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  • 1 Post By Zeratul

Discussione: “Yi dai yi lu”, ovvero la globalizzazione in versione cinese

  1. #1
    Christianita
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    Predefinito “Yi dai yi lu”, ovvero la globalizzazione in versione cinese

    “Yi dai yi lu”, ovvero la globalizzazione in versione cinese © AP Photo/ Eugene Hoshiko
    OPINIONI
    13:29 17.05.2017(aggiornato 134 17.05.2017) URL abbreviato
    Giulietto Chiesa
    125340
    La Cina lancia la sua “globalizzazione” con un’accoppiata quasi poetica e densa di significati: “yi dai yi lu”, cioè un nastro che è una strada, ovvero una strada che sarà una cintura.

    Unirà tre continenti: Asia, Europa e Africa. Ma, a quanto pare, sono invitati a pertecipare anche i paesi dell'America Latina.

    Sarà (comincia già ad esserlo) una gigantesca operazione per far muovere verso l'Europa la strapotenza produttiva di beni che la Cina continua ad essere, nonostante il suo rallentamento degli ultimi tre anni. Lo dicono le cifre che Xi Jinping ha snocciolato di fronte agli occhi dei leader di 64 paesi, in rappresentanza di oltre quattro miliardi di individui, più della metà del genere umano. Quasi nove miliardi di dollari stanziati proprio da Pechino a sostegno di una sviluppo degl'investimenti su un percorso di diverse decine di migliaia di chilometri.

    China National Convention Center, forum della Nuova via della seta
    © REUTERS/ THOMAS PETER
    Capo OMC definisce condizioni di successo del progetto della "Una cintura una strada"
    E non sono solo promesse. Il Porto del Pireo è già un esempio strepitoso delle potenzialità del progetto che, nella lingua attualmente dominante, è descritto assai prosaicamente come Obor (One Belt One Road) e che nell'immaginazio comune passerà alla storia come La nuova Via della Seta. Il Pireo è già, per il 67%, divenuto cinese l'anno scorso. E, sotto la gestione della Cosco (China Ocean Shipbuilding Company) ha portato il maggiore porto greco dal 93-esimo al 39-esimo posto mondiale per capacità di movimentazione delle merci.
    Ma è solo un esempio di quello che accadrà. Un treno merci ha già attraversato in una ventina di giorni l'immenso spazio che domani collegherà stabilmente Londra e Pechino, attraversando tutta l'Asia Centrale, la Russia e una bella porzione d'Europa, dimezzando il tempo di trasporto via mare di una quarantina di container. E si tenga conto che le infrastrutture sono ancora al punto di partenza. Figuriamoci cosa accdrà nei prossimi anni in termini di accelerazione della movimentazione delle merci.

    Vladimir Putin al forum economico di Pechino
    © SPUTNIK. ALEKSEY NIKOLSKYI
    Putin sostiene il progetto economico della Cina per il continente eurasiatico
    Ma tutti capiscono che siamo di fronte a un progetto globale che rivoluzionerà non solo i traffici commerciali, ma modificherà tutti gli equilibri planetari. È già stato notato che Xi Jinping era andato a Davos facendosi alfiere della globalizzazione. Ma quella cinese è altra cosa rispetto alla globalizzazione "americana". Pechino non pone condizioni politiche. Al contrario offre investimenti a destra e a manca. Non tocca gli assetti politici interni dei paesi interessati, non detta ideologie. Vuole vendere e comprare e aprire vie di traffico non solo alle proprie merci, ma anche a quelle di tutti i partner. Ciascuno dei quali ricaverà vantaggi duraturi in termini di infrastrutture e, a breve temine, di diritti di transito.
    Presidente della Cina Xi Jinping
    © SPUTNIK. SERGEY GUNEEV
    L'economia dell'Europa tra la Cina e gli Stati Uniti
    È l'avvio di un processo davvero senza precedenti per dimensioni, rispetto al quale il parallelo con il Piano Marshall — con cui i capitali americani ricostruirono l'Europa Occidentale distrutta, ma anche si assicurarono il dominio politico su di essa — appare del tutto inadeguato. Ora sono in ballo decine di trilioni di yuan. Infatti uno dei significati politici, cioè delle conseguenze, di questo progetto sarà quello di mettere in secondo piano l'influenza del dollaro nei mercati mondiali.
    Xi Jinping ha fatto cenno alle intenzioni cinesi in termini di sviluppo della "interconnessione" e sulla "cooperazione", evitando in ogni passaggio del suo discorso ogni riferimento a una qualche progenitura cinese. Gli ha fatto eco Vladimir Putin addirittura additando il "protezionismo" come "minaccia all'economia globale".

