stato cambiato un membro di quella commissione. C’è stata poi una fuga di notizie di atti segretati. Ad oggi nessuno di noi è a conoscenza dell’esistenza di avvisi di garanzia».
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