    I paesi BRICS in cifre
    © SPUTNIK.
    I BRICS in cifre
    Insomma i ruoli sembrano essere invertiti sono ogni profilo. Ma il blocco del BRICS, all'interno del quale Cina e Russia svolgono il ruolo trainante, si presenta come alternativa di vasto respiro, senza apparenti implicazioni politiche, ai progetti statunitensi e occidentali di vincolare i paesi membri a trattati — come il Ceta, o il TTIP, o la intesa Transpacifica — che sottopongono gli stati nazionali a condizioni che ne violano la sovranità nazionale a vantaggio esclusivo delle grandi banche internazionali e delle corporations.
    È evidente (basta guardare la carta geografica) che il primo paese a risultare avvantaggiato da un tale progetto sarà la Russia, che è vitalmente interessata alla migliore utilizzazione della sue immense risorse naturali e che sarà uno dei luoghi principali attraverso il quale il flusso dei traffici è destinato a passare.

    L'Europa è rimasta a guardare. Più diffidente che entusiasta. Il "protezionismo" di cui ha parlato Putin è l'arma che l'Occidente potrebbe scegliere per rallentare un tale cambio di marcia. Non è un caso che dell'intero Occidente solo l'Italia, con il suo premier Gentiloni, si sia presentata all'appuntamento. Gesto lungimirante, destinato a contare sul futuro delle relazioni tra Italia, Russia e Cina. Ma l'Europa nel suo complesso ha comunque non poco da temere in termini di competitività. E già annuncia l'uso dell'arma dei dazi per difendere l'ondata di prodotti "troppo" competitivi. Una reazione che, dal punto di vista strettamente economico appare miope, ma che sembra dettata, al momento, piuttosto da motivazioni politiche che da ragioni economiche. In attesa che si diradino le nuvole di tempesta che si accumulano nel cielo di Washington. Tuttavia potrebbe essere un'attesa lunga e, per questo, fatale.


    https://it.sputniknews.com/opinioni/...a-una-cintura/
    «Feared neither death nor pain,
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  2. #2
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    Predefinito Re: “Yi dai yi lu”, ovvero la globalizzazione in versione cinese

    i cinesi lo hanno piccino, forse è per questo che nessuno si accorge che ci inculano.

  3. #3
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    Predefinito Re: “Yi dai yi lu”, ovvero la globalizzazione in versione cinese

    Speriamo facciano piazza pulita di negrarabi mentre costruiscono

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  4. #4
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    Predefinito Re: “Yi dai yi lu”, ovvero la globalizzazione in versione cinese

    Citazione Originariamente Scritto da Zeratul Visualizza Messaggio
    Speriamo facciano piazza pulita di negrarabi mentre costruiscono

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    Li terranno a bada, sono tipi da assoggettamento non da piazze pulite.
    Scegli la simpatia. Scegli i Social Democratici.

  5. #5
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    Predefinito Re: “Yi dai yi lu”, ovvero la globalizzazione in versione cinese

    Citazione Originariamente Scritto da DarkNicolazzi Visualizza Messaggio
    Li terranno a bada, sono tipi da assoggettamento non da piazze pulite.
    Senza i negrarabi, i cinesi (quelli del continente e non quelli di Taiwan) non avrebbero avuto i voti necessari per entrare nelle nazioni unite nel 1971. E da allora sono sempre stati riconoscenti verso i neri sopratutto.
    Se ti danno fastidio i negrarabi, sappi che gli investimenti che i cinesi spargeranno lungo questa via, porteranno lavoro e stabilità. Quindi minori motivi per migrare in Europa.

  6. #6
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    Predefinito Re: “Yi dai yi lu”, ovvero la globalizzazione in versione cinese

    Citazione Originariamente Scritto da cloyce Visualizza Messaggio
    Senza i negrarabi, i cinesi (quelli del continente e non quelli di Taiwan) non avrebbero avuto i voti necessari per entrare nelle nazioni unite nel 1971. E da allora sono sempre stati riconoscenti verso i neri sopratutto.
    Se ti danno fastidio i negrarabi, sappi che gli investimenti che i cinesi spargeranno lungo questa via, porteranno lavoro e stabilità. Quindi minori motivi per migrare in Europa.
    crescono di 50k unita' al giorno ... solo gli africani
    cibo italiano no buono
    cibo africano migliore
    wifi non funziona
    centro di citta e' lontano

  7. #7
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    Predefinito Re: “Yi dai yi lu”, ovvero la globalizzazione in versione cinese

    Citazione Originariamente Scritto da bimbogigi Visualizza Messaggio
    crescono di 50k unita' al giorno ... solo gli africani
    Se stanno bene a casa loro, vedrai che non verranno qui da noi.

  8. #8
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    Predefinito Re: “Yi dai yi lu”, ovvero la globalizzazione in versione cinese

    Giulietto Chiesa e Blondet, sempre quei due.


    Come è umano lei !!!


 

 

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